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Discussione: Venti e isobare

  1. #21
    Vento forte
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Citazione Originariamente Scritto da valerio991 Visualizza Messaggio
    Ad esempio, nella zona a sud ovest della cartina, dove la pressione minima è 1021 hPA, ho segnato la direzione del vento in senso antiorario. Come mai non è corretto? Dove sbaglio?
    si, quello può trarre in inganno, a volte per vari motivi compaiono dei minimi molto isolati un pò "fuori contesto".
    Per questo occorre sempre vedere se il minimo è contornato da isobare decrescenti più o meno concentriche rispetto ad esso, mentre in questo caso le isobare presenti in zona "seguono" la struttura anticiclonica presente in atlantico.

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  2. #22
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Perfetto,grazie

    Ora, per quanto riguarda la pioggia la prima cosa da fare è analizzare sempre con carte isobariche dove si trovano i cicloni? E solo dopo dare un'occhiata ai modelli LAMMA?
    I punti dove la pioggia sarà più forte sono quelli al centro del ciclone? (Intorno alla zona L) Oppure sarà più forte e insistente nella zona di risalita della forma barica della saccatura? (anche se, in effetti, non è detto che ci sia per forza una saccatura nei pressi del ciclone)

  3. #23
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Citazione Originariamente Scritto da valerio991 Visualizza Messaggio
    Perfetto,grazie

    Ora, per quanto riguarda la pioggia la prima cosa da fare è analizzare sempre con carte isobariche dove si trovano i cicloni? E solo dopo dare un'occhiata ai modelli LAMMA?
    I punti dove la pioggia sarà più forte sono quelli al centro del ciclone? (Intorno alla zona L) Oppure sarà più forte e insistente nella zona di risalita della forma barica della saccatura? (anche se, in effetti, non è detto che ci sia per forza una saccatura nei pressi del ciclone)
    Qui stiamo andando sul complicato. prevedere la pioggia è quanto di piu complicato ci sia; proverò a darti qualche dritta di base.
    innanzitutto, quali sono le condizioni per cui si formi la pioggia? è presto detto:
    • un moto verticale dell'aria
    • presenza di grosse quantità di vapore acqueo nell'aria (alta umidità)
    • presenza di nuclei di condensazione (polvere, aerosol, cristalli di ghiaccio)


    detto questo, veniamo a vedere quando queste condizioni si formano:



    1. generalmente le precipitazioni si concentrano nelle zone cicloniche, poiché essendo la pressione più bassa, qui l'aria tende a risalire e il vapore in esso contenuto a condensare (fig.1);
    2. ancora piu specificatamente, le precipitazioni si concentrano lungo i fronti (caldi, freddi, occlusi), dove l'aria calda (che contiene più umidità) usa l'aria fredda come una "rampa di scale" per salire a quote più alte e quindi condensare (fig.2);
    3. soprattutto d'estate, le precipitazioni possono formarsi anche per moti termoconvettivi che danno vita ai classici temporali estivi, e sono molto più difficili da prevedere (fig.3);
    4. anche il sollevamento orografico delle masse d'aria umide, aiutano nella formazione di precipitazioni e temporali. infatti sulle montagne di solito cade in media più acqua che a valle.


    fig.1:
    Venti e isobare-pressione.jpg
    fig.2:
    Venti e isobare-29880085-fronti-meteorologici-fronte-caldo-fronte-freddo-archivio-fotografico.jpg
    fig.3:
    Venti e isobare-formazione_nuvole_e_nubifragio.jpg


    naturalmente questa è una presentazione molto generica: ti consiglio di approfondire il concetto di fronte meteorologico e di stabilità atmosferica

  4. #24
    Vento forte
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    si, come già detto da Wolkenmesser non è semplice ed immediato individuare le precipitazioni, perlomeno con un grado di affidabilità accettabile.
    Dal punto di vista fisico la genesi delle precipitazioni è stata già descritta dal suo intervento. Dal punto di vista previsionale si dovrebbe procedere in primis con l'analisi delle mappe di previsione a scala sinottica di un modello globale sia al suolo che per le principali superfici isobariche (850,700,500 hPa) e, successivamente, entrare più nel dettaglio con i modelli ad area limitata (LAM) per una previsione più specifica.

    Dalla mappa a scala sinottica si individuano intanto le varie figure bariche e quindi anche i centri depressionari, quindi da qui occorre individuare i relativi fronti.
    Nella mappa che hai postato sono già tracciati, se invece non sono presenti puoi aiutarti con la mappa delle temperature a 850hPa che, seppur non rappresentano il suolo, sono rappresentative dei bassi strati. Noterai che quasi sempre abbiamo risalite di aria calda alla destra dei cicloni e all'opposto la discesa di aria fredda alla sinistra: i fronti freddo e caldo si trovano ai limiti "anteriori" di queste masse d'aria.
    Molto sommariamente, le precipitazioni maggiori le trovi in corrispondenza delle zone frontali, in particolare:
    - per il fronte caldo nelle zone subito "davanti" ad esso con la presenza di nuvolosità stratiforme (nembostrati) e piogge generalmente deboli/moderate;
    - per il fronte freddo sia davanti che dietro con maggiore presenza di nuvolosità a sviluppo verticale (cumulonembi) e precipitazioni più importanti anche a carattere temporalesco.

    Ovviamente non basta, perchè poi andando più nello specifico e dovendo analizzare il tutto a scala locale (a mesoscala o microscala) dobbiamo necessariamente ricorrere ai modelli ad area limitata (LAM) che vengono inizializzati dai modelli globali ma mostrano l'evoluzione su risoluzioni decisamente migliori e passi di griglia ben più fini, per cui anche l'orografia sarà decisamente meglio rappresentata da questi.
    Appunto, l'orografia, qui la situazione diviene ben complessa.. ancor più per un paese come l'Italia. Alpi ed Appennini hanno un forte impatto sulla dislocazione delle precipitazioni.

    Oltre a ciò ci sono tanti altri fattori che entrano in gioco, ad iniziare dal profilo termo-igrometrico sui vari piani isobarici, la curvatura delle correnti, il wind shear, gli indici temporaleschi calcolati da alcuni parametri e che possono dare indicazioni sulla possibilità di un certo evento, ecc. insomma tanta carne al fuoco per cui non basta un post per analizzare tutto.

    Comunque, molti modelli LAM hanno come output la dislocazione delle precipitazioni, essendo però output derivati occorre sempre prenderli con molta attenzione e tenere conto di un errore intrinseco inevitabile, a volte minimo ed a volte grossolano, e qui l'esperienza gioca sempre un ruolo fondamentale.


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  5. #25
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Vi ringrazio davvero per le brillanti spiegazioni! Siete stati molto chiari. Provo a mettere in pratica almeno in parte i vostri consigli, ditemi se sbaglio.
    Venti e isobare-friday-12h.gif

    Dalla carta bracknell di previsione per Venerdi H.12 noto un vasto ciclone nei pressi della Gran Bretagna, e riconosco la figura barica della saccatura. Segno, come ho fatto in figura, la direzione del vento e capisco che l'aria, passando dall'atlantico arriverà sulla gran Bretagna e sull'Irlanda carica di umidità. = Probabili piogge
    Noto anche fronti occlusi che si muovono in perpendicolare al vento.


    Ora, la parte più difficile per me è capire in quali zone della gran bretagna ci saranno queste pioggie. A questo punto utilizzo i modelli ad area limitata e deduco che dalle 12 alle 18 sono probabili precipitazioni sulla parte centrale e a sud della gran bretagna, oltre che nella parte ovest dell'Irlanda.
    Venti e isobare-friday.png

    E' tutto corretto in linea di massima?

  6. #26
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Attenzione, quella mappa di precipitazioni non è output di un Lam ma del modello globale Gfs, con risoluzione 0.25°; va detto che cmq è un'ottima risoluzione per un GM, infatti proprio due anni fa è stato apportato questo netto miglioramento visto che la precedente era di 0.5°.

    Se vogliamo avere un'indicazione di massima va bene; se però dobbiamo addentrarci per le varie zone della GB ci servirebbe un modello ad area limitata per quell'area.

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  7. #27
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Perfetto, tutto chiarissimo.

    Quindi i modelli LAM, dopo aver analizzato dalla mappa a scala sinottica i principali centri barici, sono importanti per capire le zone esatte dove ci saranno le precipitazioni


    Un'altra cosa: quando ad esempio osservo un fronte caldo è corretto dire che il suo effetto(piogge deboli ma insistenti,venti ecc.) si avverte fino ad una distanza di circa 300 km nella direzione verso cui procede il fronte?(quindi davanti al fronte)

    Mentre per il fronte freddo gli effetti (piogge fitte ma brevi) si avvertono più o meno ad una distanza minore, di circa 100-150 km davanti al fronte?

  8. #28
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Citazione Originariamente Scritto da valerio991 Visualizza Messaggio
    Perfetto, tutto chiarissimo.

    Quindi i modelli LAM, dopo aver analizzato dalla mappa a scala sinottica i principali centri barici, sono importanti per capire le zone esatte dove ci saranno le precipitazioni


    Un'altra cosa: quando ad esempio osservo un fronte caldo è corretto dire che il suo effetto(piogge deboli ma insistenti,venti ecc.) si avverte fino ad una distanza di circa 300 km nella direzione verso cui procede il fronte?(quindi davanti al fronte)

    Mentre per il fronte freddo gli effetti (piogge fitte ma brevi) si avvertono più o meno ad una distanza minore, di circa 100-150 km davanti al fronte?
    dipende da caso a caso credo; generalmente questo lo si deduce dalle mappe dei modelli (che comunque spesso non sono precisissime su questa questione). Penso però che in generale si possa dire che gli effetti di un fronte caldo si sentano su una distanza e un tempo maggiori di quelli di un fronte freddo, per la natura intrinseca dei due fenomeni.

    quando all'università ho fatto la mia settimana di weather briefing, generalmente si guardava prima il possibile passaggio di "zone perturbate" con le mappe geopotenziali a 500 o 300 hpa; poi si passava all'individuazione dei fronti sopra lo strato limite planetario (SLP), quindi a 1500/2000 m circa, con l'utilizzo di carte theta-e a 850 hpa (700 hpa d'estate), confrontandole anche con l'ur a quelle quote; infine si guardava ai LAM per vedere dove, quando e quanto intensamente il modello prevedeva la pioggia, e si consideravano fattori aggiuntivi che magari le carte non riuscivano a catturare (topografia, situazione dello SLP, ecc.)

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da valerio991 Visualizza Messaggio
    Perfetto, tutto chiarissimo.
    Quindi i modelli LAM, dopo aver analizzato dalla mappa a scala sinottica i principali centri barici, sono importanti per capire le zone esatte dove ci saranno le precipitazioni
    "Zone esatte" in meteorologia non esiste parliamo meglio di zone con alta probabilità di precipitazioni.
    Citazione Originariamente Scritto da valerio991 Visualizza Messaggio
    Un'altra cosa: quando ad esempio osservo un fronte caldo è corretto dire che il suo effetto(piogge deboli ma insistenti,venti ecc.) si avverte fino ad una distanza di circa 300 km nella direzione verso cui procede il fronte?(quindi davanti al fronte)

    Mentre per il fronte freddo gli effetti (piogge fitte ma brevi) si avvertono più o meno ad una distanza minore, di circa 100-150 km davanti al fronte?
    Diciamo più o meno si, ma il tutto però dipende sempre da vari fattori e dall'ampiezza del ciclone, mediamente comunque gli effetti del fronte caldo sono più estesi.

    In ogni caso il tutto non va visto in modo rigido e schematico, pensiamo per esempio ai fenomeni pre-frontali, ovvero nel settore caldo del ciclone e con il fronte freddo ancora relativamente lontano.
    Infatti può capitare che i moti verticali generati dai temporali disposti lungo la linea del fronte freddo (come squall-line) estendano la propria influenza a diverse decine di km sia prima che dopo il fronte, quindi anche nel settore caldo: poichè qui è ancora presente aria caldo-umida nei bassi strati questa potrebbe venire scalzata in modo "tumultuoso" causando fenomeni di forte intensità, anche ad una certa distanza dal fronte freddo (in questo caso si parla di "linee di groppo" parallele al fronte).

    Oppure, pensiamo anche ai fenomeni post-frontali, con ulteriore aria fredda in arrivo anche dopo che il fronte freddo vero e proprio è già passato e lontano anche un centinaio di km; l'aria fresca preesistente può essere riscaldata dal basso per qualche motivo (soleggiamento diurno, passaggio su superfici marine) e quindi nuovamente sollevata da aria più fredda nuovamente in arrivo generando ancora fenomeni, ma decisamente più sparsi e generalmente più deboli (le classiche nubi a "ciottoli" visibili dalle immagini satellitari tipiche da post fronte-freddo).

    Riguardo le mappe, a quanto già ben detto da Wolkenmesser, aggiungo che le mappe a 500hPa sono molto importanti per il campo che descrive l'avvezione di vorticità, che aiutano a capire l'approfondimento o meno di un ciclone (la "quota" di questa superficie isobarica è anche identificata come il livello della non-divergenza, visto che, in modo approssimato, rappresenta il punto di "inversione" tra convergenza e divergenza lungo la verticale, quindi il campo di vorticità assume una certa importanza).
    Ultima modifica di Stefano83; 19/07/2017 alle 19:13

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  10. #30
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    Predefinito Re: Venti e isobare

    Okok,

    dalle carte di geopotenziale, per capire il movimento delle "zone perturbate", devo osservare in quali punti ci sono i cicloni e poi, basandomi sulla "direzione" delle isoipse (e quindi del vento), dovrei capire verso dove possono spostarsi i cicloni?

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