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Sta appunto finendo come il comunismo (socialismo reale). Un'élite di privilegiati, i boiardi ed i grand commis di stato (ed aziende collegate) come in quel regime, cui si aggiunge un gruppo di grandi dirigenti, imprenditori, banchieri ed investitori "amici" del potere politico, più qualche artista e starlette. Qualcosa che era già realtà negli anni '70, se non prima, ma che si accompagnava comunque ad una crescita del benessere e del potere d'aquisto in tutte le fasce, ed a numerose opportunità per chi aveva testa e determinazione. Insieme a, mai dimenticarlo, generosi trasferimenti di denaro verso alcuni ambiti che generavano consenso e pace sociale all'epoca, quali soprattutto i lavoratori del pubblico impiego (incluse le aziende di stato) e i pensionati.
Il patto sociale del pubblico nel passato era una sorta di roba tipo "dai... tu lavori nel pubblico hai tutte le protezioni del mondo, ma ti accontenti di un po' meno soldi". Nel momento in cui nel tempo si è trasformato in "dai... tu lavori nel pubblico, hai se non tutte le protezioni del mondo comunque il doppio di tutti gli altri e mo' guadagni pure di più" ecco che non è più un patto sociale, ma diventa una roba al limite del parassistismo.
E d'altra parte per rompere un circolo vizioso di qualche tipo ci vorrebbero non politici, ma statisti con le palle, e non un branco di ritardati che continuano a governare a colpi di sondaggi settimanali...

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In certi casi si aggiungono programmi ai limiti del delirio, con grave spreco di soldi pubblici (es. investimenti ed incentivi sbagliati nell'energia, che aumentano le bollette elettriche), o giri di vite fiscale sui consumi di base (es. accise sui carburanti), e la frittata è fatta e servita...
Se tutti i mali fossero gli "incentivi sbagliati" nell'energia ci sarebbe da festeggiare.