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  1. #21
    myMeteoNetwork Team L'avatar di AbeteBianco
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Citazione Originariamente Scritto da cut-off Visualizza Messaggio
    Dillo a me...

    Orticellisticamente parlando, perché mi rendo conto che probabilmente per gran parte delle pianure (credo soprattutto del NE) fu un altro discorso, devo rivalutare alcuni anni del quinquennio 1972-1977: almeno sotto l'aspetto nevoso se è vero che alcuni di quegli inverni fecero obiettivamente schifo, tipo il 1973-74 e il 1974-75 (che in ogni caso qui non furono peggiori di parecchi degli ultimi post 2013) è anche vero che alcuni singoli anni di quel periodo regalarono delle splendide nevicate: nel '72 o '73 (purtroppo son fuori casa e vado a memoria) ci fu una delle nevicate di febbraio più abbondanti di sempre quassù (NB: in queste lande febbraio è nettamente il mese più avaro di neve dell'intero trimestre invernale), mentre nel 1977 a gennaio ci fu una delle più belle nevicate che io ricordi con una 40ina di cm caduti in relativamente poche ore a cavallo fra il pomeriggio del 14 e il mattino del 15, mentre da novembre iniziò l'inverno in assoluto più nevoso dal 1970 ad oggi, l'unico finora in grado di superare i 2 metri di accumulo annuale in città.

    E dal punto di vista termico al di là dei dati che ora non ho sottomano ricordo solo, come ho già fatto altre volte, che fino ai primi anni '90 qui a Trento si pattinava su ghiaccio naturale in diversi campi da calcio cittadini, opportunamente annaffiati durante la notte, più o meno da metà dicembre a metà febbraio; questo soprattutto negli anni '70 e '80, poi dopo il famigerato 1987 la finestra temporale cominciò a ridursi a poco più di un mese, in prevalenza gennaio, per poi ridursi ulteriormente dopo metà anni '90 fino a rendere di fatto inutile il lavoro dei volontari.

    In questo ultimo decennio l'unico mese in cui forse si sarebbe potuto tentare qualcosa di simile direi possa essere il gennaio 2017 (peccato però che il seguente febbraio risultò poi uno dei più caldi) perché quassù neppure il febbraio 2012 sarebbe andato bene a causa dei continui assalti favonici, ma in ogni caso la continuità del freddo necessaria per mantenere costantemente il ghiaccio al suolo per almeno un paio di mesi è ormai un lontano ricordo, tornando ai tempi del famoso <freddo autoprodotto> di konradiana memoria, per chi lo ricorda.

    Sempre a memoria direi che l'unico inverno in questo nuovo secolo a mantenere una certa costanza del freddo nell'intero trimestre è stato il 2005-2006 (non a caso l'ultimo in cui qua in Trentino ghiacciarono quasi tutti i laghi, Garda escluso), seguito dal 2001-2002 in cui però mancò febbraio; 2 inverni su 20, decisamente troppo pochi direi!

    Allego qualche foto esplicativa, la prima del gennaio 1986 riguarda il campo da calcio/pattinaggio sotto casa (ai tempi), le altre sono del febbraio 2006 sul lago di Caldonazzo posto attorno ai 450 m sul livello del mare.

    Allegato 543826Allegato 543827Allegato 543828Allegato 543829

    Vedendo queste foto e confrontandole con gli ultimi non inverni mi prende lo sconforto...
    Sì, alcuni parametri sono in declino già decenni, come le medie nivometriche che anche in canton Ticino a basse quote sono drasticamente calate tra la 61/90 e la 81/10 e sicuramente ancora peggio con la 91/20 (il decennio ’80 viene sostituito da quello in conclusione ora…).

    Dalle mie misure, come si chiedeva @MarcoT posso anch’io definire nel 2013 come anno di stacco invernale rispetto quanto sta prima e dopo.
    Lo si avverte in modo palese e si confida ancora sia una svolta temporanea dovuta anche ad un periodo non favorevole. Empiricamente si dice da molto tempo che gli inverni al Nord Italia più belli si registrano in caso di NAO-, ebbene, mi risulta che dal 2013/14 (proprio lo stacco che citiamo) nessun mese invernale ha chiuso con tale indice negativo.
    Non si può ricondurre tutto ad un indice, ma si possono indagare le cause, e se dovesse emergere che è cambiato qualcosa irreversibilmente lontano da noi come in Artico a causa del GW per esempio (sentivo possibili riferimenti a ciò), allora la prospettiva per il futuro non è quella di un miglioramento e le nostre aree geografiche potrebbero essere tra le zone a pagare di più rispetto altre.

    La mia serie inizia già ad essere rappresentativa, perché include bene il decennio scorso, dal 2003 al 2013 sono contenuti gli anni della prima gioventù, dove si giocava, si girava in paese ed era normalissimo il vedere delle fonti idriche gelate, o dei prati di campagna che dopo nevicate diventavano quasi delle piste di pattinaggio, o anche il semplice gelo autunnale.
    Ora questo si sta perdendo da una decina d’anni, la nuova gioventù non è più abituata a quanto vedevo io già solo un 10/15 anni fa, che in miniatura è il paragone che facevi tu con il ghiaccio di Trento negli anni’70/80.

    In parte ho rivisto “i fasti di un tempo” di recente solo temporaneamente a gennaio 2017 (per il gelo costante) e dicembre 2017 (nevicata con tenuta al suolo duratura), ma poi restano cose isolate nell’anonimità generale.

    C’è da dire che qua gli inverni degli anni’70 pur non essendo freddissimi hanno però reso tantissimo come singoli episodi di nevicate abbondanti (cito dicembre 1970, gennaio 1977, gennaio 1978, ecc.) e restano impressi nella memoria della gente.
    Poi arrivano gli anni’80 che hanno presentato alcune dinamiche eccezionali (esempio gennaio 1985 e febbraio 1986) seppur esse siano ovviamente state comunque già in rallentamento rispetto quanto poteva avvenire a inizio XX secolo o prima.
    Gli anni’70/80 sono ben ricordati, ma furono una fase anche molto favorevole quindi un relativo rallentamento in futuro era da mettere in conto, ma chiaramente qualcosa è cambiato già da fine anni’80 con alcuni “invernacci“ (che ora andrebbero quasi bene…) e gli anni’90 non entusiasmanti, poi gli anni’2000 perlomeno non sono peggiorati anzi.

    15 anni fa faceva scalpore un inverno 2006/07, gli inverni di adesso su più o meno parametri sono più vicini ad un 2006/07 di quanto non lo siano con la norma dello scorso decennio per tutte quelle dinamiche visive citate in precedenza che si toccano con mano, come ad esempio può anche essere l’impiego della bicicletta 365 giorni all’anno che fu possibile nel 2007 quando si era soliti ad archiviarla per la stagione fredda.

    Il fatto è che in special modo al NW di cui anch’io io di fatto faccio parte, per avere una “resa invernale” non basta semplicemente fare un evento come al centro-sud, ma servono anche delle condizioni di base ed inerziali più elaborate, come i cuscini di aria fredda e una loro tenuta nel tempo che possibilmente non venga sempre buttata via dal solito HP gonfiato di turno ad occidente che viene a rompere le scatole, perché ci sono HP e HP in inverno. Poi ci devono essere anche delle interazioni con l’est e l’ovest atlantico, ma se si fissa la NAO+ si è sotto scacco da quanto mi pare di capire.

    Poi vabbè, l’episodio lo può sempre fare, anche di recente abbiamo fatto ottime nevicate a marzo, però vuole essere un analisi che valuta le condizioni medie degli inverni, e dal 2013 constato che siamo totalmente su una nuova dimensione che pure non ha riscontri simili quando andava male nel passato (ad esempio il 1974/75 sarà si stato un inverno scarso, ma prima aveva fatto un certo ottobre 1974 e chissà quante altre gelate precoci… ora abbiamo gli ottobre 2014 o 2018 prima di queste cose… è una discussione ad ampio raggio)

    Di fatto il decennio attuale per gli inverni qua è iniziato verso il 2013, quanto sta prima fa parte di un blocco a sé, sto perdendo la motivazione a cercare confronti con il passato di fronte a continui fallimenti di “regole logiche” a cui eravamo abituati (ad esempio un potente freddo inversionale che non si verifica da tempo), mi ero lamentato parecchio di gennaio 2017 che non mi aveva portato i -10°C, ma con il tempo ho capito che la coperta è corta e la pacchia è finita, dobbiamo accontentarci anche di quelli che prima erano banali -7°C nonostante dinamiche che teoricamente avrebbero dovuto fare di più.

    La nuova frontiera dell’assurdità è stato l’inverno 2019/20 dove nonostante tutte le inversioni anticicloniche a malapena ha raggiunto una minima a -5°C cose che prima si digerivano sono con inverni atlantici come il 2013/14.

    Concludo portando due grafici che mostrano bene il cambiamento che ho misurato verso il 2013.

    Il primo indica la data in cui avviene la prima minima negativa in autunno. Se dal 2003 al 2012 se ne registravano senza problemi già in ottobre, in seguito non solo non sono più avvenute, ma addirittura la data media è passata dall’essere il 31.10 al 16.11 con pure ora dei casi in terza decade di novembre (2020, 2018, 2015!), quando prima il limite massimo era metà novembre. Un balzo di oltre due settimane non è da poco, e nell’ottica di “costruzione” questo ritardare l’avvio dell’inverno ha una sua importanza.
    -gelata.png

    Nel secondo grafico ho raggruppato le 3 minime mensili assolute dell’inverno e mediato (per provare a intuire la forza delle irruzioni), e anche qua l’andamento è molto simile, dal 2013 è in atto totalmente un’altra cosa.
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    Ultima modifica di AbeteBianco; 22/11/2020 alle 12:58


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  2. #22
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Citazione Originariamente Scritto da AbeteBianco Visualizza Messaggio
    Io queste cose qua non le vedo più da un decennio. Nell'archivio degli inverni dal 2003 ho tutta una serie di mesi invernali che facevano picchi di -8°C in scioltezza con o senza neve al suolo e in quota non entrava nulla di che, ma almeno tutto rendeva al meglio, l'inversione termica avveniva al momento giusto, magari anche ti nevicava e c'era una base al suolo, ma non avevi nuvolaglia notturna o sfonazzamenti vari a rompere le scatole nell'andamento proprio termico della giornata. Il freddo anche era capace di stazionare a lungo, e poi naturalmente tutto è inerziale.

    Ora vedo che dal 2013 in inverno è uno scempio dietro l'altro... a parte la riduzione generale delle dinamiche favorevoli a noi (si dice che paghiamo la NAO+ invernale perenne ad esempio), quelle poche volte che arrivano cose decenti come gennaio 2017, febbraio 2018 o l'assurdità locale di gennaio 2019 trovano sempre il modo di fare il meno possibile in ottica freddofila e farsi puren odiare: arriva nuvolaglia notturna non si sa bene come, metà dinamica la butti in föhn e ora che ha finito è già pronta una rimonta anticiclonica mite che non permette nessuna costruzione fredda duratura.

    Il risultato è che per registrare delle minime (la mia soglia simbolica dei -8°C) che dal 2003 al 2012 facevano ogni inverno (tutti a parte il 06/07) e anche per più giorni in seguito ci è riuscita solo UNA giornata, ovvero il 28/02/2018 ed è stato necessario scomodare un burian... naturalmente il più corto possibile... sia mai che di norma faccia già troppo freddo di suo.
    È diventata una schizofrenia.
    Da riflettere.
    Discorso sovrapponibile anche per queste lande, e più in generale credo di poter dire per le zone a sud dello spartiacque alpino, in cui le nuove dinamiche sembrano congiurare contro la continuità del freddo. Come dici anche tu per le nostre zone il segreto per avere il freddo nel periodo invernale (parlo soprattutto per le zone di pianura, conche e valli) è una certa inerzia atmosferica, naturalmente meglio se aiutata da isoterme adeguate in quota e magari da un po' di albedo dovuto alla neve presente al suolo; da questo punto di vista spesso fa di più un modesto afflusso freddo seguito magari da fasi anticicloniche continentali (stile guarda caso 2005-2006, soprattutto a gennaio e metà febbraio) che ondate eclatanti stile febbraio 2012 che fra effetti favonici e successive chiusure anticicloniche dinamiche riducono il vero freddo a pochi giorni se non a poche ore, mentre magari in quota o nelle zone meglio esposte si sfiorano i record.

    Il tipico schema piuttosto frequente fino agli anni '80, ma in parte anche nel primo decennio del nuovo secolo, e cioè in sintesi: 1) prima perturbazione da N-NW con föhnata al seguito e ricambio d'aria con ottimizzazione della colonna, 2) seconda perturbazione che affonda meglio con ciclogenesi e richiamo di correnti meridionali con possibili/probabili nevicate da raddolcimento e poi 3) chiusura anticiclonica spesso ibrida se non continentale era lo schema perfetto per garantire l'arrivo graduale e soprattutto il mantenimento del freddo, ma purtroppo come sappiamo è uno schema quasi completamente saltato negli ultimi anni.

    E poi come dici ci sono i fattori locali, su tutti direi l'apparentemente inspiegabile e frequente nuvolosità medio-bassa notturna (che personalmente a volte mi manda in bestia, ma questo è un altro discorso ) anche in condizioni in cui non sarebbe tanto lecito attendersela, ma che è possibile siano legati ai nuovo livelli di equilibrio termo-igrometrico delle nostre zone; fatto sta che davvero l'impressione è che tutto congiuri contro la durata del freddo in queste lande, anche al di là del semplice e generico riscaldamento avutosi negli ultimi decenni.
    Saluti a tutti, Flavio

  3. #23
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Citazione Originariamente Scritto da AbeteBianco Visualizza Messaggio
    Sì, alcuni parametri sono in declino già decenni, come le medie nivometriche che anche in canton Ticino a basse quote sono drasticamente calate tra la 61/90 e la 81/10 e sicuramente ancora peggio con la 91/20 (il decennio ’80 viene sostituito da quello in conclusione ora…).

    Dalle mie misure, come si chiedeva @MarcoT posso anch’io definire nel 2013 come anno di stacco invernale rispetto quanto sta prima e dopo.
    Lo si avverte in modo palese e si confida ancora sia una svolta temporanea dovuta anche ad un periodo non favorevole. Empiricamente si dice da molto tempo che gli inverni al Nord Italia più belli si registrano in caso di NAO-, ebbene, mi risulta che dal 2013/14 (proprio lo stacco che citiamo) nessun mese invernale ha chiuso con tale indice negativo.
    Non si può ricondurre tutto ad un indice, ma si possono indagare le cause, e se dovesse emergere che è cambiato qualcosa irreversibilmente lontano da noi come in Artico a causa del GW per esempio (sentivo possibili riferimenti a ciò), allora la prospettiva per il futuro non è quella di un miglioramento e le nostre aree geografiche potrebbero essere tra le zone a pagare di più rispetto altre.

    La mia serie inizia già ad essere rappresentativa, perché include bene il decennio scorso, dal 2003 al 2013 sono contenuti gli anni della prima gioventù, dove si giocava, si girava in paese ed era normalissimo il vedere delle fonti idriche gelate, o dei prati di campagna che dopo nevicate diventavano quasi delle piste di pattinaggio, o anche il semplice gelo autunnale.
    Ora questo si sta perdendo da una decina d’anni, la nuova gioventù non è più abituata a quanto vedevo io già solo un 10/15 anni fa, che in miniatura è il paragone che facevi tu con il ghiaccio di Trento negli anni’70/80.

    In parte ho rivisto “i fasti di un tempo” di recente solo temporaneamente a gennaio 2017 (per il gelo costante) e dicembre 2017 (nevicata con tenuta al suolo duratura), ma poi restano cose isolate nell’anonimità generale.

    C’è da dire che qua gli inverni degli anni’70 pur non essendo freddissimi hanno però reso tantissimo come singoli episodi di nevicate abbondanti (cito dicembre 1970, gennaio 1977, gennaio 1978, ecc.) e restano impressi nella memoria della gente.
    Poi arrivano gli anni’80 che hanno presentato alcune dinamiche eccezionali (esempio gennaio 1985 e febbraio 1986) seppur esse siano ovviamente state comunque già in rallentamento rispetto quanto poteva avvenire a inizio XX secolo o prima.
    Gli anni’70/80 sono ben ricordati, ma furono una fase anche molto favorevole quindi un relativo rallentamento in futuro era da mettere in conto, ma chiaramente qualcosa è cambiato già da fine anni’80 con alcuni “invernacci“ (che ora andrebbero quasi bene…) e gli anni’90 non entusiasmanti, poi gli anni’2000 perlomeno non sono peggiorati anzi.

    15 anni fa faceva scalpore un inverno 2006/07, gli inverni di adesso su più o meno parametri sono più vicini ad un 2006/07 di quanto non lo siano con la norma dello scorso decennio per tutte quelle dinamiche visive citate in precedenza che si toccano con mano, come ad esempio può anche essere l’impiego della bicicletta 365 giorni all’anno che fu possibile nel 2007 quando si era soliti ad archiviarla per la stagione fredda.

    Il fatto è che in special modo al NW di cui anch’io io di fatto faccio parte, per avere una “resa invernale” non basta semplicemente fare un evento come al centro-sud, ma servono anche delle condizioni di base ed inerziali più elaborate, come i cuscini di aria fredda e una loro tenuta nel tempo che possibilmente non venga sempre buttata via dal solito HP gonfiato di turno ad occidente che viene a rompere le scatole, perché ci sono HP e HP in inverno. Poi ci devono essere anche delle interazioni con l’est e l’ovest atlantico, ma se si fissa la NAO+ si è sotto scacco da quanto mi pare di capire.

    Poi vabbè, l’episodio lo può sempre fare, anche di recente abbiamo fatto ottime nevicate a marzo, però vuole essere un analisi che valuta le condizioni medie degli inverni, e dal 2013 constato che siamo totalmente su una nuova dimensione che pure non ha riscontri simili quando andava male nel passato (ad esempio il 1974/75 sarà si stato un inverno scarso, ma prima aveva fatto un certo ottobre 1974 e chissà quante altre gelate precoci… ora abbiamo gli ottobre 2014 o 2018 prima di queste cose… è una discussione ad ampio raggio)

    Di fatto il decennio attuale per gli inverni qua è iniziato verso il 2013, quanto sta prima fa parte di un blocco a sé, sto perdendo la motivazione a cercare confronti con il passato di fronte a continui fallimenti di “regole logiche” a cui eravamo abituati (ad esempio un potente freddo inversionale che non si verifica da tempo), mi ero lamentato parecchio di gennaio 2017 che non mi aveva portato i -10°C, ma con il tempo ho capito che la coperta è corta e la pacchia è finita, dobbiamo accontentarci anche di quelli che prima erano banali -7°C nonostante dinamiche che teoricamente avrebbero dovuto fare di più.

    La nuova frontiera dell’assurdità è stato l’inverno 2019/20 dove nonostante tutte le inversioni anticicloniche a malapena ha raggiunto una minima a -5°C cose che prima si digerivano sono con inverni atlantici come il 2013/14.

    Concludo portando due grafici che mostrano bene il cambiamento che ho misurato verso il 2013.

    Il primo indica la data in cui avviene la prima minima negativa in autunno. Se dal 2003 al 2012 se ne registravano senza problemi già in ottobre, in seguito non solo non sono più avvenute, ma addirittura la data media è passata dall’essere il 31.10 al 16.11 con pure ora dei casi in terza decade di novembre (2020, 2018, 2015!), quando prima il limite massimo era metà novembre. Un balzo di oltre due settimane non è da poco, e nell’ottica di “costruzione” questo ritardare l’avvio dell’inverno ha una sua importanza.
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    Nel secondo grafico ho raggruppato le 3 minime mensili assolute dell’inverno e mediato (per provare a intuire la forza delle irruzioni), e anche qua l’andamento è molto simile, dal 2013 è in atto totalmente un’altra cosa.
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    Vedo solo ora questo tuo secondo post, inutile dire che concordo praticamente su tutto. Relativamente al discorso della prima gelata autunnale, ricordo ancora la mia preoccupazione quando nel 2005 registrai la 1^ gelata più tardiva dal 1977, mi pare il 19 novembre se mal non ricordo; poi l'inverno che seguì fu di tutt'altro tenore per fortuna, ma era un primo campanello d'allarme.

    Oggi nel 2020 bisogna quasi gioire per la prima gelata fatta il 21 novembre, visto che nel frattempo la data media si è clamorosamente spostata verso fine mese se non addirittura inizio dicembre, come già accaduto nel 2014 e l'anno scorso.

    Concludo dicendo che mi auguro si tratti di una fase storico-climatica (vedi NAO+ invernale fissa da ormai 8 anni) particolarmente deleteria che almeno in parte possa rientrare nel prossimo futuro, anche se come dici le forti anomalie artiche non ci fanno stare troppo tranquilli a riguardo...
    Saluti a tutti, Flavio

  4. #24
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Innanzitutto vorrei ringraziare tutti delle risposte e dire che mi piace tantissimo scoprire scenari e differenze tra le varie zone del nord e dell’Italia in generale. Sul 2008-2009 e sul 2009-2010 vorrei aggiungere che da noi al NE puro, furono inverni sì nevosi, soprattutto il secondo, ma poco sotto media o in media dal punto di vista termico. Da noi le entrate franche da est, magari anche secche, rendono molto di più dal punto di vista termico e sono uno dei pochi casi in cui la mia zona riesce a registrare giornate più fredde rispetto al torinese per esempio. Gennaio 2017 a Venezia Tessera è nella top 5 dei mesi più freddi degli ultimi 50 anni, gennaio 2009 non è neanche nella top 10.

  5. #25
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Comunque il discorso iniziale sugli inverni termicamente posso estenderlo a tutto l’anno. Dal 2014 gli anni in generale sono stati molto più caldi rispetto al 2013 e precedenti. Per capire meglio prendo sempre in esempio il 2017: la media annuale del 2017 qui fu 14,2; risulta l’anno più freddo dal 2014 in poi. Sapete come si sarebbe piazzato il 2017 a Venezia Tessera prima del 2014? Si sarebbe piazzato terzo più caldo di sempre dietro a 2003 e 2007. Tutti gli anni dal 2014 in poi sono nella top 10 dei più caldi di sempre. Ovviamente guardando le temperature globali si nota una salita più graduale, ma comunque le anomalie dopo il big niño del 2015-16 hanno subito un balzo.

  6. #26
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Citazione Originariamente Scritto da MarcoT Visualizza Messaggio
    Comunque il discorso iniziale sugli inverni termicamente posso estenderlo a tutto l’anno. Dal 2014 gli anni in generale sono stati molto più caldi rispetto al 2013 e precedenti. Per capire meglio prendo sempre in esempio il 2017: la media annuale del 2017 qui fu 14,2; risulta l’anno più freddo dal 2014 in poi. Sapete come si sarebbe piazzato il 2017 a Venezia Tessera prima del 2014? Si sarebbe piazzato terzo più caldo di sempre dietro a 2003 e 2007. Tutti gli anni dal 2014 in poi sono nella top 10 dei più caldi di sempre. Ovviamente guardando le temperature globali si nota una salita più graduale, ma comunque le anomalie dopo il big niño del 2015-16 hanno subito un balzo.
    Discorso pressochè identico per Ferrara.

    Qua l'anno più fresco post 2013 è il 2016, che ha chiuso pur tuttavia con un'anomalia di +0,32 sulla 1996-2015 (per la cronaca, anche nell'intera Emilia-Romagna a livello complessivo il 2016 risulta l'anno tra gli ultimi 7 più vicino a quelli fino al 2013).

    Questa anomalia di +0,32 nella mia mini-serie storica che va dal 1996 ad oggi è inferiore soltanto al 2003 e al 2007, mentre è appaiata al 2011 ed al 2000, dai quali differisce per 1-2 centesimi di anomalia (rispettivamente hanno chiuso a +0,33 e +0,34), ovvero dati che rientrano perfettamente nell'errore statistico.

    A mio avviso un ulteriore balzo a livello di anomalie lo si è fatto, qua, con il mese di Aprile 2018. Da Aprile 2018 fino a Marzo 2020 abbiamo infatti un biennio con un'anomalia di circa +1,2 sulla 1996-2015 (e questo nonostante al suo interno si sia avuto il 4° Maggio più freddo dal dopoguerra).

    Fondamentalmente è come se avessimo fatto per 2 volte di fila l'anomalia del periodo Settembre 2006- Agosto 2007, che all'epoca sembrava una sorta di film dell'orrore
    Nell'avatar, Beautiful e la meteo che si incontrano: il Ridge Atlantico.

  7. #27
    Vento moderato L'avatar di DuffMc92
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    Predefinito Re: Cos’è successo al nord

    Citazione Originariamente Scritto da cut-off Visualizza Messaggio
    E poi come dici ci sono i fattori locali, su tutti direi l'apparentemente inspiegabile e frequente nuvolosità medio-bassa notturna (che personalmente a volte mi manda in bestia, ma questo è un altro discorso ) anche in condizioni in cui non sarebbe tanto lecito attendersela, ma che è possibile siano legati ai nuovo livelli di equilibrio termo-igrometrico delle nostre zone; fatto sta che davvero l'impressione è che tutto congiuri contro la durata del freddo in queste lande, anche al di là del semplice e generico riscaldamento avutosi negli ultimi decenni.
    Secondo me questo fenomeno, che ho notato anch'io, dipende dal fatto che gli ultimi 6-7 inverni sono stati prevalentemente zonali, perciò è un attimo avere un'alta pressione sporcata, un pezzettino di cut-off iberico che rompe oppure un blando ingresso zonale fugace che rovina qualche nottata.

    L'equilibrio igrotermico ce lo vedo come conseguenza: mancando freddo serio da manovre antizonali o meridiane che siano, mi sembra quasi che l'aria non venga mai ricambiata e che soprattutto ogni ''pastrocchio'' da ovest non trovi opposizione termica, affermandosi senza problemi invece di disintegrarsi o indebolirsi progressivamente.
    Non so bene come funzioni, ma ho osservato spesso questa cosa: in mesi con un buon freddo di partenza come gennaio 1999, 2000, 2017 e febbraio 2003 qualsiasi sprofondamento iberico blando si autodistruggeva tranquillamente; in mesi privi di tutto ciò, come avrebbero potuto essere gennaio 2018 e l'ultimo, invece ogni palude o sprofondamento anche minimo da ovest riempiva la Pianura Padana di nubi basse e nebbie alte e marce (a gennaio scorso mi son salvato per la posizione imbucata a NE rispetto all'asse padano, ma per esempio nel 2018 no).

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