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  1. #1371
    Burrasca forte L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Finalmente rivedo il Campy che conoscevo, grande analisi!.... Anche io nel primo step mi aspetto un netto e forte abbassamento del FP con target mediterraneo e, a seguire, dinamiche continentali.... Il primo step in terza decade di gennaio con probabili fenomeni nevosi estesi a tutto il centro nord anche fino a quote pianeggianti, il successivo tutto da scoprire....e comunque il getto subtropicale scorrerà molto basso, direi nordafrica.

  2. #1372
    Vento moderato L'avatar di fresh
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Citazione Originariamente Scritto da TreborSnow Visualizza Messaggio
    Un paio di considerazioni: vero che non ci sono slanci azzorriani ma le medie sia ecmwf che gfs parlano chiaro, non capisco perchè parli di azzeramento blocking, a me pare solo una "modulazione" in atlantico; e perchè dobbiamo aspettare febbraio quando il primo step che indichi lo vediamo già nelle carte attuali.
    ma infatti il blocco è sempre ben presente sia nelle determinismo che nelle corrispettivi end chiaramente con modulazioni differenti ma comunque c è....

  3. #1373
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    intanto anche quest'oggi aggiorniamo un record
    non sono pochi i giornalieri nella prima metà di questo gennaio
    si supera e di molto proprio il 2013

    The strat. vortex is currently weaker than all other years in the ERA interim record!!!
    The zonal mean zonal wind at 10 hPa 60N is today (GFS analysis): -7.5 m/s
    Weakest zonal wind at 10 hPa 60N in ERA interim record for todays date is: -3.7 m/s 2013
    Strongest zonal wind at 10 hPa 60N in ERA interim record for todays date is: 64.6 m/s 2009

  4. #1374
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    comunque oggi da sciogliere due nodi
    nel medio termine la consistenza di una modesta rodanata come quella mostrata dal parallelo
    nel lungo le grosse divergenze sulla disposizione interna al vp con reading che vede una chiara separazione dei nocciolie e possibile strutturazione di una circolazione secondaria molto fredda contrariamente a gfs con classica distensione e poi presa meridiana ampia da eul





    il parallelo abbozza qualcosa di più verso reading


  5. #1375
    Brezza tesa L'avatar di Fulviots
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Con gfs ufficiale e il p. arriva dicembre con quasi 2 mesi di ritardo, perturbazioni dal nord atlantico con temperature in quota da neve sopra i 400/1000 m. Era ora, meglio tardi che mai... sia mai che riesca a farmi un escursione sulla neve a 1000/1200 m entro la fine dell'inverno
    Ovviamente siamo sempre oltre le 240/270 ore sia ben chiaro.

    Inverno 2018-19: analisi modelli-ms_1245_ens-1-.png

  6. #1376
    Brezza tesa L'avatar di Fulviots
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Citazione Originariamente Scritto da fabio.campanella Visualizza Messaggio
    Già... gli ultimi run dei modelli stanno cominciando a mostrare forse la vera natura della propagazione dell'evento t-s-t.

    Ripassiamo un pò di letteratura:

    Episodio di tipo split: split del vortice polare stratosferico in veloce propagazione verso la troposfera... gli effetti sono quasi immediati creando un anticiclone polare e lo split del vpt in due lobi dove da letteratura quello canadese viene progressivamente azzerato mentre il lobo siberiano si approfondisce e diventa quello principale. Generalmente questo porta a forte antizonalità, negativizzazione di nao/ao e fa scorrere il jet stream polare al di sotto del 40°/45° parallelo mentre a cavallo tra la cella polare e di ferrel scorrono gelide correnti artiche/continentali alla conquista dell'Europa centro-occidentale e dell'America orientale. Generalmente i pattern che si vengono a creare sono SCAND+ e dipolo artico negativo.

    Episodio di tipo displacement: forte decentramento del vortice generalmente verso il lato canadese e/o nordeuropeo. Il vortice si allunga e si approfondisce. Lento trasferimento del displacement verso la troposfera con aumento dell'indice zonale in atlantico e comunque abbassamento del jet stream polare. La Nao non si negativizza di molto e neppure la AO che comunque va in territori negativi. Gli effetti sono molto diluiti nel tempo e generalmente si vanno a concentrare sull'America orientale e sull'Asia orientale mentre il getto in uscita dal comparto americano aumenta di intensità. Le configurazioni che si vengono a creare sono generalmente EUL e SCAND-. Freddo meno intenso ma comunque molto esteso sull'Europa centrale, meno su quella orientale. Vedasi 2013.

    Nel nostro caso siamo di fronte ad un episodio ibrido/borderline. Ibrido perchè abbiamo una evoluzione ad una sola onda quindi scaturendo un displacement, poi il forte gradiente di geopotenziale a 10 hPa è riuscito con un moto antiorario a intrudere verso il polo e quindi generando un'episodio split di tipo borderline. Borderline perchè nonostante i centri di vorticità sono parsi distaccati, in realtà il vortice ha assunto una forma a ferro di cavallo senza mai diventarne due distinti.

    Quindi abbiamo un inedito episodio non paragonabile a nessuno dei precedenti occorsi.

    A mio parere la troposfera seguirà pedissequamente l'evoluzione che si è svolta in alto e cioè avremo prima gli effetti di un displacement (e si cominciano a vedere) con la marcia in più di avere già un terreno spianato, quindi l'EUL/SCAND- saranno di notevole magnitudo... successivamente potremo avere anche se attenuati gli effetti del successivo split quindi la partenza anche se parziale dell'onda subtropicale atlantica e l'arrivo di aria continentale sull'Europa (occidentale/centrale/meridionale/orientale) non si può sapere. Tutto questo nell'arco di settimane perchè tutta l'evoluzione sembra molto diluita nel tempo tanto che il disturbo viene ancora visto attivo in bassa troposfera per almeno i prossimi 3 mesi.

    P.S. Aggiungo a questo punto che il mese eleggibile per vedere le cose belle è febbraio.
    In pratica quello che dice Tosti nel suo ultimo aggiornamento, un ibrido, con forse qualche pseranza al centro nord pianeggiante (usa il condizionale perchè potrebbe anche non andare così).

    Aggiornamento Outlook invernale 2018-2019 | Climatemonitor

  7. #1377
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Citazione Originariamente Scritto da fabio.campanella Visualizza Messaggio
    Già... gli ultimi run dei modelli stanno cominciando a mostrare forse la vera natura della propagazione dell'evento t-s-t.

    Ripassiamo un pò di letteratura:

    Episodio di tipo split: split del vortice polare stratosferico in veloce propagazione verso la troposfera... gli effetti sono quasi immediati creando un anticiclone polare e lo split del vpt in due lobi dove da letteratura quello canadese viene progressivamente azzerato mentre il lobo siberiano si approfondisce e diventa quello principale. Generalmente questo porta a forte antizonalità, negativizzazione di nao/ao e fa scorrere il jet stream polare al di sotto del 40°/45° parallelo mentre a cavallo tra la cella polare e di ferrel scorrono gelide correnti artiche/continentali alla conquista dell'Europa centro-occidentale e dell'America orientale. Generalmente i pattern che si vengono a creare sono SCAND+ e dipolo artico negativo.

    Episodio di tipo displacement: forte decentramento del vortice generalmente verso il lato canadese e/o nordeuropeo. Il vortice si allunga e si approfondisce. Lento trasferimento del displacement verso la troposfera con aumento dell'indice zonale in atlantico e comunque abbassamento del jet stream polare. La Nao non si negativizza di molto e neppure la AO che comunque va in territori negativi. Gli effetti sono molto diluiti nel tempo e generalmente si vanno a concentrare sull'America orientale e sull'Asia orientale mentre il getto in uscita dal comparto americano aumenta di intensità. Le configurazioni che si vengono a creare sono generalmente EUL e SCAND-. Freddo meno intenso ma comunque molto esteso sull'Europa centrale, meno su quella orientale. Vedasi 2013.

    Nel nostro caso siamo di fronte ad un episodio ibrido/borderline. Ibrido perchè abbiamo una evoluzione ad una sola onda quindi scaturendo un displacement, poi il forte gradiente di geopotenziale a 10 hPa è riuscito con un moto antiorario a intrudere verso il polo e quindi generando un'episodio split di tipo borderline. Borderline perchè nonostante i centri di vorticità sono parsi distaccati, in realtà il vortice ha assunto una forma a ferro di cavallo senza mai diventarne due distinti.

    Quindi abbiamo un inedito episodio non paragonabile a nessuno dei precedenti occorsi.

    A mio parere la troposfera seguirà pedissequamente l'evoluzione che si è svolta in alto e cioè avremo prima gli effetti di un displacement (e si cominciano a vedere) con la marcia in più di avere già un terreno spianato, quindi l'EUL/SCAND- saranno di notevole magnitudo... successivamente potremo avere anche se attenuati gli effetti del successivo split quindi la partenza anche se parziale dell'onda subtropicale atlantica e l'arrivo di aria continentale sull'Europa (occidentale/centrale/meridionale/orientale) non si può sapere. Tutto questo nell'arco di settimane perchè tutta l'evoluzione sembra molto diluita nel tempo tanto che il disturbo viene ancora visto attivo in bassa troposfera per almeno i prossimi 3 mesi.

    P.S. Aggiungo a questo punto che il mese eleggibile per vedere le cose belle è febbraio.
    Post da stampare ed incorniciare: hai spiegato in maniera semplice e comprensibile per i profani come me questo argomento ostico.

    Applausi scroscianti da parte mia!
    Discussione che raccoglie medie e statistiche sulle grandezze in quota (principalmente medie ad 850 hPa, quota ZT, geopotenziali a 500 hPa) di Udine:
    http://forum.meteotriveneto.it/showt...tiche-in-quota

  8. #1378
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro1985 Visualizza Messaggio
    comunque oggi da sciogliere due nodi
    nel medio termine la consistenza di una modesta rodanata come quella mostrata dal parallelo
    nel lungo le grosse divergenze sulla disposizione interna al vp con reading che vede una chiara separazione dei nocciolie e possibile strutturazione di una circolazione secondaria molto fredda contrariamente a gfs con classica distensione e poi presa meridiana ampia da eul

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    il parallelo abbozza qualcosa di più verso reading

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    dei due GFS quello che ultimamente si avvicina di più a Reading nel medio-long è spesso il parallelo.
    Si vis pacem, para bellum.

  9. #1379
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Gfs06 in tutte e due le versioni è proprio quello che non vorrei vedere in ottica invernale a Gennaio!!

  10. #1380
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    Predefinito Re: Inverno 2018-19: analisi modelli

    Non è affatto chiaro che ci sia un diverso impatto degli split vs displacement del vortice polare sul nam/nao, le differenze che si osservano nel periodo storico possono essere semplicemente conseguenza del limitato numero di episodi e si ottengono risultati parecchio diversi anche in funzione della metodologia usata; secondo il lavoro sotto servirebbero un minimo di 50 episodi di split e 50 di displacement per poter rilevare in modo significativo una eventuale differenza.

    https://agupubs.onlinelibrary.wiley....2/2015GL066754

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