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Risultati da 11 a 20 di 339
  1. #11
    Uragano L'avatar di Davide1987
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo


  2. #12
    Uragano L'avatar di Davide1987
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo


  3. #13
    Uragano L'avatar di Davide1987
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo


  4. #14
    Uragano L'avatar di Davide1987
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo


  5. #15
    Uragano L'avatar di giorgio1940
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    I racconti di mio padre fecero venire in me la passione per il freddo e per la neve.
    Il "nevone"del 1929 interessò gran parte d'Italia.
    L'inverno 28/29 è stato"storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici esiberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia.
    L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le"fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua!
    La mia passione per la meteo e la neve, nasce proprio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'.
    Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera.
    Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°.
    Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio, a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm.
    Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avvallamenti del terreno superiori ai tre metri.
    La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada.Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità.
    Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia.
    Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno).
    L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica"per tutta la casa.
    Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita.
    Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine.
    In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od"acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva.
    Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufetta a legna, segnava zero gradi!"
    Fortunatamente anche grazie ai "furti"di mio padre mio fratello si salvò.
    La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico"nevone", tennero banco per anni nelle "veglie"di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie.
    Allora sì che l'inverno era inverno!
    Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...
    Se succedesse ora un tale evento avremmo disagi ben più gravi e duraturi, i potenti mezzi ora a disposizione non riuscirebbero a far fronte alla situazione, ed il caos, e l'emergenza sarebbe ad alti e pericolosi livelli.
    L'economia avrebbe contraccolpi pesanti.
    .......



    Ultima modifica di giorgio1940; 30/11/2019 alle 16:56
    Amante della Natura:Monti,meteo,mare,una piccola margherita.....
    Non posso che dir grazie a tanto Artefice!

  6. #16
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    I racconti di mio padre fecero venire in me la passione per il freddo e per la neve.
    Il "nevone"del 1929 interessò gran parte d'Italia.
    L'inverno 28/29 è stato"storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici esiberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia.
    L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le"fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua!
    La mia passione per la meteo e la neve, nasce proprio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'.
    Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera.
    Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°.
    Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio, a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm.
    Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avvallamenti del terreno superiori ai tre metri.
    La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada.Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità.
    Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia.
    Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno).
    L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica"per tutta la casa.
    Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita.
    Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine.
    In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od"acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva.
    Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufetta a legna, segnava zero gradi!"
    Fortunatamente anche grazie ai "furti"di mio padre mio fratello si salvò.
    La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico"nevone", tennero banco per anni nelle "veglie"di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie.
    Allora sì che l'inverno era inverno!
    Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...
    Se succedesse ora un tale evento avremmo disagi ben più gravi e duraturi, i potenti mezzi ora a disposizione non riuscirebbero a far fronte alla situazione, ed il caos, e l'emergenza sarebbe ad alti e pericolosi livelli.
    L'economia avrebbe contraccolpi pesanti.
    .......



    grazie per aver condiviso con noi queste "memorie"

  7. #17
    Burrasca
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    I racconti di mio padre fecero venire in me la passione per il freddo e per la neve.
    Il "nevone"del 1929 interessò gran parte d'Italia.
    L'inverno 28/29 è stato"storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici esiberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia.
    L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le"fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua!
    La mia passione per la meteo e la neve, nasce proprio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'.
    Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera.
    Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°.
    Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio, a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm.
    Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avvallamenti del terreno superiori ai tre metri.
    La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada.Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità.
    Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia.
    Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno).
    L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica"per tutta la casa.
    Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita.
    Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine.
    In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od"acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva.
    Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufetta a legna, segnava zero gradi!"
    Fortunatamente anche grazie ai "furti"di mio padre mio fratello si salvò.
    La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico"nevone", tennero banco per anni nelle "veglie"di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie.
    Allora sì che l'inverno era inverno!
    Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...
    Se succedesse ora un tale evento avremmo disagi ben più gravi e duraturi, i potenti mezzi ora a disposizione non riuscirebbero a far fronte alla situazione, ed il caos, e l'emergenza sarebbe ad alti e pericolosi livelli.
    L'economia avrebbe contraccolpi pesanti.
    .......



    Mi associo ai ringraziamenti. Che racconti di vita vissuta, incredibile!

    Questo come monito a chi parla con tono catastrofico del GW o del caldo estivo.

  8. #18
    Bava di vento L'avatar di LaBriglia
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Mi associo ai ringraziamenti. Che racconti di vita vissuta, incredibile!

    Questo come monito a chi parla con tono catastrofico del GW o del caldo estivo.
    Monito di cosa, i danni li fa lo stesso

    Inviato dal mio SM-A530F utilizzando Tapatalk

  9. #19
    Burrasca forte
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    I racconti di mio padre fecero venire in me la passione per il freddo e per la neve.
    Il "nevone"del 1929 interessò gran parte d'Italia.
    L'inverno 28/29 è stato"storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici esiberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia.
    L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le"fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua!
    La mia passione per la meteo e la neve, nasce proprio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'.
    Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera.
    Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°.
    Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio, a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm.
    Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avvallamenti del terreno superiori ai tre metri.
    La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada.Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità.
    Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia.
    Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno).
    L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica"per tutta la casa.
    Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita.
    Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine.
    In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od"acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva.
    Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufetta a legna, segnava zero gradi!"
    Fortunatamente anche grazie ai "furti"di mio padre mio fratello si salvò.
    La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico"nevone", tennero banco per anni nelle "veglie"di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie.
    Allora sì che l'inverno era inverno!
    Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...
    Se succedesse ora un tale evento avremmo disagi ben più gravi e duraturi, i potenti mezzi ora a disposizione non riuscirebbero a far fronte alla situazione, ed il caos, e l'emergenza sarebbe ad alti e pericolosi livelli.
    L'economia avrebbe contraccolpi pesanti.
    .......



    mi ha fatto commuovere il racconto del fratello ammalato
    Oggi diamo per scontate troppe cose; grazie per la testimonianza

  10. #20
    Vento moderato L'avatar di GiagiKarl
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    Predefinito Re: Inverno 1928/1929, dagli albori fino al grande gelo

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    I racconti di mio padre fecero venire in me la passione per il freddo e per la neve.
    Il "nevone"del 1929 interessò gran parte d'Italia.
    L'inverno 28/29 è stato"storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici esiberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia.
    L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le"fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua!
    La mia passione per la meteo e la neve, nasce proprio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'.
    Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera.
    Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°.
    Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio, a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm.
    Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avvallamenti del terreno superiori ai tre metri.
    La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada.Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità.
    Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia.
    Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno).
    L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica"per tutta la casa.
    Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita.
    Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine.
    In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od"acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva.
    Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufetta a legna, segnava zero gradi!"
    Fortunatamente anche grazie ai "furti"di mio padre mio fratello si salvò.
    La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico"nevone", tennero banco per anni nelle "veglie"di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie.
    Allora sì che l'inverno era inverno!
    Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...
    Se succedesse ora un tale evento avremmo disagi ben più gravi e duraturi, i potenti mezzi ora a disposizione non riuscirebbero a far fronte alla situazione, ed il caos, e l'emergenza sarebbe ad alti e pericolosi livelli.
    L'economia avrebbe contraccolpi pesanti.
    .......



    Pensa che invece la madre di mia nonna le raccontava sempre che ad una famiglia morì il padre ed erano i primi di febbraio 1929 (ci troviamo nei pressi di Colle, frazione di Nocera Umbra). Fuori dalla porta c'erano dai 3 ai 4 metri di neve a seconda di dove l'accumulava il vento e la bufera continua ad imperversare.
    Il povero disgraziato dovette attendere qualcosa come 10 giorni per riuscire ad essere sepolto al cimitero Comunale e per quei giorni visse con loro.

    Altro racconto, stavolta del mio bisnonno, che dice che un giorno doveva raggiungere la stalla dei maiali, ma la neve sommergeva del tutto la porta di casa ed era impossibile spalarla.
    Così, approfittando della neve ghiacciata e molto robusta, con picconi e badili scavarono un tunnel alto due metri ed avevano qualcosa come 1,5 m di neve sopra la volta di questo tunnel. Quando, dopo ore e ore di fatica, arrivarono alla stalla e videro tutti i maiali morti, beh... non penso che abbiano avuto una reazione così pacata
    2012: 31 Gennaio - 15 Febbraio (120 cm) T. minima: -10,9°C
    2017: 5 - 19 Gennaio (40 cm)T. minima: -10,7°C
    2018: 24 - 28 Febbraio (30 cm) T. minima: -11,2°C



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