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  1. #241
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Non è affatto banale la tua considerazione Giuseppe e quindi merita di ritornarci sopra.
    E' evidente tu ti riferisca al rischio di un blocco semistazionario generato da un'onda di Rossby avente velocità inferiore a quella critica.
    Ricordo che un blocco circolatorio semistazionario ove la velocità dell'onda di Rossby sia inferiore a quella critica genera un'inibizione nella trasmissione verticale dei flussi di calore con le immaginabili conseguenze.
    Banalmente: si tratta di situazione di blocco anomale in quanto vengono generate non tanto da un comportamento dinamico della troposfera bensì da fattori anch'essi anomali di riscaldamento oceanico.
    Ci si riferisce in particolar modo al Blob warm del nord pacifico il quale ha caratterizzato e, crediamo, condizionato sensibilmente la circolazione autunno-invernale degli anni dal 2012/2013 al 2014/2015 grazie ad una situazione di blocco al getto polare generato appunto da un forte riscaldamento oceanico.
    In tal caso veniva a crearsi una divergenza del jet stream al di sotto di tale blocco.

    Allegato 469750

    Trattandosi, come si diceva prima, di un'onda stazionaria costituente un blocco importante alla circolazione polare, andava a generare flussi verticali scarsamente propagativi e come tali impattanti sul raffreddamento della media alta stratosfera.

    Allegato 469751

    Il dubbio, legittimo viene a riproporsi a proposito del trend ondulatorio attuale ove spesso l'onda pacifica, in posizione centrale rispetto i meridiani oceanici, tende a configurare un'anomalìa media di geopotenziale in qualche modo assimilabile alle dinamiche anzidette.

    Se vogliamo attribuire, come in premessa, la causa di tale anomalìa all'anomalo riscaldamento del Pacifico settentrionale, mi sentirei più tranquillo nel non considerare l'attuale anomalìa media di geopotenziale assimilabile a quella del blob pacifico in quanto quest'ultimo può dirsi in tutto o quasi risolto dalla modifica del comportamento della circolazione del Pacifico tropico -equatoriale sulla quale non entro ora nel merito (vedi modifica IPO- in IPO+ post ENSO 2015/2016).
    Mi pare invece un'anomalìa caratteristica del segnale ENSO- e connotata da PNA negativa in quanto comunque si nota una tendenziale diminuzione del geopotenziale alle latitudini medie e subtropicali e che pertanto rende papabile una tendenza alla divergenza del getto.

    Allegato 469754

    ma con una componente dinamica maggiore evidenziata da una migliore propagazione dei flussi di calore:

    Allegato 469755

    Ovviamente questo non significa escludere la possibile insorgenza di raffreddamenti stratosferici tanto più, come ben si evidenziato, in condizioni di La Nina ove mediamente non di rado il vps risulta mediamente più forte, tuttavia mi sento di attribuire all'attuale sinottica pacifica un comportamento maggiormente riferibile a fattori di normale variabilità climatica e quindi suscettibili di maggiori variazioni vista la prevalente componente dinamica della circolazione.

    Matteo molto esaustivo.
    Aggiungo che l'onda troposferica pacifica sia espressione di una dinamica troposferica ondulatoria e senza nessun "doping" oceanico laddove un Nina moderata si stia manifestando con anomalie che alimentano l'onda troposferica pacifica in location più occ.le rispetto agli scorsi anni.
    Dunque risolti gli esiti del segnale ENSO+ sia in sede tropicale e subtropicale e sia in sede polare le TLC "classiche" la faranno da padrone con un'attività convettiva (MJO) legata a questa tipologia di Nina debole che favorisce, appunto, quest'onda pacifica troposferica così posizionata.
    Inoltre anche che lo snowcover su Eurasia sta alimentando gli attriti che poi si stanno esplicando nelle vorticità in uscita dal continente

    Un'altra considerazione mi viene spontanea.
    A posteriori pare evidente come il blob su nord pacifico abbia condizionato la circolazione atmosferica sul settore Atlantico andando ad inibire l'oscillazione del pattern in area PNA limitando fortemente le oscillazioni del getto in entrata sull'Atlantico.
    Oltretutto la limitazione indotta da quel blob pacifico alla modulazione del getto in tutto quel settore ha contribuito a "comprimere" la colonna del VP tutto fungendo da "acceleratore".
    Se pensiamo al modello concettuale proposto sopra capiamo come il VP non avendo valvola di sfogo in quel settore gioco forza si trovava costretto ad accelerare in quei settori andando ad aumentare le possibilità degli SC poi puntualmente accaduti.

  2. #242
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Porano444 Visualizza Messaggio
    Matteo molto esaustivo.
    Aggiungo che l'onda troposferica pacifica sia espressione di una dinamica troposferica ondulatoria e senza nessun "doping" oceanico laddove un Nina moderata si stia manifestando con anomalie che alimentano l'onda troposferica pacifica in location più occ.le rispetto agli scorsi anni.
    Dunque risolti gli esiti del segnale ENSO+ sia in sede tropicale e subtropicale e sia in sede polare le TLC "classiche" la faranno da padrone con un'attività convettiva (MJO) legata a questa tipologia di Nina debole che favorisce, appunto, quest'onda pacifica troposferica così posizionata.
    Inoltre anche che lo snowcover su Eurasia sta alimentando gli attriti che poi si stanno esplicando nelle vorticità in uscita dal continente

    Un'altra considerazione mi viene spontanea.
    A posteriori pare evidente come il blob su nord pacifico abbia condizionato la circolazione atmosferica sul settore Atlantico andando ad inibire l'oscillazione del pattern in area PNA limitando fortemente le oscillazioni del getto in entrata sull'Atlantico.
    Oltretutto la limitazione indotta da quel blob pacifico alla modulazione del getto in tutto quel settore ha contribuito a "comprimere" la colonna del VP tutto fungendo da "acceleratore".
    Se pensiamo al modello concettuale proposto sopra capiamo come il VP non avendo valvola di sfogo in quel settore gioco forza si trovava costretto ad accelerare in quei settori andando ad aumentare le possibilità degli SC poi puntualmente accaduti.
    perfetto
    e aggiungiamo alla luce di tutto ciò ma sottovoce: un'annata in cui le correlazioni teleconnettive dovrebbero ritrovare un pò di smalto

  3. #243
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    ragazzi complimenti a voi tutti per queste analisi, in questo forum (ma in stanza Teleconnessioni in particolare) non si finisce mai di imparare

  4. #244
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Gius72 Visualizza Messaggio
    ragazzi complimenti a voi tutti per queste analisi, in questo forum (ma in stanza Teleconnessioni in particolare) non si finisce mai di imparare
    Grazie Gius


    Salta all'occhio, rispetto gli ultimi anni a questo punto di avanzamento della stagione autunnale, la buona ripartizione dei flussi di calore sulle principali onde planetarie stratosferiche che al momento stanno incidendo su un percorso di raffreddamento radiativo non lontano dal trend medio statistico.
    Due gli elementi principali che si notano dalla termografie relative all'heat flux e dall'incremento dei geopotenziali a carico delle 2 creste d'onda planetarie:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-ecmwfzm_vt2_f240.gif Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-ecmwfzm_ha2_f240.gif

    Ho evidenziato wave 2 in quanto c'è una convergenza dei flussi di calore, benché al momento moderati, che vanno ad incidere sulla colonna del vortice polare fino alla medio-alta strato.

    Questa distribuzione degli eddy heat fluxes tende ad incidere meno in alta strato (1-5 hpa) ove le velocità zonali sono maggiori e ove normalmente i disturbi a carico del vps sono sostanzialmente da addursi all'azione di una sola onda planetaria (wave 1) e quindi ad un flusso concentrato o sostanzialmente più intenso nel suo complesso che va a disturbare i piani più alti e quindi tende normalmente ad imprimere moto e vorticità ai piani inferiori ( da 10 hpa in giu) spesso imponendo disassamenti del vortice (displacement) rispetto al polo.

    Il disturbo bilaterale è oggi anche visibile in prospettiva, nella carta delle epv, in media stratosfera:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-epv_2017112000_f240_600.png


    Unico aspetto quindi da rimarcare al di là di una condotta piuttosto normale della colonna del vps sta forse nella eccessiva parsimonia dei flussi verticali di calori e un raffreddamento oltre soglia attribuibile alla fase di AO negativa che ovviamente va ad incidere anche sul gradiente verticale.
    Matteo

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  5. #245
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    in questo senso buone notizie dalle recenti determinazioni che non vedono una fase estrema prolungata del ao con discreta probabilità di una continuità per moderati flussi di calore anche verso le alte quote della struttura vista la buona reattività troposferica di entrame le onde che si riflette come abbiamo visto nei plot anche verso la strato medio alta in questo scorcio di mese

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-schermata-2017-11-11-alle-15.32.33.png
    Ultima modifica di Alessandro1985; 11/11/2017 alle 15:37

  6. #246
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Lucas80
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Senza la pretesa di fare il "saputo" .... tengo solo a puntualizzare che la colonna atmosferica sul circolo polare Artico non conviene assumerla in condizioni "stabili"/adiabatiche, questo anche - e non solo - a causa del potente raffreddamento radiativo coincidente con la "notte polare" e , pertanto, il modello (visto in figura) per la conservazione della vorticità potenziale proposto può essere fuorviante in questo caso, benché i flussi radiativi non siano, al netto, principalmente determinanti nella salute del VP ed anche se il modello proposto resta assolutamente valido in generale.

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18 Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

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    Ciao Luca........

  7. #247
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas80 Visualizza Messaggio
    Senza la pretesa di fare il "saputo" .... tengo solo a puntualizzare che la colonna atmosferica sul circolo polare Artico non conviene assumerla in condizioni "stabili"/adiabatiche, questo anche - e non solo - a causa del potente raffreddamento radiativo coincidente con la "notte polare" e , pertanto, il modello (visto in figura) per la conservazione della vorticità potenziale proposto può essere fuorviante in questo caso, benché i flussi radiativi non siano, al netto, principalmente determinanti nella salute del VP ed anche se il modello proposto resta assolutamente valido in generale.

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18 Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

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    mi pare una puntualizzazione più che opportuna
    diciamo che il modello spiega egregiamente, nel modo più semplificato possibile, le ragioni per cui in una fase di compressione della struttura (a prescindere che poi porti una dinamica split/displacement) in rapporto all'incremento dei flussi esprime un processo esemplificabile così:
    diminuzione della vortex area-incremento delle pv- riflesso sul vortex edge e quindi sui venti zonali

  8. #248
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Lucas80
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro1985 Visualizza Messaggio
    ....

    esprime un processo esemplificabile così:
    diminuzione della vortex area-incremento delle pv- riflesso sul vortex edge e quindi sui venti zonali
    In linea generale il modello è valido , influenza della vorticità potenziale sui venti zonali anche ok ma è proprio quello descritto da te l'errore nel quale si può cadere. Ci torno appena riesco Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

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    Ciao Luca........

  9. #249
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas80 Visualizza Messaggio
    In linea generale il modello è valido , influenza della vorticità potenziale sui venti zonali anche ok ma è proprio quello descritto da te l'errore nel quale si può cadere. Ci torno appena riesco Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

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    ottimo

  10. #250
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    riporto le attuali vedute dei GM, VP che nel long, per entrambi i major, va a chiudersi per bene:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-gfsnh-0-240.png

    per reading un po' prima, anche:



    con una compattezza maggiore a 240h.

    è chiaro che si parla di un run, però la tendenza sembra esserci, entrambi tra l'altro vedono una chiusura del VP con una sorta di circolazione secondaria sui nostri settori, ma è ben presto ed OT qui.

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