Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Clima zone di fiume

  1. #1
    Bava di vento
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    Predefinito Clima zone di fiume

    Mentre per i mari e per i laghi so per certo che in qualche modo influenzano il clima delle zone limitrofe rendendolo più mite, per le zone limitrofi a fiumi non so cosa succede. Vicino ad un fiume il clima è più mite? In qualche modo influenza il clima delle zone circostanti, impedendo l'inversione termica?
    Voi sapete qualche altra cosa in più?

    Oltre a ciò, in genere si ergono vallate nei pressi di un fiume, una specie di falesia; ebbene, nelle falesie dei fiumi l'inversione termica non dovrebbe esistere, giusto?

    Grazie per le risposte

  2. #2
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    Citazione Originariamente Scritto da Cristian Calabria Visualizza Messaggio
    Mentre per i mari e per i laghi so per certo che in qualche modo influenzano il clima delle zone limitrofe rendendolo più mite, per le zone limitrofi a fiumi non so cosa succede. Vicino ad un fiume il clima è più mite? In qualche modo influenza il clima delle zone circostanti, impedendo l'inversione termica?
    Voi sapete qualche altra cosa in più?

    Oltre a ciò, in genere si ergono vallate nei pressi di un fiume, una specie di falesia; ebbene, nelle falesie dei fiumi l'inversione termica non dovrebbe esistere, giusto?

    Grazie per le risposte
    Seguendo l'andamento delle temperature che vengono registrate nella mia regione, posso dirti che le stazioni che si trovano in prossimità dei corsi d'acqua hanno caratteristiche climatiche continentali se situate lungo le strette valli delle aree interne.
    Le stazioni invece che si trovano nelle vicinanze dei corsi d'acqua principali in ampie pianure non risultano avere invece differenze sostanziali rispetto ad altre stazioni delle medesime pianure.
    Relativamente alle aree in prossimità della foce dei fiumi, nella mia regione ci sono due stazioni, una presso la foce dell'Arno che ha caratteristiche prettamente litoranee ed un'altra presso la foce del fiume Ombrone che però ha caratteristiche del tutto singolari venendo mitigata nelle temperature massime ma non in quelle minime che risultano praticamente allineate a quelle delle stazioni della pianura sublitoranea più interna.
    http://climaintoscana.altervista.org/
    Temperature estreme in Toscana finora validate: +43,1 °C Antella (FI) il 06/08/2003; -26,0 °C Firenzuola (FI) l'08/01/1985.

  3. #3
    Vento fresco L'avatar di paxo
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    Dalle mie parti in base a mie osservazioni personali, le zone poste vicino fiumi o corsi d'acqua risultano più fredde, si nota anche durante lo scioglimento della neve, nelle zone vicino a dei corsi d'acqua il manto resiste più a lungo rispetto alle altre zone. Ma anche durante le nevicate, noto che la neve riesce a posarsi con maggiore facilità nei posti influenzati dall'aria fredda proveniente da un fiume. Questo vale per fiumiciattoli e torrenti in zone di montagna, i fiumi grandi non so se influenzano molto la temperatura.

  4. #4
    Vento forte L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    per le vallate posso parlarti di fondovalle "larghi" e piatti, non le gole a V: lungo l' adige posso dirti di una maggior UR che in autunno si traduce in banchi di nebbia e brinate più evidenti in inverno.

    per quanto riguarda sempre il fiume Adige, le zone adiacenti sono soggette a inversione più forte in quanto gli argini sopraelevati, appositamente strutturati per contenere le piene, "racchiudono" i campi in "conche" dove le minime invernali sono tendenzialmente più basse.

    per altre cose non saprei dirti. ecco forse il vento: che sia da nord o da sud, sopra il fiume e lungo gli argini soffia nettamente più forte grazie a al "corridoio" privo di ostacoli.
    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  5. #5
    Bava di vento L'avatar di DuffMc92
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    Guardandomi intorno credo di aver capito alcune cosette, anche se è difficile trarre conclusioni sicure perché ci sono tante variabili in gioco, ancora di più che riguardo a laghi e fiumi!
    In generale quello di cui mi sono convinto è che è sempre meglio stare lontani da masse d'acqua di qualsiasi tipo, fiumi compresi (a meno che non siano rigagnoli che si svegliano solo quando piove forte), se si vuole rilevare le temperature precise di una zona-soprattutto minime; anche i fiumi qualcosa fanno e adesso vedo di argomentare un po' secondo quello che ho osservato e messo insieme empiricamente!
    Dunque, da quanto vedo nella mia zona, i fiumi hanno generalmente ben poca influenza sul clima, in quanto sono nel 99% dei casi arginati, per cui scorrono in fondo al loro letto senza che la loro umidità abbia molta influenza, l'aria umida rimane tutta lì nel 'solco' delimitato dagli argini, semmai avrà influenza (e pure poca) solo negli immediati dintorni, questione di pochi metri.
    Ma anche lì c'è da distinguere, a seconda della profondità: se hai un fiume anche abbastanza largo ma poco profondo (tipo quello che ho io dietro casa, il cui argine inizia 6-7 m dietro la mia stazione meteo e che scorre in fondo ai suoi argini alti 2.5-3 m) influenza poco o nulla, al massimo mi regalerà un 2-3% di umidità che forse potrebbe inibire il calo termico notturno di 1 decimo, ma bazzecole trascurabili. Se invece si tratta di fiumi profondi, allora credo che aumenti maggiormente l'umidità per via della massa d'acqua maggiore, e penso ci sia una maggior inerzia notturna della temperatura.
    Anche qui si apre un bivio, collegato al discorso della profondità: i tratti che scorrono a velocità più o meno sostenuta, tipici della pedemontana e medioalte pianure, solitamente a canali intrecciati e belli larghi, sono poco profondi, e quelli (pseudo)meandriformi quasi fermi delle mediobasse sono nettamente più profondi. Sicuramente per primi l'influenza sul microclima è trascurabile, eccetto le immediate vicinanze, mentre i secondi, oltre all'effetto ''fiume'', credo che facciano anche un effetto ''lago'', come se lì ci fosse un laghetto di forma lineare, che sicuramente disturba il calo notturno della temperatura, oltre ad alzare il DP per l'umidità elevata e probabilmente su un'area un po' più vasta della sola asta fluviale.
    Anche se sono abituato a vedere fiumi che scorrono bene (il Monticano dietro casa, il Piave qua nella mia zona, il Meschio, ecc..) e non ho grosse esperienze in bassa pianura, penso che l'esempio di Pordenone, città non inserita nella ''canonica'' bassa pianura ma comunque a soli 24 m slm, possa essere rappresentativo dell'influenza dei corsi d'acqua sul microclima: la città è piena di fiumi e fiumiciattoli non arginati, che scorrono a velocità quasi impercettibile, e come risultato hanno un clima percepito spesso inospitale, la prima cosa che si sente è la botta mostruosa e pesante di umidità che fa sentire un freddo micidiale, la nebbia è un po' meno rara che nel resto della pianura circostante, ma alla le temperature minime sono spesso deludenti rispetto alla zona, anche nelle parti più verdi della città, dove l'isola di calore è assai trascurabile-cioè anche la zona in cui si trova la stazione OSMER, che seguo.
    Altra cosa: credo che l'unica influenza dei tratti fluviali d'alta pianura (rapidi e poco profondi) sia un aumento della ventilazione in prossimità del corso d'acqua nel caso in cui il fiume attraversi prima una zona a pusterno, che si raffredda prima, e poi una a solivo, più calda e meno umida, facendosi quindi ''mezzo'' dello scambio di masse d'aria per via del gradiente di temperatura, dando origine a fenomeni di brezza estremamente locali: per esempio, il suddetto Monticano che ho dietro casa, da me non fa aria, mentre in prossimità dell'ansa che attraversa la parte a pusterno del colle che guarda sulla città si origina sempre un vento fresco e talvolta forte che, dal crepuscolo a tutta la sera, soffia a intermittenza per 7-800 m lungo due vie della città (a sud del colle). Tutto questo avviene mentre in qualsiasi altra via urbana, in ciascuno dei punti cardinali, non si muove una foglia (e qui sicuramente poi sono complici gli edifici molto alti, nei quali l'aria del fiume si incanala e prende forza per l'effetto Venturi, se non erro)!
    Stessa cosa succede, su scala molto più ampia e senza case intorno, laddove il fiume Piave esce dalla fredda Valbelluna attraverso la stretta di Alano di Piave (BL), in cui si incanala una brezza notturna che disturba il calo termico fino a 3-4 km a sud percorrendo il fiume stesso; oppure, con un effetto molto più blando, lo stesso Piave che porta fuori brezza dalla fresca strettoia tra Montello e colli di Susegana (TV), alzando moderatamente le temperature minime della zona di Ponte della Priula (TV) rispetto ai dintorni.
    Un discorso a parte va fatto invece per gli alvei fluviali lasciati alla libera evoluzione, ovvero lasciati liberi di scavare il loro letto senza argini, in modo tale da assistere, nel corso dei millenni, alla formazione dei terrazzi fluviali. E qui si viene a creare proprio un' area geografica di pertinenza fluviale più o meno vasta, larga sicuramente almeno 2-3 km per parte, in cui (eccetto forse le immediate vicinanze con l'acqua) le temperature minime notturne sono visibilmente più basse rispetto alla piana alluvionale circostante, a forza di scava e scava da parte del fiume! Si crea praticamente un solco ampio, spesso non percettibile come tale se non con una carta delle quote, in cui l'inversione termica è più accentuata.
    L' alta valle del Ticino ne è un esempio: dalla parte lombarda, ci sono le stazioni di Nosate (MI-155 m circa) e soprattutto Vizzola Ticino (VA-178 m) che, essendo poste molto vicino al fiume, sicuramente su dei terrazzi fluviali recenti e quindi a quota più bassa, registrano temperature notturne fino a 2°, 2.5°C inferiori rispetto alle località confinanti ma più lontane dal fiume e poste a quote superiori anche di 20, 30, talvolta 40 impercettibili metri (eccetto, là in zona, la solita Malpensa AM che naturalmente batte sempre tutti, Graz e Budapest comprese, nonostante la quota di 200-212 m, ma su questo non mi dilungo in quanto c'è già un altro florido 3d qui dentro ).
    Ecco, credo di aver detto tutto... ma continuerò ad osservare! E a tenere lontana la stazione sempre e comunque da masse d'acqua,a meno che non sia strettamente necessario
    Ultima modifica di DuffMc92; 04/05/2017 alle 14:30

  6. #6
    Bava di vento L'avatar di Delvi83
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    Il fatto è che i fiume (almeno quelli piccoli) scorrono spesso nelle vallate...in zone normalmente molto fredde, un po' come tipico dei fondo valle. L'effetto mitigatore dell'acqua di un fiume è limitata....magari proprio su un punto sopra un fiume (un po' grande) ci potrebbe essere un minimo effetto, per il resto, se si è a più di 5-10 metri credo sia abbastanza irrilevante e conta l'orografia, la posizione etc..

  7. #7
    Bava di vento L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Clima zone di fiume

    Vedo che si è parlato della zona di Malpensa (ed è anche intervenuto un forumista di Oleggio). Io nuoto in Ticino tre o quattro volte all'anno da circa 7 anni, sempre nel tratto a monte del Porto della Torre, presso Somma Lombardo, tra maggio ed ottobre. Il bello degli emissari dei grandi laghi è che sono limpidi anche in piena, e che sono molto più caldi dei fiumi che non attraversano un grande lago. Per esempio è sempre molto scomodo trovare un buon periodo per nuotare nella suggestiva Chiusa Veneta dell'Adige (il canjon sotto Rivoli Veronese ) perchè raramente limpido e sempre freddo.
    Quindi per prima cosa bisogna distinguere i fiumi emissari, che mitigano in generale, da quelli che non escono da laghi, sempre generalmente freddi. Riguardo ai secondi, ad esempio, anche io come paxo ho osservato che la neve resiste più a lungo nelle golene, anche quando non sono più basse della pianura circostante, come qui a Modena.
    Ultima modifica di alnus; 03/11/2017 alle 17:57

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