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  1. #20451
    Vento fresco L'avatar di kima
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da NoSync Visualizza Messaggio
    Sull'alimentare può anche essere, ma le auto o le etichettatrici o i macchinari per lo stampaggio non vengono precisamente dal Cile... :-)
    Vero (vengono da EU, Asia, USA). Ma non dimentichiamoci che là sono in 60 milioni a dover mangiare tutti i giorni Dura salita o "discesa" verso il default?

  2. #20452
    Uragano L'avatar di Friedrich 91
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Garg Visualizza Messaggio
    Ma secondo te l'Unione Europea senza l'Italia continuerà ad esistere ?
    l'Unione Europea ha bisogno dell'Italia (per spremerla fino all'osso), non il contrario
    Assolutamente no, infatti l'Italia prima di FONDARE assieme ad altri 5 Paesi europei la CECA, madre della successiva CEE (Trattato di Roma, non a caso) era un Paese che navigava nell'oro rispetto ad oggi.
    Se i danni fatti dal mercato comune sono la crescita economica e l'accrescimento del tenore di vita degli anni dal 1951 ad oggi...avercene di sti danni.
    Avatar: Bei tempi che non torneranno più.

  3. #20453
    Vento moderato L'avatar di asxo.
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    La CECA o l'EURATOM per altro furono costituite anche con l'obiettivo di limitare il potere economico della Germania e condividerlo con gli altri paesi, memori dei forti intrecci industriali e politici che avevano caraterizzato la Germania nazista.
    Tanto che nemmeno i populisti francesi e italiani si spingono al punto di dire "sfasciamo totalmente l'Unione" , caro Gang.
    Ultima modifica di asxo.; 08/03/2017 alle 09:41
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  4. #20454
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da kima Visualizza Messaggio
    Sono alquanto arrugginito in economia e politica per cui non posso dare un contributo agli argomenti tecnici che state trattando. Volevo soltanto fare una considerazione terra terra, da consumatore, per quanto riguarda i discorsi sull import export, il mercato comune europeo... visti dal lato di chi va semplicemente a fare la spesa e giudica da quello che mette dentro il carrello. Il contesto non puo che essere quello UK, essendo la causa dei discorsi sui questi temi di questi tempi. In pratica, si potrebbe pensare che i prodotti EU la facciano da padrone, per quantita, varieta, convenienza economica, grazie al mercato comune europeo, la mancanza di dazi, la libera circolazione di merci e persone avanti e indietro fra isola e continente.
    Ebbene, non è questo cio che vede il consumatore britannico.
    Al contrario, dalla grande distribuzione ha accesso a prodotti da tutto il mondo, assolutamente in linea con i rispettivi di provenienza EU sotto l aspetto dei prezzi e della qualita. Anzi spesso migliori. Frutta, verdura, carne, vini..... L EU rappresenta una fetta assolutamente non dominante, anzi, l opposto. Sud america, sud africa, asia, Australia e NZ. Di tutto, da ogni parte del mondo. Facciamo un esempio a noi familiare, I vini. Questo cio che si trova andando ad esempio a fare la spesa al Tesco, catena di supermercati per la fascia media della popolazione
    Groceries
    Vini cileni, argentini, sudafricani, australiani, italiani, francesi, spagnoli.... Assolutamente allineati nei prezzi, con i cileni e sudafricani specialmente spesso migliori dei pari prezzo europei.
    Stesso vale per frutta e verdura, cibi internationali, salse, spezie....
    Il consumatore medio allora potrebbe chiedersi perche un vino italiano costi quanto uno cileno, senza essere assolutamente migliore. Parliamo infatti non del brunello di montalcino, ma di prodotti che qui pagheremmo 2-3 euro a bottiglia.
    Uscendo dalla grande distribuzione, anche, stessa varieta e internazionalita. A parte gli ovvi indiani, thai e asiatici classici, è pieno di negozi nordafricani, libanesi, e ultimamente una vera esplosione di turchi, dove trovi nulla di meno di cio che troveresti a kaiseri o ankara. Poi chiaramente i polacchi. E questo a londra, come nella cittadella di 40000 abitanti.
    In conclusione, per le tasche del consumatore medio, non traspare assolutamente questa convenienza a comprare il prodotto EU, e in piu si dispone di una varieta di prodotti enorme, cibi da tutto il mondo. E per nulla peggiori dei rispettivi europei.
    Non trovate ragionevole che il consumatore medio si chieda perche un vino italiano non costi 3 pound mentre uno australiano 6?
    E vi assicuro che i secondi non sono peggiori dei primi Dura salita o "discesa" verso il default?
    Purtroppo il mercato comune è ancora incompleto e,col senno di poi,invece di partire con l'euro sarebbe stato il caso di intervenire su questa ed altre distorsioni.
    Ma ormai la frittata è fatta.
    Schdmit,in un intervista al Corriere Lettura del febbraio 2013,disse che i politici europei degli anni 90' erano stati presuntuosi: avrebbero dovuto scegliere fra l'euro e l'allargamento ed invece(e pure lui faceva mea culpa,perché non ci pensò mica) vollero mettere troppa carne a cuocere.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  5. #20455
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Garg Visualizza Messaggio
    Ma secondo te l'Unione Europea senza l'Italia continuerà ad esistere ?
    l'Unione Europea ha bisogno dell'Italia (per spremerla fino all'osso), non il contrario
    Citazione Originariamente Scritto da Stefano De C. Visualizza Messaggio
    esattamente quello che succede in GB con la Scozia e Nord Irlanda, ma il nostro utente non lo capisce
    Tra i tanti errori del sovranisti,vi è anche quello di pensare che la Lombardia e/o il Veneto seguirebbero il centrosud nell'uscita dal mercato comune,al fine di "attuare il modello socio-economico della nostra Costituzione" (chiacchiere ed aria fritta,perché se parli con un costituzionalista ti risponde che sono tutte norme programmatiche e non precettivo e che cm nella nostra Costituzione non c'è nulla di incompatibile con la partecipazione al mercato comune europeo, lo ha detto la Corte Costituzionale,se vuoi ti riporto qualche sentenza).Parliamo di regioni che esportano a livelli semi-tedeschi,per cui l'applicazione di dazi e dogane darebbe loro un colpo pesante.
    Se già gli scozzesi,che non esportano quanto i lombardi,non sono contenti di uscire dal mercato comune,figuriamoci un abitante delle due regioni nostrane più integrate con l'Europa "core".
    Infatti notavo,Garg,che molti miei conoscenti che vogliono l'uscita da euro ed UE sono o sono stati neo-borbonici,solo che all'invettiva anti-Savoia hanno sostituito quella anti-UE.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  6. #20456
    Vento moderato L'avatar di asxo.
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Josh, vabbè parliamo di quei classici italiani...che il giorno prima sono secessionisti e il giorno dopo si svegliano nazionalisti
    Inverno 2016/17
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  7. #20457
    Vento fresco L'avatar di kima
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Purtroppo il mercato comune è ancora incompleto e,col senno di poi,invece di partire con l'euro sarebbe stato il caso di intervenire su questa ed altre distorsioni.
    Ma ormai la frittata è fatta.
    Schdmit,in un intervista al Corriere Lettura del febbraio 2013,disse che i politici europei degli anni 90' erano stati presuntuosi: avrebbero dovuto scegliere fra l'euro e l'allargamento ed invece(e pure lui faceva mea culpa,perché non ci pensò mica) vollero mettere troppa carne a cuocere.
    Ciao Josh, fammi capire bene alcuni punti.
    Cosa intendiamo per incompleto? Se non ci sono dazi e dogane e tutti i produttori EU devono osservare le stesse normative, quale altro fattore sta generando questa "tara" per i consumatori?
    Inoltre, cosa intendiamo per troppa carne a cuocere? Ci sono fattori specifici? Fattori che non era possibile sistemare in questi 15 anni di "europa unita"?
    Insomma, cosa non sta andando in questo mercato comune? Sta o non sta convenendo dal punto di vista del consumatore? Quello cioe nudo e crudo, di chi riempie il carrello della spesa tutti i giorni?
    Sta o non sta dando vantaggi concreti? Come maggior qualita a minor prezzo? Abbiamo dati oggettivi in tal senso?
    Scusate se magari semplifico troppo.

  8. #20458
    Vento fresco L'avatar di nevearoma
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da asxo. Visualizza Messaggio
    Josh, vabbè parliamo di quei classici italiani...che il giorno prima sono secessionisti e il giorno dopo si svegliano nazionalisti
    Infatti le forze anti-europeiste (e anti-euro) oggi potrebbero essere addirittura più potenti in Lombardia e Veneto che in regioni come Campania o Calabria. Ma si sa che la coerenza non è esattamente un punto di forza degli italiani, e comunque io ho sempre preferito l'Emilia.
    "In Africa non cresce il cibo. Non crescono i primi. Loro non hanno i contorni. Una fetta di carne magari la trovi, ma hanno un problema con i contorni. Per non parlare della frutta."

  9. #20459
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da nevearoma Visualizza Messaggio
    Infatti le forze anti-europeiste (e anti-euro) oggi potrebbero essere addirittura più potenti in Lombardia e Veneto che in regioni come Campania o Calabria.
    Non è da escludere che sia così, ma in base a quali dati lo affermi? Perchè è ovvio che subirebbero maggiori danni dall'uscita dall'UE le regioni del nord che quelle del sud.


  10. #20460
    Vento fresco L'avatar di nevearoma
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da NoSync Visualizza Messaggio
    Non è da escludere che sia così, ma in base a quali dati lo affermi? Perchè è ovvio che subirebbero maggiori danni dall'uscita dall'UE le regioni del nord che quelle del sud.
    Premesso che è un'opinione mia non fondata su dati precisi, comunque in base principalmente a quali partiti vengono votati e alle loro posizioni.
    Il populismo è forte ovunque, ma la mia impressione è che al sud sia più in stile Podemos o Syriza.
    "In Africa non cresce il cibo. Non crescono i primi. Loro non hanno i contorni. Una fetta di carne magari la trovi, ma hanno un problema con i contorni. Per non parlare della frutta."

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