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Discussione: A che punto siamo?

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  1. #1
    Vento forte L'avatar di montel-NA
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    Predefinito A che punto siamo?

    Chiaro, ci troviamo di fronte ad una fase certamente "delicata" sotto il profilo evolutivo.
    Il dato obiettivo è rappresentato da un evento giÃ* ampiamente previsto a suo tempo, ossia una discreta ripresa zonale alta in alto Atlantico, sebbene in parziale rallentamento in sede europea come "letto" sia su sponda modellistica americana che europea.
    A livello delle medie latitudini continentali centrali, infatti, tale andamento si sta rivelando propizio per l'isolamento di strutture anticicloniche piuttosto robuste, sul cui bordo orientale il parziale rallentamento del getto polare consente la creazione di cavi d'onda sul levante europeo, a loro volta rei di favorire la discesa di masse d'aria gelida fino a latitudini relativamente basse, antagonizzando di fatto almeno per il momento lo sviluppo di forcing dinamici subtropicali lesivi di un adeguato consolidamento delle incisive termiche in via di realizzazione da quelle parti.
    La particolare attivitÃ* palesata dal Vortice canadese, intanto, sta ineluttabilmente condizionando le vicissitudini meteo europee, cagionando di fatto la spinta zonale nordatlantica di cui sopra, seppure in indebolimento su comparto europeo con la conseguente affermazione delle dinamiche poc'anzi descritte.
    Il risultato attuale e verosimilmente in consolidamento per i prossimi 7 giorni sarÃ* condizionato dal suddetto andamento, ponendo di fatto i destini meteo europei di fronte ad esiti decisamente incerti sul lunghissimo termine.
    Da un lato, il consolidamento di termiche incisive in territorio russo-siberiano in associazione alla presenza di gpt non elevati sulla scorta delle dinamiche precedentemente descritte sembrerebbe in grado di favorire il consolidamento di una struttura anticiclonica di tipo termico, che alla lunga potrebbe anche rivelarsi foriera di interazioni in comparto europeo centro-meridionale in caso di persistenza di zonalitÃ* alta, con isolamento di strutture anticicloniche alle medie latitudini e retroazione di rami secondari del JS polare a partenza da levante, senza tuttavia escludere anche "coricamenti" anticiclonici insistenti su mezza Europa e conseguente evoluzione complessivamente siccitosa.
    Oppure, sulla scorta di un percorso giÃ* visto e in definitiva sostenibile in base alle più volte chiamate in causa SST anomalies oceaniche, potrebbe determinarsi in prospettiva una tendenza al rallentamento del motore depressionario canadese associato a nuovi vistosi collassamenti delle westerlies. Ne deriverebbe l'insorgenza di spinte dinamiche subtropicali sul vicino Atlantico con relativa genesi di cavi d'onda continentali ad alimentazione artica seppure con traiettorie - e relative conseguenze - tutte da verificare, con il rischio però di successivo smantellamento di parte della eventuale struttura termica russa.
    La stratosfera non sta rivelandosi generosamente chiarificatrice, per adesso, in merito alla possibilitÃ* che da qui possano originarsi influenze dirimenti sulle dinamiche troposferiche a noi più prossime.
    Anche se qualche input sembrerebbe comunque filtrabile, ma assolutamente da riverificare nei prossimi giorni.
    Si rincorrono infatti warmings alle alte quote stratosferiche scarsamente inclini alla propagazione ai livelli inferiori, mentre in bassa stratosfera sul lomg-long range sembrerebbero realizzarsi condizioni di disturbo utili alla realizzazione di forcing subtropicali ad onda corta in comparto atlantico, con una collocazione di un minimo principale (splittato) ben attivo in area canadese ma con premesse per la genesi di cavi d'onda in comparto europeo (sulla cui traiettoria attualmente proposta sarÃ* bene per adesso non soffermarsi, filtrando semmai soltanto le linee guida essenziali su cui ci siamo soffermati).
    Del resto, la QBO ancora ampiamente negativa potrebbe ancora giocare un ruolo importante nel determinare meridianizzazioni complessivamente promettenti, non dimentichiamolo.
    Insomma, la pausa in divenire alla estrema dinamicitÃ* palesata fin qui dall'Inverno 2005/6 potrÃ* rivelarsi decisiva in merito alle tendenze che la seconda parte della stagione andrÃ* ad assumere.
    Ci torneremo su, rimanendo ancora convinti che esistono ancora buone premesse per la realizzazione di spunti sufficientemente interessanti, da qui a Marzo.
    A più tardi.
    Ultima modifica di montel-NA; 08/01/2006 alle 13:25
    "La meteo è una passione che non comprende solo colui che non la nutre"

    Genny, forever.

    Ciao Alex

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