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  1. #1811
    Vento forte
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico_3bmeteo Visualizza Messaggio
    Comincio a sospettare che tu sia un troll.....ne hai tutte le caratteristiche.
    Per favore, ignora tutti i miei commenti. Io farò lo stesso con i tuoi. Grazie
    Passo e chiudo
    Bel modo di chiudere. Dando del troll.
    Mica una considerazione sulle stime che ho fatto. Sulle considerazioni tra piogge primaverili ed autunnali e relativa distribuzione in rapporto alle portate.
    Sulle falde tipiche delle Alpi e della pianura padana.
    No. Troll.
    Che sfiga, crepo!

  2. #1812
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico_3bmeteo Visualizza Messaggio
    Se dovessero estinguersi i ghiacciai alpini e la portata non variasse questo significherebbe che c'è stato un incremento delle precipitazioni.
    In rete ho trovato questo, ma non è aggiornato, purtroppo:

    Climalteranti.it >> Il fiume ed i laghi della pianura ai minimi storici

    in base al grafico c'è stato un lieve calo delle precipitazioni e anche della portata

    C'è anche questo, con grafici interessanti:

    portata fiume po | Sistemi elettorali
    Grazie per i link.
    Il grafico della portata media dal 1923 è perfettamente orizzontale, il valore basso del primo decennio del 2000 è un po' di breve periodo, è comunque meno basso del decennio degli anni 40 e viene dopo un decennio molto alto negli anni 90. Sarebbe interessante conoscere le medie annuali dell'ultimo decennio.
    Non voglio esprimere giudizi, però devo ammettere di aver avuto esperienze molto deludenti sia con l'Arpa della mia regione, a cui si devono gli ultimi grafici, che con l'AIPO.
    Esperienze tali da aver fatto perdere in me la fiducia nel lavoro di entrambi gli enti.

  3. #1813
    Vento fresco
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da faggio58 Visualizza Messaggio
    Sicuramente criticabile sul piano del metodo scientifico ma lo scopo è quello divulgativo

    https://www.google.com/url?sa=t&sour...6OfTWDI88vq9x-

    Inviato dal mio moto g 5G utilizzando Tapatalk
    Questo è un problema solo in situazioni occasionali e locali, in generale l'aridità dei suoli riduce il rischio di alluvioni tantochè in molte regioni si osserva una riduzione del rischio alluvionale nonostante un incremento delle precipitazoni estreme ad eccezione degli eventi intensi in cui i suoli si saturano con maggiore facilità nel corso dell'evento ed emerge in modo più evidente l'impatto delle precipitazioni più intense.

    Nimbus Web Attualit?
    Ultima modifica di elz; 16/08/2022 alle 16:35

  4. #1814
    Vento fresco
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Il lavoro di Huss che è già stato citato contiene anche delle proiezioni future del contributo glaciale, sono riferite a tutta l'area in esame e ci saranno delle differenze locali ma in generale in contributo glaciale inizialmente aumenta di un 50% nonostante la riduzione dell'area ghiacciata e rimane al di sopra delle medie di lungo termine fino al 2060; il contributo della fusione nivale invece aumenta in giugno e si riduce ad agosto (più avanti anche a luglio).



  5. #1815
    Brezza tesa L'avatar di Turgot
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Torno da una sei giorni tra Valle Antigorio, Val Formazza e Alpe Devero.
    Da un'osservazione puramente visiva il bacino messo peggio mi è sembrato quello del Devero, ma non che Sabbioni e Morasco stiano molto meglio. Il gestore del nostro b&b, appassionato di meteo, ha avuto diversi problemi di approvvigionamento idrico. E i forestali passano a controllare che non si butti via nulla.

    Those who are not shocked when they first come across quantum theory cannot possibly have understood it. (N.Bohr, 1952)

  6. #1816
    Vento forte
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da elz Visualizza Messaggio
    Questo è un problema solo in situazioni occasionali e locali, in generale l'aridità dei suoli riduce il rischio di alluvioni tantochè in molte regioni si osserva una riduzione del rischio alluvionale nonostante un incremento delle precipitazoni estreme ad eccezione degli eventi più intensi in cui i suoli si saturano con maggiore facilità nel corso dell'evento ed emerge l'impatto delle precipitazioni più intense.
    Nimbus Web Attualit?
    Come ti smonto un mito in un minuto e mezzo. Il tempo di leggere un articolo.
    Ti metterei 3 like ma purtroppo ne posso mettere solo uno.

    Riguardo gli incendi mi fai venire in mente cosa successe sul Gargano nel 2007, col gravissimo incendio di luglio a cui seguì un evento alluvionale in ottobre nelle stesse identiche zone.

    Ne approfitto per una domanda, considerato che sei sempre preciso e puntuale nel fornire link di approfondimento.

    E' stato mai valutato quanto incide l'evaporazione dalle superfici di acqua dolce e la sublimazione dalle superfici innevate?
    Mi sono posto la domanda tempo fa soprattutto riguardo la neve frequentando la montagna in primavera.
    In alcune giornate calde secche e ventose, frequenti in appennino, ho osservato un rapido decremento della neve al suolo senza che ci fosse una fusione proporzionata e scorrimento di acqua.

    Ho provato a cercare ma non ho trovato praticamente nulla sull'argomento.
    Ultima modifica di TreborSnow; 16/08/2022 alle 13:15
    Che sfiga, crepo!

  7. #1817
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    link o no, quando si fa un'affermazione tipo che i TS alimentano le falde bisogna provarla, e la mera osservazione personale non basta.

    qui non siamo al TG, nessuno qui ha detto che il Po è morto, dunque a che pro?

    tuffo o nuotata non fa differenza: non è "pesante", non dimostri niente. Poi per carità, è sempre bello leggere delle esperienze personali, ma da qui a farne verità assoluta ne passa.

    In ultimo, lo desumo dalla frase messa in grassetto: "in futuro i nostri fiumi saranno grossi quasi quanto adesso".
    Mi spiace ma proprio no. in primo luogo verrà a mancare la componente glaciale (proprio perché si stanno fondendo e spariranno direi oramai quasi certamente, per lo meno non i più grossi ed elevati di quota, in tal senso ti consiglio di fare un salto nel nowcasting nivoglaciale, ci sono un paio di foto che da sole bastano e avanzano), in secondo luogo perché la tendenza oramai sotto agli occhi di tutti è verso estati della tipologia che abbiamo appena vissuto (altri studi, citati da @snowaholic, parlano di 2050 come data per estati mediamente come quella passata).
    se hai la +20 con GPT rosso fuoco i TS non li fa (esattamente come in questa estate) o almeno non abbastanza.
    venendo meno anche il contributo glaciale, le magre saranno necessariamente più magre.
    poi, nessuno ha la verità in tasca ma si parla di probabilità e, visto il trend oramai ben consolidato, non ci sono molte vie di scampo.

    portate invariate? consiglio la lettura, studio di diverse Arpa:

    http://www.cisba.eu/images/rivista/b...ima-cambia.pdf

    una conferenza che risale, pensa un po', al 2007 in cui già si parlava di queste cose e c'erano trend già ben consolidati:

    https://www.arpa.veneto.it/temi-ambi...lio%202007.pdf


    riguardo le precipitazioni, dipende da come cadono.
    facciamo un esempio: 100mm distribuiti bene (facciamo 10gg?) in un mese non sono uguali a 100mm che cadono in 3 giorni e per 27 poi non piove più.
    meglio che niente? sicuro, ma non è indenne la cosa.
    e la tendenza è PALESEMENTE in questo senso. Penso che la zona che stia vivendo questa cosa più di altre sia, guarda caso, il Piemonte occidentale in generale. Sicuramente qualcuno qui dentro ha dati a disposizione a riguardo.

    In generale, materiale per informarsi a dovere ce n'è parecchio, basta volerlo. E mi spiace la franchezza, ma ai miei occhi rimarrà sempre più affidabile lo studio di un ente accreditato piuttosto che l'esperienza personale di chicchessia.
    Le mie in realtà erano semplici estrapolazioni sui trend attuali, anche se credo siano piuttosto realistiche.

    La tua osservazione sul fatto che con i gpt che caratterizzano estati come questa va dritta al punto, il calo delle precipitazioni estive associato all'aumento di gpt medi è il problema più rilevante, anche i modelli climatici tendono a vedere questo effetto (che a sud del Po è già evidente da qualche tempo).


    Se aggiungi il calo di massa glaciale e minori precipitazioni nevose che si fondono più rapidamente diventa piuttosto evidente il rischio di un calo dela disponibilità di acqua in estate e un cambiamento del regime dei fiumi Alpini, non tanto per la portata media complessiva ma per quella della stagione estiva. Quindi aumenta il rischio di periodi di magra estiva e la portata dei fiumi in annate sfigate come questa si riduce ancora di più.


    Quindi non capisco molto la contrapposizione che vedo di questa discussione, le precipitazioni estive sono fondamentali per le Alpi e il problema quantitativamente più rilevante è il loro calo, probabilmente indotto dal GW, che rende particolarmente problematiche annate caratterizzate da siccità nelle altre stagioni (che ci sono sempre state, anche se quest'anno è stato particolarmente sfigato) e con un minore flusso di origine glaciale diventano possibili fasi di magra più estreme se si incastrano male gli altri elementi.

  8. #1818
    Burrasca L'avatar di Enrico_3bmeteo
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da elz Visualizza Messaggio
    Questo è un problema solo in situazioni occasionali e locali, in generale l'aridità dei suoli riduce il rischio di alluvioni tantochè in molte regioni si osserva una riduzione del rischio alluvionale nonostante un incremento delle precipitazoni estreme ad eccezione degli eventi più intensi in cui i suoli si saturano con maggiore facilità nel corso dell'evento ed emerge l'impatto delle precipitazioni più intense.
    Nimbus Web Attualit?
    Prima di esprimersi bisognerebbe leggere gli articoli collegati perché, ad una rapida occhiata, mi pare che l'argomento sia un po' più complesso

    Uno è questo:

    https://hess.copernicus.org/articles...-3947-2016.pdf

    che ad una rapida lettura non mi sembra si occupi del rapporto suolo secco/rischio alluvione

    e questi purtroppo sono a pagamento

    A global-scale investigation of trends in annual maximum streamflow - ScienceDirect
    Evidence of shorter more extreme rainfalls and increased flood variability under climate change - ScienceDirect. (ho chiesto l'articolo completo agli Autori)

    Questo è sull'evaporazione:

    https://hess.copernicus.org/articles...-1527-2022.pdf

    mi sembra che questi siano i principali
    Ultima modifica di Enrico_3bmeteo; 16/08/2022 alle 18:59

  9. #1819
    Burrasca L'avatar di Enrico_3bmeteo
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Citazione Originariamente Scritto da alnus Visualizza Messaggio
    Grazie per i link.
    Il grafico della portata media dal 1923 è perfettamente orizzontale, il valore basso del primo decennio del 2000 è un po' di breve periodo, è comunque meno basso del decennio degli anni 40 e viene dopo un decennio molto alto negli anni 90. Sarebbe interessante conoscere le medie annuali dell'ultimo decennio.
    Non voglio esprimere giudizi, però devo ammettere di aver avuto esperienze molto deludenti sia con l'Arpa della mia regione, a cui si devono gli ultimi grafici, che con l'AIPO.
    Esperienze tali da aver fatto perdere in me la fiducia nel lavoro di entrambi gli enti.
    La media aritmetica dell'intervallo considerato (1923-2013) è necessariamente orizzontale. Non può essere inclinata
    Il trend, al contrario, è leggermente inclinato nel verso della diminuzione

  10. #1820
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    Predefinito Re: Monitoriamo le regioni d'Italia in crisi idrica

    Fantastico!
    Un banale esperimento acclamato ai quattro venti e preso per dogma assoluto viene disintegrato da due semplici parole, luogo comune, ed in un attimo l'argomento diventa un po' più complesso...
    Che sfiga, crepo!

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