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Risultati da 41 a 50 di 115
  1. #41
    Uragano L'avatar di Alessandro(Foiano)
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Citazione Originariamente Scritto da 4ecast Visualizza Messaggio
    all'inaridimento di molte altre aree del pianeta.
    Si ma le cause di inaridimento di queste "molte" aree non c'entra nulla con l'abbandono dei terreni agricoli? e con la gestione delle risorse idriche immagino nulla, vero? per non parlare dell'aumento della popolazione e dell'aumento di cementificazione . Alla fine la causa ben in evidenza nel titolo di questa discussione a mio avviso c'entra poco.

  2. #42
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Non esiste solo "Don Abbondio" per far sposare........le tesi. Ma son diversi gli Enti che concordano sulla stessa percezione, che il matrimonio ...."si puo' fare"....,
    2o, La NASA ( non Don "IPCC"...! ) s'è pronunciata gia' nel 2012, con uno studio che vedeva l'interazione tre fase solare [LOW] e bilancio energetico terrestre. Risult. = non calava. Anzi, risultava + del doppio di quanto dovesse essere con una fase solare cosi'. A quale spiegazione..?' Sei anni di studio, eh...non bruscolini.
    Risultato: 0,58 watt di energia in eccesso a mq. Be'....,poi concluse che i livelli di Co2, dovevano essere ridotti a 350ppm. [ James Hansen - dirrett. del Goddard Institute for Space Studies GISS ].
    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-bilancio-energetico-300x210.jpg

    p.s. ho scritto in neretto x i passaggi + importanti, non x gridare.




  3. #43
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Io l'avevo gia' supposto nell'altro thread dell'utente robertino, la domanda intendo come mai, non calasse il riscald. globale , nonostante c.a. 6anni di bassa attivita' del Sole. C'è , da quando la ns stella è in fase LOW, un solo anno globalmente piu' freddo? Domanda, sostanzialmente inevasa.

  4. #44
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro(Foiano) Visualizza Messaggio
    P.s. L'aumento della C02 e l'aumento di temperatura ha permesso di coltivare dove prima non si coltivava, che siano aumentate le produzioni agricole è un dato di fatto e come si è scritto già in queste pagine un gran merito ce l'hanno anche (non solo) le innovazioni e le sperimentazioni agricole.
    Allegato 459857
    Adesso parli di aumento di CO2 e di aumento di temperatura, mi sembra che di fronte alle obiezioni come tua abitudine, tu sia solito cambiare le carte in tavola. Se introduciamo il fattore temperatura (in aumento), l'effetto fertilizzante della CO2 riferito al processo fotosintetico viene meno ancor più drasticamente (enorme letteratura in merito, basta leggersi un qualsiasi testo base di fisiologia vegetale, concetti base di fotorespirazione e affinità della Rubisco ai gas disciolti all'interno della foglia). Piante a ciclo C4 (che coprono una sup. agraria non indifferente: mais, sorgo, canna da zucchero etc.) non traggono nessun beneficio dall'effetto fertlizzante della CO2 per esempio.
    Per quanto riguarda le rese agricole, il riscaldamento globale (fattore temperatura quindi) è considerato uno problema piuttosto che un reale vantaggio. Continuo a sostenere che la fai "molto facile", come postare il grafico di cui sopra che non dimostra proprio un bel niente circa la correlazione con la CO2.

    Qui un bel lavoro che mette in guardia sull'aumento della temperatura e le rese, prendendo in considerazione anche l'effetto della CO2, che risulta effettivamente come fattore fertilizzante, a patto le temp. e la disponibilità di acqua e nutrienti siano crescenti. In due parole, per rese crescenti, a parità di incremento della C02, dovremmo fornire al sistema agrario più input...

    Climate trends and global crop production since 1980. - PubMed - NCBI

    Alcuni passaggi per chi non avesse accesso al full text.

    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-schermata-2017-04-11-10.19.46.png

    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-schermata-2017-04-11-10.21.15.png

    Ultima modifica di Civetta; 11/04/2017 alle 10:32

  5. #45
    Burrasca L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Citazione Originariamente Scritto da Xandra Visualizza Messaggio
    Io l'avevo gia' supposto nell'altro thread dell'utente robertino, la domanda intendo come mai, non calasse il riscald. globale , nonostante c.a. 6anni di bassa attivita' del Sole. C'è , da quando la ns stella è in fase LOW, un solo anno globalmente piu' freddo? Domanda, sostanzialmente inevasa.
    La risposta la trovo piuttosto elementare: 6 anni di attività LOW avrebbero dovuto riequilibrare 40 anni di attività HIGHT ?
    Boh, ma veramente....

  6. #46
    Burrasca L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Io cito solo alcuni passaggi scritti da "blizzard" in altro blog per tornare sull'argomento CO2 , passaggi di cui parlo da oltre un decennio sui blog meteo e che sono stati riportati anche da blizzard e con i quali concordo in maniera totale:

    "..... comunque, ma vi rendete conto che 400 parti per milione sono 0.04%??? E che dal 1960 ad oggi è aumentato di ben 0.01%!!!!! Sti puntini puntini puntini... ma perchè non scrivono 0.04 invece di 400??? Ah, perchè forse 400 come numero salta più all'occhio di un misero decimale 0.04 e che 0.01 in 50 anni anzichè 100, nessuno lo noterebbe!

    E se guardiamo bene il grafico, dal 60 al 75 la T. è diminuita di qualche decimo nonostante il continuo inesorabile aumento della CO2 (qualche 0.001% in più) e che dal 2005 al 2014 circa, sempre nonostante il continuo ed inesorabile aumento della CO2, la T. è rimasta pressochè costante o in leggerissimo aumento... ...La teoria dell'aumento delle temperature da fine Peg ad oggi, fosse solo per l'attività umana, sarebbe dovuta essere da costante ad incipiente e così non è stato. Ricordiamo che l'aumento tutt'ora in atto non è nato nel 1998 o nel 1980, ma è nato dal 1850 circa in poi e l'era industriale è nata pressapoco in quel periodo. E non credo che sia iniziato come un interruttore on/off. Dal 1850 in poi circa, abbiamo avuto vari periodi climatici, di aumento, pause, cali, aumento, pause, cali, aumenti... E' possibile che dal 1850 al 1945 circa (100 anni) la T. sia aumentata di ben +0.4° circa con un scarsissimo aumento della CO2? E dal 1945 ad oggi (70 anni circa) è possibile che con un fortissimo aumento della CO2, sia aumentata di solo +0.6° circa??? C'è qualcosa che non quadra, nelle teorie, nelle simulazioni ecc.
    Come si vede dal grafico, le parti per milione di CO2 sono passate da 290 a 400 in 165 anni! Ovvero un aumento di solo 0.011%!!! E se anche gli oceani, hanno una risposta molto più lenta dell'atmosfera, allora non mi spiego che solo ora, dopo 150 anni, iniziano a rilasciare il calore. Ma se è così, perchè si sono avuti quei periodi in cui la T. è diminuita come dal 1880 al 1910 e come dal 1945 al 1976 circa? Cosa ha provocato il calo, se continuavano ad essere immessi grossi quantitativi di CO2 in atmosfera, ad iperbole direi??? Se l'atmosfera ha un tempo veloce di reazione? Non mi torna per nulla.......
    ....dal grafico, almeno quello immaginando che sia il più possibile vicino alla realtà dei fatti, vediamo che l'aumento è partito ben prima dell'era industriale ovvero è partito assieme, ma con quel poco di CO2 immesso dal 1850 al 1880 non sarebbe stato possibile un così forte aumento di due decimi, ovvero quasi 1 decimo a decennio, come adesso o poco meno, giusto? Ma queste considerazioni le fate oppure se vi dicono che il materasso venduto in tv a 200 euro vale come quello che comperate alla Doreland per 2000??? "

  7. #47
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Citazione Originariamente Scritto da Civetta Visualizza Messaggio
    Adesso parli di aumento di CO2 e di aumento di temperatura, mi sembra che di fronte alle obiezioni come tua abitudine, tu sia solito cambiare le carte in tavola. Se introduciamo il fattore temperatura (in aumento), l'effetto fertilizzante della CO2 riferito al processo fotosintetico viene meno ancor più drasticamente (enorme letteratura in merito, basta leggersi un qualsiasi testo base di fisiologia vegetale, concetti base di fotorespirazione e affinità della Rubisco ai gas disciolti all'interno della foglia). Piante a ciclo C4 (che coprono una sup. agraria non indifferente: mais, sorgo, canna da zucchero etc.) non traggono nessun beneficio dall'effetto fertlizzante della CO2 per esempio.
    Per quanto riguarda le rese agricole, il riscaldamento globale (fattore temperatura quindi) è considerato uno problema piuttosto che un reale vantaggio. Continuo a sostenere che la fai "molto facile", come postare il grafico di cui sopra che non dimostra proprio un bel niente circa la correlazione con la CO2.

    Qui un bel lavoro che mette in guardia sull'aumento della temperatura e le rese, prendendo in considerazione anche l'effetto della CO2, che risulta effettivamente come fattore fertilizzante, a patto le temp. e la disponibilità di acqua e nutrienti siano crescenti. In due parole, per rese crescenti, a parità di incremento della C02, dovremmo fornire al sistema agrario più input...

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    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-schermata-2017-04-11-10.19.46.png

    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-schermata-2017-04-11-10.21.15.png

    L'aumento di temperatura è globale comprende anche gli oceani e non cambio nessuna carta visto che mi attengo all'articolo di questa discussione.
    La produzione agricola è locale e non è correlata all'aumento di temperatura delle zone urbane o degli oceani.
    Entrambi gli aumenti si possono correlare alla CO2 e non vedo proprio cosa tu abbia da obiettare.
    Nell'articolo si mischia cavoli con capre e sembra che piaccia questo modo di porsi meno che a te.
    Discuto anche di ciò che non è scritto sull'articolo di questa discussione e magari si scopre che la CO2 in aumento ha dei pro, ma non capisco perchè si debbano far notare solo i contro.
    La CO2 in aumento viene ben correlata (da molti) all'aumento della temperatura globale, ma l'aumento di CO2 non è correlata alla fertilizzazione locale del suolo e quindi alla produzione agricola?
    Che le correlazioni non possano essere semplificate come viene fatto nell'articolo di Luca Angelini siamo d'accordo?

  8. #48
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Io vorrei però parlare anche dei cd. orizzonti inesplorati dal punto di vista circolatorio e climatico dal momento che il thread lo prevede.

    Comincerei proprio da alcuni concetti di base che spesso vengono tralasciati per buttarsi in ragionamenti (certamente importanti) ove occorrerebbe utilizzare il bilancino.

    La ripartizione nelle cd. "celle" a livello emisferico è dovuto all'esistenza di un gradiente termico ( e quindi anche barico) tra l'equatore e i poli.
    Questo in concomitanza alla F. di Coriolis impressa dalla rotazione terrestre genera la circolazione generale dell'atmosfera nella quale si individuano 3 celle: Hadley, Ferrel e Polare le quali nel N.H. imprimono mediamente quel medio andamento delle correnti occidentali che tendono a rinforzare laddove il gradiente ovvero lo scalino termico posto in prossimità del confine tra le Celle è più forte.
    Si tratta di una rotazione circolatoria che, rispettando le caratteristiche climatiche delle diverse aree (oceaniche/continentali), imprime variabilità al sistema.
    In questi anni, a partire soprattutto da inizio secolo, si è purtroppo assistito ad un forte riscaldamento dell'artico decisamente sproporzionato rispetto alla media distribuzione del maggior calore dovuta al riscaldamento globale.
    Il gradiente, conseguentemente, ne sta risentendo rallentando progressivamente gli ingranaggi di rotazione che possiamo identificare nel confine tra la Cella Polare e quella di Ferrel attorno mediamente ai 60/70° N.

    Io partirei da queste considerazioni se vogliamo parlare a tutto tondo di clima.
    P.s. non è che il cd. "global greening" sia da intendersi non tanto e non solo nella sua sola implicazione diretta sull'incremento del "verde" quanto invece sulla modifica dei regimi precipitativi (oltre che al surriscaldamento delle regioni polari e subpolari)?
    Matteo

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  9. #49
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Si decisamente sproporzionato e localizzato il riscaldamento dell'artico.
    Si è già fatto notare anche che la biosfera si adatta naturalmente alla maggiore presenza di CO2 e conseguentemente ad un minor consumo di acqua.
    Gli orizzonti sono inesplorati per l'uomo, di certo non per la biosfera.
    L'adattamento è possibile e una diversa gestione della risorsa idrica inevitabile (ma se ne parla poco) per la sopravvivenza visto l'aumento demografico mondiale.

  10. #50
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    Predefinito Re: CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati

    Ad oggi quello che si nota, nell'analisi della corrente a getto polare sono principalmente 2 effetti derivanti verosimilmente dal forte riscaldamento artico ormai visibile durante il trimestre invernale:

    1.

    la diminuzione progressiva della sua velocità:

    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-tseries_0_19_7_13_1.png

    che deriva dal minor scalino termico presente tra le latitudini polari e subpolari e le medie latitudini

    2. la sua traslazione verso latitudini più basse

    CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-ess.jpg CO2 ai massimi storici, tempo e clima verso orizzonti inesplorati-qvmeug8wwz.jpg

    fatto che coincide con il gradiente che tende ad amplificarsi tra la Cella di Ferrel e quella di Hadley e che ne fa derivare una sempre più frequente fusione / congiunzione.
    Congiunzione tra i segmenti delle correnti a getto (polare e subtropicale) che non richiede troppi sforzi energetici a ragione del diminuito gradiente tra il polo e le medie latitudini ma che è ottenibile anche in seno al sempre maggior ondulato (in quanto più lento) getto polare in seno ad onde medie o corte.
    Questo fattore è particolarmente eclatante nel comparto atlantico ove la distanza tra Ferrel e Hadley tende ad essere sempre più assottigliata.
    Espansione della Cella di Hadley che tende ad assumere caratteristiche variabili proprio in quanto inserita nell'accresciuto trend ondulatorio del jet stream.
    Una maggior progressiva tensione della corrente a getto subtropicale a scapito di quella polare è verosimilmente il passaggio successivo che contraddistinguerebbe una prevalente circolazione a 2 celle a cominciare dal periodo estivo ( e non più a 3) e questo potrebbe condurre ad un comportamento da parte dell'atmosfera ancora una volta non lineare.
    Trovo una certa incoerenza con questo possibile ulteriore passaggio rispetto ad un paventato ulteriore incremento del calore estivo delle fasce tropicali e delle medie latitudini le quali, al contrario, potrebbero progressivamente registrare estati più fresche e piovose rispetto quanto visto finora.

    Ovviamente sono pensieri e speculazioni in libertà e ad alta voce (fuori dai protocolli)
    Matteo

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