Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Burrasca L'avatar di artorias
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    Predefinito Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Buongiorno a tutti, per prevedere in modo accurato i possibili venti di caduta (per quanto non semplice) cosa bisogna verificare?

    Sicuramente sarà necessario verificare velocità e direzione dei venti in base alle montagne/catene montuose del territorio.


    Come sappiamo l'intensità e la direzione dei venti possono cambiare molto in base alla quota e dunque potremmo trovarci ad avere carte dei venti a suolo con un'intensità e direzione e carte a 850hpa con direzione e intensità diverse. Dunque immagino che bisogna visionare i venti e la loro direzione alle varie quote in base a posizione geografica ed elevazione dei rilievi.

    Quanto influisce l'angolo che forma la direttrice dei venti con la montagna/catena montuosa? 90° è l'angolo ottimale per questo fenomeno?

    Quanto influisce invece la velocità dei venti sull'intensità del fenomeno? supponendo che sia sufficiente a sfondare la linea dei rilievi e a riversarsi dalla parte opposta.

    Inoltre nel momento in cui abbiamo una catena montuosa/collinare tra 800-1600m i venti a quale quota saranno più importanti per stimare l'effetto dei possibili venti di caduta? anche quelli a 850hpa?

    Come vedete di dubbi ne ho parecchi e si potrebbe ulteriormente approfondire l'argomento. Potete anche inviarmi link di didattica meteo dove viene approfondito il fenomeno. Ringrazio in anticipo tutti.

  2. #2
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Premetto di non essere la persona più adatta, ma credo che molti di noi appassionati riesca a riconoscere le configurazioni da favonio avendo abituato l'occhio alle sinottiche che nel corso degli anni ci sono divenute più familiari in quanto associate ad eventi di favonio.

    Più che guardare dunque alla quota ecc, credo che già alla vista della configurazione in termini di differenza di pressione tra i due versanti + livello delle isoterme + direzione dei venti al suolo si possa capire quando ci sia o meno favonio.


    Ora, non so se ci sono volte in cui in Sicilia il vento da sud non sia favonio, se hai precedenti da citare così da analizzarli e cercare di capire cosa li ha resi "non favonio" rispetto ad altri apparentemente simili sulle carte dove invece è stato favonio.

  3. #3
    Vento forte L'avatar di Tarcii
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Da quel che mi ricordo, per prevedere l'intensità del favonio alpino è necessario guardare il gradiente barico, generalmente oltre i 10 hPa di differenza il fenomeno diventa significativo. Tuttavia, è necessario considerare molti altri parametri, non esiste un episodio uguale ad un altro. Innanzitutto la direzione del vento, a logica le correnti migliori sono più o meno perpendicolari alle catene montuose, la presenza di strati inversionali (tante volte il favonio non arriva, ma paradossalmente la caduta di pressione alza lo strato nebbioso), l'intensità del vento a svariate quote.
    Inoltre, un ruolo lo gioca anche l'orografia, per esempio il favonio è più comune ed intenso in presenza di vallate appena oltre lo spartiacque, ma essa è importante anche quando ci sono eventi molto intensi, dove paradossalmente le raffiche più forti possono essere molti chilometri a sud delle pedemontane, proprio per una parziale protezione offerta dalle Prealpi (ad esempio, succede nel biellese o a volte in Lombardia).

    Tutte queste però sono informazioni aneddotiche della mia (poca) esperienza. Sicuramente anche solo il fatto che in Sicilia si abbia una massa d'aria molto calda a dare effetto favonico porta qualche ulteriore variabile in campo.
    Tu mi dici, "Ti guardi? Sbagli a paragonarti"

  4. #4
    Vento forte L'avatar di Andrea92
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Come avete ben detto la configurazione gioca un ruolo importante in primo luogo e l'orografia subentra immediatamente dopo. In Sicilia, le più potenti sciroccate avvengono quando tra ovest (zona Baleari/nord Africa) ed est (Balcani) viene a crearsi una differenza barica molto ampia. Prendo come esempio due delle più forti sciroccate degli ultimi anni (6 marzo 2013 e 22 aprile 2019):

    archives-2013-3-6-0-0.png archives-2019-4-22-6-0.png

    Episodi abbastanza simili ma mai uguali (come del resto qualsiasi configurazione meteo) in cui abbiamo valori di 995 hPa ad ovest dell'isola mentre sui Balcani un promontorio anticiclonico di blocco con valori fino a 1025/1030 hPa per cui il gradiente barico che viene a crearsi si aggira sui 30/35 hPa nel raggio di circa 1500 km. In tutto ciò l'Italia si trova sotto il flusso sciroccale che ha nella Sicilia il punto di massimo sfogo. E qui entra in gioco l'orografia dell'isola con tre catene montuose a nord che raggiungono punte di 1800-1900 metri tra Madonie e Nebrodi e 1200-1300 metri sui Peloritani che esaltano il flusso sciroccale. Probabilmente tra Nebrodi e Peloritani si possono raggiungere i valori più ragguardevoli, su quest'ultima soprattutto grazie alle vallate lunghe e strette disposte in direzione SE-NW quindi perfettamente parallele al flusso sciroccale che viene ulteriormente esaltato non appena si tuffa sulla costa tirrenica dopo aver superato le vette più alte.

    In queste due occasioni si registrarono picchi fino a 120-130 km lungo le coste tirreniche mentre sui crinali montuosi si arrivò a valori oltre i 150 km/h. San Pier Niceto nel messinese, la notte del 6 marzo 2013, raggiunse i 174 km/h e divenne record della rete SIAS che durò fino al novembre 2019 quando Novara di Sicilia, altra zona molto esposta, raggiunse i 188 km/h.

    Falcone si trova sulla costa ed è una delle zone dove si registrano le raffiche più forti quando soffia lo scirocco. In 14 anni di raccolta dati ho superato per 15 volte i 100 km/h con il record di 119 km/h proprio del 6 marzo 2013 e 114 km/h registrati il 22 aprile 2019.

    Altra zona famosa per il vento è lo Stretto di Messina dove lo scirocco può raggiungere valori anche oltre i 100 km/h che vengono ulteriormente esaltati dalla configurazione a imbuto dello stretto che va a restringersi man mano che si sale verso nord e trovando il punto di massimo sfogo nella zona nord della città (Torre Faro). Nel novembre 1991 un'anemometro installato sul pilone che sovrasta la zona misurò una raffica massima di 163 km/h.


    Davis Vantage Pro 2 - Installazione urbana su tetto

    ESTREMI ASSOLUTI (dal 2010):


    Massima più alta: +46.1°C il 25-07-2023
    Minima più alta: +30.4°C il 25-07-2023
    Massima più bassa: +6.3°C il 07-01-2017
    Minima più bassa: +1.3°C il 07-01-2017
    Heat Index più alto: +49.5°C il 24-07-2023
    Windchill più basso: -5.3°C ​il 07-01-2017
    Dew Point più alto: +27.8°C il 22-07-2023
    Dew Point più basso: -8.8°C il 25-04-2013
    Accumulo maggiore in 24h: 91.2 mm il 13-10-2021
    Rain rate più alto: 218.4 mm/hr il 20-08-2018
    Livello pressione più alto: 1036.8 hPa il 17-03-2010
    Livello pressione più basso: 984.6 hPa il 23-03-2016
    Raffica di vento più forte: 119 km/h il 06-03-2013

  5. #5
    Bava di vento L'avatar di SummerSun
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Qui sulla Calabria Jonica, la velocità del vento influisce sulla presenza e intensità del fenomeno favonico in relazione alla distanza dalla costa.

    Prendendo come esempio la mia località, S.Maria di Catanzaro, a 4km dalla costa: con vento molto leggero, quando l'aria inizia a riscaldarsi, si crea una bassa pressione termica sul terreno che richiama aria mite dal mare (ovvero da est). Il risultato è che la massima giornaliera avviene in mattinata anziché nel primo pomeriggio. Ad esempio questo è l'andamento della temperatura del 13 maggio 2024:
    Screenshot 2024-05-15 101857.png
    Massima 25.9°C raggiunta prima delle 10, a quel punto la pressione è scesa e la brezza marina è arrivata a moderare le temperature.

    Quando il vento occidentale è invece un po' più sostenuto, non troppo, basta anche dai 25-30Km/h in su, non c'è modo di attirare le brezze marine mitigatrici. In questo caso si verificano condizioni ideali al fohn, che causa picchi di temperatura anche molto prominenti.
    Questo si verifica sopratutto in estate. Esempio, confrontiamo il 24 e il 25 luglio 2023:
    Screenshot 2024-05-15 102450.png
    il 24 luglio, con vento molto leggero, la temperatura ha avuto un picco oltre i 38°C attorno alle 10.30, ma poi è scesa a causa dell'attivazione delle brezze marine da est (vedasi DP alle stelle). Da notare che nel pomeriggio (18.00) c'è stato un secondo picco, questa volta oltre i 39°C, causato dal fatto che l'abbassamento dell'irradiazione solare ha ucciso la bassa pressione termica causando un breve ritorno a venti occidentali favonizzati.
    Il 25 luglio, il vento è stato più sostenuto già dalla mattina, difatti anche in questo giorno la temperatura alle 10 del mattino era attorno ai 38°C, tuttavia proprio a causa della ventilazione sostenuta da ovest le brezze marine non si sono attivate e la temperatura ha continuato a salire spinta dal fohn, fino alla massima record di 43.6°C raggiunta alle 14.00. Quindi è bastato un po' di vento per decretare una differenza importante nella massima giornaliera.


    Si verificano anche casi ibridi, come il 15 aprile 2024:
    Screenshot 2024-05-15 101511.png
    In questo giorno notiamo brezze tese da ovest che hanno permesso alle temperature di salire fino alla massima giornaliera di 28°C raggiunti alle 13.00. Dopodiché il vento è andato scemando, permettendo alla bassa pressione di formarsi e alla brezza marina di sopraggiungere. A quel punto la temperatura è calata sensibilmente, con 22.6°C appena un'ora dopo. Anche in questo caso, nel tardo pomeriggio, il vento si è rialzato, scacciando la brezza di mare e causando un ritorno temporaneo del fohn.

    Di conseguenza, a parità di isoterme, è possibile prevedere l'entità del fohn in base a quanto è sostenuta la ventilazione. Ciò varia anche in base alla distanza dalla costa, difatti la stazione di CZ lido, a poche centinaia di metri dalla costa, spesso riceve brezze di mare molto prima rispetto a S.Maria, già poco dopo l'alba, di conseguenza nei giorni poco ventilati le sue temperature massime rimangono più contenute. Invece, nei giorni ventilati, le temperature anche lì schizzano e anche di più rispetto a S.Maria. Infatti lo stesso 25 luglio a CZ lido ha avuto un andamento differente:
    Screenshot 2024-05-15 105449.png
    Pochissimo vento, difatti in mattinata la brezza marina è arrivata e ha smorzato la temperatura (sollevando il DP). Questa stazione dista circa 3km da S.Maria, che è pochissimo, eppure qui la brezza marina è arrivata, mentre a S.Maria no.
    Ad ogni modo, vedendo questo andamento, ho pensato inizialmente che la massima giornaliera di S.Maria sarebbe stata più alta che a CZ Lido. Invece, dopo mezzogiorno, il vento si è alzato, la brezza marina è stata scacciata, il fohn è tornato e ha generato il valore assurdo di 45°C. Praticamente il contrario rispetto all'esempio di prima del 15 aprile.
    Immagini Allegate Immagini Allegate
    Estremi storici S.Maria di Catanzaro (1981-2023):
    +43.6°C, 25 luglio 2023
    -3.4°C, 9 dicembre 1991

  6. #6
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Citazione Originariamente Scritto da SummerSun Visualizza Messaggio
    Qui sulla Calabria Jonica, la velocità del vento influisce sulla presenza e intensità del fenomeno favonico in relazione alla distanza dalla costa.

    Prendendo come esempio la mia località, S.Maria di Catanzaro, a 4km dalla costa: con vento molto leggero, quando l'aria inizia a riscaldarsi, si crea una bassa pressione termica sul terreno che richiama aria mite dal mare (ovvero da est). Il risultato è che la massima giornaliera avviene in mattinata anziché nel primo pomeriggio. Ad esempio questo è l'andamento della temperatura del 13 maggio 2024:
    Screenshot 2024-05-15 101857.png
    Massima 25.9°C raggiunta prima delle 10, a quel punto la pressione è scesa e la brezza marina è arrivata a moderare le temperature.

    Quando il vento occidentale è invece un po' più sostenuto, non troppo, basta anche dai 25-30Km/h in su, non c'è modo di attirare le brezze marine mitigatrici. In questo caso si verificano condizioni ideali al fohn, che causa picchi di temperatura anche molto prominenti.
    Questo si verifica sopratutto in estate. Esempio, confrontiamo il 24 e il 25 luglio 2023:
    Screenshot 2024-05-15 102450.png
    il 24 luglio, con vento molto leggero, la temperatura ha avuto un picco oltre i 38°C attorno alle 10.30, ma poi è scesa a causa dell'attivazione delle brezze marine da est (vedasi DP alle stelle). Da notare che nel pomeriggio (18.00) c'è stato un secondo picco, questa volta oltre i 39°C, causato dal fatto che l'abbassamento dell'irradiazione solare ha ucciso la bassa pressione termica causando un breve ritorno a venti occidentali favonizzati.
    Il 25 luglio, il vento è stato più sostenuto già dalla mattina, difatti anche in questo giorno la temperatura alle 10 del mattino era attorno ai 38°C, tuttavia proprio a causa della ventilazione sostenuta da ovest le brezze marine non si sono attivate e la temperatura ha continuato a salire spinta dal fohn, fino alla massima record di 43.6°C raggiunta alle 14.00. Quindi è bastato un po' di vento per decretare una differenza importante nella massima giornaliera.


    Si verificano anche casi ibridi, come il 15 aprile 2024:
    Screenshot 2024-05-15 101511.png
    In questo giorno notiamo brezze tese da ovest che hanno permesso alle temperature di salire fino alla massima giornaliera di 28°C raggiunti alle 13.00. Dopodiché il vento è andato scemando, permettendo alla bassa pressione di formarsi e alla brezza marina di sopraggiungere. A quel punto la temperatura è calata sensibilmente, con 22.6°C appena un'ora dopo. Anche in questo caso, nel tardo pomeriggio, il vento si è rialzato, scacciando la brezza di mare e causando un ritorno temporaneo del fohn.

    Di conseguenza, a parità di isoterme, è possibile prevedere l'entità del fohn in base a quanto è sostenuta la ventilazione. Ciò varia anche in base alla distanza dalla costa, difatti la stazione di CZ lido, a poche centinaia di metri dalla costa, spesso riceve brezze di mare molto prima rispetto a S.Maria, già poco dopo l'alba, di conseguenza nei giorni poco ventilati le sue temperature massime rimangono più contenute. Invece, nei giorni ventilati, le temperature anche lì schizzano e anche di più rispetto a S.Maria. Infatti lo stesso 25 luglio a CZ lido ha avuto un andamento differente:
    Screenshot 2024-05-15 105449.png
    Pochissimo vento, difatti in mattinata la brezza marina è arrivata e ha smorzato la temperatura (sollevando il DP). Questa stazione dista circa 3km da S.Maria, che è pochissimo, eppure qui la brezza marina è arrivata, mentre a S.Maria no.
    Ad ogni modo, vedendo questo andamento, ho pensato inizialmente che la massima giornaliera di S.Maria sarebbe stata più alta che a CZ Lido. Invece, dopo mezzogiorno, il vento si è alzato, la brezza marina è stata scacciata, il fohn è tornato e ha generato il valore assurdo di 45°C. Praticamente il contrario rispetto all'esempio di prima del 15 aprile.

    Ottima analisi, che illustra benissimo il vero e proprio braccio di ferro che si stabilisce lungo le coste tra brezze marine e venti dalle zone interne.

  7. #7
    Brezza leggera
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensitÃ* del fenomeno

    Citazione Originariamente Scritto da artorias Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti, per prevedere in modo accurato i possibili venti di caduta (per quanto non semplice) cosa bisogna verificare?

    Come vedete di dubbi ne ho parecchi e si potrebbe ulteriormente approfondire l'argomento. Potete anche inviarmi link di didattica meteo dove viene approfondito il fenomeno. Ringrazio in anticipo tutti.

    ciao,
    su questo tema magari potrebbero interessarti un paio di articoli che scrissi tempo fa:

    Alla scoperta del Foehn (seconda parte) - Icona Clima

    (nell'articolo c'è il link alla prima parte)


  8. #8
    Brezza tesa L'avatar di Gianfranco
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    Predefinito Re: Prevedere venti di caduta e l'intensità del fenomeno

    Citazione Originariamente Scritto da Tarcii Visualizza Messaggio
    Da quel che mi ricordo, per prevedere l'intensità del favonio alpino è necessario guardare il gradiente barico, generalmente oltre i 10 hPa di differenza il fenomeno diventa significativo. Tuttavia, è necessario considerare molti altri parametri, non esiste un episodio uguale ad un altro. Innanzitutto la direzione del vento, a logica le correnti migliori sono più o meno perpendicolari alle catene montuose, la presenza di strati inversionali (tante volte il favonio non arriva, ma paradossalmente la caduta di pressione alza lo strato nebbioso), l'intensità del vento a svariate quote.
    Inoltre, un ruolo lo gioca anche l'orografia, per esempio il favonio è più comune ed intenso in presenza di vallate appena oltre lo spartiacque, ma essa è importante anche quando ci sono eventi molto intensi, dove paradossalmente le raffiche più forti possono essere molti chilometri a sud delle pedemontane, proprio per una parziale protezione offerta dalle Prealpi (ad esempio, succede nel biellese o a volte in Lombardia).

    Tutte queste però sono informazioni aneddotiche della mia (poca) esperienza. Sicuramente anche solo il fatto che in Sicilia si abbia una massa d'aria molto calda a dare effetto favonico porta qualche ulteriore variabile in campo.
    Mi trovo perfettamente d'accordo sulla tua analisi in merito al vento di favonio che "fuoriesce" dalle vallate, è il chiaro esempio di ciò che accade qui a Barletta con il Libeccio/Ponente, avendo a WSW/W la Valle d'Ofanto ed alle sue spalle gli ultimi rilievi meridionali del Subappennino Dauno e i primi di alta collina della Murgia.

    Puntualmente ad ogni evento favonico Barletta, ma soprattutto la mia zona in estrema periferia W, registra raffiche davvero molto elevate rispetto tutto il circondario con differenze di anche 30/40 km/h, in base chiaramente all'intensità dell'evento stesso. Cito spesso l'effetto Venturi in merito a questo fenomeno e credo che sia la spiegazione più logica e sensata.

    Vi riporto qualche esempio recente, ne avrei altri a bizzeffe visto che ormai c'è sempre favonio

    Cattura.jpg Cattura1.jpg

    Mi ha sempre affascinato l'analisi barica in merito agli eventi intensi di favonio, in modo tale da poterne prevedere l'intensità sia in termini termici che di velocità di vento oltre alla visione dei lam che spesso e volentieri sottostimano/sovrastimano a seconda dei casi la portata di tali eventi. Con occhio critico e attento su differenze bariche tra versanti, situazione sinottica generale ed analisi dell'orografia locale tutto sommato si riesce a prevederne l'intensità.

    Anche se quella notte del 13 Maggio 2020 dove registrai la bellezza di 31°C con pieno favonio a 60 km/h da SSW, non ne intuì nemmeno la possibilità e ne rimasi totalmente affascinato, oltre che scioccato.

    Ultima modifica di Gianfranco; 24/05/2024 alle 09:35

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