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  1. #24861
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da nevearoma Visualizza Messaggio
    Infatti il problema in Spagna non erano le finanze pubbliche ma quelle private, e il fatto che la selvaggia bolla immobiliare spagnola (senza pari nel mondo occidentale, tranne forse quella irlandese) aveva sballato completamente il modo di spendere del paese con dei risultati ben visibili nella traiettoria del bilancio dei conti correnti, che appunto tra il 2002 ed il 2007 schizza verso il basso fino a sfiorare la doppia cifra. Come successo in Irlanda ed Islanda, appunto.

    Anche Irlanda, Spagna e più o meno tutti i paesi dell'Europa occidentale sono tra i più ricchi del mondo. E francamente l'Islanda non può essere portata ad esempio di nulla, essendo un paese con gli abitanti di un municipio e un PIL totale paragonabile a quello dell'Umbria. Il turismo da solo, che costituisce oltre un terzo del PIL islandese, è stato forse il maggiore contribuente del recupero islandese, così come l'export che per oltre metà è composto da materie prime e prodotti alimentari. Sostenere che l'Islanda è uscita dalla crisi perché ha sfanculato l'FMI è roba da grillini, dai. Mi fa francamente specie che a 10 anni dalla crisi stiamo ancora a questi punti, al più o meno esplicito "è tutta colpa dell'Euro, avremmo dovuto fare come l'Islanda/l'Argentina/whatever".

    Tra l'altro non è neanche vero. Non solo l'Islanda la crisi l'ha sentita e la sente tutta - almeno fino all'anno scorso non era ancora stato possibile eliminare il controllo di capitali - non è proprio vero che ha sfanculato l'FMI: l'Islanda ha pagato tutto all'FMI fino all'ultimo centesimo, seguendo religiosamente i suoi dettami. Un paio di articoli al riguardo:
    Islanda, allieva prediletta del FMI - Phastidio.net
    E l'Islanda paga - Phastidio.net
    Islanda, prigioniera sovrana - Phastidio.net


    Non mettermi in bocca cose che non ho mai scritto, Islanda e Argentina non possono essere esempi proprio per nessuno, visto che si sono ritrovati in condizioni molto particolari e soprattutto avevano una loro valuta a differenza dei membri dell'eurozona. Non ho mai nemmeno detto che non abbiano sentito la crisi, il caso islandese come quello argentino è uno dei casi più drammatici di squilibri economici e finanziari della storia recente quindi hanno inevitabilmente avuto pesanti ripercussioni economiche, trattandosi di casi limite in negativo possono essere solo casi di studio e come tali vanno trattati.

    È vero che gli islandesi non hanno sfanculato del tutto il FMI, ma hanno adottato politiche molto diverse da quelle che il FMI normalmente propone, tra le quali lasciare operare completamente gli stabilizzatori automatici e non praticare austerity dopo la crisi, lasciando che il riequilibrio dell'economia passasse principalmente dalla svalutazione e dai controlli sui capitali e che i debiti privati verso l'estero finissero in insolvenze rinnegando le garanzie pubbliche (questo ha portato ad una disputa legale che poi hanno vinto). È stato un default di fatto anche se non legalmente.

    Ovviamente hanno onorato tutti i debiti che avevano nel confronti del FMI, nessuno può fare default sui prestiti del FMI, è creditore privilegiato e nessuno osa fare default sui loro prestiti anche nei casi più estremi, chiunque conosca un minimo questi temi dovrebbe saperlo.
    Nel 2011 ci fu una conferenza interessante che avevo seguito ai tempi da studente di economia internazionale, ci sono ancora anche i video dello streaming, anche il FMi lo ha considerato un caso di successo per politiche non convenzionali (con un capo delegazione diverso non so nemmeno se le avrebbero consentite).
    Iceland´s Recovery—Lessons and Challenges, Harpa Conference Center (Reykjavík), October 27, 2011

    In un certo senso sono stati precursori della svolta anti austerity del FMI, che poi si è rafforzata negli anni successivi a partire dagli studi di Blanchard sugli impatti economici dell'austerity. Personalmente io condivido al 95% le posizioni del FMI degli ultimi anni, infatti hanno ammesso gli errori fatti nel caso greco, criticato pesantemente la gestione della crisi da parte delle istituzioni europee e si è rifiutato di contribuire all'ultimo pacchetto di salvataggio per la Grecia ritenendo il debito insostenibile.

    Quindi è un caso molto interessante, anche se Phastidio è troppo ossessionato dai sovranisti nostrani per valutare in maniera seria la questione. Quando dice che l'Islanda paga facendo finta che sia il governo islandese a pagare sta facendo deliberatamente confusione, visto che i soldi provengono dagli attivi delle banche fallite quindi si tratta di una normale procedura di recupero crediti tra privati (che deve essere autorizzata dal governo solo perché ci sono i controlli sui movimenti di capitali).
    Considerata la gravità della crisi l'impatto economico è stato incredibilmente ridotto, prendo a prestito un grafico di Krugman che lo mostra molto bene.

    Dura salita o "discesa" verso il default?-112715krugman1-tmagarticle.png

    Può anche farti specie che si consideri questo risultato merito della svalutazione e del rifiuto di onorare le garanzie, ma allora ti fa specie una buona fetta della ricerca di ambito economico degli ultimi anni, in particolare quella del FMI.
    Quello che a me fa specie invece è che a sette anni dalla crisi del 2011 non si sia ancora capito quello che è successo, ovvero il motivo per cui l'unica economia del mondo ad avere subito una doppia recessione nel 2011 mentre l'economia globale cresceva del 5% sia stata la zona Euro, anche se le bolle speculative e le banche in crisi ce le avevano tutti.
    So benissimo che la Spagna aveva uno squilibrio micidiale nel settore privato, ma non c'è motivo per cui questo dovesse tramutarsi in un credit crunch per tutta l'economia spagnola, incluso il settore pubblico. O meglio il motivo c'è ed è che l'Euro espone gli stati membri al pericolo dei cosiddetti sudden stop, ovvero ad improvvise inversioni del flusso di capitali, che posso anche non essere giustificate dai fondamentali economici (la letteratura economica è estesissima, vedi Dornbush, Calvo, Krugman, Obstfeld ecc). E gli stati membri non hanno gli strumenti per contrastare questo fenomeno, che porta a crisi che si auto-alimentano visto che l'aumento dello spread deprime l'attività economica e peggiora i bilanci pubblici.
    Per fortuna che abbiamo Draghi e Monti che in larga parte lo avevano capito, si sono inventati il programma OMT e poi il QE che hanno consentito alla BCE di svolgere il suo ruolo di prestatore di ultima istanza anche spingendosi ai limiti del suo mandato.
    È deprimente invece constatare che molti euroentusiasti si rifiutino di accettare il fatto che l'Euro è stato la causa principale della crisi del 2011-2013 a causa dei limiti strutturali nel modo in cui è stato concepito. E questo rimane uno dei maggiori pericoli futuri per l'integrazione europea.

  2. #24862
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Anche oggi lo spread è nel limbo che potrebbe consentire al governo di mantenere la recita della manovra espansiva in conflitto con le cattive autorità europee fino alle prossime elezioni europee (e forse anche politiche anticipate), il prezzo per i conti pubblici dei maggiori interessi sarebbe di 6-8 miliardi ma il governo è disposto a pagarlo. Ci sarà una risposta pro forma alla commissione europea che quindi aprirà la procedura di infrazione senza che ci sia alcuna vera negoziazione, eventuali sanzioni verrebbero probabilmente comminate a metà 2019. Per ora i mercati sembrano accettare questo equilibrio, vedremo se durerà.

    Il sentiero è stretto ma secondo me è percorribile, lo avevo già detto qualche tempo fa. Il rischio maggiore sarebbe che la crescita economica crollasse a zero e questo innescasse un ulteriore aumento di spread.

  3. #24863
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da NoSync Visualizza Messaggio
    Magari non ancora economico, ma il default morale è davvero vicino: L’Italia che rischia il no al divorzio ma non lo sa - Corriere.it
    Lo abbiamo passato da un pezzo...
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    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

  4. #24864
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Anche oggi lo spread è nel limbo che potrebbe consentire al governo di mantenere la recita della manovra espansiva in conflitto con le cattive autorità europee fino alle prossime elezioni europee (e forse anche politiche anticipate), il prezzo per i conti pubblici dei maggiori interessi sarebbe di 6-8 miliardi ma il governo è disposto a pagarlo. Ci sarà una risposta pro forma alla commissione europea che quindi aprirà la procedura di infrazione senza che ci sia alcuna vera negoziazione, eventuali sanzioni verrebbero probabilmente comminate a metà 2019. Per ora i mercati sembrano accettare questo equilibrio, vedremo se durerà.

    Il sentiero è stretto ma secondo me è percorribile, lo avevo già detto qualche tempo fa. Il rischio maggiore sarebbe che la crescita economica crollasse a zero e questo innescasse un ulteriore aumento di spread.
    Percorribile come una trazzera dell'Aspromonte: basta un ulteriore declassamento delle agenzie di rating e i nostri titoli diventano come i coriandoli di Carnevale.Tempo Carnevale...Vedo che il tuo momento-Brancaccio si dilunga,stavolta.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  5. #24865
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Percorribile come una trazzera dell'Aspromonte: basta un ulteriore declassamento delle agenzie di rating e i nostri titoli diventano come i coriandoli di Carnevale.Tempo Carnevale...Vedo che il tuo momento-Brancaccio si dilunga,stavolta.
    È un sentiero verso la loro salvezza politica e nient'altro, si fanno propaganda a spese degli italiani e la loro prospettiva è di qualche mese, al futuro non ci pensano proprio.
    Moody's ha detto il suo e non si è mosso niente, finché non arrivano tutte a junk non aspettatevi grandi cambiamenti. Il piano politicamente può reggere, almeno per ora, anche se economicamente è devastante.

  6. #24866
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Il piano politicamente può reggere, almeno per ora, anche se economicamente è devastante.
    Ah beh, allora va bene...
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  7. #24867
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    probabilmente tempo qualche anno e finiamo gambe all'aria.

  8. #24868
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Stavo facendo caso al fatto che in questo momento in borsa siamo sotto i valori di inizio 2017.
    E sicuramente prima è salita a lungo, forse in maniera esagerata, ma siamo a 18600 punti dopo i massimi a 24300 a inizio maggio. Siamo ad una correzione di poco inferiore al 25%, non esattamente uno scherzetto...
    Ma tanto è finanza, chissenefrega, giusto?
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  9. #24869
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Sono indeciso se sia più colpa dell'Euro o della Merkel. Probabilmente della Merkel anche se non scarterei l'ipotesi Soros...

    Il macigno delle baby pensioni: 7,5 miliardi, costano più di «quota 100» - Il Sole 24 ORE
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  10. #24870
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    E ce l'abbiamo fatta: spread Grecia-Italia sotto i 70 punti; 68.5 in questo momento.
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