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  1. #71
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da elz Visualizza Messaggio
    Gli inverni freddi in eurasia (prima degli ultimi anni) non erano conseguenza ne della perdita di ghiaccio artico ne dei forcing antropici ma semplicemente variabilità interna e ovviamente lo stesso può dirsi del recente reversal verso un pattern da cowl+ (basse pressioni sul nord della russia e nell'ultimo inverno in associazione con el nino anche sul nord pacifico):
    What Caused the Recent ?Warm Arctic, Cold Continents? Trend Pattern in Winter Temperatures? - Sun - 2016 - Geophysical Research Letters - Wiley Online Library

    http://www.cesm.ucar.edu/events/meet...cvcwg/lsun.pdf

    La perdita di ghiaccio artico non influenza i pattern alle medie latitudini tuttavia come già riportato in numerosi studi è associata oltre che al riscaldamento nell'artico (ed aree di terra ai margini) anche ad una riduzione della varianza incluse alcune regioni remote nel nord america ed anche ad una riduzione degli estremi freddi nelle regioni di riduzione della copertura glaciale e limitrofe.

    Allegato 433639
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    Anche me ha sempre puzzato la teoria di qualche anno fa (spopolava nel 2012-13) per cui il deficit artico avrebbe causato inverni sempre più freddi in Europa.
    Avere meno ghiaccio, vuol dire avere T globali maggiori e serbatoi freddi che faticano sempre di più a formarsi...era intuitivo pensare che una zona particolarmente soggetta a "scaldate zonali" come l'Europa (che a ovest ha l'oceano) avrebbe pesantemente pagato dazio a causa di questo forte surplus di energia termica.
    In questa fase, dopo il grande minimo artico del 2012, il 2012-13 è ahimè stato l'eccezione, mentre il triennio 2014-15-16 è stato "la moda"...peraltro, faccio anche notare che nel 2012-13 le T globali erano più basse che nel 2015-16
    Non a caso abbiamo avuto anomalie sulla Siberia e sugli Usa occidentali di oltre 10 gradi...proprio perchè il surplus di calore atlantico e pacifico si sono sfogati rispettivamente in quelle zone.
    In effetti c'è stata un'anomalia fredda sull'Europa a gennaio 2016. Ma in che modo? A che prezzo? Un banale -4/-5 dalla media a fronte di uno spaventoso +15 sul Polo Nord. In altre parole, la Natura fa sempre più fatica a creare anomalie fredde in generale nel mondo, ma in particolare sull'Europa...e quando ci sono, sono effimere e inserite in un contesto sempre più caldo
    Ultima modifica di Nix novariensis; 12/05/2016 alle 14:54

  2. #72
    Burrasca L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da Nix novariensis Visualizza Messaggio
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    Anche me ha sempre puzzato la teoria di qualche anno fa (spopolava nel 2012-13) per cui il deficit artico avrebbe causato inverni sempre più freddi in Europa.
    Avere meno ghiaccio, vuol dire avere T globali maggiori e serbatoi freddi che faticano sempre di più a formarsi...era intuitivo pensare che una zona particolarmente soggetta a "scaldate zonali" come l'Europa (che a ovest ha l'oceano) avrebbe pesantemente pagato dazio a causa di questo forte surplus di energia termica.
    In questa fase, dopo il grande minimo artico del 2012, il 2012-13 è ahimè stato l'eccezione, mentre il triennio 2014-15-16 è stato "la moda"...peraltro, faccio anche notare che nel 2012-13 le T globali erano più basse che nel 2015-16
    Non a caso abbiamo avuto anomalie sulla Siberia e sugli Usa occidentali di oltre 10 gradi...proprio perchè il surplus di calore atlantico e pacifico si sono sfogati rispettivamente in quelle zone.
    In effetti c'è stata un'anomalia fredda sull'Europa a gennaio 2016. Ma in che modo? A che prezzo? Un banale -4/-5 dalla media a fronte di uno spaventoso +15 sul Polo Nord. In altre parole, la Natura fa sempre più fatica a creare anomalie fredde in generale nel mondo, ma in particolare sull'Europa...e quando ci sono, sono effimere e inserite in un contesto sempre più caldo
    Ribadisco e lo ribadirò sempre che a te forse non sono chiari certi meccanismi puramente fisici dell'amosfera: per fare un banale esempio nel terribile febbraio 1929 quando l'europa piombò in ghiacciaia , in Groenlandia si registravano t abbondantemente sopra lo zero lungo le coste orientali e meridionali....è una banalità o sembra tale, ma il meccanismo è sempre quello: se il freddo forte scende alle medie latitudini, alle alte quasi sempre avrai pesanti anomalie positive quindi, sostanzialmente e banalmente, quello che tu dici c'azzecca ben poco.

  3. #73
    Tempesta violenta L'avatar di Dream Design
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    gli Inverni dal 2009 al 2013 in Euroasia sono risultati freddi per una combinazioni di fattori diversi, in primo luogo l'uscita dal minimo solare che comporta da solo ad un amplificazione del Dipolo Artico e quindi dei moti antizonali (variabilità interna di cui parla elz magari ...), perciò si è rivisto l'Orso ... e quindi il 2009-10, freddissimo in gran parte d'Europa (Gennaio uno dei più freddi dal Dopoguerra dal Nord Italia in su), il Dicembre 2010, uno dei mesi di Dicembre più freddi di tutti i tempi in Europa e il Febbraio 2012 che ben conosciamo (aggiungiamoci pure Marzo 2013 in Europa) insomma non mi sembrano numerini da poco

    ora ci ritroviamo in una fase dove il GW è più su rispetto a 10-15 anni fa e quindi anche le dinamiche di scambi meridiani appaiono abbastanza affievolite rispetto al periodo 2001-2007 che le caratterizzò (gli Inverni Europei Artici medi, senza Orso), certo gli ultimi tre anni avevamo tutto abbastanza contro, se neanche il prossimo Inverno con El Nino fuori dai zibedei riesce a fare non dico un Inverno freddo ma almeno normale ... so cacchi

    NAPOLI, Febbraio 2018: IO C'ERO !!!

    www.faceweather.it

  4. #74
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Citazione Originariamente Scritto da Dream Design Visualizza Messaggio
    gli Inverni dal 2009 al 2013 in Euroasia sono risultati freddi per una combinazioni di fattori diversi, in primo luogo l'uscita dal minimo solare che comporta da solo ad un amplificazione del Dipolo Artico e quindi dei moti antizonali (variabilità interna di cui parla elz magari ...), perciò si è rivisto l'Orso ... e quindi il 2009-10, freddissimo in gran parte d'Europa (Gennaio uno dei più freddi dal Dopoguerra dal Nord Italia in su), il Dicembre 2010, uno dei mesi di Dicembre più freddi di tutti i tempi in Europa e il Febbraio 2012 che ben conosciamo (aggiungiamoci pure Marzo 2013 in Europa) insomma non mi sembrano numerini da poco

    ora ci ritroviamo in una fase dove il GW è più su rispetto a 10-15 anni fa e quindi anche le dinamiche di scambi meridiani appaiono abbastanza affievolite rispetto al periodo 2001-2007 che le caratterizzò (gli Inverni Europei Artici medi, senza Orso), certo gli ultimi tre anni avevamo tutto abbastanza contro, se neanche il prossimo Inverno con El Nino fuori dai zibedei riesce a fare non dico un Inverno freddo ma almeno normale ... so cacchi
    Gennaio 2010 a Marsiglia è stato il più freddo dal 1987.
    In Italia viene poco menzionato perché non ci furono nevoni ma nelle stazioni del nord ha avuto un'anomalia negativa considerevole.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  5. #75
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    In questi anni lo abbiamo letto dozzine di volte che le anomalie nei ghiacci artici , segnatamente nella regione di Barents-Kara, sono responsabili degli inverni freddi in eurasia. E se invece sia l'anomalia nella regione del mare di Barents-Kara che gli inverni freddi in eurasia sono conseguenza dello stesso pattern di variabilità interna diventato più frequente negli anni 2000?
    Twenty-five winters of unexpected Eurasian cooling unlikely due to Arctic sea-ice loss : Nature Geoscience : Nature Research

    in parte in realtà è più che altro un recupero da bassi valori delle slp a fine anni '80-inizio 90.

  6. #76
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    ... Mi sono imbattuto oggi pomeriggio in questa breve intervista effettuata a Jennifer Francis, della Rutgers, che volevo condividere:



    Non so se ne avete già parlato altrove, tuttavia nell'intervista viene citato il JS, o comunque la perseveranza del medesimo, come il principale responsabile del riscaldamento dell'artico.
    Esso, provenendo dalle latitudini meridionali, trasporta con sé una grande quantità di umidità ("moisture") che, essendo un gas serra, agisce sulla perdita di ghiaccio.
    Alla fine dell'intervista, viene fatto notare come, il ricaldamento dell'artico, agisce nei confronti del JS "come un cane che si morde la coda" ("feedback"), nel senso che la corrente a getto si ritroverà a percorrere più o meno la stessa traiettoria.

    Stazione ERO105 su Meteonetwork, IEMILIAR66 su Weather Underground.
    Nell'avatar: le due torri della mia città...

  7. #77
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Vi inviterei a guardare il "tracciato" della corrente a getto polare laddove solitamente scorre ovvero nella linea ideale che separa le Celle Polare e di Ferrel.

    Qui siamo un pò più in alto ma essendo un'altezza pari a 150 hpa in realtà sono tracciate le quasi totali caratteristiche dell'alta troposfera.

    Amplificazione Artica (AA)-zw-2017.png

    Amplificazione Artica (AA)-ao.fcst.gif

    Nonostante un'AO index decisamente positiva, possiamo notare zw. che presentano alcuni picchi ma che restano prevalentemente decisamente inferiori rispetto la norma.
    Ultima modifica di mat69; 29/03/2017 alle 21:54
    Matteo

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  8. #78
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Proseguendo quanto sopra e allargandone la portata, vorrei ora mostrarvi l'eclatante risultante dell'incremento dell'A.A. sull'andamento della corrente a getto polare nel trimestre invernale degli ultimi 5 anni di dati disponibili raffrontandoli dapprima (1) con il decennio di inizio secolo e poi (2) con il ventennio 1980/1999:

    (1)
    Amplificazione Artica (AA)-map_4475.jpg

    (2)

    Amplificazione Artica (AA)-map_5486.jpg

    Questo trend che mostra una j.s. sempre più sofferente a causa della netta diminuzione di gradiente polo/medie latitudini è verosimilmente alla base di una modifica piuttosto marcata dell'andamento circolatorio delle correnti alle medie latitudini.
    Una sorta di gradino "smussato" tra la Cella Polare e la Cella di Ferrel che incide non solo su un generale rallentamento della circolazione zonale con evidenti impatto sul regime medio di variabilità che ne risulta pertanto nettamente diminuito, ma anche conseguentemente su una sempre minore possibilità di generare scambi di calore oceanici in seno alle onde di Rossby giusta la diminuita necessità di stabilire un equilibrio termico tra le fasce climatiche.

    Questa carta ora vi mostra la correlata diminuzione dei meridional winds e quindi delle strutture che mantengono le Rossby w.:

    stessi periodi considerati

    (1)

    Amplificazione Artica (AA)-mw-1.png

    e ancora in modo più eclatante:

    (2)

    Amplificazione Artica (AA)-mw2.png

    Quello che si "rischia" se il fenomeno dell'Amplificazione Artica dovesse ancora di più enfatizzarsi è una sostanziale progressiva fusione della Cella Polare con quella di Ferrel con un sistema, nella circolazione generale dell'atmosfera, che passa da 3 a 2 Celle ovvero Polare/Ferrel vs. Hadley.

    Altro particolare da notare in collegamento con il sempre più evidente riscaldamento dell'Artico è un sostanziale raffreddamento del continente eurasiatico nel trimestre invernale con gli stessi termini temporali di raffronto di cui sopra:

    (1)

    Amplificazione Artica (AA)-map_3769.jpg

    Amplificazione Artica (AA)-map_8804.jpg

    Anomalìe termiche che si sviluppano in relazione all'incremento di calore latente nelle regioni artiche che residua nel trimestre autunnale modificando da ultimo in particolare l'assetto di partenza del neonato vortice polare, il quale ha modificato non di poco il proprio assetto di partenza.
    Si notino le anomalìe negative di gpt all'interno del continente:

    Amplificazione Artica (AA)-map_6042.jpg

    Qui vanno particolarmente ad incidere su tale disposizione le anomalìe positive di gpt a ridosso di forti SSTA+ dell'artico russo-siberiano:

    Amplificazione Artica (AA)-map_7689.jpg

    A conclusione di ciò ci sono a mio avviso più che motivate ragioni per suffragare un progressiva ma significativa modifica della circolazione generale che va ad incidere su un sistema che nella sempre più labile zona di confine tra le 2 Celle, appare più "lento" nelle sue dinamiche con impatti su un diminuito regime di varabilità e su una sempre maggior perseveranza di pattern atmosferici.

    Matteo

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  9. #79
    Burrasca L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Mat , condivido in gran parte le tue considerazioni anche se però tenderei ad essere meno "drastico" ritenendo che questa variazione possa essere di breve periodo e figlia anche (in parte) del big Nino di due anni fa....e comunque effettivamente la strutturazione di blocchi atlantici è divenuta merce rara in questi ultimi 4/5 anni.
    Poi mi pongo un'altra domanda: possiamo spiegare tutto con la diminuzione di gradiente ?...perchè se ciò è senz'altro vero nel semestre invernale, non lo è nelle fasi di transizione allorquando il differenziale termico Nord/Sud (polo/tropici) è comunque MOLTO elevato; ne è un esempio lampante l'attuale situazione ove ad un tardivo inverno sulle zone subpolari del nord europa e nord atlantico con marcate anomalie negativa fa da contraltare una quasi estate anticipata alle medio-basse latitudini europee e queste situazioni si verificano anche in autunno: anzi forse i gradienti nei periodi di transizione sono anche più esacerbati di 10 o 20 anni fa, eppure rossby serie non ne vediamo neanche nei periodi di transizione (anche se, per esempio, resto convinto che ne verrà fuori una bella tosta verso fine prima decade di questo Aprile...).
    Poi l'altra cosa da tenere in considerazione è il raffreddamento dell' ATL: cosa comporterà ??...l'AMO sta effettivamente cambiando segno ?...che impatto avrà sul clima europeo (e potrebbe averne probabilmente nei semestri caldi) ?...
    Personalmente non credo che la cella di Ferrel e quella polare possano "unirsi", credo piuttosto che siamo in una fase climatica particolare ma di breve periodo e che è possibile si vada a riequilibrare lentamente.

  10. #80
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    Predefinito Re: Amplificazione Artica (AA)

    Mat, ok ma in soldoni cosa comporterebbe per noi in termini climatici.
    Va bene gli stessi pattern atmosferici che durano parecchio, ma sarebbe lo stesso pattern a dominare per gran parte dell'anno oppure si alternerebbero?
    No, perchè io vedo comunque che da qualche anno a dominare sono sempre e solo due le configurazioni a dominare:
    1) Alta pressione subtropicale.
    2) Miti o calde correnti sciroccali.
    e fu cosi che con mia grossa sorpresa il 26-27 febbraio 2018 mi accorsi che la meteo era ancora VIVA!

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