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  1. #21
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    ...inizieranno a confliggere per un posto al Sole, o per uno lungo costa con maree o... o... a scelta dell'energia su cui si ripiegherà...

  2. #22
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Tanto la quarta guerra mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni, per cui di cosa ci preoccupiamo?

  3. #23
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Infatti, non mi preoccupo... a quel punto, un esperto in "pietre" e loro caratteristiche tecniche diverrà di importanza strategica...







  4. #24
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di steph
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

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  5. #25
    Vento fresco
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Vedo che c'e' molta carne al fuoco! Vediamo se ho individuato i principali temi.
    Lo shale oil e' una bolla che va sgonfiandosi?
    In gran parte, possiamo anche considerarla tale: ma la bolla non era tanto lei, quanto il prezzo del petrolio schizzato alle stelle negli anni scorsi per una serie di congiunture favorevoli, economiche, politiche, e di speculazioni finanziarie.
    Vecchi giacimenti considerati "esauriti", possono essere ancora produttivi? Non e' una regola universale, ma in molti casi sí; l'uso di nuove tecnologie, o anche la semplice iniezione di gas (anche CO2) o acqua per riaumentare la pressione, permettono di sfruttare quella parte dei giacimenti prima non accessibile ovvero non economicamente conveniente.
    Lo shale oil va esaurendosi, anche in seguito al crollo del prezzo? Assolutamente no, il prezzo di break even e' gia' oggi per molti pozzi a 40-50 dollari al barile; certamente molti altri stanno producendo in perdita (ma sono finanziariamente coperti per un po'), ma in pochi anni il prezzo per scavare ed operare questi pozzi si e' praticamente dimezzato, la produttivita' e' quasi quadruplicata, e comunque sono pozzi con una vita utile brevissima (pochi anni, e la gran parte del petrolio viene estratto nei primi due). In ogni caso, penso anche io che nei prossimi anni il boom si ridurra' (vedi "bolla"), ma il fracking non sparira' affatto.
    Quanto costa estrarre petrolio? Si va da grandi giacimenti ancora attivi in Arabia, dove il costo reale e' anche di soli 2-3 dollari al barile, a progetti di vario genere con costi che arrivano intorno ai 100 dollari al barile.
    Il punto di pareggio e' dunque solo una questione tecnica, di costi di estrazione? Non proprio, anzi molti stati (arabi, ma anche Iran, Venezuela, Russia ecc.) hanno punti di pareggio definiti in base alle necessita' del budget statale: estrarre petrolio gli costa molto di meno, sono le politiche economiche che impongono certi prezzi per raggiungere il pareggio di bilancio.
    Ci sara' una crisi energetica a breve o medio termine? Assolutamente anche meno di no, l'abbondanza di risorse e' comprovata (non ipotizzata, non discussa: comprovata) per molti decenni a venire*, e se sulle rinnovabili bisogna votarsi o a breakthrough tecnologici o a megaprogetti (es. centrali a concentrazione solare, con accumulatori di calore a sali fusi, nel Sahara), per le fonti fossili l'unico limite sono le eventuali restrizioni ambientali.
    Ho qualche interesse nel vendere petrolio&derivati? Al momento no

    NOTA: fracking si riferisce ad una tecnica di estrazione, non solo del petrolio (puo' essere usato anche per il "verdissimo" geotermico); meglio usare il nome corretto, shale oil (che e' diverso da oil shale, attenzione!)


    *Nel mondo c'é probabilmente abbastanza carbone per sfondare quota 1000ppm di CO2 senza nessun problema, e continuare a produrre CO2 per secoli a venire...



    P.S. Ci sono giacimenti esauriti, ovvero stati che stanno vedendo la propria produzione petrolifera diminuire significativamente negli ultimi anni? Sicuramente, anzi tra gli stati citerei come esempio il Regno Unito; anche gli USA parevano aver superato il proprio picco di produzione, credo gia' negli anni '70 del XX secolo, per poi avere un nuovo boom petrolifero negli ultimi anni.
    Ultima modifica di FilTur; 05/03/2015 alle 12:59

  6. #26
    Vento fresco
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Citazione Originariamente Scritto da FilTur Visualizza Messaggio
    Ci sara' una crisi energetica a breve o medio termine? Assolutamente anche meno di no, l'abbondanza di risorse e' comprovata (non ipotizzata, non discussa: comprovata) per molti decenni a venire*, e se sulle rinnovabili bisogna votarsi o a breakthrough tecnologici o a megaprogetti (es. centrali a concentrazione solare, con accumulatori di calore a sali fusi, nel Sahara), per le fonti fossili l'unico limite sono le eventuali restrizioni ambientali.
    Formuliamola meglio: le risorse energetiche ci sono, ed al momento non e' in vista alcuna crisi per carenza di esse, siano fossili, rinnovabili o nucleare, e parlo sempre su scala "secolare". I consumi OSCE + Giappone + Australia dobvrebbero essere, per le concause di stagnazione demografica ed avanzamento tecnologico (efficienza ecc.), in stagnazione se non in calo. I consumi del resto del mondo, invece, saranno in forte crescita, solo in parte attenuata dall'avanzamento tecnologico; questo naturalmente pone certe sfide, nell'approvvigionare energeticamente i paesi in via di sviluppo (parlo di Asia, Africa e Sud America), ma sono sfide che dipendono molto piu' dagli investimenti locali che non dalle risorse (energetiche e tecnologiche) globali.

  7. #27
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Citazione Originariamente Scritto da FilTur Visualizza Messaggio
    Formuliamola meglio: le risorse energetiche ci sono, ed al momento non e' in vista alcuna crisi per carenza di esse, siano fossili, rinnovabili o nucleare, e parlo sempre su scala "secolare". I consumi OSCE + Giappone + Australia dobvrebbero essere, per le concause di stagnazione demografica ed avanzamento tecnologico (efficienza ecc.), in stagnazione se non in calo. I consumi del resto del mondo, invece, saranno in forte crescita, solo in parte attenuata dall'avanzamento tecnologico; questo naturalmente pone certe sfide, nell'approvvigionare energeticamente i paesi in via di sviluppo (parlo di Asia, Africa e Sud America), ma sono sfide che dipendono molto piu' dagli investimenti locali che non dalle risorse (energetiche e tecnologiche) globali.
    Qualche dato?
    Perchè posso portartene molti altri che dicono esattamente il contrario. Come in parte ho/abbiamo già messo nelle pagine precedenti.

  8. #28
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Così, tanto per parlarne.

    Peak Meaninglessness

    E per ribadire un concetto: a tanti anni di distanza, NESSUN modello come "I limiti dello sviluppo", (o meglio, "Limits to growth", che rende al meglio il significato originario dello studio) ha previsto con tanta precisione l'evoluzione della società industriale.
    E ripeto, non ho ancora visto critiche fondate e nel merito dello studio, sempre a citare le stesse cose: tecnologia, efficienza, innovazione. Soliti dogmi obsoleti che si sentono da anni e che non alterano di una virgola la validità del sopracitato studio.

  9. #29
    Vento fresco L'avatar di domenicix
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    Post (mio, ma lo riporto da altro forum)di analisi e commento del World energetic outlook 2014 redatto ogni anno dall'Agenzia internazionale per l'energia. IEA che avverte da tempo che senza fare moltissimi investimenti ( ma con quali risorse? Se si fa una cosa non si fa un'altra. O si mangia e ci si veste o si scava. Indovinate cosa alla lunga si preferirà fare a livello micro e macroeconomico) si rischia il declino globale, con una offerta sempre minore di energia. IEA che inoltre, va detto, da sempre gonfia le stime di risorse disponibili, essendo un ente (inter)governativo, non deve spaventare le masse dicendo le scomode verità! Così si fa nel mondo reale! E' un comportamento costante questo.


    Dal commento al WEO di cui al link sottostante, sintetizzando, si evince questo andamento dell'energia netta(al netto del consumo in termini fisici di energia nel cercarne la fonte, nel produrla, trasportarla,accumularla e distribuirla) di tutti i liquidi assimilabili al petrolio. Compresa la liquefazione del metano(N.G.L. = natural gas to liquids).
    L'andamento globale non abbisogna di molta spiegazione a riguardo.....
    Nel WEO 2014 si accenna anche al picco imminente del carbone e dell'uranio.
    Quello che rimane in crescita per circa un decennio o più è il gas naturale. Ma che per l'autotrazione ha un uso limitato. Sopratutto per i mezzi pesanti di ogni tipo.
    Rimangono solo le fonti alternative di energia, in cui si è investito troppo tardi e che dipendono in larga parte dall'eroei del petrolio, come anche dai minerali sempre più costosi da ottenere. Quindi sono un punto interrogativo come alternativa al petrolio, sia per ottenere energia elettrica che combustibili per l'autotrazione, a seconda del tipo di fonte di energia rinnovabile che consideriamo: eolico,solare,biocombustibili, kitegen.





      • Evoluzione globale della produzione di idrocarburi liquidi in energia netta, in uno scenario più realistico, con base di partenza dati del WEO 2014, rielaborazione di AntonioTuriel(The oil crash)


    Immaginarsi poi una nazione già in prefallimento come l'Italia cosa comporterà una diminuzione dell'approviggionamento dell'energia e delle altre materie prime, stritolata dalla fame e dalla concorrenza internazionale sempre più agguerrita. Pil che è direttamnete correlato, e non solo statisticamente, al consumo di energia.
    Tirate una somma sul futuro italiano: è cosa sin troppo facile.
    Aggiungiamoci poi gli annosi difetti italiani irrisolti e per certi aspetti irrisolvibili e la frittata è fatta.
    Servita, cotta e mangiata!

    http://ugobardi.blogspot.it/2014/12/il- ... -2014.html
    You have to be trusted by the people that you lie to. Pink fLOYD

  10. #30
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di steph
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    Predefinito Re: Petrolio: produzione, utilizzo, riserve, effetti sull'ambiente, alternative ed impatti geopoliti

    A quanto pare la shale revolution ha i "giorni" contati. Riserve per anni, altro che decenni.



    http://www.artberman.com/wp-content/...3-Feb-2015.pdf
    Come diceva Heinrich Heine: «una rivoluzione è un infortunio, ma un infortunio ancora maggiore è una rivoluzione infortunata»
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