Finiremo come il Belgio, che sta per attuare la secessione?
Questa è la domanda che mi pongo sempre più spesso, di fronte alle immagini televisive che mostrano impietosamente l'immondizia che sommerge Napoli, le notizie sul pizzo pagato anche in Germania da molti esercizi commerciali, l'arresto della moglie di Mastella, anch'egli indagato(che peraltro aveva già rimosso da Catanzaro il pm De Magistris reo di aprire inchieste su di lui).
Insomma: il declino dell'Italia, in atto già da molti anni, inizia dal nostro meridione e si allarga a tutto il paese.
Aveva forse ragione Cazzullo nel suo libro "Oulet Italia"?
Diceva forse la verità Giorgio Bocca quando scrisse "Napoli siamo noi"?
Affermava cose sacrosante forse Alfio Caruso, catanese, quando pubblicò"Perchè non possiamo non dirci mafiosi", e, decenni prima, Sciascia che preconizzava che i mali della Sicilia sarebbero diventati i mali dell'Italia?
Ho spesso difeso il sud, depauperato dall'unità d'Italia che trasferì le industrie al Nord e cercò di avere connivenze con la malavita a scopi elettorali. Ma il senso di scoramento, adesso, è grande.
Napoli affoga nell'immondizia. Bari è ostaggio della criminalità. Cuffaro, condannato per reati connessi alla mafia, non si dimette. Il comune di Catania è alla bancarotta. Messina non ha nuovamente un sindaco. E gli unici esempi positivi arrivano da Reggio Calabria, ben amministrata da quindici anni; da Lecce, fiorente culturalmente ed economicamente; e da Salerno, da dove Napoli sembra davvero lontanissima.
Ma sospetto che le colpe-o i meriti- non siano solo degli amministratori, ma anche di noi tutti.
Non basta la lotta sacrosanta contro il pizzo per far rinascere il sud che da secoli non decolla.
Non basta qualche centro storico ristrutturato.
Non basta un senso civico di poco accresciuto.
Al Nord le cose funzionano, c'è prosperità, ricchezza. Anche lì ruberie oscene, anche lì malaffare, anche lì qualche inefficienza. Ma nulla di paragonabile al nostro sud, che negli anni '60, con l'emigrazione al Nord, fece sviluppare l'economia italiana, e ora, quasi per contrappasso, sta affossando l'immagine del Paese nel mondo.
Continuare ad amare questa terra?
Spero ancora di poterlo fare.
Si profila l'incubo della secessione?
Chi lo sa.
Intanto, le immagini di Napoli coperta dalla monnezza, dei ristoranti italo-tedeschi nel mirino della ndrangheta, di un ministro della giustizia indagato fanno il giro del mondo.
Non basta il sole, non basta il mare per amare una terra sempre più alla deriva, che alla deriva sta portando tutto il Paese.