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  1. #22411
    Vento forte L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Berlusconi è stato l'unico ad avere un consenso che gli poteva garantire quell'appoggio necessario per portare avanti un progetto di risanamento a lungo termine (le "solite" riforme strutturali ecc ecc). Cosa che, ovviamente, non ha fatto sprecando un'occasione unica, e per questo do più colpe a lui rispetto agli altri per la situazione attuale.

    Renzi da subito è sempre stato in bilico, faceva il gradasso su un appoggio di argilla sin dall'inizio.



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    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  2. #22412
    Vento moderato L'avatar di Edonati
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Putin è un dittatore, e il suo discorso contro i traditori della Russia rivela chiaramente il suo pensiero, il suo modo di agire e il carattere della persona.
    La maggioranza bulgara con cui è stato eletto non è da paese democratico, e fa pensare a brogli elettorali anche piuttosto estesi.

  3. #22413
    Vento fresco L'avatar di nevearoma
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Putin avrebbe stravinto anche senza brogli, è proprio quello il problema.
    "In Africa non cresce il cibo. Non crescono i primi. Loro non hanno i contorni. Una fetta di carne magari la trovi, ma hanno un problema con i contorni. Per non parlare della frutta."

  4. #22414
    Burrasca L'avatar di Fabio Volcano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Si vabbè...votato è una parola grossa in quel Paese
    Noi che invece abbiamo votato con una legge incostituzionale e fatta per non far vincere un partito siamo dei maestri di democrazia

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  5. #22415
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    Berlusconi è stato l'unico ad avere un consenso che gli poteva garantire quell'appoggio necessario per portare avanti un progetto di risanamento a lungo termine (le "solite" riforme strutturali ecc ecc). Cosa che, ovviamente, non ha fatto sprecando un'occasione unica, e per questo do più colpe a lui rispetto agli altri per la situazione attuale.

    Renzi da subito è sempre stato in bilico, faceva il gradasso su un appoggio di argilla sin dall'inizio.



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    ll primo ha governato dal 2001 al 2006 con una maggioranza schiacciante come poche in Italia e dal 2008 al 2011 con una che era partita vasta quasi quanto nel primo periodo ma si è gradualmente sfaldata. Il secondo ha governato solo tre anni scarsi,con una maggioranza numericamente esigua e composta anche da fuorisciti della coalizione sulla carta antagonista. Il secondo ha cercato di imitare il primo ma non ne aveva i mezzi e soprattutto ha operato in un contesto storico e sociale molto mutato rispetto a quello,ben più tranquillo,dello scorso decennio(almeno fino al 2006 compreso).
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  6. #22416
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Concordo con te, anzi rincaro la dose nel senso che il Nord Italia + il centro lato tirrenico, cioè Toscana e Lazio, se oggi fosse uno Stato unitario per conto proprio, gareggerebbe tranquillamente il passo delle zone più all'avanguardia dell'Europa.

    Sul fatto che il voto abbia un che di Visegrad si, sono d'accordo, ma sinceramente penso che più che un voto anti-Europa sia un voto appunto anti-immigrazione e fortemente pro-sicurezza, oltre che spinto molto in favore della flat tax e di politiche più pro-autonomia...

    Su quest'ultimo punto mi scappa peraltro un po' da ridere, ovviamente in modo assai sarcastico e della serie "rido per non piangere", vista la svolta nazionalista che ha preso la Lega ormai stabilmente da 4-5 anni.

    Al Sud al contrario l'emergenza vista come prioritaria è soprattutto quella economica (disoccupazione, pensando di risolverla con il reddito da divano ). Da cui due Italie con due esigenze diverse: il nord quella di conservare tutto il possibile, il sud quella di rivoluzionare tutto perché con la situazione attuale non hanno certamente da perderci da ogni tentativo di radicale cambiamento (rappresentato inevitabilmente da una forza trasversale e presuntamente anti-sistema come i 5 stelle).
    Personalmente penso che l'unificazione di Italia non sia stata un errore ma semplicemente il frutto di un processo storico che altrove si è messo in moto ben prima,quello della nascita degli Stati nazionali.
    Col senno di poi, la forma federale o addirittura confederale(tipo Svizzera prima maniera) sarebbe stata più adatta alle peculiarità di un Paese lungo e variegato come l'Italia ma non c'è dubbio che l'Italia come concetto non solo geografico esistesse almeno dal tempo della Roma Repubblicana(anche se allora non comprendeva la Sicilia e finiva al Po; sopra era Gallia ,il che era anche più sensato da molti punti di vista,sui quali i Romani la sapevano lunga).
    Ma tale forma non fu realizzabile in concreto,nel momento in cui il Papa Re e i Borbone del Regno delle Due Sicilie non vollero saperne di aderire ad una Confederazione italiana,preferendo coltivare il loro orticello.
    Per cui la via della centralizzazione piemontese prima ma molto più romana dopo fu inevitabile.
    Ma ormai è latte versato da secoli.Personalmente,per l'Italia faccio lo stesso discorso fatto per l'Unione Europea: funzionerebbe bene come Confederazione,più che come Federazione, e non è escluso che in futuro si torni a battere questa strada.
    Ma è un futuro molto lontano per l'Italia(per l'UE secondo me no),semplicemente perché l'unico partito che per un poco ha puntato alla secessione e per molto al federalismo ormai ha deciso di fare la versione italiana del Fronte Nazionale, con notevole e replicabile successo elettorale.( e così ho risposto pure a @FilTur).
    Ultima modifica di Josh; 24/03/2018 alle 08:31
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  7. #22417
    Uragano L'avatar di Friedrich 91
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio Volcano Visualizza Messaggio
    Noi che invece abbiamo votato con una legge incostituzionale e fatta per non far vincere un partito siamo dei maestri di democrazia

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    Fino a prova contraria la legge elettorale è stata votata da un Parlamento con la procedura ordinaria con la quale si sono votate tutte le leggi dal 1946 ad oggi. Non la vuoi chiamare democratica? Pazienza: sta di fatto che è stata approvata come tutte le altre, dunque con una procedura che tutti ritengono democratica.

    Il partito di belle facce di cui parli si è opposto alla legge senza proporre nulla di nuovo, come fa ogni volta. Di conseguenza è ovvio che si tratti di un complotto organizzato dai partiti e da non so chi per non far vincere il nuovo che avanza...mi pare palesissimo il complotto.

  8. #22418
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio Volcano Visualizza Messaggio
    Noi che invece abbiamo votato con una legge incostituzionale e fatta per non far vincere un partito siamo dei maestri di democrazia

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    Il problema è che le norme elettorali non sono enunciate nella costituzione quindi se la rigirano come pare a loro con leggi ordinarie.

  9. #22419
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Siamo sicuri che per governare servano delle idee o dei programmi in materia di economia e sviluppo? I fratelli Castro hanno mantenuto il consenso politico a Cuba dal 12 marzo del 1962 con la "Libreta", che passa come "tessera annomaria" ma di fatto è diventata la versione stracciona del reddito di cittadinanza...

    Mussolini ha raggiunto il massimo del consenso politico e sociale durante il periodo delle "Sanzioni" (1935/36), inoltre l'intero ventennio fascista è stato contraddistinto da una fortissima compressione dei consumi e da una crescita del PIL così lenta da essere sostanzialmente piatta per lunghissimi periodi, quindi, al netto di una "Modernizzazione apparente", il Regime fascista ha governato e consolidato il suo potere durante un interminabile periodo di stagnazione economica, che ha coscientemente prolungato. Salazar in Portogallo e Franco in Spagna, che applicarono le stesse ricette economiche ai loro paesi, ma senza tentare l'avventura bellicista al fianco di Hitler, riuscirono a restare al potere a lungo nei loro paesi, con indicatori economici costantemente piatti e di fatto Franchismo e Salazarismo declinarono solo quando furono introdotte blande riforme economiche di tipo "mercantilista" (negli anni '60). Credo che il metodo migliore per ottenere il consenso e mantenerlo nel tempo sia quello di ridurre le persone alla fame (con il loro consenso e magari concentrano l'odio dell'opionione pubblica verso il solito nemico esterno) per poi dare loro quel che è strettamente necessario alla sopravvivenza. Tant'è che Raúl Castro, dopo aver pensato di abrogare la "Libreta", ha deciso di mantenerla, mentre Maduro l'ha introdotta alla fine del 2016... può sembrare incredibile, ma uno stato con un'economia semi-autarchica, basata sul razionamento di beni di prima necessità, se non arrivano scossoni dall'esterno, può essere politicamente molto più stabile di un'economia mercantilista... basta trovare un nemico esterno da accusare e la sostanziale complicità dei media: una volta c'erano il "Comunismo ateo" e l'immaginaria '"Internazionale ebraica", oggi ci possono essere l'UE, il FMI o anche soggetti immaginari come il "Nuovo Ordine Mondiale"...
    Ultima modifica di galinsoga; 24/03/2018 alle 11:47

  10. #22420
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da galinsoga Visualizza Messaggio
    Siamo sicuri che per governare servano delle idee o dei programmi in materia di economia e sviluppo? I fratelli Castro hanno mantenuto il consenso politico a Cuba dal 12 marzo del 1962 con la "Libreta", che passa come "tessera annomaria" ma di fatto è diventata la versione stracciona del reddito di cittadinanza...

    Mussolini ha raggiunto il massimo del consenso politico e sociale durante il periodo delle "sanzioni" (1935/36), inoltre l'intero ventennio fascista è stato contraddistinto da una fortissima compressione dei consumi e da una crescita del PIL così lenta da essere sostanzialmente piatta per lunghizzimi periodi, quindi, al netto di una "Modernizzazione apparente", il Regime fascista ha governato e consolidato il suo potere durante un interminabile periodo di stagnazione economica, che ha coscientemente prolungato. Salazar in Portogallo e Franco in Spagna, che applicarono le stesse ricette economiche ai loro paesi, ma senza tentare l'avventura bellicista al fianco di Hitler, riuscirono a restare al potere a lungo nei loro paesi, con indicatori economici costantemente piatti e di fatto Franchismo e Salazarismo declinarono solo quando furono introdotte blande riforme economiche di tipo "mercantilista" (negli anni '60). Credo che il metodo migliore per ottenere il consenso e mantenerlo nel tempo sia quello di ridurre le persone alla fame (con il loro consenso e magari concentrano l'odio dell'opionione pubblica verso il solito nemico esterno) per poi dare loro quel che è strettamente necessario alla sopravvivenza. Tant'è che Raúl Castro, dopo aver pensato di abrogare la "Libreta" ha deciso di mantenerla, mentre Maduro l'ha introdotta alla fine del 2016... può sembrare incredibile, ma uno stato con un'economia semi-autarchica, basata sul razionamento di beni di prima necessità, se non arrivano scossoni dall'esterno, può essere politicamente molto più stabile di un'economia mercantilista... basta trovare un nemico esterno da accusare e la sostanziale complicità dei media: una volta c'erano il "Comunismo ateo" e l'immaginaria '"Internazionale ebraica", oggi ci possono essere l'UE, il FMI o anche soggetti immaginari come il "Nuovo Ordine mondiale"...
    Straquoto.Le riforme tecnocratiche in Spagna furono pensate dall'Opus Dei ma non incisero profondamente sulla società spagnola,mentre quelle salazariste furono persino più blande.Comunque un poco di crescita economica la Spagna la vide eccome,negli anni 60': in quel decennio fu il terzo Paese al mondo per accrescimento economico,dopo Italia ed USA ed il reddito procapite passò da livelli turchi ad oltre il 70% della media CEE.Ma fu un fuoco di paglia,tanto è vero che nei primi anni 70' la Spagna fu colpita da una forte stagnazione.E soprattutto rimase indietro a livello infrastrutturale.
    Peggio,molto peggio il Portogallo in quella fase.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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