esatto, ciò che fa maggiormente ostacolo in questo caso è il carattere di "tracimazione artica" anzichè di una sciabolata concentrata, sorretta da un promontorio dinamico meridiano, ad alto gradiente. Un lago artico evolve con lentezza rallentato dalla propria instabilità radiativa marzolina, diffusa a macchia d'olio, e l'entrata più seria delle masse fredde non avviene prima che si strutturi una decisa depressione mediterranea di richiamo![]()
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Mettila così:
- l'aria fredda parte dalla calotta artica ad est delle Svalbard. Viene trascinata verso sud-ovest da una depressione ben strutturata che passa poco più a sud
- una volta sul mare, il fronte di aria fredda continua a muoversi in direzione sud-ovest e si trova sul mare. Si trova però ad affrontare in parte anche la terraferma scandinava, dove comunque l'aria è già molto fredda in basso.
- quindi da una parte l'aria fredda che si trova sul mare si scalda dal basso e scatena convezione, facendo calare la pressione al suolo; dall'altra sulla terraferma non succede niente di tutto ciò. I valori più bassi di pressione (nell'ambito della discesa fredda) li trovi perciò sul mare
- Su quale tratto di mare? Devi valutare il fatto che il fronte di aria fredda, muovendosi, scalza l'aria più calda che si trova davanti, sollevandola e accelerandola
- L'aria calda viene quindi accelerata, e di conseguenza soggetta alla Forza di Coriolis, che tende a deviarla verso "destra".
- Quindi hai aria calda che "sentendo" arrivare il fronte inizia ad andargli incontro (salendo piano piano) per poi sterzare verso destra salendo ancora oltre
- Arrivi ad una configurazione con la pressione più bassa sul mare a ridosso della costa norvegese
E questa configurazione, con il minimo a ridosso delle coste, si mantiene finché le correnti in quota non sparigliano le carte.
Nel nostro caso questo non succede, perché il fronte imbocca il Mare del Nord e almeno fino alla Danimarca i venti in quota sono moscini. Getti nei dintorni non ce ne sono.
Una volta arrivato qui però:
- il richiamo "caldo" - adesso dal Mare del Nord - sarà un po' più sostanzioso rispetto a quello iniziale, sia in termini assoluti di temperatura che di organizzazione
- quindi questo vento di richiamo caldo contrasterà quello al suolo da est presnete a ridosso della terraferma. Essendo vettori si sommano, e ne risulta un vento blando (difficile dire al momento se da est o da ovest. Direi ovest, ma comunque blando).
- poi la depressione al suolo entrerà sulla terraferma e perderà forza, perché troverà aria più fredda (e quindi pressioni più alte, al suolo) ad accoglierla
- rimarrà quindi la depressione SOLO in quota, e la sua evoluzione seguirà - visti i gradienti di geopotenziale, comunque blandi in zona Europa centrale - quella della depressione mediterranea, che inizierà a richiamare l'aria fredda dalla Germania (circa) verso le Alpi, facendo allungare la sacca in quota in questa direzione
Prolisso, eh?
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Ultima modifica di Lorenzo Catania; 09/03/2013 alle 18:39
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
Ho notato una cosa .. in genere dove viene previsto un riscaldamento a 10 hpa , dopo un certo tot di giorni si vengono a creare situazioni da avvenzioni fredde moderate - forti ... qualcuno saprebbe spiegarmi se questa è una cosa campata in aria o c'è qualche correlazione ?
Guarda. Questo è ciò che si può vedere dalle GFS di stamani per martedì sera: il minimo di pressione proprio dove l'avevo disegnato ieri, con un sistema frontale pressappoco in quella posizione
Poi si vede il primo fronte artico (quello già in azione in queste ore) che ormai è a ridosso delle Alpi, ma lì rimarrà per alcuni giorni, rallentato dalle montagne, dal leggero stemperamento cui andrà incontro la massa d'aria dietro al fronte per l'attenuazione dell'irruzione, e per l'avanzata da ovest del sistema atlantico (che comunque porta in dote una parte di quest'aria)
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"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
Come sottolineavate ieri la giornata in cui il limite del nocciolo continentale (che rimane ancorato sul nord Russia) si spinge più a sud è giovedì per il nord e venerdì per il centro-sud. Comunque l'aria veramente fredda se ne rimane confinata oltralpe su Germania. Rep. Ceca, Austria e Slovenia.
Giovedì ci sarebbe un entrata dalla porta della bora preceduta da una minore flusso dal Rodano che riversa aria fredda a largo sul Tirreno. La -5° a 850 hPa si prende il centro nord mentre la -10 rimane sulle Alpi nord-occidentali. Venerdì si troveranno esposte ai venti balcanici la Puglia settentrionale, gli Abruzzi e l'appennino campano/lucano. Sabato l'episodio terminerà coinvolgendo Calabria e nord Sicilia.
In assoluto la regione più colpita dall'episodio di stampo tardo invernale secondo me è l'Emilia con neve fino a ridosso della piana. Altra zona che potrebbe vedere la neve in basso è il tratto basso-adriatico Giulianova-Vasto e forse il foggiano.
La nuova discesa fredda dovrebbe agganciare una depressione in est Atlantico e a mio avviso tornerà di nuovo una fase umida atlantica con debole e transitorio cuneo subtropicale che spinge su centro est Mediterraneo![]()
Andrea
Per tornare al titolo del post, credo che i contrasti termici che si dovrebbero verificare nei prossimi giorni, siano una caratteristica intrinseca della primavera, che piano piano si sta facendo avanti.
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