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  1. #23631
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FunMBnel Visualizza Messaggio
    Ma lo spread in salita di oltre il 10% oggi ha qualche motivazione che risiede in qualche altra dichiarazione geniale o è solo un tentativo di recuperare i valori "normali"?
    Sono le nomine di Bagnai e Borghi,in aggiunta alla guerra dei dazi

    Piazza Affari in rosso. Effetto dazi sull’auto: Fca ko a Milano - Il Sole 24 ORE
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  2. #23632
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Il "pompiere" ci prova:
    Tria: "L'euro non e in discussione" - Rai News
    Una delle poche teste ragionanti del governo più popolare del dopoguerra.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  3. #23633
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  4. #23634
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Interessante ma l'autore non ha proprio il dono della sintesi!

    In generale è anche condivisibile, ma secondo me rimuove completamente alcune problematiche che sono alla base del rigetto della globalizzazione che sta attraversando il mondo occidentale.
    1) È vero che la disuguaglianza a livello globale diminuisce ma si tratta esclusivamente di un effetto di composizione: la disuguaglianza interna alla società aumenta quasi in tutti i Paesi del globo, ma la disuguaglianza tra Paesi diminuisce grazie agli ottimi risultati economici di molti Paesi in via di sviluppo.
    2) La stagnazione delle condizioni di vita delle classi più disagiate nel mondo industrializzato è in parte causata da scelte politiche sbagliate, ma è soprattutto il risultato di un drastico cambiamento dei rapporti di forza generato dalla globalizzazione stessa. L'apertura dei mercati globali ha messo i lavoratori in concorrenza con le economie a basso costo del lavoro e drasticamente ridotto il potere contrattuale dei sindacati.
    3) La globalizzazione ha interagito con alcuni cambiamenti tecnologici nei processi produttivi, in particolare automazione e frammentazione delle catene del valore che hanno accelerato la perdita dei posti di lavoro ben retribuiti nel settore manifatturiero e ulteriormente indebolito la posizione contrattuale dei lavoratori.

    Il malcontento verso la globalizzazione ha motivazioni reali e ben fondate, continuare a fare finta che non esistano è il modo migliore per continuare a fomentare l'ondata nazionalistica. La saldatura tra posizioni conservatrici, anti-immigrazione e anti-globalizzazione non dovrebbe quindi stupire, visto che mette insieme rivendicazioni economiche e tensioni identitarie legate ai profondi cambiamenti culturali in atto, in parte accelerati dai fenomeni migratori. Chi si sente minacciato sia nella sua condizione economica sia nella sua identità socio-culturale facilmente si rifugia nella chiusura verso l'esterno.
    Tra chi ha tratto vantaggio dalla globalizzazione e chi ci ha rimesso serve un nuovo compromesso che consenta anche alle fasce sociali più esposte di sentirsi tutelate, non basta fare gli intellettuali liberali e dire che l'economia globale ne ha beneficiato.
    Ultima modifica di snowaholic; Ieri alle 21:45

  5. #23635
    Uragano L'avatar di FunMBnel
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

  6. #23636
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FunMBnel Visualizza Messaggio
    Oggi il leader dei bar ha detto che il futuro dell'UE si decide in un anno. Quello dell'Italia mi sembra abbastanza delineato.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  7. #23637
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Interessante ma l'autore non ha proprio il dono della sintesi!

    In generale è anche condivisibile, ma secondo me rimuove completamente alcune problematiche che sono alla base del rigetto della globalizzazione che sta attraversando il mondo occidentale.
    1) È vero che la disuguaglianza a livello globale diminuisce ma si tratta esclusivamente di un effetto di composizione: la disuguaglianza interna alla società aumenta quasi in tutti i Paesi del globo, ma la disuguaglianza tra Paesi diminuisce grazie agli ottimi risultati economici di molti Paesi in via di sviluppo.
    2) La stagnazione delle condizioni di vita delle classi più disagiate nel mondo industrializzato è in parte causata da scelte politiche sbagliate, ma è soprattutto il risultato di un drastico cambiamento dei rapporti di forza generato dalla globalizzazione stessa. L'apertura dei mercati globali ha messo i lavoratori in concorrenza con le economie a basso costo del lavoro e drasticamente ridotto il potere contrattuale dei sindacati.
    3) La globalizzazione ha interagito con alcuni cambiamenti tecnologici nei processi produttivi, in particolare automazione e frammentazione delle catene del valore che hanno accelerato la perdita dei posti di lavoro ben retribuiti nel settore manifatturiero e ulteriormente indebolito la posizione contrattuale dei lavoratori.

    Il malcontento verso la globalizzazione ha motivazioni reali e ben fondate, continuare a fare finta che non esistano è il modo migliore per continuare a fomentare l'ondata nazionalistica. La saldatura tra posizioni conservatrici, anti-immigrazione e anti-globalizzazione non dovrebbe quindi stupire, visto che mette insieme rivendicazioni economiche e tensioni identitarie legate ai profondi cambiamenti culturali in atto, in parte accelerati dai fenomeni migratori. Chi si sente minacciato sia nella sua condizione economica sia nella sua identità socio-culturale facilmente si rifugia nella chiusura verso l'esterno.
    Tra chi ha tratto vantaggio dalla globalizzazione e chi ci ha rimesso serve un nuovo compromesso che consenta anche alle fasce sociali più esposte di sentirsi tutelate, non basta fare gli intellettuali liberali e dire che l'economia globale ne ha beneficiato.
    Non sono d'accordo!
    Invece l'ondata nazionalista deve continuare a crescere!
    Deve diventare maggioritaria ovunque in modo che, come è giusto che sia, i desideri della maggioranza si avverino.
    Soprattutto in un caso come il nostro.
    Sperare che chiudersi a riccio renda il mondo attuale di nuovo "grande" come un tempo va messo nelle condizioni di provarlo.
    Così dopo aver provato l'alternativa tanto agognata si avranno tutti gli elementi per scegliere davvero con cognizione di causa. Consenso informato si chiama in altri contesti.
    Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

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