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  1. #91
    Uragano L'avatar di Alessandro(Foiano)
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Mi pare un timore del quale ti inviterei caldamente a non farti carico eccessivo
    si si Matteo, non mi riferivo al tuo personale commento, ma ho fatto solo una piccola statistica dei commenti letti.

  2. #92
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Non è una buona idea focalizzarsi solo sulla amplificazione artica, la maggior parte degli studi sull'AA trovano una risposta simil NAO- con un indebolimento del jet stream ma (contrariamente a quanto spesso si legge) lo stesso una riduzione degli eventi freddi, nel mondo reale poi il riscaldamento dell'alta troposfera tropicale agisce in modo opposto e cancella gran parte degli effetti dell'AA sulle medie latitudini, il risultato è che nelle ensemble CESM il jet stream in inverno si rafforza ed è confinato ad una più ristretta banda latitudinale.
    Projected changes in mid-latitude atmospheric circulation patterns | US CLIVAR


    Quest'altro studio in pubblicazione attribuisce il raffreddamento invernale osservato negli anni 2000 in diverse aree di terra dell'NH (prima di questi ultimi anni...) per metà alla anomala fase di IPO- e per metà a variabilità interna random.

    http://www.cgd.ucar.edu/staff/cdeser...atus.may17.pdf

  3. #93
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da elz Visualizza Messaggio
    Non è una buona idea focalizzarsi solo sulla amplificazione artica, la maggior parte degli studi sull'AA trovano una risposta simil NAO- con un indebolimento del jet stream ma (contrariamente a quanto spesso si legge) lo stesso una riduzione degli eventi freddi, nel mondo reale poi il riscaldamento dell'alta troposfera tropicale agisce in modo opposto e cancella gran parte degli effetti dell'AA sulle medie latitudini, il risultato è che nelle ensemble CESM il jet stream in inverno si rafforza ed è confinato ad una più ristretta banda latitudinale.
    Projected changes in mid-latitude atmospheric circulation patterns | US CLIVAR


    Quest'altro studio in pubblicazione attribuisce il raffreddamento invernale osservato negli anni 2000 in diverse aree di terra dell'NH (prima di questi ultimi anni...) per metà alla anomala fase di IPO- e per metà a variabilità interna random.

    http://www.cgd.ucar.edu/staff/cdeser...atus.may17.pdf
    Si, verissimo.
    Viene tuttavia inevitabilmente ridotta l'insorgenza di onde di Rossby dal momento che le stesse sono legate alla ripidità e al gradiente su scala emisferica mentre il meccanismo attuale di modifica andrebbe a restringere il gradiente su scala latitudinale limitata.
    Questo, nel comparto euroatlantico (visto che correttamente si evidenzia che il comportamento non risulta omogeneo) significa diminuzione nell'insorgenza di onde lunga e tendenziale sostituzione con onde medie.
    Se da una parte infatti il riscaldamento invernale dell'artico incide su una minore capacità contenitiva delle masse d'aria fredda alle latitudini artiche e quindi favorisce un abbassamento della corrente a getto polare (pattern simil Nao- forse è troppo... mi pare una forzatura in quanto l'abbassamento non risulta tale da incidere a tal punto sull'indice entro il quale incidono ancora fattori di variabilità interna), dall'altra se viene confermato il riscaldamento delle fasce tropicali, è dato pensare che il gradiente persista pur su una fascia più limitata.

    Amplificazione Artica (AA)-untitled.png

    Siamo poi però del tutto certi che questo incremento di gradiente tra Cella di Hadley e di Ferrel sia poi tale da rinforzare in modo rilevante la corrente a getto?

    Amplificazione Artica (AA)-untitled.png

    Molto meno dubbi sul fatto che il percorso di scambio atlantico sia decisamente meno battuto dalle Rossby waves (limitando il focus al confronto tra la prima e la seconda decade in itinere del XXI sec.):

    Amplificazione Artica (AA)-r6zduu_hen.png
    Matteo

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  4. #94
    Uragano L'avatar di Alessandro(Foiano)
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Abbiamo scritto che il comportamento risulta disomogeneo per comparti geografici, ma l'effetto dell'amplificazione artica può essere ricondotto anche ad una maggiore capacità contenitiva delle masse d'aria fredda in tutta la bassa stratosfera:
    http://www.nsstc.uah.edu/data/msu/t4/uahncdc_ls_5.6.txt
    Bisognerebbe studiare il plasma tenuissimo proveniente dal Sole, ma in questo caso si entra nella cosidetta "meteorologia spaziale"

  5. #95
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    E un altro... anche secondo questo studio la serie di inverni freddi in eurasia è stata niente più che un anomala fase di variabilità interna:

    Adv. Atmos. Sci.

  6. #96
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da elz Visualizza Messaggio
    E un altro... anche secondo questo studio la serie di inverni freddi in eurasia è stata niente più che un anomala fase di variabilità interna:

    Adv. Atmos. Sci.

    Aggiungo questo:



    Che tuttavia non esista alcun feed back tra SSTA e diverse modalità con le quali si traduce l'intensificazione fisiologica dell'attività del vp in autunno (a cominciare dal mese di settembre) lascia assai perplessi come si noterebbe dalla correlazione con l'Arctic Oscillation...

    Amplificazione Artica (AA)-217.56.255.194.193.2.30.4.gif Amplificazione Artica (AA)-217.56.255.194.193.2.34.34.gif

    Altra cosa... non mi è chiaro né dall'abstract né dal video quali siano stati i mesi presi in considerazione dalla simulazione
    Matteo

    Freelance

  7. #97
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Statistically significant regressions are found at leads and lags, suggesting both atmospheric precursors of, and responses to, low sea ice; but generally, the regressions are stronger when the atmosphere leads sea ice, including a weaker polar stratospheric vortex indicated by positive polar cap height anomalies. Significant positive midlatitude eddy heat flux anomalies are also found to precede low sea ice. We argue that low sea ice and raised polar cap height are both a response to this enhanced midlatitude eddy heat flux. The so-called “warm Arctic, cold continents” anomaly pattern is present one to two months before low sea ice, but is absent in the months following low sea ice, suggesting that the Eurasian cooling and low sea ice are driven by similar processes.
    Adv. Atmos. Sci.

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