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  1. #22711
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    Quello delle baby pensioni, tra l'altro col retributivo, è stato un provvedimento che ancora oggi grida vendetta. Ma occorre sempre tener conto del contesto storico in cui esso venne adottato. Eravamo nel 1973, poi furono abolite dal governo amato ma qualcuno ne ha usufruito anche dopo.
    Venivano pagate facendo deficit e stampando moneta. L'Italia fino al 1992 era il paradiso dei neokeynesiani. Il tutto lasciando il conto alle generazioni successive.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  2. #22712
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    In Germania ovest l'inflazione non hai mai superato il 7%,neanche al tempo dello shock petrolifero. Non avevano TV a Bonn?
    non c'entra questo discorso. Io volevo semplicemente dire che se in un altro stato servono 100 pezzi di moneta cartacea per monetizzare il debito, si stampano cento pezzi di moneta cartacea.. magari in Italia se ne stampavano 150, di cui una parte finiva in mano a politici.. se tu stampi di più di quello che ti serve, e non ti fermi nel momento in cui la tua economia riparte, è ovvio che si arriva a quei livelli, perché la moneta subisce una svalutazione eccessiva, più di quella che serve. Immaginiamo un periodo di recessione in cui si decida di attuare una politica monetaria espansiva: supponiamo che occorra stampare 100 per far ripartire l'economia. Se io invece di 100 stampo 200, è ovvio che io esagero, quindi la moneta si svaluta troppo, senza tenere conto anche dei costi per l'operazione.. è ovvio che poi si innesti un circolo vizioso che porta conseguenze negative. Evidentemente i tedeschi, se facevano una politica keynesiana, si fermavano al momento opportuno e riuscivano a contenere l'inflazione. L'Italia era storicamente spendacciona.
    Addo' arrivamo, mettemo glio' pezzùco
    Luccicantella calla calla, mitti fuoco alla cavalla, la cavalla dé glio' ré, luccicantella mmàni a mmé!!

  3. #22713
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    non c'entra questo discorso. Io volevo semplicemente dire che se in un altro stato servono 100 pezzi di moneta cartacea per monetizzare il debito, si stampano cento pezzi di moneta cartacea.. magari in Italia se ne stampavano 150, di cui una parte finiva in mano a politici.. se tu stampi di più di quello che ti serve, e non ti fermi nel momento in cui la tua economia riparte, è ovvio che si arriva a quei livelli, perché la moneta subisce una svalutazione eccessiva, più di quella che serve. Immaginiamo un periodo di recessione in cui si decida di attuare una politica monetaria espansiva: supponiamo che occorra stampare 100 per far ripartire l'economia. Se io invece di 100 stampo 200, è ovvio che io esagero, quindi la moneta si svaluta troppo, senza tenere conto anche dei costi per l'operazione.. è ovvio che poi si innesti un circolo vizioso che porta conseguenze negative. Evidentemente i tedeschi, se facevano una politica keynesiana, si fermavano al momento opportuno e riuscivano a contenere l'inflazione. L'Italia era storicamente spendacciona.
    Il problema è che i neokeynesiani hanno quest'idea del moto perpetuo del debito pubblico e della spesa, per realizzare il quale sono disposti a dare la stura al protezionismo economico, ai dazi,alle dogane. Neokeynesiani come Brancaccio, Borghi ed Undiemi sono contrari, più che solo all'euro, proprio al mercato comune tipo CEE e ritengono che tutto debba svolgersi all'interno dello Stato-nazione. Comunque, ti ripeto,se fosse rimasta fuori dall'euro l'Italia avrebbe dovuto fare un default parziale sul debito sovrano (quantitativamente piu' hrosso dell'haircut greco del 2011)o monetizzarlo a suon di inflazione,perché i tassi nominali che pagavamo dal 1992 in poi lo Stato non li avrebbe potuti sostenere a lungo. Nel 1992 due aste di titoli non a caso andarono deserte. Si dovette fare in prelievo forzoso si c/c, come sai e un'austerity molto più pesante di quella montiana di 20 anni dopo. Ti dico solo che l'avanzo primario nel 1998 toccò il 4%. Quella degli anni 90' fu veramente un'austerity alla portoghese.
    Ultima modifica di Josh; 03/05/2018 alle 10:18
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  4. #22714
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Il problema è che i neokeynesiani hanno quest'idea del moto perpetuo del debito pubblico e della spesa, per realizzare il quale sono disposti a dare la stura al protezionismo economico, ai dazi,alle dogane. Neokeynesiani come Brancaccio, Sapelli ed Undiemi sono contrari, più che all'euro, proprio al mercato comune tipo CEE e ritengono che tutto debba svolgersi all'interno dello Stato-nazione. Comunque, ti ripeto,se fosse rimasta fuori dall'euro l'Italia avrebbe dovuto fare un default parziale sul debito sovrano o mimetizzarlo a suon FI inflazione,perché i tassi nominali che pagavamo dal 1992 in poi lo Stato non li avrebbe potuti sostenere a lungo. Nel 1992 due aste di titoli non a caso andarono deserte.
    Ok. Tra l'altro io seguo anche le pagine FB della Undiemi e di alberto Bagnai.

    Riallacciandomi al discorso della spesa delle famiglie, possiamo dire che una volta si spendeva meno per l'inflazione, oggi si spende meno magari perché non c'è lavoro..

    Una volta avevamo una sola tv, come dicevo, in una famiglia (al massimo 2 in casi diversi) oggi ne abbiamo anche 4... prima c'era solo un telefono fisso in una casa, oggi quasi ogni componente di una famiglia ne ha uno (cell o smart).. ci potrebbero essere tanti esempi.... io a casa mia ho 3 videoregistratori e due registratori dvd con hdd, mentre negli anni '70 e in parte anche '80 non c'erano o ce ne era uno per famiglia.
    Forse si spendeva per altro (album di figurine, fumetti ecc) ma magari cose che ci sono anche oggi.
    Ultima modifica di Presidente; 03/05/2018 alle 10:35
    Addo' arrivamo, mettemo glio' pezzùco
    Luccicantella calla calla, mitti fuoco alla cavalla, la cavalla dé glio' ré, luccicantella mmàni a mmé!!

  5. #22715
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Comunque, @Presidente, hai mai sentito dire che spagnoli, portoghesi e sud irlandesi stanno pianificando l'uscita dall'euro? Ormai i nostalgici delle monetine nazionali sono rimasti italiani e greci. Gli altri si sono adattati e sono in ripresa da quel di'. Comunque credo che la deriva della spesa pubblica pensionistica sia stata dovuta al tentativo di tenere unito un Paese fortemente eterogeneo ed alle prese con due emergenze in successione: quella terroristica degli anni 70' e quella delle mafie al sud. Quindi una politica di bilancio sana e rigorosa avrebbe causato troppo scontento sociale e,come spiegò Pomicino a posteriori,si ritenne non fosse il caso. Craxi poi pensava che col debito italiano sarebbe stato chiuso un occhio perché eravamo importanti a livello geopolitico.
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  6. #22716
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    Ok. Tra l'altro io seguo anche le pagine FB della Undiemi e di alberto Bagnai.

    Riallacciandomi al discorso della spesa delle famiglie, possiamo dire che una volta si spendeva meno per l'inflazione, oggi si spende meno magari perché non c'è lavoro..

    Una volta avevamo una sola tv, come dicevo, in una famiglia (al massimo 2 in casi diversi) oggi ne abbiamo anche 4... prima c'era solo un telefono fisso in una casa, oggi quasi ogni componente di una famiglia ne ha uno.. ci potrebbero essere tanti esempi.... io a casa mia ho 3 videoregistratori e due registratori dvd con hdd, mentre negli anni '70 e in parte anche '80 non c'erano o ce ne era uno per famiglia.
    Forse si spendeva per altro (album di figurine, fumetti ecc) ma magari cose che ci sono anche oggi.
    Fai male. Sono due nazionalisti della spesa pubblica. Leggi Seminerio, che critica l'UE quando va criticata ma capisce che all'euro non c'è alternativa.
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  7. #22717
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Fai male. Sono due nazionalisti della spesa pubblica. Leggi Seminerio, che critica l'UE quando va criticata ma capisce che all'euro non c'è alternativa.
    Di solito quando seguo le trasmissioni politiche ascolto un pò tutte le campane, sulle due questioni più interessanti per me, cioè l'economia e gli immigrati.

    Ora anch'io sono convinto che non c'è alternativa all'Euro.. a meno che non siano proprio tutti a volerne uscire, ma a quel punto non saprei dire cosa potrebbe succedere. Molte cose che scrivevo su erano considerazioni dettate anche dall'esperienza storica macroeconomica (fermo restando che occorre anche considerare la microeconomia).
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  8. #22718
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    Di solito quando seguo le trasmissioni politiche ascolto un pò tutte le campane, sulle due questioni più interessanti per me, cioè l'economia e gli immigrati.

    Ora anch'io sono convinto che non c'è alternativa all'Euro.. a meno che non siano proprio tutti a volerne uscire, ma a quel punto non saprei dire cosa potrebbe succedere. Molte cose che scrivevo su erano considerazioni dettate anche dall'esperienza storica macroeconomica (fermo restando che occorre anche considerare la microeconomia).
    L'euro non finirà. Teoricamente sì, un Paese potrebbe uscirne e in Germania c'è chi preme per regolamentare quest'ipotesi: “Le notizie sulla morte dell’euro sono fortemente esagerate” | Keynes blog Credo che un punto di equilibrio lo si troverà attraverso una graduale riedizione della vecchia CEE, nessuno Stato unico europeo ma un'unione di Stati, alcuni dei quali condividono una moneta comune.
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  9. #22719
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Comunque, @Presidente. Comunque credo che la deriva della spesa pubblica pensionistica sia stata dovuta al tentativo di tenere unito fortemente eterogeneo ed alle prese con due emergenze in successione: quella terroristica degli anni 70' e quella delle mafie al sud. Quindi una politica di bilancio sana e rigorosa avrebbe causato troppo scontento sociale e,come spiegò Pomicino a posteriori,si ritenne non fosse il caso. Craxi poi pensava che col debito italiano sarebbe stato chiuso un occhio perché eravamo importanti a livello geopolitico.
    Perfettamente d'accordo. È una delle cose che volevo scrivere, ma temevo che si scivolasse troppo in discorsi politici. Siamo anche un paese molto campanilistico, al suo interno. Io in parte anche lo sono, basti vedere cosa ho scritto nella discussione sui dialetti riguardo al Lazio Sud.
    Un altro dei miei interessi è stato anche quello di informarmi attraverso libri e registrazioni televisive dei c.d. "misteri italiani" che hanno una gran parte della loro storia collocata proprio negli anni 70
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  10. #22720
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    Perfettamente d'accordo. È una delle cose che volevo scrivere, ma temevo che si scivolasse troppo in discorsi politici. Siamo anche un paese molto campanilistico, al suo interno. Io in parte anche lo sono, basti vedere cosa ho scritto nella discussione sui dialetti riguardo al Lazio Sud.
    Un altro dei miei interessi è stato anche quello di informarmi attraverso libri e registrazioni televisive dei c.d. "misteri italiani" che hanno una gran parte della loro storia collocata proprio negli anni 70
    In Italia poi la spesa pubblica non è più alta che in altri Paesi dell'Europa continentale ma è totalmente sbilanciata a favore della quota parte di spesa corrente(essenzialmente spesa pensionistica),mentre si investe poco in capitale umano e in infrastrutture. Il che è frutto delle scelte operate soprattutto negli anni 70' del secolo scorso,gli anni della lira che si svalutò del 30% in pochi anni sul marco.
    Ultima modifica di Josh; 03/05/2018 alle 18:15
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