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Risultati da 41 a 50 di 205
  1. #41
    Bava di vento L'avatar di Bold
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Fede85 Visualizza Messaggio
    Ti dirò che dalle mie parti è ancora peggio ogni comune quasi parla un dialetto a sè che poi possiamo benissimo chiamarlo occitano ma che tra un comune e l'altro ha differenze nette.
    il piemontese di Pinerolo ad esempio è più "italianizzato" che quello che parlano a soli 4/5 di Osasco, a Prarostino comune a 7 km da Pinerolo parlano il "Prustinen" un misto vero e proprio tra piemontese e patois potrei andare avanti per ore.
    Per ora riesco a capire perfettamente bene il patois della Val Chisone fino a Usseaux oltre è lingua sconosciuta (chi è del posto capirà di cosa sto parlando il "il prazla" dialetto di Pragelato incomprensibile a molti della Val Chisone) e il patois di Perrero e il Prustinen non tutto.
    Anche dalle nostre parti da comune a comune ci sono differenze ma non sono così marcate. Anni fa sull'occitano ho alzato bandiera bianca, troppo complesso da capire anche per me.

    In effetti le maggiori variazioni dialettiche di hanno in montagna dove di fatto si sviluppano sotto-dialetti che diventano quasi lingue incomprensibili. In pianura molti di questi effetti vengono mitigati e posso dire che il piemontese, a meno di specifiche parole è facilmente comprensibile dal canavese al cuneese.

  2. #42
    Vento forte L'avatar di Emanuele da Alatri ( FR )
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Lou_Vall Visualizza Messaggio
    Ben dettagliata questa cartina. Per le vostre zone la trovate realistica?

    Allegato 425176
    Questa deve essere basata sulla Carta di Pellegrini. Il confine tra dialetti mediani e campani in Ciociaria deve essere segnato dal passaggio di "pl" a "kj", per esempio "chiú" per "più". So che comunque esistono diversi problemi di classificazione, in particolare per i dialetti delle cittadine degli Ernici e del basso Garigliano, che hanno reso molto difficile la definizione di un confine netto tra i due gruppi: per esempio metafonesi sabina ma vocali atone mute, oppure alcune atone mute e altre no, metafonesi miste Sabina e sannita (il caso di Frosinone) e così via.

  3. #43
    Tempesta L'avatar di Fede85
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Bold Visualizza Messaggio
    Anche dalle nostre parti da comune a comune ci sono differenze ma non sono così marcate. Anni fa sull'occitano ho alzato bandiera bianca, troppo complesso da capire anche per me.

    In effetti le maggiori variazioni dialettiche di hanno in montagna dove di fatto si sviluppano sotto-dialetti che diventano quasi lingue incomprensibili. In pianura molti di questi effetti vengono mitigati e posso dire che il piemontese, a meno di specifiche parole è facilmente comprensibile dal canavese al cuneese.
    Vero il piemontese direi che è comprensibile da chi lo conosce ovviamente dal su tutto il torinese e cuneese più si va verso est (alessandrino ) o a nord Biellese vercellese novarese ci sono accenti e parole che a volte a poco a che fare con il piemontese che noi occidentali conosciamo.
    Mi capita molte volte di fermarmi negli autogrill alessandrini e sentire parlare gente del posto capisci che è piemontese ma ha accenti decisamente più emiliani, come nel novarese ha molta influenza milanese

  4. #44
    Uragano L'avatar di Lou_Vall
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Bold Visualizza Messaggio
    Il piemontese-cuneese è uno shock anche per un piemontese-torinese, ci ho messo una vita ad integrarmi nella famiglia di mia moglie pur capendo e parlando il piemontese. Un sacco di contaminazioni con il francese, molto più che a Torino. E il vignolino (credo si chiami così il dialetto di Vignolo, differente da quello di Borgo San Dalmazzo) poi non parliamone, panico
    Lo so, lo so
    Ci sono molti termini che non hanno affinità con classico piemontese occidentale "di pianura". C'è da dire che la pedemontana sud-occidentale è di fatto una commistione tra piemontese-cuneese e occitano, che verso qui in pedemontana è un piemontese con forti influssi occitani e dalle medie valli in su è un occitano con forti influssi piemontesi.
    Discorso diverso invece per il Monregalese e il Cebano (che io capisco veramente pochissimo) o peggio ancora il langarolo, che presentano arcaismi e analogie evidentissimi con il ligure
    Matìn de prìmo passàt a-pensar pantai,paratge e libertàd!

  5. #45
    Uragano L'avatar di Lou_Vall
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Fede85 Visualizza Messaggio
    Vero il piemontese direi che è comprensibile da chi lo conosce ovviamente dal su tutto il torinese e cuneese più si va verso est (alessandrino ) o a nord Biellese vercellese novarese ci sono accenti e parole che a volte a poco a che fare con il piemontese che noi occidentali conosciamo.
    Mi capita molte volte di fermarmi negli autogrill alessandrini e sentire parlare gente del posto capisci che è piemontese ma ha accenti decisamente più emiliani, come nel novarese ha molta influenza milanese
    Verissimo.
    Di fatto, linguisticamente, il dialetto novarese e quello ossolano sono lombardi, non piemontesi Mentre il Biellese, il Vercellese, l'Astigiano e l'Alessandrino settentrionale sono piemontesi orientali, con influenze lombarde.
    Matìn de prìmo passàt a-pensar pantai,paratge e libertàd!

  6. #46
    Bava di vento L'avatar di Bold
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Lou_Vall Visualizza Messaggio
    Lo so, lo so
    Ci sono molti termini che non hanno affinità con classico piemontese occidentale "di pianura". C'è da dire che la pedemontana sud-occidentale è di fatto una commistione tra piemontese-cuneese e occitano, che verso qui in pedemontana è un piemontese con forti influssi occitani e dalle medie valli in su è un occitano con forti influssi piemontesi.
    Discorso diverso invece per il Monregalese e il Cebano (che io capisco veramente pochissimo) o peggio ancora il langarolo, che presentano arcaismi e analogie evidentissimi con il ligure
    Il vernantino è squisitamente incomprensibile

  7. #47
    Vento forte L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    anche in città piccole,(Chiavari dove sono nato io,di circa 30.000 ab.)mi diceva il professore di liceo,ancora dopo la seconda guerra mondiale,si coglievano molto bene tre sfumature di accento,ben distinte tra il centro,il borgo verso il fiume ed il borgo a mare dei pescatori.
    Ho letto che in altri contesti(Ancona ad esempio)erano presenti ancora "venetismi" (ultimi residui di un linguaggio marinaresco nato sotto l'influenza di Venezia,signora dell'Adriatico)nella zona del porto di Ancona appunto,ancora udibili in epoche anteguerra.
    Quella del linguaggio è materia affascinante e se ne potrebbe parlare per ore.
    Ultima modifica di EnnioDiPrinzio; 22/01/2016 alle 18:05

  8. #48
    Vento forte L'avatar di Emanuele da Alatri ( FR )
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da EnnioDiPrinzio Visualizza Messaggio
    anche in città piccole,(Chiavari dove sono nato io,di circa 30.000 ab.)mi diceva il professore di liceo,ancora dopo la seconda guerra mondiale,si coglievano molto bene tre sfumature di accento,ben distinte tra il centro,il borgo verso il fiume ed il borgo a mare dei pescatori.
    Ho letto che in altri contesti(Ancona ad esempio)erano presenti ancora "venetismi" (ultimi residui di un linguaggio marinaresco nato sotto l'influenza di Venezia,signora dell'Adriatico)nella zona del porto di Ancona appunto,ancora udibili in epoche anteguerra.
    Quella del linguaggio è materia affascinante e se ne potrebbe parlare per ore.
    A proposito di questo, a Gaeta si parlano due dialetti diversi: il napoletano vero e proprio (leggermente modificato) nel centro storico, roccaforte borbonica, e un Campano con alcuni tratti mediani (simile agli altri del Lazio ex borbonico) al di fuori, ancora oggi

  9. #49
    Burrasca forte L'avatar di Lorenzo Catania
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Fede85 Visualizza Messaggio
    Lore penso che mettere in una mappa del genere tutti i dialetti sia impossibile il discorso che hai fatto te sul livornese penso che valga per ogni angolo d'Italia
    Penso anch'io, sì.
    Ma diciamo che mettere assieme il vernacolo livornese e quello pisano è forse una forzatura
    "La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)

  10. #50
    Brezza tesa L'avatar di original pio
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Emanuele da Alatri ( FR ) Visualizza Messaggio
    A proposito di questo, a Gaeta si parlano due dialetti diversi: il napoletano vero e proprio (leggermente modificato) nel centro storico, roccaforte borbonica, e un Campano con alcuni tratti mediani (simile agli altri del Lazio ex borbonico) al di fuori, ancora oggi
    molto interessante....immagino le risse paesane
    Foppeddirvelo...

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