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  1. #1031
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)

    In teoria la si potrebbe seguire tutto l'anno basta che interessi lo studio della stratosfera fine a sè stessa.


    giusto qui ti quoto, bisognerebbe seguirla tutto l' anno, dato che mi interessa molto

  2. #1032
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)

    Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)-fluxes.gif


    proseguendo con la stagione contrassegnata da un ormai rapido riscaldamento radiativo, dati peraltro i disturbi recenti e prospettati dalle carte strato nel prossimo futuro, la colonna del vortice polare gradualmente si frammenta e perde di coesione.
    Difficile pertanto pensare ad una risonanza delle dinamiche stratosferiche in troposfera le quali non sono escludibili a priori anche al di fuori degli eventi stratosferici estremi in grado di generare un condizionamento troposferico o di tipo cold o di tipo warm.
    Come dicevo, le dinamiche di compressione della massa del vps, quali quelle che ad esempio si riferiscono ad azioni ad una sola cresta d'onda (wave 1) possono confortare queste risonanze verticali la cui efficacia lungo la colonna è correlata allo stato iniziale del vps, al percorso radiativo in atto, all'intensità del forcing dinamico e visibile principalmente dal grafico U change due to EPV che principalmente rappresenta l'entropia ovvero il grado di caos e di rimescolamento di massa che una vorticità potenziale è in grado di esercitare al di sotto del piano isentropico nella quale viene rilevata.
    Se notiamo ora il grafico menzionato si vede chiaramente la graduale progressiva perdita di aderenza proprio tra i piani del vps che, come detto sopra, evidenzia l'avanzamento stagionale, tranne forse un rapido impulso verosimilmente coincidente con la massima compressione del displacement.
    Ovviamente il ragionamento fatto è riferibile principalmente agli eventi che conducono ad un rinforzo di vorticità (definiamoli impropriamente cold) mentre la propagazione di un MMW prevede la comunicazione di un disturbo warm ovvero il consolidamento dall'alto verso il basso (dinamica s-t) di un momento easterlies sul polo.
    Tradotto in parole povere la propagazione di una dinamica antizonale.
    A tale proposito, gli MMW displacement non sono propagativi quindi di regola non producono il consolidamento di un anticiclone polare dalla strato alla troposfera, prerogativa invece dei Major Warming di tipo split.
    A corollario di questo nella concreta fattispecie prospettata dai GM, avanzo come ipotesi quella di una risonanza molto blanda tra circa 7/8 gg. e quindi con temporaneo rinforzo di vorticità troposferica nel comparto atlantico ma direi...nulla più.
    Non pronosticherei quindi nessun effetto troposferico dell'immediatamente successivo possibile MMW displacement nella troposfera la quale sempre più rimarrà padrona delle redini delle proprie dinamiche.

    Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)-ecmwf10f216.gif

    Buona domenica
    Matteo

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  3. #1033
    Calma di vento L'avatar di giorgiodelmuli
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)-fluxes.gif


    proseguendo con la stagione contrassegnata da un ormai rapido riscaldamento radiativo, dati peraltro i disturbi recenti e prospettati dalle carte strato nel prossimo futuro, la colonna del vortice polare gradualmente si frammenta e perde di coesione.
    Difficile pertanto pensare ad una risonanza delle dinamiche stratosferiche in troposfera le quali non sono escludibili a priori anche al di fuori degli eventi stratosferici estremi in grado di generare un condizionamento troposferico o di tipo cold o di tipo warm.
    Come dicevo, le dinamiche di compressione della massa del vps, quali quelle che ad esempio si riferiscono ad azioni ad una sola cresta d'onda (wave 1) possono confortare queste risonanze verticali la cui efficacia lungo la colonna è correlata allo stato iniziale del vps, al percorso radiativo in atto, all'intensità del forcing dinamico e visibile principalmente dal grafico U change due to EPV che principalmente rappresenta l'entropia ovvero il grado di caos e di rimescolamento di massa che una vorticità potenziale è in grado di esercitare al di sotto del piano isentropico nella quale viene rilevata.
    Se notiamo ora il grafico menzionato si vede chiaramente la graduale progressiva perdita di aderenza proprio tra i piani del vps che, come detto sopra, evidenzia l'avanzamento stagionale, tranne forse un rapido impulso verosimilmente coincidente con la massima compressione del displacement.
    Ovviamente il ragionamento fatto è riferibile principalmente agli eventi che conducono ad un rinforzo di vorticità (definiamoli impropriamente cold) mentre la propagazione di un MMW prevede la comunicazione di un disturbo warm ovvero il consolidamento dall'alto verso il basso (dinamica s-t) di un momento easterlies sul polo.
    Tradotto in parole povere la propagazione di una dinamica antizonale.
    A tale proposito, gli MMW displacement non sono propagativi quindi di regola non producono il consolidamento di un anticiclone polare dalla strato alla troposfera, prerogativa invece dei Major Warming di tipo split.
    A corollario di questo nella concreta fattispecie prospettata dai GM, avanzo come ipotesi quella di una risonanza molto blanda tra circa 7/8 gg. e quindi con temporaneo rinforzo di vorticità troposferica nel comparto atlantico ma direi...nulla più.
    Non pronosticherei quindi nessun effetto troposferico dell'immediatamente successivo possibile MMW displacement nella troposfera la quale sempre più rimarrà padrona delle redini delle proprie dinamiche.

    Monitoraggio e analisi della stratosfera (2016-2017)-ecmwf10f216.gif

    Buona domenica
    Grazie mille..Ottima spiegazione

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