Pagina 2296 di 2394 PrimaPrima ... 129617962196224622862294229522962297229823062346 ... UltimaUltima
Risultati da 22,951 a 22,960 di 23936
  1. #22951
    Vento moderato
    Data Registrazione
    13/11/03
    Località
    Mele - Fado (GE)
    Messaggi
    1,326
    Menzionato
    19 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Oddio,Savonaaaaaa
    Be', pensa che tra i "tecnici" graditi alla Lega Paolo Savona è sicuramente il nome "migliore":

    1) è euroscettico nel senso che è scettico sulla valuta unica e su una parte dei trattati europei, ma è tutto meno che un sovranista;
    2) è stato ministro e con un ministero di peso nel Governo Ciampi;
    3) è un "trattativista" non certo un uomo da rotture brusche;
    4) è stato vicino a Paolo Baffi e soprattutto a Guido Carli.

    Siamo arrivati a 1 mm dall'avere Borghi ministro dell'economia, ossia uno che ha come apice della carriera accademica la nomina a docente a contratto in un'università privata e il cui lavoro era fondamentalmente quello del "trader"...

  2. #22952
    Uragano
    Data Registrazione
    31/01/09
    Località
    Rif:staz.Grazzanise
    Messaggi
    15,118
    Menzionato
    39 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da galinsoga Visualizza Messaggio
    Be', pensa che tra i "tecnici" graditi alla Lega Paolo Savona è sicuramente il nome "migliore":

    1) è euroscettico nel senso che è scettico sulla valuta unica e su una parte dei trattati europei, ma è tutto meno che un sovranista;
    2) è stato ministro e con un ministero di peso nel Governo Ciampi;
    3) è un "trattativista" non certo un uomo da rotture brusche;
    4) è stato vicino a Paolo Baffi e soprattutto a Guido Carli.

    Siamo arrivati a 1 mm dall'avere Borghi ministro dell'economia, ossia uno che ha come apice della carriera accademica la nomina a docente a contratto in un'università privata e il cui lavoro era fondamentalmente quello del "trader"...
    Poteva uscire Borghi,hai ragione
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  3. #22953
    Bava di vento
    Data Registrazione
    24/12/17
    Località
    Roma
    Età
    31
    Messaggi
    203
    Menzionato
    35 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Oddio,Savonaaaaaa
    Come giustamente ha detto @galinsoga, Paolo Savona è un nome di buon profilo rispetto alle schiere di improvvisati e ignoranti che girano ultimamente. Sa di quello che parla, ha esperienza di governo e non è un estremista.
    Ci sta che tu non condivida politicamente le sue posizioni, ma qualitativamente è una delle opzioni migliori che ci poteva essere in un governo gialloverde.

    Se dovessi guardare solo alle idee accademiche lo trovo anche più solido di Padoan, che da capo economista dell'OCSE ha dato veramente il peggio di se, non so cosa fu peggio tra sostenere il rialzo dei tassi di interesse nel 2010-2011 (gli USA non li ascoltarono, la BCE purtroppo si), sostenere le politiche di austerity sempre nello stesso periodo e contrastare il QE.
    OECD Economic Outlook and Interim Economic Outlook - OECD
    Fosse stato per loro la Grande Recessione sarebbe diventata qualcosa di molto peggio, per fortuna l'OCSE conta pochissimo e che al FMI avevano Blanchard come capo economista che spingeva in direzione diametralmente opposta. Da quando è arrivata Catherine Mann al posto di Padoan anche sono diventati molto più ragionevoli anche loro, quindi forse il problema era proprio lui.

  4. #22954
    Uragano
    Data Registrazione
    31/01/09
    Località
    Rif:staz.Grazzanise
    Messaggi
    15,118
    Menzionato
    39 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Come giustamente ha detto @galinsoga, Paolo Savona è un nome di buon profilo rispetto alle schiere di improvvisati e ignoranti che girano ultimamente. Sa di quello che parla, ha esperienza di governo e non è un estremista.
    Ci sta che tu non condivida politicamente le sue posizioni, ma qualitativamente è una delle opzioni migliori che ci poteva essere in un governo gialloverde.

    Se dovessi guardare solo alle idee accademiche lo trovo anche più solido di Padoan, che da capo economista dell'OCSE ha dato veramente il peggio di se, non so cosa fu peggio tra sostenere il rialzo dei tassi di interesse nel 2010-2011 (gli USA non li ascoltarono, la BCE purtroppo si), sostenere le politiche di austerity sempre nello stesso periodo e contrastare il QE.
    OECD Economic Outlook and Interim Economic Outlook - OECD
    Fosse stato per loro la Grande Recessione sarebbe diventata qualcosa di molto peggio, per fortuna l'OCSE conta pochissimo e che al FMI avevano Blanchard come capo economista che spingeva in direzione diametralmente opposta. Da quando è arrivata Catherine Mann al posto di Padoan anche sono diventati molto più ragionevoli anche loro, quindi forse il problema era proprio lui.
    Fermo restando che per me con una maggioranza siffatta è tutto uno scegliere fra una colica ed una paresi, gli avrei preferito Roventini
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  5. #22955
    Bava di vento
    Data Registrazione
    24/12/17
    Località
    Roma
    Età
    31
    Messaggi
    203
    Menzionato
    35 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Fermo restando che per me con una maggioranza siffatta è tutto uno scegliere fra una colica ed una paresi, gli avrei preferito Roventini
    Non che io ne sia contento di questa maggioranza...
    Però pur stimando tantissimo Roventini sul piano accademico lo avrei visto meno adatto a ruoli di governo, mi è sempre parso un po' troppo teorico. Tanta teoria interessante, ma governare è un'altra cosa.
    Poi credo che a te non piacerebbero nemmeno le sue teorie.

    EconPapers: Fiscal and monetary policies in complex evolving economies

  6. #22956
    Uragano L'avatar di Friedrich 91
    Data Registrazione
    04/07/07
    Località
    Ferrara (FE) 9 m s.l.m.
    Età
    26
    Messaggi
    31,476
    Menzionato
    42 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Come giustamente ha detto @galinsoga, Paolo Savona è un nome di buon profilo rispetto alle schiere di improvvisati e ignoranti che girano ultimamente. Sa di quello che parla, ha esperienza di governo e non è un estremista.
    Ci sta che tu non condivida politicamente le sue posizioni, ma qualitativamente è una delle opzioni migliori che ci poteva essere in un governo gialloverde.

    Se dovessi guardare solo alle idee accademiche lo trovo anche più solido di Padoan, che da capo economista dell'OCSE ha dato veramente il peggio di se, non so cosa fu peggio tra sostenere il rialzo dei tassi di interesse nel 2010-2011 (gli USA non li ascoltarono, la BCE purtroppo si), sostenere le politiche di austerity sempre nello stesso periodo e contrastare il QE.
    OECD Economic Outlook and Interim Economic Outlook - OECD
    Fosse stato per loro la Grande Recessione sarebbe diventata qualcosa di molto peggio, per fortuna l'OCSE conta pochissimo e che al FMI avevano Blanchard come capo economista che spingeva in direzione diametralmente opposta. Da quando è arrivata Catherine Mann al posto di Padoan anche sono diventati molto più ragionevoli anche loro, quindi forse il problema era proprio lui.
    Non voglio difendere Padoan, ma questa avversione per l'austerità, che leggo non solo da te ma da moltissimi altri "opinionisti" anche rispettabili, francamente faccio fatica a capirla.

    Austerità può voler dire due cose: tagli alla spesa pubblica e alle tasse, oppure aumento della tassazione più rapido della crescita della spesa pubblica (ma con entrambi le voci crescenti).

    Bene: in Italia l'austerità fatta di più tasse l'abbiamo sperimentata sotto il governo Monti e il governo Letta (ma più in generale sotto moltissimi governi dal 1992 ad oggi), e abbiamo perfettamente visto come significhi curare la malattia ammazzando il paziente, ma l'austerità fatta di tagli alla spesa e alle tasse in Italia non si è mai vista.

    L'abbiamo vista invece in Portogallo, Irlanda e in parte in Gran Bretagna e nella Spagna (dico in parte perché in realtà sia la GB che la Spagna hanno fatto anche deficit) e da quelle parti gli effetti sortiti sono stati decisamente migliori.

    Quindi: più che l'austerità in sé il problema mi sembra sia chi deve pagare il conto. Il settore produttivo privato o il pubblico. Visto che la crisi, o meglio il declino perché parlare di crisi per l'Italia non ha senso, l'ha causato il settore pubblico tramite indebitamento a iosa, chi deve pagarne il conto è il settore pubblico, secondo la logica.

    Non solo: le crisi economiche sono causate, TUTTE, da investimenti non coperti da sufficienti risparmi. Per cui la soluzione non può essere aumentare i consumi, bensì aumentare i risparmi, in modo da accantonare/liquidare gli investimenti erronei (fatti secondo un erronea valutazione del risparmio disponibile) e farli rimpiazzare con investimenti più adeguati.

    Se il problema è un eccesso di debiti, come può la soluzione essere fare ulteriori debiti? Se ho come problema il fatto che il mio livello di indebitamento personale è alto, fare ulteriori debiti mi permetterà di avere un attimo di respiro, ma prima o dopo il conto lo dovrò pagare e in quel caso sarà più salato di prima, perché il mio debito si è alzato ulteriormente. Quello che vale per il singolo, vale anche a livello macro, in quanto la distinzione tra microeconomia e macroeconomia è un approccio molto teorico e assai poco pratico.
    Avatar: 28 Febbraio 2004. La più grande gioia meteo di sempre.

  7. #22957
    Uragano
    Data Registrazione
    31/01/09
    Località
    Rif:staz.Grazzanise
    Messaggi
    15,118
    Menzionato
    39 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Non che io ne sia contento di questa maggioranza...
    Però pur stimando tantissimo Roventini sul piano accademico lo avrei visto meno adatto a ruoli di governo, mi è sempre parso un po' troppo teorico. Tanta teoria interessante, ma governare è un'altra cosa.
    Poi credo che a te non piacerebbero nemmeno le sue teorie.

    EconPapers: Fiscal and monetary policies in complex evolving economies
    Secondo me uno cone Savona,che ha più volte detto che uscire dall'euro è una cosa che si può prendere in considerazione, spaventerà ancor di più molti investitori.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  8. #22958
    Uragano
    Data Registrazione
    31/01/09
    Località
    Rif:staz.Grazzanise
    Messaggi
    15,118
    Menzionato
    39 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Non voglio difendere Padoan, ma questa avversione per l'austerità, che leggo non solo da te ma da moltissimi altri "opinionisti" anche rispettabili, francamente faccio fatica a capirla.

    Austerità può voler dire due cose: tagli alla spesa pubblica e alle tasse, oppure aumento della tassazione più rapido della crescita della spesa pubblica (ma con entrambi le voci crescenti).

    Bene: in Italia l'austerità fatta di più tasse l'abbiamo sperimentata sotto il governo Monti e il governo Letta (ma più in generale sotto moltissimi governi dal 1992 ad oggi), e abbiamo perfettamente visto come significhi curare la malattia ammazzando il paziente, ma l'austerità fatta di tagli alla spesa e alle tasse in Italia non si è mai vista.

    L'abbiamo vista invece in Portogallo, Irlanda e in parte in Gran Bretagna e nella Spagna (dico in parte perché in realtà sia la GB che la Spagna hanno fatto anche deficit) e da quelle parti gli effetti sortiti sono stati decisamente migliori.

    Quindi: più che l'austerità in sé il problema mi sembra sia chi deve pagare il conto. Il settore produttivo privato o il pubblico. Visto che la crisi, o meglio il declino perché parlare di crisi per l'Italia non ha senso, l'ha causato il settore pubblico tramite indebitamento a iosa, chi deve pagarne il conto è il settore pubblico, secondo la logica.

    Non solo: le crisi economiche sono causate, TUTTE, da investimenti non coperti da sufficienti risparmi. Per cui la soluzione non può essere aumentare i consumi, bensì aumentare i risparmi, in modo da accantonare/liquidare gli investimenti erronei (fatti secondo un erronea valutazione del risparmio disponibile) e farli rimpiazzare con investimenti più adeguati.

    Se il problema è un eccesso di debiti, come può la soluzione essere fare ulteriori debiti? Se ho come problema il fatto che il mio livello di indebitamento personale è alto, fare ulteriori debiti mi permetterà di avere un attimo di respiro, ma prima o dopo il conto lo dovrò pagare e in quel caso sarà più salato di prima, perché il mio debito si è alzato ulteriormente. Quello che vale per il singolo, vale anche a livello macro, in quanto la distinzione tra microeconomia e macroeconomia è un approccio molto teorico e assai poco pratico.
    Sono d'accordo
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  9. #22959
    Vento fresco
    Data Registrazione
    10/02/03
    Località
    ISPRA (VA) 210m
    Età
    54
    Messaggi
    2,741
    Menzionato
    1 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FunMBnel Visualizza Messaggio
    Gradirei che si parlasse solo di economia. Oppure di politica economica.
    Ma sganciata dalle nostre vicende governative visto che in caso contrario inevitabilmente le discussioni devono essere chiuse come da regolamento.
    Grazie.
    Volevo solo ricordare il messaggio di apertura di codesto thread.

    - Una volta eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, dev'essere la verità -
    Stazione meteo: Denitron Meteo

  10. #22960
    Bava di vento
    Data Registrazione
    24/12/17
    Località
    Roma
    Età
    31
    Messaggi
    203
    Menzionato
    35 Post(s)

    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Non solo: le crisi economiche sono causate, TUTTE, da investimenti non coperti da sufficienti risparmi. Per cui la soluzione non può essere aumentare i consumi, bensì aumentare i risparmi, in modo da accantonare/liquidare gli investimenti erronei (fatti secondo un erronea valutazione del risparmio disponibile) e farli rimpiazzare con investimenti più adeguati.

    Se il problema è un eccesso di debiti, come può la soluzione essere fare ulteriori debiti? Se ho come problema il fatto che il mio livello di indebitamento personale è alto, fare ulteriori debiti mi permetterà di avere un attimo di respiro, ma prima o dopo il conto lo dovrò pagare e in quel caso sarà più salato di prima, perché il mio debito si è alzato ulteriormente. Quello che vale per il singolo, vale anche a livello macro, in quanto la distinzione tra microeconomia e macroeconomia è un approccio molto teorico e assai poco pratico.
    Avrei molto da dire sull'austerità, ma questi due paragrafi mi fanno pensare che il fraintendimento sia molto più profondo e richiedono una spiegazione apposita lasciando da parte temporaneamente il ruolo dello stato. Mi scuso da subito per la lunghezza, ma altrimenti non ci capiremmo mai.

    Innanzitutto non è vero che ciò che vale per il singolo vale anche a livello macro. I consumi di un soggetto diventano redditi dell'altro, i debiti di uno diventano crediti dell'altro, i risparmi di uno diventano gli investimenti dell'altro. Ne consegue che gli effetti del comportamento individuale in aggregato possono facilmente essere paradossali.
    Pensa ad una economia con solo tre soggetti, Tizio, Caio e Sempronio, Ognuno produce un bene specifico e consuma tutti e tre i beni. Se Tizio decide che in un anno vuole risparmiare per qualche motivo e riduce i suoi consumi, la produzione e il reddito degli altri due si riduce di conseguenza. Se anche gli altri due decidono che non vogliono intaccare i loro risparmi ridurranno i loro consumi in proporzione e Tizio vedrà ridursi il suo reddito esattamente di quanto aveva deciso di risparmiare. Non si può risparmiare se qualcun altro non si indebita.
    In una economia reale generalmente si mantiene un equilibrio tra le scelte di consumo e risparmio di una moltitudine di soggetti, evitando il paradosso. Se aumenta il desiderio di risparmio scenderanno i tassi di interesse rendendo meno conveniente il risparmio e più conveniente l'investimento o il consumo. Ma se questa compensazione non funziona, cercare di aumentare i risparmi può essere controproducente.

    Non ha molto senso nemmeno dire che tutte le crisi sono causate da investimenti non coperti da risparmi. Per l'economia nel suo complesso ogni investimento è coperto da un risparmio, tra risparmiatore e investitore c'è il sistema finanziario, ma il risparmio in origine c'è già per definizione. Ci possono essere soggetti che spendono male i loro soldi, sia per consumo o per investimenti, quindi a un certo punto non riescono a far fronte ai loro debiti. (Non è assolutamente l'unico modo di avere una crisi economica, ma per ora atteniamoci a questo tipo di crisi).
    Ma non è questo aspetto di per se che genera una crisi dell'economia reale. I soldi sono stati comunque utilizzati e sono diventati reddito di qualcun altro, se c'è una perdita di tipo finanziario il problema diventa come allocare quella perdita, ma si tratta di questioni di distribuzione della ricchezza, non ha un riflesso diretto sulla produzione economica reale.
    L'economia reale poi viene coinvolta comunque se queste perdite sono di grandi dimensioni, perché il sistema finanziario può risultarne danneggiato oppure perché nel tentativo di ripagare comunque questi debiti le imprese e le famiglie tagliano i loro consumi e i loro investimenti.

    Ma questo non ha nulla a che vedere con la capacità produttiva che rimane in gran parte intatta, quindi c'è concretamente la possibilità di limitare i danni sostenendo la domanda e favorendo la ristrutturazione del sistema finanziario. Queste politiche sono indispensabili anche per evitare che la crisi travolga altri soggetti e settori che con la causa originaria della crisi non c'entrano nulla. Se si lascia precipitare l'economia senza supporto puoi generare tantissimi "investimenti non coperti da sufficienti risparmi", che a priori non lo erano ma che lo possono diventare perché altri hanno fatto davvero investimenti azzardati.

    Questo tipo di crisi porta strascichi lunghi, non tanto perché si sia speso male nel periodo precedente alla crisi ma perché la soluzione di tutte le problematiche legali è complessa e i bilanci di famiglie e imprese devono adattarsi. Ma alla fine le case costruite durante una bolla immobiliare sono state ricomprate a prezzi più bassi da altri soggetti, le infrastrutture costruite durante il boom della new economy sono state riutilizzate da altre aziende, tutto trova un nuovo ordine. Ma senza un supporto sia dalla politica monetaria sia dalla politica fiscale i tempi e i costi economici di questo aggiustamento vengono gonfiati.

    Le crisi recenti sono state di questo tipo, grossi investimenti di tipo finanziario o immobiliare che hanno generato forti perdite ad alcuni soggetti. Nel caso della Grande Recessione la dimensione dello shock alla domanda è stata tale che i tassi di interesse e l'inflazione hanno raggiunto lo zero rendendo inefficace la politica monetaria (trappola della liquidità). A quel punto la base monetaria si scollega completamente dal livello dei prezzi e ci ritroviamo in un mondo molto simile a quello di Tizio, Caio e Sempronio.
    In ultima battuta la crisi va a colpire anche le entrate fiscali e le spese dello stato, generando un aumento del deficit. Se lo Stato cercasse di chiudere subito quel deficit farebbe esattamente come Caio e Sempronio dell'esempio precedente. Cercando di tagliare la spesa o alzare le tasse ci si tira la zappa sui piedi facendo crollare il PIL, le entrate fiscali e facendo esplodere il rapporto debito/pil (senza i drammatici errori commessi dalle istituzioni europee il debito italiano sarebbe già stato stabilizzato nel 2011 al 116%).
    Per fortuna gli stati moderni possono fare il contrario e assorbire almeno in parte il calo della domanda. Stare in trappola della liquidità consente agli stati di finanziarsi a tassi molto bassi e alle banche centrali di produrre base monetaria senza generare inflazione, quindi sarebbero in una condizione ideale per promuovere la crescita.
    Negli USA hanno capito benissimo la situazione e si sono ripresi piuttosto bene nonostante il disastro fosse partito da casa loro, in Europa ha prevalso l'ossessione per una inflazione inesistente e impossibile (rialzo dei tassi della BCE nel 2011) e per un rigore dei conti pubblici che era assolutamente controproducente in quel momento.

    Sottolineo che questo non ha nulla a che vedere con le preferenze sul livello complessivo della spesa pubblica o sulla necessità di risanare i conti pubblici nel lungo termine.
    È legittimo pensare che ridurre la spesa porti altri effetti positivi nel lungo termine, anche se paesi nordici dovrebbero insegnare che l'unica cosa davvero importante è l'efficienza della spesa stessa. Ma tagliare la spesa durante una depressione economica nel breve temine è più recessivo che aumentare le tasse, questo è un dato di fatto ormai abbastanza condiviso tra gli economisti.

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •