
Originariamente Scritto da
Lorenzo Catania
Sotto altri punti di vista sono abbastanza fortunato, o comunque nella media; come ho già detto è vero, c'è chi sta anche peggio di me, .... ma sinceramente non mi interessa di fare una gara a chi vuole frustarsi con il giunco più robusto. Non mi lamento mai per le altre cose, ma su questo argomento sono abbastanza noioso.
Ahime, il mio carattere mi impone di mettere al primo posto della scala delle priorità - assieme alla salute - la sfera degli affetti, e mi rendo conto che per tante persone sia difficile capirmi, sia più facile pensare che me la meno tanto, magari per attirare l'attenzione o chissà con quale speranza di protagonismo. Ma rispondo sempre che è in effetti impossibile immedesimarsi in una situazione come la mia se non la si è vissuta in prima persona, come d'altra parte accade per altri motivi a chissà quante altre persone.
Il primo bacio per me è arrivato a 20 anni, il primo rapporto (uno dei pochi) a 24, e poi? ... Poco altro. E nelle relazioni (3, brevissime) che ho intrattenuto non è MAI arrivato un momento di intimità vero e proprio, il tempo delle "coccole", non sono MAI arrivato a poter pensare a qualche progetto a medio o addirittura a lungo termine con chi pensavo di poter avere accanto più a lungo. E non riesco ad avere prospettive lungimiranti al momento, perché il mio pensiero va sempre lì; lo vedo come un treno che sta passando, a velocità moderata, al quale io devo cercare di aggrapparmi in qualche modo, perché stanno per passare gli ultimi vagoni per prendere i posti a sedere. Ma di appigli non ce ne sono; forse sono tutti sull'altro fianco del treno e non
li vedo perché io mi trovo sotto la pensilina sbagliata, forse non ci sono proprio, e mi sto illudendo di vederli spuntare dietro ad una fila di finestrini ... fatto sta che sono sempre lì alla ricerca di qualcosa.
Le ragazze non mi passano sotto il naso, lo so bene, guai se non avessi imparato in 20 anni di musate. Ma per qualche motivo non riesco ad andare oltre una chiacchierata di 5 minuti ogni tanto; se supero questo limite il tutto scompare al volo, come se ad intervalli regolari emettessi un fetore di fogna di Calcutta dalle ascelle.
E' questo che non mi spiego, che mi fa incavolare, che non mi fa accorgere che adesso ho quasi finito di ascoltare un concerto rock di 2 ore e mezza senza ricordarmi nemmeno una delle canzoni che sono passate dagli auricolari, che mi riduce visivamente ad uno straccio.
Faccio quello che posso, nei limiti delle mie possibilità; ma evidentemente non basta

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