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Risultati da 121 a 130 di 483
  1. #121
    Brezza leggera
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    Predefinito Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da DuffMc92 Visualizza Messaggio
    Puntualizzo una cosa: da un grosso campione di articoli comprendente 11944 pubblicazioni di climatologia risalenti al 1991-2011, deriva il seguente schema:

    Allegato 516813

    Sebbene il sito sia diverso, i dati sono liberamente accessibili al link che avevo messo ancora mesi fa in un altro 3d, che è ''The Consensus Project'', ad opera dell'antinegazionista per eccellenza John Cook.

    Tolti gli articoli della posizione 4 (rossa), da cui non si è potuto estrapolare nulla tramite le proposizioni-filtro utilizzate, si passa da 11944 a qualcosa in più di 3000, che è il 100% inclusivo del famoso 97%.
    A sua volta, quel 97% include le posizioni 1 (giallo), 2 (verde) e 3 (azzurra), di cui solo la 1 sostiene che il GW sia da 50 a 100% (che è una differenza abissale, tanto per far notare l'ambivalenza di questi esercizi) di origine antropica. E quanti sono? 64 studi su 3000 e qualcosa.
    Gran parte del resto è occupato dalle posizioni 2 e 3, che non quantificano né minimizzano l'influenza antropica e quindi lasciano la porta aperta a uomo e natura insieme, senza sapere quanto.

    L'errore comune (giammai evitato dalla divulgazione allarmata) è scambiare quel 97% per la posizione gialla, quando in realtà un buon 96....n% appartiene alla verde e alla azzurra.

    Scusa MeTeo, non ce l'ho affatto con te e concordo con varie cose che scrivi, ma ho usato questo tuo post come trampolino per rifare luce sulla questione e per cambiare l'aria, ormai pesante e viziata, che c'è qui dentro
    Anche se ce l’avessi avuta con me un intervento gentile e rigoroso come questo non potrei far altro che apprezzarlo.
    Ne farò tesoro di quel grafico.


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    Ultima modifica di MeTeo72; 19/12/2019 alle 20:07

  2. #122
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    Predefinito Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da inocs Visualizza Messaggio
    La controprova non sempre esiste in ambito scientifico né è strettamente necessaria. Cosa facciamo? Ci diamo tutti al creazionismo, per esempio, e buttiamo al macero decenni di evidenze paleontologiche e di biologia molecolare solo perché non abbiamo visto in diretta un proto-scimpanzé trasformarsi in un cavernicolo? (qualcuno dirà: ma sono milioni le persone che si danno al creazionismo! Appunto... )

    In realtà sulla controprova c'è un bel fraintendimento, spesso molto di comodo. Il metodo scientifico è un metodo, appunto, di approccio alle cose del mondo, non implica necessariamente che una teoria sia valida solo quando si ha la controprova fattuale. Una teoria è via via valida nel tempo quante più evidenze la sostengono, salva la possibilità di smontarla anche con una sola prova contraria inoppugnabile.



    Le tesi sostenute dalla maggior parte della gente comune sono sempre state ribaltate, in realtà. Diverso il caso se ragioniamo di addetti ai lavori. Galileo aveva ragione da solo perché era l'unico addetto ai lavori e gli altri parteggiavano per una mera credenza irrazionale. La gente comune ha preso il vizio di sentirsi Galileo andando contro la maggioranza degli scienziati, ribaltando di fatto ruoli e responsabilità.
    La controprova serve quando una tesi viene usata come dogma o principio, perché a quel punto la si considera come incontrovertibile.

    Dire che la CO2 influenza le temperature è ben diverso da dire che negli ultimi 150 anni le temperature sono aumentate solo per le emissioni di CO2 umane.
    Se poi questa tesi viene usata per investire migliaia di miliardi di euro e influenzare la vita di tutti, bisognerebbe essere sicuri di quello che si fa.


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  3. #123
    Burrasca forte L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    Ora che siamo giunti a quota 50 partecipanti, proviamo a dare qualche provvisorio risultato :

    1. Il 94% crede che il futuro del clima italiano veda un warming, contro il 6% che vede uno stallo o al contrario un calo termico.
    2. il 32% dei partecipanti pensa che il warming proseguirà accellerando ulteriormente (il 34% di chi sostiene il warming)
    3. il 14% pensa che il warming proseguirà a ritmo costante (il 15% di chi sostiene il warming)
    4. il 48% pensa che il warming proseguirà ma a ritmo incostante, con possibili fasi anche di stallo o inversione di tendenza temporanee (il 51% di chi sostiene il warming)


    Per quanto riguarda l'approccio emotivo:
    • prevede catastrofi e dunque è angosciato/fortemente preoccupato il 26% dei partecipanti
    • è frustrato ma non angosciato il 24%
    • accetta la situazione il 34%
    • non si pone la questione, non sostenendo l'idea del warming, il 6%


    Il thread vedo che sta avendo lo scopo per cui l'ho ideato: costituire uno spazio di confronto degli approcci e di condivisione delle proprie posizioni. Inoltre sta avendo l'intento catartico che volevo, aiutando a sviscerare finalmente tutto ciò che di latente volevamo dire e tramite questo aprire al dialogo e (mi auguro) a un nuovo rapporto tra tutti noi utenti, al di là delle nostre idee/convinzioni.

    Che continui così.

  4. #124
    Uragano L'avatar di albedo
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    "Prevedo catastrofi" mi sembra un po' eccessiva come opzione contrapposta a "lo accetto". Ci vorrebbe una via di mezzo, "prevedo fenomeni violenti", "alterazioni impattanti"... mi sono sinceramente trovato in difficoltà a rispondere. Per catastrofe cosa s'intende, scenari simili al film "2012" o "The day after tomorrow" o un innalzamento medio del livello del mare in grado di creare seri problemi ad alcune città o zone?

    RECORD PRATO+PRATO EST 1921-2014: Anno + freddo: 13,4° (1940); Anno + caldo 16,4° (1943); Anno + piovoso 1788,1 mm (1937);
    Anno + asciutto 503,8 mm (1945); Min. assoluta - 13,8° (11 gen 1985); Max assoluta 41,0° (7 lug 1952); Mese + freddo 0,2° (feb 1929); Mese + caldo 28,9° (ago 2003)

  5. #125
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    Predefinito Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Ora che siamo giunti a quota 50 partecipanti, proviamo a dare qualche provvisorio risultato :

    1. Il 94% crede che il futuro del clima italiano veda un warming, contro il 6% che vede uno stallo o al contrario un calo termico.
    2. il 32% dei partecipanti pensa che il warming proseguirà accellerando ulteriormente (il 34% di chi sostiene il warming)
    3. il 14% pensa che il warming proseguirà a ritmo costante (il 15% di chi sostiene il warming)
    4. il 48% pensa che il warming proseguirà ma a ritmo incostante, con possibili fasi anche di stallo o inversione di tendenza temporanee (il 51% di chi sostiene il warming)


    Per quanto riguarda l'approccio emotivo:
    • prevede catastrofi e dunque è angosciato/fortemente preoccupato il 26% dei partecipanti
    • è frustrato ma non angosciato il 24%
    • accetta la situazione il 34%
    • non si pone la questione, non sostenendo l'idea del warming, il 6%


    Il thread vedo che sta avendo lo scopo per cui l'ho ideato: costituire uno spazio di confronto degli approcci e di condivisione delle proprie posizioni. Inoltre sta avendo l'intento catartico che volevo, aiutando a sviscerare finalmente tutto ciò che di latente volevamo dire e tramite questo aprire al dialogo e (mi auguro) a un nuovo rapporto tra tutti noi utenti, al di là delle nostre idee/convinzioni.

    Che continui così.
    Però le opzioni erano/sono bloccate, legando il futuro del clima all’impatto emotivo senza possibilità di scegliere le diverse combinazioni.


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  6. #126
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da albedo Visualizza Messaggio
    "Prevedo catastrofi" mi sembra un po' eccessiva come opzione contrapposta a "lo accetto". Ci vorrebbe una via di mezzo, "prevedo fenomeni violenti", "alterazioni impattanti"... mi sono sinceramente trovato in difficoltà a rispondere. Per catastrofe cosa s'intende, scenari simili al film "2012" o "The day after tomorrow" o un innalzamento medio del livello del mare in grado di creare seri problemi ad alcune città o zone?
    non è nemmeno formulata così male se pensi alla propaganda corrente sul tema

  7. #127
    Burrasca forte
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    sono d'accordo con Lou_Vall
    aggiungo che in Italia molti non possono permettersi nemmeno i riscaldamenti in inverno oltre che i condizionatori in estate
    La meteo come la viviamo è un lusso del benessere
    Poi ognuno faccia le sue riflessioni

  8. #128
    Burrasca forte L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da albedo Visualizza Messaggio
    "Prevedo catastrofi" mi sembra un po' eccessiva come opzione contrapposta a "lo accetto". Ci vorrebbe una via di mezzo, "prevedo fenomeni violenti", "alterazioni impattanti"... mi sono sinceramente trovato in difficoltà a rispondere. Per catastrofe cosa s'intende, scenari simili al film "2012" o "The day after tomorrow" o un innalzamento medio del livello del mare in grado di creare seri problemi ad alcune città o zone?
    Ne ho parlato qui:

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Di sicuro
    Ribadisco però che con "catastrofe" intendo proprio qualcosa tale da causare disagi alla società e alle persone che sono al di là di quelle che sono affrontati anche oggi da altre società in condizioni similari a quelle cui potremmo tendere. Non mi riferisco tanto a eventuali cambiamenti che potrebbero rendersi necessari.

    Non lo dico per farti cambiare idea o per discutere, voglio solo rendere bene il concetto. Naturalmente ognuno la pensa come preferisce: tu vedi gravi disagi mentre io non ne vedo.
    Anche per @MeTeo72:

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Prevedo catastrofi sta a indicare un futuro con fenomeni estremi che causeranno sovente disagi gravi.

    Se non si accetta quest'idea, implicitamente si sostiene quella per cui i fenomeni estremi saranno indipendetemente dal trend abbastanza rari e quindi di fatto cambierebbe poco nella vita dell'uomo comune rispetto ad oggi. Sulle ondate di calore "estreme" ci adatteremmo, dopotutto esistono miliardi di esseri umani che vivono quelle condizioni abitualmente.
    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Rispondo alla parte in neretto: il titolo del thread è doppio.
    1. come ci approcciamo al GW
    2. Come vedete il futuro del clima italiano


    Non vedo perchè metterebbe timore: ognuno ha una propria visione scientifica ed emotiva della faccenda.
    Le risposte includono tutti gli scenari scientifici possibili (e si badi che ho parlato di GW, non AGW!) ovvero warming in accelerazione, warming in rallentamento, warming molto probabile e assenza di warming. Sono inclusi anche gli scenari: catastrofi climatiche molto più frequenti tali da causare gravi disagi; situazione non diversissima da oggi per fenomeni estremi (il che include anche l'ipotesi per cui aumenteranno ma resteranno talmente rari da non modificare gravemente la vita di sempre).
    Sul lato emotivo, la previsioni di catastrofi di per sè premette angoscia e preoccupazione; c'è poi la frustrazione o l'accettazione (che non è per forza atarassia, ma può assumere i contorni della malinconia o della rassegnazione fino al vero e proprio menefreghismo, alla constatazione che tutto sommato "i problemi veri della vita sono altri, non questi") per lo scenario in cui si suppone che i fenomeni estremi non aumenteranno esponenzialmente.

    Questo è quanto.
    Ultima modifica di burian br; 19/12/2019 alle 21:21

  9. #129
    Burrasca forte L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da albedo Visualizza Messaggio
    "Prevedo catastrofi" mi sembra un po' eccessiva come opzione contrapposta a "lo accetto". Ci vorrebbe una via di mezzo, "prevedo fenomeni violenti", "alterazioni impattanti"... mi sono sinceramente trovato in difficoltà a rispondere. Per catastrofe cosa s'intende, scenari simili al film "2012" o "The day after tomorrow" o un innalzamento medio del livello del mare in grado di creare seri problemi ad alcune città o zone?
    Aggiungo: il tema riguarda solo il clima italiano, non globale. Circa il livello del mare, le stime della NASA e dello stesso IPCC sono di massimo 1 m entro il 2100. Non ci vedo alcuna emergenza seria e irrisolvibile tale da causare disagi gravi, quindi non è contemplata almeno per l'Italia.

  10. #130
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    Predefinito Re: Come ci approcciamo al GW

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro1985 Visualizza Messaggio
    infatti ho parlato di metodo scientifico sotteso, Sergio, al di là di che risultato e di quanta unanimità sviluppi
    in quanto dal basso della mia ignoranza in questo non posso metterci becco
    Il fatto è che se già abbiamo bisogno di unanimità significa che la scienza non sa dare una risposta univoca. Vale a dire che sulle questioni scientifiche il consensus dovrebbe essere al 100% perchè abbiamo di fronte un dato incontrovertibile, ma in ambito climatico non è così. Quindi bisognerebbe sempre avere l'umiltà di dire che forse è molto probabile che esista un effetto antropico apprezzabile, ma che bisognerebbe valutarne meglio l'entità. Poi è chiaro che sul principio di precauzione non si discute.

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