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  1. #421
    Brezza tesa L'avatar di Climavariante
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    Predefinito Re: Il clima cambia o la memoria storica sta andando persa?

    Citazione Originariamente Scritto da Jadan Visualizza Messaggio

    Nella mia vita (che spero ancora lunghetta) ho visto il tempo cambiare, ho visto i ghiacciai ridursi e ho visto i mari popolarsi di animali curiosi. Ho visto le estati sempre più lunghe e monotone, ho visto sparire il tweed (che a me piaceva tanto) come tessuto per farci giacche (troppo pesante, dotto', ormai er tweed nun se usa più) e son passato dal fare il cambio degli armadi nei giorni dei Santi al farlo all'Immacolata. I maglioni di lana si usano ormai non più di 10 volte all'anno mentre le felpe, da accessorio per serate estive, è diventato capo pesante per il 90% dell'inverno. Ho visto l'aria condizionata passare dall'essere stravagante sfizio all'essere necessità vitale.
    ho visto le giornate gelate, crude invernali...quasi sparire dalla mia area...eppure la mia memoria che non è andata persa manco per niente mi ricorda che da ragazzino da Novembre a Marzo...c'èrano anche giornate in cui se non ti mettevi berretto e guanti.....congelavi sotto il soffio della tramontana romana...

    ho visto le piogge atlantiche quelle estese e persistenti....rarefarsi..fino a quasi sparire...sostituite da rovesci temporaleschi anche in pieno inverno..

    E' proprio perché non abbiamo perso la memoria..che siamo stupefatti dai cambiamenti che abbiamo vissuto.
    my web site: http://www.anguillara-meteo.com con webcam live streaming
    Ho imparato negli anni che discutere di meteo e cambiamenti climatici con chi si è avvicinato a questo hobby per amor di freddo e neve...alla fine è tempo perso.

  2. #422
    Vento forte L'avatar di Diego Martin
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    Predefinito Re: Il clima cambia o la memoria storica sta andando persa?

    Riprendo questo vecchio TD, poiché questi giorni ho curiosato su street view le foto di territori che conosco bene, ma che ultimamente non sono più riuscito visitare. La mia attenzione è stata catturata dall’incuria del territorio che ha raggiunto livelli mai visti. Basta andare a vedere l’immagine del ponte sul Po di Verolengo per vedere come la vegetazione, in assenza di onde di piena significative, si stia appropriando dell’alveo fluviale. Nei fiumi questo fatto determina diversi problemi concatenati, con un significativo aumento dell’altezza dell’onda di piena che, a sua volta, può determinare il cedimento delle infrastrutture di protezione progettate per eventi atmosferici ben peggiori. Riprendendo l’equazione del rischio che posterò al fondo del TD, in questo caso non si può dare la colpa al clima che cambia (H), ma è aumentata la Vulnerabilità del territorio (V); se poi ci mettiamo la costruzione di nuove aree residenziali, commerciali, industriali e infrastrutture nelle zone protette è aumentato anche E nell’equazione del rischio.

    Ad esempio, lungo alcuni corsi d’acqua dopo l’alluvione del 2000 sono state costruite opere di protezione progettate per resistere ad eventi con tempi di ritorno di 200 anni. Nelle zone protette sono state poi costruite anche infrastrutture, immobili, ecc. ecc. All’interno del corso d’acqua, però, l’assenza di piene significative favorisce la formazione di aree arbustive ed arboree che, il giorno in cui arriverà un’onda di piena con tempi di ritorno di 180 anni, determineranno il suo rallentamento. Conseguentemente, con la riduzione di velocità dell’onda di piena, si avrà un aumento dell’altezza idrica
    che andrà ad impattare su queste opere di protezione, progettate per proteggere da eventi meteo ben peggiori, ma che, probabilmente, cederanno sotto questa ‘spinta’.
    L’altezza dell’onda di piena potrebbe poi venir amplificata dai detriti trasportati dall’acqua che, trovando un’infrastruttura o i suddetti arbusti cresciuti con il tempo all’interno dell’alveo, restano incagliati determinando l’effetto ‘diga’. Di conseguenza da un’esondazione fluviale con tempi di ritorno collegati all’evento, potremo avere un effetto amplificato con
    tempi di ritorno ben più alti, nonostante non si sia modificata la pericolosità dell’evento. E non mettiamo nel ‘calderone’ anche l’impermeabilizzazione del territorio che anch’esso incide sull’aumento dell’acqua riversata nei fiumi
    durante gli eventi meteo. Ovviamente anche i danni causati sarebbero esponenzialmente maggiori, oltre che per l’aumento della vulnerabilità del territorio, anche per l’aumento dei beni economici esposti al rischio.



    Aggiungo una nota su quanto successo al Brennero l'altrasettimana… ho sentito chi tirava in ballo i cambiamenti climatici, però attraversare un passo alpino in pieno inverno oltre a 1000mslm con le ruote lisce ce ne vuole!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Diego Martin Visualizza Messaggio

    Rt = E×H×V


    dove:

    H (pericolosità): indica la probabilità che si verifichi, entro un assegnato intervallo di tempo ed entro una area assegnata, un fenomeno potenzialmente dannoso. Pertanto, il termine rischio idraulico, indicante la probabilità che in periodo di n anni, si presenti un evento uguale o superiore all'evento stimato con tempo di ritorno T.

    V (vulnerabilità): indica il grado delle perdite arrecate ad un bene o ad una pluralità di beni (esposti a rischio), determinate dalla vulnerabilità del territorio, a seguito del verificarsi di un fenomeno naturale di assegnata entità. Si esprime con riferimento ad una scala di valori compresa fra 0 e 1.

    E (elemento o bene a rischio): indica la popolazione, le proprietà, le attività economiche, inclusi i servizi pubblici che si trovano esposti al pericolo di un evento naturale in una determinata area. Il valore si esprime in €.

    Rt (rischio totale): indica il numero atteso di morti, feriti, danni alle proprietà o interruzione di attività economiche a seguito di un evento naturale.

    Ovvio se H resta invariato, quindi si ha un evento pluviometrico che si è avuto anche con tempi di ritorno ridotti, ed aumentano V (incuria del territorio) ed E (più case, più fabbriche, più infrastrutture) aumenta, di conseguenza, anche Rt.

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