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  1. #23911
    Vento forte L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano De C. Visualizza Messaggio
    Lo stavo per scrivere.
    Dice che l'UE è sua nemica, assieme a Russia e Cina.
    Ma dovrebbero essere i paesi europei ad andarsene dalla NATO e farsi una difesa unica europea, dopo questa uscita
    Ma infatti.

    Dovrebbe esser la goccia per smetterla con ste cacchio di nazioni. Vorrei vedere chi ha più potere contrattuale con un'unione vera e propria.

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    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  2. #23912
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da galinsoga Visualizza Messaggio
    Sul "Fondamento democratico" degli stati la penso come Vilfredo Pareto e forse sono pure più estremista: quando la classe politica non sa più che fare per mantere il potere alcuni suoi esponenti si appellano al popolo e se il popolo non fosse quello che è (ossia una massa "organica", priva di raziocinio ma dotata di appetiti) ma fosse un'assieme di individui razionali, i politici che lanciano questi appelli dovrebbe metterli preventivamente al muro. Aggiungo pure che il "popolo" non ha mai avuto così tanta voce in capitolo, nelle politiche nazionali e sovranazionali, di quella avuta nell'ultimo lustro e purtroppo i risultati si cominciano a vedere ovunque e non solo da noi: Brexit, tragedie greche, farse catalane, idio-fascio-nazionalismi vs vetero-panslavismo nell'Europa orientale, degenerazione in senso nazional-autoritario della Turchia, trumpismo, madurismo, dutertismo... non so che ci manchi ancora...
    A me sembra che il problema principale sia la crisi dei corpi intermedi, quelli che dovrebbero tradurre le aspirazioni del "popolo" in politiche coerenti e fornire il personale qualificato e preparato per perseguire questi obiettivi. La crisi dei partiti è frutto di molti elementi il cui peso varia da uno stato all'altro, la fine delle ideologie ne ha diluito i confini, l'inadeguatezza della loro classe dirigente (forse perché i più bravi hanno preferito altre carriere o perché le strutture di partito hanno prodotto fenomeni di selezione avversa che ne hanno lentamente peggiorato la qualità dopo l'azzeramento della guerra), una sorta di divisione "di classe" per cui i vertici dei partiti sono diventati sempre più figli di dirigenti e imprenditori, mentre nel dopoguerra c'era molta più eterogeneità con tanti leader di origini umili.

    Ma il problema di fondo è che la distanza tra eletti e il "popolo" è cresciuta negli anni fino ad arrivare ad un complessivo screditamento dei dirigenti di ogni tipo e colore politico, anche perché le politiche dei principali partiti al popolo stesso erano ben poco interessate quasi in tutto il mondo. I social hanno esasperato la disintermediazione della politica e dell'informazione quindi il malcontento si sfoga liberamente nelle forme più disparate.

    Ma questo resta sempre un fallimento delle classi dirigenti, alla fine la Brexit senza la follia dei conservatori o Trump senza la degenerazione dei Repubblicani non esisterebbero. Quanto ai Paesi emergenti almeno adesso votano, preferivi le dittature militari onnipresenti? Ci sono anche segnali incoraggianti come il caso della Malesia che per la prima volta ha dato la maggioranza al partito di opposizione (affondato dagli scandali di corruzione di 1MBD).

  3. #23913
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da NoSync Visualizza Messaggio
    Minacciare epurazioni verso i funzionari che non siano d’accordo con la linea governativa lo trovo invece estremamente preoccupante. L’anima fascista dell’italiano medio immagino che invece apprezzi molto.

    A questo riguardo, un raro articolo di buona qualità sul Corriere: Ceta, cosa succede se l'Italia non ratifica l'accordo? - Corriere.it

    In pratica rischiamo danni non piccoli per l’intera Europa a causa di quattro caz*zo di contadini ed allevatori. Ottimo. Dall’altro lato, non è che sia molto smart fare trattati commerciali che richiedano l’approvazione dei governi nazionali, comunque.
    Questo è veramente un fatto grave, che riflette la debolezza delle istituzioni di garanzia in Italia.
    Dopo decenni di picconate e di analfabetismo istituzionale dilagante nei partiti tradizionali arrivano i barbari e guarda caso sono totalmente privi di cultura istituzionale. Ma da dove dovevano impararla la cultura istituzionale, dal quattro volte Presidente del Consiglio (ancora alleato del Vicepresidente del Consiglio) o dai partiti che dal 2005 non sono riusciti ad approvare una legge elettorale conforme alla costituzione? (vedremo se almeno l'ultima regge, è un pastrocchio ma non così palesemente incostituzionale come le precedenti)
    Adesso siamo arrivati a blaterare di relazioni sabotate nella notte anche quando contengono solo ovvietà economiche.
    Ultima modifica di snowaholic; Ieri alle 17:35

  4. #23914
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FilTur Visualizza Messaggio
    Il problema non è il gas russo in sé. Il problema è che la Germania (insieme all'Austria) è il campione dell'ipocrisia energetica e geopolitica sullo scacchiere europeo. Per dire, da un lato agisce per impedire l'incremento delle centrali nucleari là dove sono in progetto/costruzione; da un lato impone obiettivi irrealistici di emissioni di CO2, che lei stessa non può garantire (con l'Energiewende che a momenti va più a carbone che a rinnovabili); e dall'altro lato compra abbondante gas russo. E qui si inseriscono la NATO e l'ipocrisia geopolitica: le sanzioni hanno avuto il loro effetto sull'economia russa, ma non ne hanno certo forzato il ritiro da Crimea e Donbass; su quest'ultima zona Berlino accondiscende alla commedia dei "ribelli" solo appoggiati dai russi (per chi dormisse dal 2014: sono truppe regolari russe, affiancate da volontari e mercenari); e non contenta di ciò, va pure a costruire un doppio gasdotto che bypassa gli stati che più sentono la minaccia russa (sulla Polonia possiamo discuterne se sia reale o meno, ma sui Baltici no). Mi pare legittimo chiedersi se Berlino sia un convinto sostenitore del sistema euro-atlantico e dei suoi valori civili, oppure se preferisca fare buoni affari con Mosca anche a costo di passare sopra (in questo caso, anche a lato) di paesi amici ed alleati.
    D'accordissimo sull'ipocrisia tedesca, non solo su questo ambito, perseguono in primo luogo i loro affari quanto gli altri.
    Però gli affari con i Russi non sono mai stati messi in discussione nemmeno durante la guerra fredda, siamo totalmente dipendenti da loro per petrolio e gas e sarà sempre così, in compenso loro sono totalmente dipendenti dall'export di materie prime e anche questo ci sta bene.
    Fosse per me li realizzerei tutti quei gasdotti, è giusto eliminare il rischio geopolitico dalle forniture energetiche anche scavalcando i Paesi dell'Europa dell'est se necessario (e i rigassificatori possono fare poco da questo punto di vista, hanno grossi limiti di capacità rispetto ai gasdotti).

    Peraltro che i tre Paesi baltici siano veramente minacciati dalla Russia non mi pare una affermazione realistica, i russi hanno rinunciato quei piccoli stati di scarsa rilevanza geostrategica parecchio tempo fa.
    L'Ucraina invece ha tutt'altro peso e una minoranza russa molto rilevante, oltre ad avere zone contese come la Transnistria ai suoi confini.
    Se non si voleva lo scontro si doveva accettare che rimanesse una sorta di stato cuscinetto tra UE e Russia, che tenesse buone relazioni con tutti. Invece è stato oggetto di forzature da entrambi i lati con gli esiti che sappiamo. Putin non è un santo, ma non ha nemmeno mire espansionistiche al di fuori di poche zone a maggioranza russa, vuole soltanto evitare di ritrovarsi circondato da membri NATO su tutti i confini ed per evitarlo è disposto a sforzi molto maggiori di quelli cui sono disposti gli occidentali per difendere staterelli lontani. Su Georgia e Ucraina nessuno è senza colpa.
    Per di più il Kosovo lo ha convinto che l'integrità territoriale è soltanto un feticcio sfruttato di volta in volta da chi è disposto a mettere in campo più forza militare.

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