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  1. #1
    Vento moderato L'avatar di Gianni78ba
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    Predefinito La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Geolier filtra, mescola e canta il pensiero e l’immaginario che allaga la sua periferia. Griffes, abiti, pistole, sentimenti, consumismo, luoghi. Tutto è inghiottito dalla corrente.

    Geolier non prende posizione: lascia sgorgare il flusso. Accostando parole con maestria, provocando immagini, sensazioni. Il suo vantaggio è possedere una lingua indigena/endogena nella quale tutto può essere impastato.

    Detto questo, perché le sue storie, ovvero le sue canzoni, piacciono a tanti, anche a ragazzi e a ragazze che di quella Periferia non fanno parte e che non parlano il napoletano?

    Non c’è una risposta unica, ma possiamo immaginare che quelle ragazze e quei ragazzi sentono che il napoletano di Geolier sia un luogo in cui accadono cose. Pur non capendo tutto, parola per parola.

    Un po’, forse, come accadeva a noi boomer quando ascoltavamo le canzoni di Dylan, dei Dire Straits, di Springsteen, senza avere a disposizione il testo in inglese. Ci lasciavamo andare a qualcosa che sentivamo buono per noi, in quei song c’era qualcosa di forte che accadeva.

    Ragazzi e ragazze di Milano e Sesto San Giovanni amano la voce sommessa e ritmata di Geolier che racconta frammenti di vita. Un po’ capiscono, un po’ ci mettono del loro. In fin dei conti, ogni buon narratore lascia che gli altri completino la storia. L’importante è che il materiale di partenza sia di prima mano. Quello di Geolier lo è.


    Vecchioni: Roberto Vecchioni difende Geolier. Il "professore", nel corso della trasmissione "In altre parole" condotta da Massimo Gramellini su La7, ha parlato del rapper classificatosi secondo a Sanremo 2024, spazzando via le polemiche che lo hanno travolto nel corso del Festival. «Innanzitutto Geolier ha cantato una canzone non semplice - ha detto Vecchioni -. Se qualcuno ha capito il testo, lì si tratta di “ognuno va per la sua strada perchè pur amandoci non ci capiamo”, e non è un tema proprio facile, è un tema importante, sono cose notevoli».

    Geolier in cattedra? La canzone napoletana ha sempre fatto scuola - la Repubblica..

    Salvini contro Geolier: "Cocaina e alcol nei testi, e me***"


    Nn ho capito se debba preoccuparmi se un giorno dovessi scoprire i miei figli a cantarne le canzoni od essere felice perchè è come quando 50 anni fa si ascoltava bob dylan
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  2. #2
    Vento forte L'avatar di Tarcii
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Allora, premesso che lo ascolto solo per qualche featuring che ha fatto con altri artisti, me lo ha fatto scoprire un mio amico di origini partenopee. Geolier è in sostanza un rapper che canta in napoletano, principalmente. Punto, nulla di troppo serio su cui fare esagerate elucubrazioni, se ne leggono già troppi che cercano di fare analisi del testo alle canzoni, magari impropriamente.

    E comunque, in generale i testi dei rapper non so quanto possano essere presi troppo sul serio, ricordo un'intervista in cui Ernia si riferiva al fatto che lo chiamassero "poeta" (e francamente con un testo come quello di "Neve" ci può stare), mentre nel singolo "Lewandowski IV" se ne era uscito con la frase "io non li fo**o, gli metto pure le pa**e nel cu*o". La cosa fece abbastanza ridere, sia lui che il presentatore.
    Tu mi dici, "Ti guardi? Sbagli a paragonarti"

  3. #3
    Vento moderato L'avatar di Gianni78ba
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Citazione Originariamente Scritto da Tarcii Visualizza Messaggio
    Allora, premesso che lo ascolto solo per qualche featuring che ha fatto con altri artisti, me lo ha fatto scoprire un mio amico di origini partenopee. Geolier è in sostanza un rapper che canta in napoletano, principalmente. Punto, nulla di troppo serio su cui fare esagerate elucubrazioni, se ne leggono già troppi che cercano di fare analisi del testo alle canzoni, magari impropriamente.

    E comunque, in generale i testi dei rapper non so quanto possano essere presi troppo sul serio, ricordo un'intervista in cui Ernia si riferiva al fatto che lo chiamassero "poeta" (e francamente con un testo come quello di "Neve" ci può stare), mentre nel singolo "Lewandowski IV" se ne era uscito con la frase "io non li fo**o, gli metto pure le pa**e nel cu*o". La cosa fece abbastanza ridere, sia lui che il presentatore.
    Ammetto che anche quando hanno dato il nobel a Bob Dylan a me è venuto da ridere.
    Non voglio paragonare i due ma evidenziare la tendenza ad estremizzare tutto
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  4. #4
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Perché lui, come molti altri, raccontano un mondo che noi più grandi non conosciamo.
    Un mondo a cui i digital Boys tendono e che dà risposte e "coccola" questa nuova generazione che è cresciuta con pochissimi riferimenti familiari ( i genitori o lavorano o si fanno i c***i propri).
    Raccontano di un mondo di "cose della vita" nei contesti urbano fatti di quel degrado e trasgressione che è sempre stato ammiccante anche per noi.
    Purtroppo, e lo vedo qui da me, racconta di quello che oggi i ragazzi fanno con regolarità: bere, droghe ( più o meno pesanti), risse.
    Ovviamente in tutti i contesti si rimodula ma di fondo racconta di una generazione che non conosciamo poiché chi avrebbe dovuto insegnare ( noi genitori) non l'ha fatto.
    E comunque racconta solo il disagio sociale che c'è oggi e quello che sono loro oggi come lo facevano i cantanti alla nostra età.
    Noi cantavamo "50 special"o "sei un mito" loro quello che sono oggi loro.
    E soprattutto quello che noi oggi non capiamo perché la nostra generazione di genitori ( me compreso) gli ha accontentati e non educati.....

    P.s.: la canzone del festival è anche bellina
    Se i giovani sapessero, se i vecchi potessero!!!

  5. #5
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Non apprezzando in generale il tipo di musica che fa Geolier mi sono comunque incuriosito e ho letto i testi di alcune sue canzoni, non ne diventerò mai un estimatore, ma devo dire che è molto bravo:
    1. la metrica, pur condizionata dal tipo di declamazione del rap è molto ben costruita e per nulla banale, sfruttando più le assonanze che le rime (in questo magari è aiutato dal fatto di scrivere e cantare in napoletano);
    2. sa sfruttare gli stereotipi in modo molto intelligente, creando immagini incisive, a volte perfino "poetiche" di un certo tipo di realtà;
    3. sa comunque essere originale nell'accostare queste immagini e spesso lo fa in modo spiazzante.

    Praticamente fa tutto quello che il 99,999% che rapper, trapper e affini non fanno o non sanno fare, quindi non sono stupito del fatto che sia piaciuto così tanto a livello nazionale, nonostante la "barriera linguistica", che comunque non è insuperabile e qualcosa passa anche di primo acchito senza doversi mettere a tradurre...

  6. #6
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Citazione Originariamente Scritto da Porano444 Visualizza Messaggio
    Perché lui, come molti altri, raccontano un mondo che noi più grandi non conosciamo.
    Un mondo a cui i digital Boys tendono e che dà risposte e "coccola" questa nuova generazione che è cresciuta con pochissimi riferimenti familiari ( i genitori o lavorano o si fanno i c***i propri).
    Raccontano di un mondo di "cose della vita" nei contesti urbano fatti di quel degrado e trasgressione che è sempre stato ammiccante anche per noi.
    Purtroppo, e lo vedo qui da me, racconta di quello che oggi i ragazzi fanno con regolarità: bere, droghe ( più o meno pesanti), risse.
    Ovviamente in tutti i contesti si rimodula ma di fondo racconta di una generazione che non conosciamo poiché chi avrebbe dovuto insegnare ( noi genitori) non l'ha fatto.
    E comunque racconta solo il disagio sociale che c'è oggi e quello che sono loro oggi come lo facevano i cantanti alla nostra età.
    Noi cantavamo "50 special"o "sei un mito" loro quello che sono oggi loro.
    E soprattutto quello che noi oggi non capiamo perché la nostra generazione di genitori ( me compreso) gli ha accontentati e non educati.....

    P.s.: la canzone del festival è anche bellina
    Se faccio riferimento alla mia generazione il contesto generale non è poi così diverso,eccezion fatta per la mancanza ,eccettuate certe nicchie,dell'ideologia politica che permeava ogni aspetto della cultura giovanile ed era essa stessa occasione di violenza.Per il resto degrado di certi contesti urbani,droghe pesanti diffuse capillarmente(più pesanti in media di quella che van di moda oggi,ho visto amici e conoscenti ridotti a larve umane,oltre che morire,a causa dell'eroina,per non parlare di tutti i problemi sociali che il suo uso si portava dietro,dato l'elevatissimo costo,come prostituzione,spaccio per garantirsi il consumo,furti,rapine ecc.).
    Tornando a tema,i testi dei rapper odierni sono infaarciti spesso di parolacce o immagini violente,certamente di fondo c'è l'espressione del disagio giovanile,il fatto è che volendo risultare trasgressivi finiscono per essere conformisti dato il livello medio di violenza(verbale e non)che permea la società e al quale ormai siamo assuefatti.
    Dal punto di vista artistico generalmente non amo il rap,certamente è anche una questione generazionale,(ma il rap è nato comunque negli anni 70, e in italia è stato portato tra i primi da jovanotti,a modo suo naturalmente,già negli anni 80),ma comunque ci sono diversi pezzi che mi piacciono abbastanza,e quello di geolier è tra questi,pur non capendo praticamente una mazza del testo.
    Io sono però un caso un pò a parte,nonostante l'età che ho la musica mi piace tutta,dai canti gregoriani passando per la musica barocca romantica operistica fino al 900 e poi su swing jazz blues rock in tutte le salse cantautoriale leggera disco tecno e fino al rap,che al giorno d'oggi ho notato almeno in quello nostrano che ha riassorbito un pò di melodico,voglio dire che i pezzi italiani che vanno in radio(poi per altri di nicchi sarà altra storia,che io non conosco)hanno poco in comune col piglio duro e puro del rap americano che conoscevo.
    Onore a tutti i fratelli caduti nella lotta contro il potere e l'oppressione.

    "nel fango affonda lo stivale dei maiali..."

  7. #7
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Ma che si sia sempre raccontato il disagio giovanile è indubbio.
    Il problema è che, parlando da genitore di un ragazzo di 17 anni, che il disagio oggi è "vuoto".
    Vuoto perchè i ragazzi non hanno riferimenti (neanche politici)
    Se i giovani sapessero, se i vecchi potessero!!!

  8. #8
    Uragano L'avatar di Friedrich 91
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Citazione Originariamente Scritto da Porano444 Visualizza Messaggio
    Perché lui, come molti altri, raccontano un mondo che noi più grandi non conosciamo.
    Un mondo a cui i digital Boys tendono e che dà risposte e "coccola" questa nuova generazione che è cresciuta con pochissimi riferimenti familiari ( i genitori o lavorano o si fanno i c***i propri).
    Raccontano di un mondo di "cose della vita" nei contesti urbano fatti di quel degrado e trasgressione che è sempre stato ammiccante anche per noi.
    Purtroppo, e lo vedo qui da me, racconta di quello che oggi i ragazzi fanno con regolarità: bere, droghe ( più o meno pesanti), risse.
    Ovviamente in tutti i contesti si rimodula ma di fondo racconta di una generazione che non conosciamo poiché chi avrebbe dovuto insegnare ( noi genitori) non l'ha fatto.
    E comunque racconta solo il disagio sociale che c'è oggi e quello che sono loro oggi come lo facevano i cantanti alla nostra età.
    Noi cantavamo "50 special"o "sei un mito" loro quello che sono oggi loro.
    E soprattutto quello che noi oggi non capiamo perché la nostra generazione di genitori ( me compreso) gli ha accontentati e non educati.....

    P.s.: la canzone del festival è anche bellina
    Io sono un fan degli anni '80 e '90 a livello musicale pur non avendoli vissuti per davvero (anni '90 un pochino si ma solo la fine ), a mio avviso la qualità musicale di quel periodo è totalmente di un altro pianeta rispetto agli abomini diffusi che vedo oggi.

    Però, ecco, che le droghe anche pesanti circolino adesso più di allora, ho diversi sospetti. L'eroina e la cocaina, così come l'alcolismo, purtroppo giravano parecchio anche all'epoca, altrochè, e proprio il Max Pezzali che hai citato in fondo ha dedicato più di un pezzo a questa triste tematica.
    «L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono» (Giuseppe Prezzolini, 1921)

  9. #9
    Vento forte L'avatar di galinsog@
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Io sono un fan degli anni '80 e '90 a livello musicale pur non avendoli vissuti per davvero (anni '90 un pochino si ma solo la fine ), a mio avviso la qualità musicale di quel periodo è totalmente di un altro pianeta rispetto agli abomini diffusi che vedo oggi.



    Però, ecco, che le droghe anche pesanti circolino adesso più di allora, ho diversi sospetti. L'eroina e la cocaina, così come l'alcolismo, purtroppo giravano parecchio anche all'epoca, altrochè, e proprio il Max Pezzali che hai citato in fondo ha dedicato più di un pezzo a questa triste tematica.
    Ho compiuto 6 anni nell'80, 16 nel '90 e 26 nel 2000 e gli effetti sociali delle droghe pesanti, se parliamo soprattutto di eroina, li vedevi molto più allora di oggi, ho avuto due compagni di classe delle medie che sono morti (uno direttamente, l'altro indirettamente) perché consumatori abituali di eroina e questa era ed è una realtà tranquillissima.

    Negli anni '80 l'eroina era un fenomeno che dilagava ovunque, nel senso che c'erano eroinomani nelle grandi città come nei piccoli centri, non c'era nemmeno una distinzione sociale, consumo e dipendenza erano diffusi tanto in realtà urbane degradate quanto nei quartieri benestanti, tanto nei centri maggiori quanto nei piccoli comuni. C'erano paesi con 500 o 1000 abitanti che avevano il loro "drogato" che, lo dico con amara ironia, era una specie di istituzione locale quasi alla stregua del sindaco, del "medico condotto" o del farmacista. Le uniche differenze legate al "censo" erano relative all'accesso ai percorsi di disintossicazione (specie quelli per gli eroinomani) nel senso che se eri benestante forse avevi qualche probabilità in più (magari dopo n. tentativi) di uscire da quel tipo di "circuito" mentre se provenivi da una realtà più povera, anche culturalmente, avevi meno chances di farcela.


    I primi anni '90 sono stati poi il periodo di emersione delle meta-anfetamine, a partire dall'MDMA (ma allora si parlava sempre e solo di "Ecstasy" a prescindere dalla molecola) per cui nella vulgata dei "boomer" (o degli "equipollenti" di allora) pareva che gli adolescenti frequentassero le discoteche solo per calarsi pasticche e c'era perfino chi proponeva di chiuderle... o delle forme di "coprifuoco" da imporre ai minorenni.

    Io però ho anche il sospetto che molta della visibilità di allora dipendesse dal diverso tipo di fruizione (per certi aspetti più "sociale", nel senso che gli eroinomani spesso vivevano forme di aggregazione comunitarie, che erano in parte effetto di auto-emarginazione, ma in parte erano anche ereditate da modelli aggregativi giovanili tipici degli anni '60-'70. Oggi si sovrappongono l'elevata circolazione delle droghe pesanti di tipo "tradizionale" (cocaina, eroina), l'abuso di psicofarmaci (a partire dalle benzodiazepine) favorito da estese reti di commercio illegali o paralegali, le metanfetamine e gli altri stimolanti, che vengono assunti in un ambito di fruizione che spesso è più individuale che sociale... e poi sono tutte sostanze che hanno effetti diversi sulla psiche delle persone che le assumono, per cui a un sostanze psicotrope diverse, che danno effetti clinici diversi, devi sommare gli effetti di un cambiamento nelle modalità con cui si fruiscono queste sostanze e l'evoluzione e la diversificazione del mercato, ad esempio il fatto che le traduzionali droghe pesanti oggi costino meno di allora, cosa che comporta a sua volta un impatto criminogeno non inferiore ma certamente diverso: la figura del "drogato" che commette piccoli o medi reati contro il patrimonio per comprarsi la dose non proprio del tutto è sparita ma si è quantitativamente molto ridimensionata rispetto ad allora. Anche se ero ragazzino ricordo bene come, 35 o 40 anni fa, le cronache delle edizioni locali dei giornali e le conversazione da bar fossero piene di scippi, rapine con siringhe usate come arma impropria, furti di autoradio, furti in appartamento, negozietti scassinati da "tossici", oggi di fatti così non se ne legge e soprattutto non se ne sente quasi più parlare.
    Ultima modifica di galinsog@; 22/02/2024 alle 11:13

  10. #10
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    Predefinito Re: La veritÃ*, vi prego su Geolier

    E comunque spero che ci sia qualche altro "giovane" del forum a darvi qualche informazione, personalmente mi sono avvicinato al rap solo ascoltando Ernia, Marracash, Rkomi, ecc..., ma giusto dal 2018 circa, forse perché un po' mi sentivo capito in certi più emotivi, tanto che ne ho messo una citazione nella firma.

    Non è che mi abbiano troppo attirato certe canzoni trap, anche perché dallo storytelling si rischia di finire nell'omologazione, davvero, certi temi nei testi ci finiscono solo per moda.

    Piccola curiosità sulle droghe: nella musica trap è spesso citata la codeina, comunque, non proprio una droga pesante nel senso stretto del termine.
    Tu mi dici, "Ti guardi? Sbagli a paragonarti"

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