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  1. #61
    Tempesta violenta
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Devo dire che anche nella Capitale il dialetto è cambiato, tra i giovani si parla perlopiù un italiano romanizzato

  2. #62
    Vento forte L'avatar di Dave
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Una volta una mia amica pugliese (Taranto) ha conosciuto dei milanesi, quando l'hanno sentita parlare le hanno chiesto se fosse di Torino. Cosi' per dire

  3. #63
    Vento forte L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    comunque dovreste sentire il dialetto noneso

    qui ogni valle ha un suo dialetto, bene o male però son simili, ma quello della val di non è totalmente diverso, e chi non ne è infarinato non potrà mai capirlo.
    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  4. #64
    Vento forte L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da leonex Visualizza Messaggio
    Ormai vive da più di 20 anni fuori casa, in giro tra Parma e Torino. Giocoforza succede di prendere l'inflessione predominante del luogo in cui si vive. E poi deve fare il figo Gigi, non può permettersi di aver la cadenza toscana a Torino.
    Leonex guarda che i carrarini hanno davvero un accento diverso dai toscani che li ingloba nei dialetti di transizione verso il nord più che verso il centro.
    Nulla di strano,succede in tutte le aree linguistiche e o dialettali di confine.

  5. #65
    Vento forte L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Tutto si spiega con le "macro aree dialettali":
    Quella padana galloitalica ( con le parziali eccezioni di Veneto e Liguria),
    Quella toscana,
    Quella umbro sabina laziale
    Quella dell'Alto mezzogiorno
    Quella "siciliana" che arriva fino a metà Calabria e prende anche il Salento.
    All'interno di ogni macroarea,ci sono mille varianti,ma sempre accomunate da una matrice comune di origine molto antica.
    Tra le varie macro aree,sui confini tra queste,ci sono delle "zone cuscinetto",terra di nessuno,ove in pochissimi chilometri si miscelano,in dissolvenza incrociata,i dialetti delle due macro aree poste a confine.
    Succede così che paesi molto vicini abbiano dialetti diversissimi e riconducibili ad aree linguistiche opposte e non come semplici varianti di una stessa famiglia di dialetti.
    Capita così che a Carrara si parli con un accento emiliano sebbene a pochi chilometri inizi l'accento toscano

  6. #66
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    comunque dovreste sentire il dialetto noneso

    qui ogni valle ha un suo dialetto, bene o male però son simili, ma quello della val di non è totalmente diverso, e chi non ne è infarinato non potrà mai capirlo.
    All'università avevo un amico di Cles, confermo che è una pronuncia stranissima :D

  7. #67
    Vento forte L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da simo89 Visualizza Messaggio
    All'università avevo un amico di Cles, confermo che è una pronuncia stranissima :D
    ti ha mai detto questa frase?:

    i già ligià le giambe al gial col spaç dele lugiange

    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  8. #68
    Uragano L'avatar di Lou_Vall
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Dave Visualizza Messaggio
    Una volta una mia amica pugliese (Taranto) ha conosciuto dei milanesi, quando l'hanno sentita parlare le hanno chiesto se fosse di Torino. Cosi' per dire
    Ci credo! L'accento torinese odierno è un accento sicuramente meridionale
    Matìn de prìmo passàt a-pensar pantai,paratge e libertàd!

  9. #69
    Uragano
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da original pio Visualizza Messaggio
    ....per me e' sempre stata una zona di grande fascino,crocevia tra mondo laziale e campano,ma dove e' in realta' il confine culturale e linguistico? ho letto da piu' parti che ampie porzioni di territorio laziale in realta' apparterrebbero per cultura alla campania,chiedo conferma dai forumisti che abitano in zona.Leggo da alcune carte che Frosinone citta' ,ad esempio e' sul confine linguistico tra il laziale e il cosiddetto "campanino"(spero non sia un termine dispregiativo,l'ho trovato sul web),insomma una provincia con 2 dialetti?....la terra del lavoro e' in buona parte casertana,ma nella parte nord ,laziale...corrisponde a verita' che Priverno e' l'ultimo paese che linguisticamente e' legato alla campania? questi confini linguistici,sono cosi netti da poter dire che si passa in pochi km dalla parlata laziale a quella campana?...e se si,e' forse dovuto al fatto che il confine del regno di napoli e' rimasto immutato per moltissimo tempo,non permettendo alle popolazioni di confine di contaminarsi culturalmente a vicenda?...oggi questo confine linguistico,rappresenta un problema,ci sono paesi di latina o del frusinate che soffrono la collocazione politica e vorrebbero far parte della regione campania?
    Terracina era il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie.Diciamo anche che la zona di Cassino era parte della provincia di Caserta,che fino alla sua abrogazione(decisa da Mussolini)era estremamente estesa,paragonabile a quella di Cuneo...
    La costa sudpontina ugualmente apparteneva alla provincia casertana.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

  10. #70
    Uragano
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    Predefinito Re: quel confine tra lazio e campania....

    Citazione Originariamente Scritto da Emanuele da Alatri ( FR ) Visualizza Messaggio
    La questione è decisamente complicata. Linguisticamente parlando, soprattutto in provincia di Frosinone vi è una graduale transizione da parlare mediane a parlate campane, ma comunque anche quelle più vicine al napoletano hanno alcuni tratti mediani e anche quelle più vicine ai dialetti sabini hanno tratti meridionali. Personalmente posso dire che dove vivo io, in prossimità di Frosinone e del confine linguistico, la popolazione non sente affinità con la Campania, ma nella parlata vi sono tratti meridionali evidenti, primo tra tutti la finale muta. A Frosinone poi compare anche a tratti la metafonesi sannita, tipica del napoletano, ma vale lo stesso discorso in termini di appartenenza culturale. Direi che l'ex confine pontificio possa essere considerato ancora valido in questi termini. A Cassino (meno nel sorano, ma anche lì) è invece fortemente sentita ancora oggi l'appartenenza culturale alla Campania.
    Cassino da sempre rientra nell'orbita dell'alto casertano...ma la provincia di Caserta,nella sua prima versione,che durò dall'unità d'Italia agli anni 20' del secolo scorso,era molto estesa anche verso nordest,in quanto arrivava fino a Venafro e non solo verso il nordovest.
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
    http://picturepush.com/public/2198351

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