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  1. #29921
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    SK Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Ma, in tutto ciò, che senso ha questa operazione? Risparmiare sulle livree o?





    Il marchio Alitalia per sfidare le low cost. Ita: "Incassano aiuti indebiti" - la Repubblica

  2. #29922
    Brezza tesa L'avatar di Gianni78ba
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    The labor market is in a state right now. You’ve probably heard of labor shortages, the “Great Migration,” ongoing negotiations between large corporations and their workers, and monthly jobless numbers. But what if high quit rates aren’t indicative of people staying home, rather… Americans seeking better employment opportunities? According to Forbes, the average pay for CEOs has increased 1,322% since 1978 — since the same year, the average workers’ pay has only increased 18%. Since the onset of the pandemic, workers have begun to value flexibility, benefits, health and safety, and compensation more than ever before. In an article by CBS about the “Great Migration,” the pandemic made workers question “What do I wanna do? What makes my heart sing? If not now, then when?”As quit rates crept upwards in the fall, could it be that workers sought a “Great Upgrade” in their careers rather than just a “Great Migration?” You could even call it a “value migration” — employees of value are leaving to employers that value them even more.An EPI Economist, Elise Gould, commented on November’s JOLTS data: “what’s often missing from that coverage is that workers who are quitting their jobs aren’t dropping out of the labor force, they are quitting to take other jobs.” December’s payrolls missed estimates by about 200,000 jobs, but we can’t forget — December’s unemployment rate actually fell month-over-month to 3.9%. Especially among workers in lower-paid sectors, there is a huge surge in the number of adults seeking higher-paid, more fulfilling employment opportunities. In the week ending January 15, 2022, filings for unemployment insurance rose to 286,000, about 27.1% above estimates. After all, despite the high unemployment figures and quits rates — the unemployment rate isn’t far from where it was in the pre-pandemic Trump era. It’s possible this rise in unemployment may manifest in a shift to new work opportunities for many Americans and for higher expectations for employers.



    Se aumenta il telelavoro, se cambiano i modi in cui la gente si diverte, le catene di produzione ecc., ci sarà sempre meno bisogno di chi faccia il lavoro pesante mentre aumenterà la competitività per il lavoro qualificato.
    In un modo o nell'altro vista così tante persone rimarrebbero tagliate fuori dal lavoro tradizionale.
    Da me più di un imprenditore si lamenta del reddito di cittadinanza che toglie la voglia di lavorare.
    Ma per me c'è anche un altro problema: dove prima bastava qualcuno a bassa qualificazione ora quel qualcuno viene sostituito da un pezzo meccanico e serve chi faccia funzionare quest'ultimo.
    In questo momento non ce ne accorgiamo tanto perchè è una fase di passaggio che rappresenta una specie di canto del cigno del vecchio sistema. Aumento delle cose da fare prima del reset.
    Me ne accorgo nel settore fiscale e amministrativo. Aumento di lavoro che prelude ad uno snellimento che butterà fuori un sacco di lavoratori o chiuderà le porte in entrata, appena anche le necessità di accondiscendenza politica a certe corporazioni del settore dovranno cedere il passo.

  3. #29923
    Uragano
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    Predefinito Re: Chi ha fatto chiudere la discussione sulle borse che gli spacco la faccia?

    Citazione Originariamente Scritto da verza81 Visualizza Messaggio
    Anno pesantissimo in arrivo...

    Nel mio piccolo, bollette arrivate con aumenti stratosferici.
    Sarà dura...

    I clienti calano del 40% e aumentano le spese: lievita la pausa pranzo

    Dopo il caro-tazzina, tocca alla pausa pranzo. Da 50 centesimi fino a 2 euro, gli aumenti sul pasto di mezzogiorno sono già realtà. Da inizio gennaio, in concomitanza con l’esplosione dei rincari di luce e gas, diversi ristoranti sono stati costretti a ritoccare al rialzo il menù. Una questione di sopravvivenza, in molti casi, specie in un periodo che per la ristorazione è a tutti gli effetti un lockdown mascherato, come sottolineano gli addetti ai lavori. Fare un giro in centro in tarda mattinata per credere: «C’è il deserto – conferma Benedetta Miniutti, di “Passami il sale” in piazza Castello – sono entrate tre persone, in un martedì “normale” a pranzo almeno una ventina ne abbiamo».Ma di normale - in questa seconda metà di gennaio segnata da contagi, preoccupazioni e incertezza – c’è gran poco. «Sta andando peggio dello scorso anno – sospira Miniutti – sia nei giorni lavorativi che nel weekend c’è pochissima gente, a Natale nessuno, ma dalla Befana è cominciata la discesa». Un calo verticale che il presidente della Fipe Confcommercio Gianluca Baratto stima in una perdita di oltre il 40% per i quattromila bar, trattorie, tavole calde, gelaterie, pasticcerie che compongono il variegato mondo della ristorazione berica. «Sono settimane difficili e temo che fino a febbraio la situazione non migliorerà», osserva. «Dopo un dicembre di “on-off”, con eventi aziendali, cene e pranzi cancellati dalla sera alla mattina, ci ritroviamo ora con locali vuoti perché moltissima gente è a casa positiva, come il personale di sala e cucina – sottolinea Baratto – spesso converrebbe tenere chiuso, ma chi può cerca di resistere e scavallare gennaio». A complicare un quadro già precario ci si mette il balzo dell’energia, con le ripercussioni – inevitabili – sulle tariffe.«Solo per il riscaldamento siamo passati da 600 a 900 euro al mese, che per un’attività come la nostra è tantissimo – assicura Miniutti – stiamo cercando di tenere fermi sui prodotti, il caffè per ora resta a 1,10 euro, il coperto a 1,40, ma abbiamo alzato leggermente i prezzi del venerdì e del sabato, scegliendo di far pagare 50 centesimi in più la pasta fatta in casa – che passa a 6,50 euro - mentre quella acquistata rimane a 6».Farina, carne e vegetali costano già notevolmente di più, come rileva Luca Semenzato, titolare del “Company” in strada Padana superiore verso Padova. «Tutto è aumentato, dal caffè alle bollette ed è stato necessario anche rivedere il listino», spiega. Da inizio gennaio nel suo locale le pause pranzo tradizionali – primo, secondo, contorno, acqua, caffè – sono passate da 12 a 14 euro. Un saltello di due euro «necessario, per me come per tanti colleghi» e di cui per ora la clientela non si è lamentata: «Chi viene da noi ha capito, purtroppo i rincari ci sono per tutti», ricorda Semenzato. Anche nel suo ristorante, dopo la chiusura durante le festività, la diminuzione di presenze e dunque di affari si aggira sul 30%, «rispetto ad un gennaio pre pandemia». «Le tavolate ormai non esistono più, prima avevamo comitive da venti- trenta persone, ora se arrivano gruppetti di otto è già un sogno», scuote la testa Semenzato. Che però guarda anche al bicchiere mezzo pieno: «Un anno fa potevamo lavorare solo come mensa aziendale, tutto sommato adesso possiamo stare aperti, anche se viaggiamo davvero con il freno a mano tirato», ribadisce.E il rischio di chiusure, come già se ne segnalano da un capo all’altro della provincia, incombe: «Chi è giovane e ha strutture solide magari tiene duro – conclude il presidente Fipe Baratto - ma tante realtà storiche potrebbero non sopravvivere a questi due anni che hanno ridotto allo stremo l’intero settore».
    Qui a Roma comunque, tutti questi rincari non lo ho ancora visti, qualche ecercizio ha alzato un po' i prezzi, però il caffè a 1,50 non lo ho ancora visto.
    Ieri a un bar cappuccino a 1,50, ma stavo pure in zona Parioli, zone tra le più ricche di Roma.
    Detto ciò, tutte le attività sono o saranno costrette ad alzare leggermente i prezzi.
    L'energia fa più del lockdown

  4. #29924
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Il costo dell'energia è un problema enorme. Tocca per forza affrontarlo. Ieri sera arrivata bolletta, raddoppio secco a parità di consumi rispetto a pochissimi mesi fa. E per fortuna non ho il gas...

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  5. #29925
    Vento forte L'avatar di verza81
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Luce e gas raddoppiate
    Benzina sempre più su
    Alimentari sempre più alti

    Sarà un 2022 durissimo


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  6. #29926
    Brezza tesa L'avatar di Cristian_Marchi
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Danirimini Visualizza Messaggio
    Il costo dell'energia è un problema enorme. Tocca per forza affrontarlo. Ieri sera arrivata bolletta, raddoppio secco a parità di consumi rispetto a pochissimi mesi fa. E per fortuna non ho il gas...

    Inviato dal mio COL-L29 utilizzando Tapatalk
    Quali riscaldamenti usi a casa? Magari oggi conviene usare l'elettricità rispetto al gas.
    Comunque concordo con verza81, un 2022 durissimo e diesel che è arrivato ormai a 1.6
    E ovviamente rispetto agli anni 2012-2013-2014 non ti salvi nemmeno prendendo una macchina a metano perché in quel periodo (nonostante i prezzi della benzina e diesel molto alti) costava intorno a un euro al kg
    Il peggiore inverno che abbia mai visto?
    Il 2006/2007!!!

  7. #29927
    Uragano L'avatar di FunMBnel
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    E dov'è il problema? Basta stampare moneta.
    Ah no...
    Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

  8. #29928
    Uragano L'avatar di FunMBnel
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Gianni78ba Visualizza Messaggio
    Se aumenta il telelavoro, se cambiano i modi in cui la gente si diverte, le catene di produzione ecc., ci sarà sempre meno bisogno di chi faccia il lavoro pesante mentre aumenterà la competitività per il lavoro qualificato.
    In un modo o nell'altro vista così tante persone rimarrebbero tagliate fuori dal lavoro tradizionale.
    Il sottolineato non l'ho mica capito... Non è che l'esigenza "di lavoro pesante" dipende dalla modalità di fruizione del lavoro stesso.
    Voglio dire... Se c'è bisogno di un tornitore non è che il bisogno cade perchè qualcuno può lavorare da casa: anche potessi spostare il tornio industriale in garage la necessità di quel lavoro rimarrebbe.
    Citazione Originariamente Scritto da Gianni78ba Visualizza Messaggio
    Da me più di un imprenditore si lamenta del reddito di cittadinanza che toglie la voglia di lavorare.
    Questo invece diventa vero nel momento in cui il sussidio è spoporzionatamente alto da una parte ed ha aliquote marginali del 100% dall'altra. Se n'è già discusso in altri contesti: quando una roba è fatta male è fatta male e i risultati negativi seguono di conseguenza.
    Citazione Originariamente Scritto da Gianni78ba Visualizza Messaggio
    Ma per me c'è anche un altro problema: dove prima bastava qualcuno a bassa qualificazione ora quel qualcuno viene sostituito da un pezzo meccanico e serve chi faccia funzionare quest'ultimo.
    Qui si apre invece un discorso molto più complicato che ha a che fare per esempio con la robotica o l'AI e gli skill necessari (e non si parla solo di titolo di studio, ma di qualcosa di più profondo) per entrare in quel mondo.
    Ci sono studi che mostrano che l'accesso a quel tipo di impiego è riservato a gente che abbia qualifiche e doti molto elevate, cosa che per esempio era "meno necessaria" quando si è passati "dalla zappa a guidare il trattore".
    E' uno dei motivi per cui ci sono vari scettici sul fatto che "rivoluzione robotica" avrà effetti analoghi sull'occupazione di quelli avuti dalla precedente rivoluzione industriale. Non ho posizione in materia perchè non dispongo di strumenti adeguati per valutare (leggasi sono ignorante in materia ).
    Citazione Originariamente Scritto da Gianni78ba Visualizza Messaggio
    Me ne accorgo nel settore fiscale e amministrativo. Aumento di lavoro che prelude ad uno snellimento che butterà fuori un sacco di lavoratori o chiuderà le porte in entrata, appena anche le necessità di accondiscendenza politica a certe corporazioni del settore dovranno cedere il passo.
    Cioè nel caso italiano nel 4500 D.C...
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  9. #29929
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Danirimini Visualizza Messaggio
    Il costo dell'energia è un problema enorme. Tocca per forza affrontarlo. Ieri sera arrivata bolletta, raddoppio secco a parità di consumi rispetto a pochissimi mesi fa. E per fortuna non ho il gas...
    Chi invece ce l'ha ha potuto constatare che se il 1° luglio il costo della materia prima in bolletta era circa 0.37 E/mc il 1° dicembre era 1 E/mc.
    E' vero che le accise varie sono una quota fissa, ma non ci vuole molto a stimare il costo della bolletta a parità di consumo...
    Fortuna che l'impianto ibrido aiuta ad abbattere il consumo di gas.
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  10. #29930
    Uragano L'avatar di FunMBnel
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Cristian_Marchi Visualizza Messaggio
    Quali riscaldamenti usi a casa? Magari oggi conviene usare l'elettricità rispetto al gas.
    Comunque concordo con verza81, un 2022 durissimo e diesel che è arrivato ormai a 1.6
    E ovviamente rispetto agli anni 2012-2013-2014 non ti salvi nemmeno prendendo una macchina a metano perché in quel periodo (nonostante i prezzi della benzina e diesel molto alti) costava intorno a un euro al kg
    Con tutto il rispetto, machissenefrega del diesel: l'aumento dei carburanti tradizionali pur seguento ovviamente la curva del prezzo del petrolio è stato "ridicolo".
    Dillo a uno che ha comprato un po' di tempo fa l'auto a metano per risparmiare e oggi si trova un costo "alla pompa" di oltre 2 Euro al kg. Per uno che viaggia a gasolio rispetto a un anno fa significherebbe pagarlo più o meno 3 Euro al litro...

    Peraltro in questa fase questo "piccolo problema" del costo del pieno lo stanno sperimentando anche i possessori di veicoli elettrici.
    E si sa che fine fa un mercato nel momento in cui diventa economicamente sconveniente (alla faccia della transizione ecologica).
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