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  1. #1
    Bava di vento L'avatar di Fagian
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    Predefinito Come si distrubuisce l'aria fredda...

    ..in condizioni di inversione termica? Supponendo di essere in montagna, più precisamente in una valle mediamente coperta da monti, e che questi monti abbiano un'elevazione di 300 m rispetto la valle. In assenza di vento o comunque correnti debolissime con un' alta pressione come si distribuisce l'aria in condizioni di inversione? L'aria fredda "scorre" fisiologicamente verso il punto più basso della valle? Dipende anche la superficie dalla valle? Che differenze sostanziali ci sarebbero in caso?
    Un saluto

  2. #2
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Inversioni da irraggiamento o post avvezione di aria fredda? C'è una differenza: nel primo caso l'inversione si forma direttamente perché è il suolo a disperdere velocemente calore, per cui l'aria direttamente a contatto con la sua superficie si raffredda prima e più velocemente degli strati superiori, che sono più lontani dal suolo; nel secondo caso abbiamo prima l'arrivo di una massa di aria più fredda, poi l'aumento della pressione e quindi il confinamento dell'aria più fredda e densa (quindi più pesante) al suolo. Ovviamente la distinzione non è nettissima, perché anche nel post-avvezione l'irraggiamento ha un ruolo importante. Comunque, il modo in cui, in un post avvezione, l'aria fredda si diffonde al suolo è simile a quello che puoi osservare quando aggiungi acqua più fredda in un catino che contiene acqua più tiepida, si formano delle correnti di discesa e delle correnti di risalita. Nel caso dell'inversione da irraggiamento agiscono sia fattori geografici sia fattori pedologici, ad esempio il tipo di suolo: un suolo molto alberato dissipa meno calore di un suolo spoglio... alle latitudini medie le inversioni si avvertono di meno nelle vallate disposte latitudinalmente (N/S o S/N) rispetto a quelle disposte longitudinalmente (W/E o E/W), in una vallata stretta gli effetti compressivi possono essere maggiori che in una vallata molto ampia e quindi le inversioni meno avvertibili.
    Ultima modifica di galinsoga; 02/07/2018 alle 15:56

  3. #3
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da Fagian Visualizza Messaggio
    ..in condizioni di inversione termica? Supponendo di essere in montagna, più precisamente in una valle mediamente coperta da monti, e che questi monti abbiano un'elevazione di 300 m rispetto la valle. In assenza di vento o comunque correnti debolissime con un' alta pressione come si distribuisce l'aria in condizioni di inversione? L'aria fredda "scorre" fisiologicamente verso il punto più basso della valle? Dipende anche la superficie dalla valle? Che differenze sostanziali ci sarebbero in caso?
    Un saluto
    Ciao Fagian, domanda interessante, allora partiamo col dire che in condizioni di alta pressione i moti sono discendenti e di conseguenza scendendo verso il basso l'aria si secca e si riscalda per compressione e il fenomeno si chiama subsidenza, mentre in condizioni di bassa pressione al contrario abbiamo moti ascendenti dove l'aria sale e si raffredda e si umidifica formando nubi e precipitazioni, quindi quando i moti scendono abbiamo un aumento di presssione per via appunto dell'accumulo di massa, mentre quando i moti salgono verso l'alto abbiamo un deficit di massa e la colonna d'aria si allegerisce e quindi la pressione diminuisce. Questa introduzione ha spiegato come appunto l'aria fredda essendo più pesante scende verso il basso, mentre l'aria calda è più leggera e sale verso l'alto, e ora rispondo alla tua domanda: in condizioni di inversione termica l'aria fredda agisce come una colla rimanendo attaccata verso il suolo e ristagnando nella stagione invernale può portare a temperature più basse che in montagna e aumento di nebbie e inquinamento dovuto allo strato di inversione che rimane schiacciato appunto dai moti subsidenti dell'alta pressione, mentre in quota avremo aria più secca e calda, questo per quanto riguarda la pianura, per quanto riguarda le valli il discorso è lo stesso, l'aria fredda scende in modo non uniforme, ma si staccano come delle gocce o sacche nel quale la discesa è proporzionale all'altezza della valle e più una valle è stretta è più avviene l'accumulo di aria fredda, quindi si esattamente l'aria fredda scende nel punto più basso, tutto questo però in assenza di vento, nel caso di vento o di perturbazioni etc ovviamente lo strato di inversione si rompe e avviene turbolenza, cosi come nelle nevicate nelle valli strette è molto più facile a parità di quota avere neve a differenza di una valle ampia. Anche il volume dell'aria da raffreddare sarà minore in un posto di montagna in mezzo alle valli che in una pianura. Spero di essere stato esaustivo. Buona serata e se hai altre domande chiedi pure.

  4. #4
    Bava di vento L'avatar di Fagian
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da padre Visualizza Messaggio
    Ciao Fagian, domanda interessante, allora partiamo col dire che in condizioni di alta pressione i moti sono discendenti e di conseguenza scendendo verso il basso l'aria si secca e si riscalda per compressione e il fenomeno si chiama subsidenza, mentre in condizioni di bassa pressione al contrario abbiamo moti ascendenti dove l'aria sale e si raffredda e si umidifica formando nubi e precipitazioni, quindi quando i moti scendono abbiamo un aumento di presssione per via appunto dell'accumulo di massa, mentre quando i moti salgono verso l'alto abbiamo un deficit di massa e la colonna d'aria si allegerisce e quindi la pressione diminuisce. Questa introduzione ha spiegato come appunto l'aria fredda essendo più pesante scende verso il basso, mentre l'aria calda è più leggera e sale verso l'alto, e ora rispondo alla tua domanda: in condizioni di inversione termica l'aria fredda agisce come una colla rimanendo attaccata verso il suolo e ristagnando nella stagione invernale può portare a temperature più basse che in montagna e aumento di nebbie e inquinamento dovuto allo strato di inversione che rimane schiacciato appunto dai moti subsidenti dell'alta pressione, mentre in quota avremo aria più secca e calda, questo per quanto riguarda la pianura, per quanto riguarda le valli il discorso è lo stesso, l'aria fredda scende in modo non uniforme, ma si staccano come delle gocce o sacche nel quale la discesa è proporzionale all'altezza della valle e più una valle è stretta è più avviene l'accumulo di aria fredda, quindi si esattamente l'aria fredda scende nel punto più basso, tutto questo però in assenza di vento, nel caso di vento o di perturbazioni etc ovviamente lo strato di inversione si rompe e avviene turbolenza, cosi come nelle nevicate nelle valli strette è molto più facile a parità di quota avere neve a differenza di una valle ampia. Anche il volume dell'aria da raffreddare sarà minore in un posto di montagna in mezzo alle valli che in una pianura. Spero di essere stato esaustivo. Buona serata e se hai altre domande chiedi pure.
    Domanda 1) Si, abito in una valle (ma sul piano). Spesso facciamo minime che si fanno dagli 800/900 m in poi chiaramente in condizioni di alta pressione. Eventi rari hanno fatto sì che facessimo minime addirittura simili a località poste a 1300 m slm, ma non in caso di irruzioni fredde, dove si ha inversione, ma non si riesce ad avere quell'uguaglianza di cui ti parlavo. Arrivo alla domanda: E' più facile che l'aria si ristagni in una valle più larga o in una valle più stretta? Ho l'impressione, così, che l'aria fredda sia più difficile da "togliere" in una valle stretta piuttosto che in una più larga ma allo stesso tempo che nella larga potrebbe iniziare prima il procedimento di inversione e quindi potenzialmente fare minime più basse (dirò una cavolata.. la butto lì)

    Domanda 2) Se è coperta da collinette (sempre in montagna), come dicevo che si elevano di 300 m (ES. Valle posta a 1600, coperta da monti di 1750 /1850 m) incide di molto l'inversione? L'aria fredda si può accumulare bene?



    ...Conta che noi vediamo al 90% neve per cuscinetto e omotermia, quindi so benissimo la storia del vento che destabilizza la colonna. E non è piacevole sapere che da te non regge ma a qualche km sì a partià di altezza
    Un saluto

  5. #5
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da galinsoga Visualizza Messaggio
    Inversioni da irraggiamento o post avvezione di aria fredda? C'è una differenza: nel primo caso l'inversione si forma direttamente perché è il suolo a disperdere velocemente calore, per cui l'aria direttamente a contatto con la sua superficie si raffredda prima e più velocemente degli strati superiori, che sono più lontani dal suolo; nel secondo caso abbiamo prima l'arrivo di una massa di aria più fredda, poi l'aumento della pressione e quindi il confinamento dell'aria più fredda e densa (quindi più pesante) al suolo. Ovviamente la distinzione non è nettissima, perché anche nel post-avvezione l'irraggiamento ha un ruolo importante. Comunque, il modo in cui, in un post avvezione, l'aria fredda si diffonde al suolo è simile a quello che puoi osservare quando aggiungi acqua più fredda in un catino che contiene acqua più tiepida, si formano delle correnti di discesa e delle correnti di risalita. Nel caso dell'inversione da irraggiamento agiscono sia fattori geografici sia fattori pedologici, ad esempio il tipo di suolo: un suolo molto alberato dissipa meno calore di un suolo spoglio... alle latitudini medie le inversioni si avvertono di meno nelle vallate disposte latitudinalmente (N/S o S/N) rispetto a quelle disposte longitudinalmente (W/E o E/W), in una vallata stretta gli effetti compressivi possono essere maggiori che in una vallata molto ampia e quindi le inversioni meno avvertibili.
    Da cosa dipende il fatto che nelle vallate disposte est/ovest l'inversione si avverte di più rispetto a quelle disposte nord/sud?

  6. #6
    Bava di vento L'avatar di Fagian
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da galinsoga Visualizza Messaggio
    Inversioni da irraggiamento o post avvezione di aria fredda? C'è una differenza: nel primo caso l'inversione si forma direttamente perché è il suolo a disperdere velocemente calore, per cui l'aria direttamente a contatto con la sua superficie si raffredda prima e più velocemente degli strati superiori, che sono più lontani dal suolo; nel secondo caso abbiamo prima l'arrivo di una massa di aria più fredda, poi l'aumento della pressione e quindi il confinamento dell'aria più fredda e densa (quindi più pesante) al suolo. Ovviamente la distinzione non è nettissima, perché anche nel post-avvezione l'irraggiamento ha un ruolo importante. Comunque, il modo in cui, in un post avvezione, l'aria fredda si diffonde al suolo è simile a quello che puoi osservare quando aggiungi acqua più fredda in un catino che contiene acqua più tiepida, si formano delle correnti di discesa e delle correnti di risalita. Nel caso dell'inversione da irraggiamento agiscono sia fattori geografici sia fattori pedologici, ad esempio il tipo di suolo: un suolo molto alberato dissipa meno calore di un suolo spoglio... alle latitudini medie le inversioni si avvertono di meno nelle vallate disposte latitudinalmente (N/S o S/N) rispetto a quelle disposte longitudinalmente (W/E o E/W), in una vallata stretta gli effetti compressivi possono essere maggiori che in una vallata molto ampia e quindi le inversioni meno avvertibili.
    Grazie per il tuo intervento.

  7. #7
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da paxo Visualizza Messaggio
    Da cosa dipende il fatto che nelle vallate disposte est/ovest l'inversione si avverte di più rispetto a quelle disposte nord/sud?
    Dal fatto che alle nostre latitudini i venti al suolo hanno quasi sempre una componente meridiana, visto che il fronte polare scorre mediamente ben a nord delle Alpi, di conseguenza le correnti atlantiche da noi arrivano in seno a saccature o ondulazioni più o meno pronunciate e noi possiamo essere collocati sul ramo ascendente o su quello discendente.

  8. #8
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da Fagian Visualizza Messaggio
    Domanda 1) Si, abito in una valle (ma sul piano). Spesso facciamo minime che si fanno dagli 800/900 m in poi chiaramente in condizioni di alta pressione. Eventi rari hanno fatto sì che facessimo minime addirittura simili a località poste a 1300 m slm, ma non in caso di irruzioni fredde, dove si ha inversione, ma non si riesce ad avere quell'uguaglianza di cui ti parlavo. Arrivo alla domanda: E' più facile che l'aria si ristagni in una valle più larga o in una valle più stretta? Ho l'impressione, così, che l'aria fredda sia più difficile da "togliere" in una valle stretta piuttosto che in una più larga ma allo stesso tempo che nella larga potrebbe iniziare prima il procedimento di inversione e quindi potenzialmente fare minime più basse (dirò una cavolata.. la butto lì)

    Domanda 2) Se è coperta da collinette (sempre in montagna), come dicevo che si elevano di 300 m (ES. Valle posta a 1600, coperta da monti di 1750 /1850 m) incide di molto l'inversione? L'aria fredda si può accumulare bene?



    ...Conta che noi vediamo al 90% neve per cuscinetto e omotermia, quindi so benissimo la storia del vento che destabilizza la colonna. E non è piacevole sapere che da te non regge ma a qualche km sì a partià di altezza
    Un saluto
    sulla domanda 1 se leggi bene quello che ho scritto, appunto nelle valli strette l'aria fredda ristagna di più che in una vallata ampia, anche se chiaramente in una valle ampia abbiamo un inversione più estesa quindi avendo un volume più ampio c'è maggior aria fredda anche se l'accumulo rimane maggiore in una vallata stretta, anche sulla 2 domanda appunto la presenza di collinette incide per il fatto che essendo riparata dalle correnti ovviamente il ristagno è maggiore, un esempio lampante è la grande pianura padana dove è chiusa dalle alpi a nord e dall'appennino a sud, e difatti le nevicate più frequenti da noi sono da omotermia e da cuscinetto o addolcimento, quando l'aria calda dovuto al fronte caldo della perturbazione scorre sopra l'aria più pesante preesistente portando alla formazione di nubi di tipo stratificato ed ecco la neve! ovviamente la durata della nevicata dipende dallo spessore del cuscino e anche all'intensità della corrente dove la velocità di erosione appunto dipende da essa, difatti nelle zone a est del cuscino ovviamente essendo più sottile per il fatto che rimane più scoperto la neve si trasforma subito in pioggia con accumuli più modesti, mentre man mano che vai verso ovest la neve dura molto di più. Ad esempio Cuneo è uno dei posti più nevosi in caso appunto di nevicate da scorrimento essendo appunto più coperta dalle montagne e quindi maggior ristagno freddo. Galinsoga ha specificato un aspetto che non ho precisato sull'irraggiamento dove appunto in condizioni di scarsa o nulla ventilazione e di cielo sereno il suolo perde rapidamente calore a causa dei raggi infrarossi che si disperdono verso lo spazio, discorso diverso in condizioni di vento oppure di cielo coperto le inversioni non si verificano e le temperature minime in condizioni soprattutto di nuvolosità il suolo non perde calore per il fatto che le nubi bloccano i raggi infrarossi come un coperchio mantenendo appunto minime più alte, mentre quando c'è vento ovviamente avviene il rimescolamento a tutte le quote rompendo di fatto le inversioni.

  9. #9
    Bava di vento L'avatar di Fagian
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da padre Visualizza Messaggio
    sulla domanda 1 se leggi bene quello che ho scritto, appunto nelle valli strette l'aria fredda ristagna di più che in una vallata ampia, anche se chiaramente in una valle ampia abbiamo un inversione più estesa quindi avendo un volume più ampio c'è maggior aria fredda anche se l'accumulo rimane maggiore in una vallata stretta, anche sulla 2 domanda appunto la presenza di collinette incide per il fatto che essendo riparata dalle correnti ovviamente il ristagno è maggiore, un esempio lampante è la grande pianura padana dove è chiusa dalle alpi a nord e dall'appennino a sud, e difatti le nevicate più frequenti da noi sono da omotermia e da cuscinetto o addolcimento, quando l'aria calda dovuto al fronte caldo della perturbazione scorre sopra l'aria più pesante preesistente portando alla formazione di nubi di tipo stratificato ed ecco la neve! ovviamente la durata della nevicata dipende dallo spessore del cuscino e anche all'intensità della corrente dove la velocità di erosione appunto dipende da essa, difatti nelle zone a est del cuscino ovviamente essendo più sottile per il fatto che rimane più scoperto la neve si trasforma subito in pioggia con accumuli più modesti, mentre man mano che vai verso ovest la neve dura molto di più. Ad esempio Cuneo è uno dei posti più nevosi in caso appunto di nevicate da scorrimento essendo appunto più coperta dalle montagne e quindi maggior ristagno freddo. Galinsoga ha specificato un aspetto che non ho precisato sull'irraggiamento dove appunto in condizioni di scarsa o nulla ventilazione e di cielo sereno il suolo perde rapidamente calore a causa dei raggi infrarossi che si disperdono verso lo spazio, discorso diverso in condizioni di vento oppure di cielo coperto le inversioni non si verificano e le temperature minime in condizioni soprattutto di nuvolosità il suolo non perde calore per il fatto che le nubi bloccano i raggi infrarossi come un coperchio mantenendo appunto minime più alte, mentre quando c'è vento ovviamente avviene il rimescolamento a tutte le quote rompendo di fatto le inversioni.
    Riassumendo in breve, se la valle è amplia, avendo più "volume" a disposizione in condizioni di alta pressione, questa fa registrare potenzialmente una minima più fredda di una valle più piccola che ha meno "capacità", passatemi il termine. Allo stesso tempo però i procedimenti sono più rapidi e duraturi in una valle piccola piuttosto che in una grande. Giusto?
    Sempre a parità di condizioni..
    Un'ulteriore domanda. Quanto incide anche l'elevazione dei monti circostanti che siano di 200 m o di 1200m? Ok, più protezione, ok che mantiene il cuscino per molto tempo, ok le condizioni di omotermia. Ma in termini di "minima", cambierebbe qualcosa?
    Scusa ancora per le domane

  10. #10
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Come si distrubuisce l'aria fredda...

    Citazione Originariamente Scritto da Fagian Visualizza Messaggio
    Riassumendo in breve, se la valle è amplia, avendo più "volume" a disposizione in condizioni di alta pressione, questa fa registrare potenzialmente una minima più fredda di una valle più piccola che ha meno "capacità", passatemi il termine. Allo stesso tempo però i procedimenti sono più rapidi e duraturi in una valle piccola piuttosto che in una grande. Giusto?
    Sempre a parità di condizioni..
    Un'ulteriore domanda. Quanto incide anche l'elevazione dei monti circostanti che siano di 200 m o di 1200m? Ok, più protezione, ok che mantiene il cuscino per molto tempo, ok le condizioni di omotermia. Ma in termini di "minima", cambierebbe qualcosa?
    Scusa ancora per le domane
    Il discorso delle temperature minime dipende da molti fattori tra cui vento, serenità del cielo, umidità dell'aria, cioè in condizioni di aria secca l'escursione termica tra giorno e notte è maggiore, mentre con alta umidità è più ridotta, cosi come avere copertura nuvolosa di notte fa aumentare le minime ma in compenso le massime rimangono contenute per ovvi motivi legati al fatto che le nubi coprono il sole. Un altro aspetto da considerare sono anche i tipi di suoli, ad esempio nelle foreste o luoghi molto alberati o zone con laghi artificiali o marittimi appunto le temperature sono un pò più basse e soprattutto la convezione viene inibita e quindi termiche ridotte e meno probabilità di temporali, mentre avere suoli nudi senza vegetazione incentiva molto più le termiche e temperature più elevate. Anche in città ad esempio si hanno sempre minime più alte per effetto delle case, asfalto etc e appunto viene detta isola di calore urbana dove anche per conduzione le minime sono più alte, un esempio banale è la macchina, se rimane in aperta campagna lontane da fonti di calore come una casa o un albero si ghiaccia e la vediamo bianca, mentre se rimane vicino ai muri o alberi rimane asciutta.

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