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Risultati da 1 a 10 di 469
  1. #1
    Brezza tesa L'avatar di Luca Angelini
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    Predefinito Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Che dite, lo apriamo un post dedicato al monitoraggio del vortice polare in vista della prossima stagione invernale? Possiamo partire da questo editoriale pubblicato in home page e proseguire di volta in volta con nuovi contributi.
    Un caro saluto a tutti
    Luca
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-vortice-polare.gif
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  2. #2
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Luca Angelini Visualizza Messaggio
    Che dite, lo apriamo un post dedicato al monitoraggio del vortice polare in vista della prossima stagione invernale? Possiamo partire da questo editoriale pubblicato in home page e proseguire di volta in volta con nuovi contributi.
    Un caro saluto a tutti
    Luca
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-vortice-polare.gif
    Per una migliore identificazione, riesci ad aggiungere nel titolo "stratosferico"?
    Matteo

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  3. #3
    Brezza tesa L'avatar di Luca Angelini
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Per una migliore identificazione, riesci ad aggiungere nel titolo "stratosferico"?
    Solo stratosferico? Monitoriamo l'andamento di tutta la circolazione
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  4. #4
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Luca Angelini Visualizza Messaggio
    Solo stratosferico? Monitoriamo l'andamento di tutta la circolazione
    Allora aggiungi anche la carta della tropo

  5. #5
    Brezza tesa L'avatar di Luca Angelini
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Così va bene???
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-npsh500.png
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  6. #6
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    al momento per i primi di ottobre il vortice tropo risulta ancora incerto nelle proposte modellistiche
    reading per esempio stamane lo mostra ancora piuttosto debole e diviso in due lobi
    meno gfs la cui media esemble però ci dice dell'incertezza in merito



    in strato attualmente le velocità si mantengono nella media
    siamo all'esordio della formazione del vp che si concretizzera più che altro nel mese entrate come noto




  7. #7
    Burrasca L'avatar di Gio83Gavi
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Ciao a tutti.
    Notavo che le mappe dei venti zonali e i forecast tra i 150 e i 70 hpa sono prossime al minimo storico:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-150hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-100hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-70hpa.jpg

    E i flussi di calore alle stesse quote (tra i 45°N-75°N) previsti in netta intensificazione:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-150-hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-100-hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-70-hpa.jpg

    Probabilmente la causa è da attribuirsi a quel blocco anticiclonico sulla Scandinavia/west Russia:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-100hpa-hf.jpg

    Pensate che tali disturbi possano incidere significativamente sulla formazione del VPS e di quello troposferico o è ancora troppo presto e il VP ha ancora tutto il tempo per riprendersi? Spero di non essere andato OT postando le mappe dei venti zonali e dei flussi di calore visto che qua si parla di vortice polare , in tal caso magari sposto il post o lo chiedo alla moderazione

    Stazione ERO105 su Meteonetwork, IEMILIAR66 su Weather Underground.
    Nell'avatar: le due torri della mia città...

  8. #8
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Gio83Gavi Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti.
    Notavo che le mappe dei venti zonali e i forecast tra i 150 e i 70 hpa sono prossime al minimo storico:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-150hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-100hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-60-n-zonal-wind-70hpa.jpg

    E i flussi di calore alle stesse quote (tra i 45°N-75°N) previsti in netta intensificazione:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-150-hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-100-hpa.jpg

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-heat-flux-70-hpa.jpg

    Probabilmente la causa è da attribuirsi a quel blocco anticiclonico sulla Scandinavia/west Russia:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-100hpa-hf.jpg

    Pensate che tali disturbi possano incidere significativamente sulla formazione del VPS e di quello troposferico o è ancora troppo presto e il VP ha ancora tutto il tempo per riprendersi? Spero di non essere andato OT postando le mappe dei venti zonali e dei flussi di calore visto che qua si parla di vortice polare , in tal caso magari sposto il post o lo chiedo alla moderazione

    Ciao Gio,

    post e riflessioni interessanti.
    Provo a partire da una considerazione di carattere generale.
    Siamo avanti di circa 1 mese ma lo scenario del mese di ottobre 2016 non era totalmente differente rispetto quello attuale:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-compday.imcclpz7cz.gif

    Si andava denotando un forte raffreddamento asiatico e pronunciate anomalìe di geopotenziale su scandinavia, parte del nord Europa ed artico russo-siberiano.
    Anche lo scorso anno in quel periodo avevamo velocità zonali stratosferiche e flussi di calore simili anche se meno estremi rispetto quelle attuali:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-tz8nnqaygf.png

    anche in bassa stratosfera la situazione era simile:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-immagine.png
    Adesso passiamo alle differenze che, a mio avviso, possono essere significative.

    Non citerò il fatto, comunque da considerare, che non dovremmo essere lontani dalla completa inversione dei venti facenti riferimento alla Qbo e quindi non solo a 30 hpa (già avvenuta) ma anche a 50 hpa.
    Mi limiterò invece a considerare la meno tardiva maturazione del vortice polare a ragione dei più bassi geopotenziali presenti in sede artica nella scorsa estate a causa dell'incremento di venti zonali e del rinforzo della corrente a getto polare dovuti ad un aumento di gradiente tropici/polo.
    In soldoni un artico meno devastato da scambi meridiani durante la stagione estiva
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-mwlz_wetnz.png

    e che giustifica una pronta ripartenza autunnale all'insegna di una maggior variabilità circolatoria.
    La quantità di calore presente nell'artico, dopo estati contraddistinte da AO - prevalente è verosimilmente all'origine del ritardo di sviluppo del vortice polare che già nel mese di ottobre subiva incursioni di aria calda attraverso onde di Rossby generate da ondulazioni all'interno del getto polare.
    I flussi verticali di calore visibili nelle carte sopra postate degli eddy heat fluxes rappresentano tale condizione in grado di inficiare la stabilità del vortice polare.
    Tuttavia, durante la stagione autunnale e nella prima parte dell'inverno la pervietà dei flussi verticali di calore dalla tropo alla stratosfera è garantita solo in presenza del vortice in sede polare ovvero dall'esistenza di una circolazione zonale.
    Vero il fatto che in mancanza di esso o nel momento in cui negli strati alti della troposfera o della bassa stratosfera si frapponesse uno strato antizonale (hp), gli strati superiori subiscono un repentino raffreddamento radiativo a causa del crollo dei flussi stessi e conseguentemente un'impennata delle velocità zonali.
    Del resto, se confrontate i grafici sopra riportati, bene si può notare come il rinforzo zonale sia di poco traslato temporalmente rispetto la cessazione dei flussi di calore.
    Molti degli ultimi casi di stratcooling che hanno determinato un ESE cold hanno percorso questo schema.

    Occorrerà in sostanza verificare se le diverse condizioni attuali di partenza del vortice polare e, verosimilmente, il minor calore accumulato in sede artica, siano in grado di mantenerlo in sede (benché debole) o comunque di ripristinarlo con tempistiche tali da non inibire la trasmissione verticale delle onde di Rossby.
    Matteo

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  9. #9
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Ciao Gio,

    post e riflessioni interessanti.
    Provo a partire da una considerazione di carattere generale.
    Siamo avanti di circa 1 mese ma lo scenario del mese di ottobre 2016 non era totalmente differente rispetto quello attuale:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-compday.imcclpz7cz.gif

    Si andava denotando un forte raffreddamento asiatico e pronunciate anomalìe di geopotenziale su scandinavia, parte del nord Europa ed artico russo-siberiano.
    Anche lo scorso anno in quel periodo avevamo velocità zonali stratosferiche e flussi di calore simili anche se meno estremi rispetto quelle attuali:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-tz8nnqaygf.png

    anche in bassa stratosfera la situazione era simile:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-immagine.png
    Adesso passiamo alle differenze che, a mio avviso, possono essere significative.

    Non citerò il fatto, comunque da considerare, che non dovremmo essere lontani dalla completa inversione dei venti facenti riferimento alla Qbo e quindi non solo a 30 hpa (già avvenuta) ma anche a 50 hpa.
    Mi limiterò invece a considerare la meno tardiva maturazione del vortice polare a ragione dei più bassi geopotenziali presenti in sede artica nella scorsa estate a causa dell'incremento di venti zonali e del rinforzo della corrente a getto polare dovuti ad un aumento di gradiente tropici/polo.
    In soldoni un artico meno devastato da scambi meridiani durante la stagione estiva
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-mwlz_wetnz.png

    e che giustifica una pronta ripartenza autunnale all'insegna di una maggior variabilità circolatoria.
    La quantità di calore presente nell'artico, dopo estati contraddistinte da AO - prevalente è verosimilmente all'origine del ritardo di sviluppo del vortice polare che già nel mese di ottobre subiva incursioni di aria calda attraverso onde di Rossby generate da ondulazioni all'interno del getto polare.
    I flussi verticali di calore visibili nelle carte sopra postate degli eddy heat fluxes rappresentano tale condizione in grado di inficiare la stabilità del vortice polare.
    Tuttavia, durante la stagione autunnale e nella prima parte dell'inverno la pervietà dei flussi verticali di calore dalla tropo alla stratosfera è garantita solo in presenza del vortice in sede polare ovvero dall'esistenza di una circolazione zonale.
    Vero il fatto che in mancanza di esso o nel momento in cui negli strati alti della troposfera o della bassa stratosfera si frapponesse uno strato antizonale (hp), gli strati superiori subiscono un repentino raffreddamento radiativo a causa del crollo dei flussi stessi e conseguentemente un'impennata delle velocità zonali.
    Del resto, se confrontate i grafici sopra riportati, bene si può notare come il rinforzo zonale sia di poco traslato temporalmente rispetto la cessazione dei flussi di calore.
    Molti degli ultimi casi di stratcooling che hanno determinato un ESE cold hanno percorso questo schema.

    Occorrerà in sostanza verificare se le diverse condizioni attuali di partenza del vortice polare e, verosimilmente, il minor calore accumulato in sede artica, siano in grado di mantenerlo in sede (benché debole) o comunque di ripristinarlo con tempistiche tali da non inibire la trasmissione verticale delle onde di Rossby.
    Causanti penetrazioni di calore non intermittenti ma abbastanza continue mantenendo la struttura in equilibrio giusto matteo? Altra cosa ma il precoce innevamento asiatico degli ultimi anni puo'essere legato al grande vappre acqueo generato dalrilascio di calore troposferico mentre la bassa strato fa registrare un sensibile raffreddamento?

  10. #10
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da sponsi Visualizza Messaggio
    Altra cosa ma il precoce innevamento asiatico degli ultimi anni puo'essere legato al grande vappre acqueo generato dalrilascio di calore troposferico mentre la bassa strato fa registrare un sensibile raffreddamento?
    Direi di si e ci dovrebbero essere studi a supporto in tal senso
    La maggiore quantità di calore latente in sede artica è verosimilmente all'origine sia di un minor raffreddamento a causa del minore irraggiamento negativo che della più elevata % di umidità intrappolata nella tropopausa e quindi di un maggior raffreddamento della bassa stratosfera.
    Matteo

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