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  1. #291
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro(Foiano) Visualizza Messaggio
    Matteo la fase1 per febbraio, poi iniziano le incertezze sulla descrizione, ma i GM escludono la fase 3 per febbraio.
    Non a febbraio ma a marzo si:


    Connecting tropo-strato....-ecmf_phase_51m_small.gif

    e in effetti:

    Connecting tropo-strato....-nada_3_mar_ok.png





    I mesi di marzo e aprile sono quelli in cui statisticamente, con il segnale enso neutro, la mjo appare di magnitudo più significativa e più numerose sono le campionature effettuate sulle risultanze delle relative fasi.
    Matteo

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  2. #292
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Mi rivolgo ai più esperti secondo una vostra opinione stante le ultime emissioni modellistiche per i miei gusti (e con questo intendo da meteo appassionato) piuttosto sconfortanti sotto l'aspetto della staticità atmosferica, a causa di una pervicace persistenza di anomalie positive nei geopotenziali sull'Europa centro-occidentale davvero notevoli specie se rapportate anche solo ormai statisticamente parlando con quelle che sino a qualche anno-decennio fà si potevano attribuire a questo periodo dell'anno.
    Ritenete dunque possibile che si possa intravedere anche solo sul lungo periodo, qualche possibilità di cambiamento legato ad una variazione dello schema circolatorio attuale, rappresentabile da una modifica verso una potenziale maggiore dinamicità atmosferica per il Mediterraneo centro-settentrionale; oppure tale configurazione barica resterà ancora in modo persistente improntata a quella che di fatto ormai da mesi ci trasciniamo peraltro quasi perfettamente descritta dai principali indici descritti come l'indice NAO su valori anche se solo debolmente, costantemente positivi, unito ad un'EA piuttosto statico ma forse tendente ad una neutralità.

  3. #293
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Citazione Originariamente Scritto da snowcover Visualizza Messaggio
    Mi rivolgo ai più esperti secondo una vostra opinione stante le ultime emissioni modellistiche per i miei gusti (e con questo intendo da meteo appassionato) piuttosto sconfortanti sotto l'aspetto della staticità atmosferica, a causa di una pervicace persistenza di anomalie positive nei geopotenziali sull'Europa centro-occidentale davvero notevoli specie se rapportate anche solo ormai statisticamente parlando con quelle che sino a qualche anno-decennio fà si potevano attribuire a questo periodo dell'anno.
    Ritenete dunque possibile che si possa intravedere anche solo sul lungo periodo, qualche possibilità di cambiamento legato ad una variazione dello schema circolatorio attuale, rappresentabile da una modifica verso una potenziale maggiore dinamicità atmosferica per il Mediterraneo centro-settentrionale; oppure tale configurazione barica resterà ancora in modo persistente improntata a quella che di fatto ormai da mesi ci trasciniamo peraltro quasi perfettamente descritta dai principali indici descritti come l'indice NAO su valori anche se solo debolmente, costantemente positivi, unito ad un'EA piuttosto statico ma forse tendente ad una neutralità.
    Essendo nel thread delle vicendevoli interferenze strato-tropo, ti direi, in base ai grafici che (salvo Final Warming di tipo major che al momento non valuterei come probabili) la troposfera farà verosimilmente....da sé rimanendo di fatto ormai slegata dalle vicende di una stratosfera ormai avviata verso il progressivo decadimento del vps
    Detto ciò, senza voler entrare nel merito di specifiche previsioni, mi limito a constatare una situazione scarsamente evolutiva e contraddistinta dalla perseveranza di pattern AO ma soprattutto NAO di segno +.
    Le stesse SSTA, sovente guide del getto, non mi sembra possano essere di reale aiuto nel forzare una situazione stagnante in ambito europeo, al momento stesso discorso per la mjo.
    Altro davvero non saprei che dire salvo il fatto di constatare una sempre maggior perseveranza dei pattern i quali una volta costituiti, lasciano sempre meno spazi a "variazioni sul tema"
    Quel che appare sempre più latitante è il normale regime di variabilità che contraddistingue (va) quella parte dell'Europa centrale e meridionale che si affaccia all'Oceano Atlantico.... ma qui andremmo decisamente in o.t.
    Matteo

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  4. #294
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Ringraziandoti Mat per la sempre cortese disponibilità a rispondere e a fornire qualsiasi tipo di delucidazione/chiarimento. Mi rendo conto effettivamente di aver inserito un post forse un po' fuori tema visto il thread e lo stesso contenuto del mio intervento, sinceramente devo dire non sapevo nemmeno io dove inserirlo, non trattandosi almeno a mio parere di un vero e proprio commento alle possibili dinamiche circolatorie future (leggasi possibile tendenza previsionale dei modelli). In effetti intervenendo molto poco, io per primo non credo di avere una discreta padronanza del forum, delle sue sezioni e contenuti.

    In ogni caso, a quanto tu scrivi il tuo pensiero parrebbe essere piuttosto sconfortante in quanto mi pare di poter leggere nella tua analisi di una difficoltà a far mutare questo andamento. Stante innanzitutto la mancanza di reali forcing o per meglio dire interventi di origine stratosferica (Final Warming più o meno tardivi) riscaldamenti stratosferici che peraltro quest'anno mi pare non siano poi stati cosi decisivi o per meglio dire incidenti in direzione di una reale maggiore dinamicità dell'assetto circolatorio euro-atlantico e non solo. Se non addirittura persino deleteri visti i frequenti displacement improduttivi o addrittura in un certo qual modo deleteri osservatisi, su tutti se non erro quello di fine gennaio-inizio febbraio, che poteva dare una sterzata all'andamento
    della stagione ormai conclusasi puntualmente mancato.
    Perciò vista la generale difficoltà al mutare dell'assetto circolatorio in corso, come peraltro tu stesso hai ottimamente spiegato; mi chiedevo allora, con la situazione attuale caratterizzata da una pesante anomalia barica positiva ed una complessiva mancanza di precipitazioni su gran parte del Mediterraneo centro-settentrionale e centrale, leggasi settori più settentrionali dell'Italia, ma non solo.
    Può quindi esserci almeno una variazione in tema, che con il prosieguo stagionale possa apportare una tendenziale maggior dinamicità atmosferica, con qualche pioggia in più, ( leggasi tendenza per il prosieguo stagionale aprile-maggio quanto meno)
    Infatti temperature a parte che dopo un gennaio più freddo degli ultimi anni, da febbraio queste sono cambiate al rialzo, permane da tempo ormai, una pervicace staticità atmosferica associata a siccità, ormai pesante, oppure anche questo 2017 vedrà ancora lunghi periodi siccitosi?

  5. #295
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Citazione Originariamente Scritto da snowcover Visualizza Messaggio
    Ringraziandoti Mat per la sempre cortese disponibilità a rispondere e a fornire qualsiasi tipo di delucidazione/chiarimento. Mi rendo conto effettivamente di aver inserito un post forse un po' fuori tema visto il thread e lo stesso contenuto del mio intervento, sinceramente devo dire non sapevo nemmeno io dove inserirlo, non trattandosi almeno a mio parere di un vero e proprio commento alle possibili dinamiche circolatorie future (leggasi possibile tendenza previsionale dei modelli). In effetti intervenendo molto poco, io per primo non credo di avere una discreta padronanza del forum, delle sue sezioni e contenuti.

    In ogni caso, a quanto tu scrivi il tuo pensiero parrebbe essere piuttosto sconfortante in quanto mi pare di poter leggere nella tua analisi di una difficoltà a far mutare questo andamento. Stante innanzitutto la mancanza di reali forcing o per meglio dire interventi di origine stratosferica (Final Warming più o meno tardivi) riscaldamenti stratosferici che peraltro quest'anno mi pare non siano poi stati cosi decisivi o per meglio dire incidenti in direzione di una reale maggiore dinamicità dell'assetto circolatorio euro-atlantico e non solo. Se non addirittura persino deleteri visti i frequenti displacement improduttivi o addrittura in un certo qual modo deleteri osservatisi, su tutti se non erro quello di fine gennaio-inizio febbraio, che poteva dare una sterzata all'andamento
    della stagione ormai conclusasi puntualmente mancato.
    Perciò vista la generale difficoltà al mutare dell'assetto circolatorio in corso, come peraltro tu stesso hai ottimamente spiegato; mi chiedevo allora, con la situazione attuale caratterizzata da una pesante anomalia barica positiva ed una complessiva mancanza di precipitazioni su gran parte del Mediterraneo centro-settentrionale e centrale, leggasi settori più settentrionali dell'Italia, ma non solo.
    Può quindi esserci almeno una variazione in tema, che con il prosieguo stagionale possa apportare una tendenziale maggior dinamicità atmosferica, con qualche pioggia in più, ( leggasi tendenza per il prosieguo stagionale aprile-maggio quanto meno)
    Infatti temperature a parte che dopo un gennaio più freddo degli ultimi anni, da febbraio queste sono cambiate al rialzo, permane da tempo ormai, una pervicace staticità atmosferica associata a siccità, ormai pesante, oppure anche questo 2017 vedrà ancora lunghi periodi siccitosi?
    Ciao,
    a mio parere se mi posso permettere, ciò che state passando voi del nord è il risultato della somma tra la variabilità naturale del percorso del getto e la drammatica modifica dal punto di vista sia termico che di geopotenziale che le medie latitudini stanno sperimentando negli ultimi 10-15 anni. Se teniamo conto che al netto del penultimo displacement il quale in qualche modo ha contribuito a ripristinare le condizioni di caldo anomalo su parte del comparto centro-europeo, ci ritroviamo per l'ennesima volta nell'ennesimo mese sempre nelle stesse medesime condizioni:

    Connecting tropo-strato....-ncep_cfsr_europe_t2m_anom.png

    Ci aggiungiamo il periodo interannuale di NAO positiva e la scarsa propensione ad avere perturbazioni in transito sul mediterraneo occidentale e la siccità padana è servita.

    Teoricamente, come diceva Mat, queste condizioni, proprio perchè derivanti da variazioni del percorso del getto interannuali non si può escludere che il nord possa ancora sperimentare periodi siccitosi. E' doveroso però ricordare che le medesime zone "escono" da un periodo estremamente piovoso anch'esso risultante da variabilità interannuali o peggio pluriannuali.

    A "naso" l'autunno prossimo potrebbe risultare nuovamente estremamente piovoso per il Nord.


  6. #296
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    C'è da riflettere anche sulla tendenziale diminuzione delle velocità zonali che, verso la fine degli anni '90, ha portato il grafico relativo al j.s. polare in area euroatlantica, su livelli sempre più bassi e con picchi al ribasso ad intervalli minori:

    Connecting tropo-strato....-climindex.217.56.255.194.71.7.47.17.png

    Riflessi di questo trend sulla "ripidità" delle Rossby in sede ATL. e sulla loro capacità di strutturare dinamiche di blocco, mi sembrano da non potersi a priori escludere.

    Si noti peraltro la diminuzione della capacità di strutturare (2000-2016) scambi di calore in oceano rispetto l'accresciuta tendenza a concentrare gli stessi sul continente europeo:

    Connecting tropo-strato....-zhky8smd8f.png
    Ultima modifica di mat69; 13/03/2017 alle 14:28
    Matteo

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  7. #297
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    L'incremento delle t. dell'aria nel NATL (media troposfera) parrebbe più che proporzionale alle latitudini settentrionali rispetto alle medie latitudini:

    Connecting tropo-strato....-vekizgu6y9.png
    Matteo

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  8. #298
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    C'è da riflettere anche sulla tendenziale diminuzione delle velocità zonali che, verso la fine degli anni '90, ha portato il grafico relativo al j.s. polare in area euroatlantica, su livelli sempre più bassi e con picchi al ribasso ad intervalli minori:

    Connecting tropo-strato....-climindex.217.56.255.194.71.7.47.17.png

    Riflessi di questo trend sulla "ripidità" delle Rossby in sede ATL. e sulla loro capacità di strutturare dinamiche di blocco, mi sembrano da non potersi a priori escludere.

    Si noti peraltro la diminuzione della capacità di strutturare (2000-2016) scambi di calore in oceano rispetto l'accresciuta tendenza a concentrare gli stessi sul continente europeo:

    Connecting tropo-strato....-zhky8smd8f.png
    Non credo che una Jet Stream leggermente più lenta possa spiegare "lo spauracchio siccità" al Nord a causa di anticicloni sempre più invadenti, informazione che deduciamo dal secondo grafico, ossia della componente meridionale in rinforzo. Guardando il grafico, nei perpetui autunni degli anni '70 non è che avessimo chissà quali velocità zonali. Buttandola al "un tanto al chilo", la quantità di precipitazioni che cadono in Italia non è variata in maniera significativa, segno che nonostante un chiaro aumento dei geopotenziali e una contrazione del VPT, le piogge non sono diminuite. Certamente la distribuzione delle piogge è cambiata, ma già 15 anni fa si leggeva "dovremo abituarci a fenomeni sempre più estremi, alla tropicalizzazione del clima mediterraneo etc..." ma non mi sembra che ci siano decine di TLC da Settembre a Novembre in giro per il Mar Ligure o per il Golfo di Venezia.
    Evidentemente c'è qualcosa che sfugge alla nostra comprensione dal momento che i risultati sono spesso contraddittori. Tornando alla domanda di snowcover sulla possibile evoluzione della Primavera, credo che uno sblocco alla situazione potrà avvenire quando l'MJO ritroverà slancio, ma quando questo accadrà....chi può dirlo.

  9. #299
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Citazione Originariamente Scritto da Angelo_81 Visualizza Messaggio
    Non credo che una Jet Stream leggermente più lenta possa spiegare "lo spauracchio siccità" al Nord a causa di anticicloni sempre più invadenti, informazione che deduciamo dal secondo grafico, ossia della componente meridionale in rinforzo. Guardando il grafico, nei perpetui autunni degli anni '70 non è che avessimo chissà quali velocità zonali. Buttandola al "un tanto al chilo", la quantità di precipitazioni che cadono in Italia non è variata in maniera significativa, segno che nonostante un chiaro aumento dei geopotenziali e una contrazione del VPT, le piogge non sono diminuite. Certamente la distribuzione delle piogge è cambiata, ma già 15 anni fa si leggeva "dovremo abituarci a fenomeni sempre più estremi, alla tropicalizzazione del clima mediterraneo etc..." ma non mi sembra che ci siano decine di TLC da Settembre a Novembre in giro per il Mar Ligure o per il Golfo di Venezia.
    Evidentemente c'è qualcosa che sfugge alla nostra comprensione dal momento che i risultati sono spesso contraddittori. Tornando alla domanda di snowcover sulla possibile evoluzione della Primavera, credo che uno sblocco alla situazione potrà avvenire quando l'MJO ritroverà slancio, ma quando questo accadrà....chi può dirlo.
    Infatti non è quello l'obiettivo della mia osservazione anche perché quello che può essere lo spauracchio siccità oggi potrebbe divenire la preoccupazione delle insistenti piogge o di fenomeni particolarmente intensi e a carattere alluvionale domani.
    Lo scopo è quello invece di trovare un motivo ad una tendenza, che a molti pare sempre più evidente, specie negli ultimi anni, alla persistenza di pattern una volta consolidati.
    Questo per cercare di andar dietro (e vedere se quantomeno ci fossero ragioni che possano trascendere la normale variabilità stagionale) proprio a quanto tu stesso hai evidenziato ovvero a forme di recupero compensativo diverse e che parrebbero trovare comune denominatore in un diminuito regime di variabilità caratteristico delle nostre latitudini europee.
    E' verosimile che il mutamento del gradiente, così come evidenziato dalla carta sopra postata, vada ad operare in congiunzione con fattori di variabilità riferibili alle forzanti teleconnettive ma con risultati diversi rispetto a quelli precedentemente osservabili in situazioni simili.
    L'obiezione più normale a questo ragionamento potrebbe essere la più evidente ovvero la scarsa campionatura statistica necessaria a tracciare un trend ( e quindi il rischio di considerare come nuovi delle "normali" fluttuazioni del sistema) ma anche su questo aspetto andrebbe ragionato su che affidabilità possano avere riferimenti trentennali o più qualora emergano sempre più fattori ad imporre tempistiche più rapide di verifica....
    Banalmente il punto di partenza è ciò che è misurabile e misurato, come le temperature, ma occorre non accontentarsi del dato e studiarne le conseguenze sul piano circolatorio
    Ultima modifica di mat69; 14/03/2017 alle 08:26
    Matteo

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  10. #300
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    Predefinito Re: Connecting tropo-strato....

    Capisco cosa intendi, velocità zonali più basse implicano scambi meridiani più accentuati e, di conseguenza, ampiezze d'onda maggiori determinano frequenze più basse. Ci sta, assolutamente. Inoltre torniamo sempre allo stesso discorso: se io ho un modello fisico matematico per simulare il comportamento di un sistema, un modello robusto, allora gli aspetti d'imperfezione possono essere "risolti" con la statistica. Classico esempio, la previsione a enne giorni ( con enne piccolo a piacere), dove i modelli hanno dentro le reali equazioni che determinano la meccanica dei fluidi e, dove la soluzione non è esplicita, la statistica ci viene incontro.

    Facendo il passo successivo, ossia passando della meteorologia alla climatologia, le cose cambiano. I modelli deterministici sono talmente non robusti che la parte statistica assume un ruolo fondamentale. E qui, come giustamente hai detto, brancoliamo molto più nel buoi. Non sappiamo se considerare "nuovo" un comportamento o se non abbiamo una serie storica adeguata, non sappiamo se condizioni al contorno simili portino a risultati diversi, questo perchè non abbiamo modelli robusti ed utilizziamo semplificazioni brute come gli indici teleconnettivi.

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