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  1. #81
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da cut-off Visualizza Messaggio
    Credo che in effetti in Valpadana spesso alle inversioni si associ la presenza di nebbia/nubi basse che aiuta a contenere l'escursione; già qui nelle valli alpine e prealpine (ma penso possa valere pure per molte zone appenniniche) è più come dici tu; per esempio in presenza di un forte anticiclone dinamico invernale con zero termico a quote elevate come in questo periodo qui capita di avere estremi tipo -5°/7° a fondovalle e +3°/+6° sui 1500 metri, con una marcata differenza nelle minime ma max pressoché uguali.

    Il discorso relativo al contenimento delle massime (sempre però ragionando in termini di cielo sereno) personalmente lo vedo più legato all'effetto albedo in caso di presenza di neve al suolo che non alla pura inversione termica; per esempio qui a Trento Sud quest'inverno l'unica nevicata del 13/12/19 rimasta al suolo per 3 giorni ha permesso di registrare le massime più basse di tutto questo periodo, pur con il cielo in gran parte sereno e quindi il sole ben presente.
    Concordo, ma vorrei fare alcune precisazioni.
    Il fatto che ti faccia 7 gradi di max a fondovalle (dipende poi a che quota) e si registrino le stesse max a 1500 m, significherebbe che comunque l'inversione riesce a svolgere un suo modesto ruolo, nel contenere i valori massimi diurni.
    Inoltre, la media integrale sarebbe comunque ben più bassa nel fondovalle che al piano. Tieni conto che in inverno si hanno molte più ore di buio che di luce, quindi la media integrale sarà più vicina alle minime che non alle max. Nel caso da te citato, la media integrale del fondovalle sarebbe intorno agli 0 gradi se non inferiore, quella registrata a 1500 m di poco inferiore a 4.5 gradi.
    In genere, comunque, il delta termico tra i valori minimi e quelli massimi, in questi casi secondo me dipende dalla ampiezza del territorio pianeggiante o vallivo.
    Se ci troviamo in una vallata ampia e piatta, il delta termico tenderà ad essere più ampio, con minime meno eclatanti e massime più contenute (questo vale anche per alcune vallate appenniniche, come il Fucino, in cui si trova la mia città, la quale, essendo una vallata piuttosto ampia (anche se chiusa da quasi ogni lato), tende a comportarsi in certe situazioni come una piccola PP.
    Mentre le vallate più strette, in genere, si raffreddano prima di notte (registrando minime più basse), ma al contempo si scaldano prima di giorno (registrando max più alte).
    Ultima modifica di frankie95; 14/01/2020 alle 21:11

  2. #82
    Burrasca
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da frankie95 Visualizza Messaggio
    Concordo, ma vorrei fare alcune precisazioni.
    Il fatto che ti faccia 7 gradi di max a fondovalle (dipende poi a che quota) e si registrino le stesse max a 1500 m, significherebbe che comunque l'inversione riesce a svolgere un suo modesto ruolo, nel contenere i valori massimi diurni.
    Inoltre, la media integrale sarebbe comunque ben più bassa nel fondovalle che al piano. Tieni conto che in inverno si hanno molte più ore di buio che di luce, quindi la media integrale sarà più vicina alle minime che non alle max. Nel caso da te citato, la media integrale del fondovalle sarebbe intorno agli 0 gradi se non inferiore, quella registrata a 1500 m di poco inferiore a 4.5 gradi.
    In genere, comunque, il delta termico tra i valori minimi e quelli massimi, in questi casi secondo me dipende dalla ampiezza del territorio pianeggiante o vallivo.
    Se ci troviamo in una vallata ampia e piatta, il delta termico tenderà ad essere più ampio, con minime meno eclatanti e massime più contenute (questo vale anche per alcune vallate appenniniche, come il Fucino, in cui si trova la mia città, la quale, essendo una vallata piuttosto ampia (anche se chiusa da quasi ogni lato), tende a comportarsi in certe situazioni come una piccola PP.
    Mentre le vallate più strette, in genere, si raffreddano prima di notte (registrando minime più basse), ma al contempo si scaldano prima di giorno (registrando max più alte).
    Ottima precisazione Frankie

    In effetti tendi a dimenticarti di parlare di inversione quando la temperatura è identica in tutta la colonna tra 0 e 1000 m per esempio.

  3. #83
    Burrasca L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    In realtà le inversioni si devono valutare anche in base alle minime. A parte in pianura padana infatti, in molte altre zone le inversioni si verificano solo durante le ore notturne
    In tutti i fondovalle alpini, ad esempio. Da quanto ne so si è sempre parlato di inversioni anche da quesste parti, anche se in giornata si sale parecchio.

  4. #84
    Vento forte L'avatar di kima
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    In merito al discorso inversioni vorrei aggiungere qualche considerazione. Il parametro forse più importante è il vento/brezze, e la massa di aria interessata dall inversione (leggasi spessore e superficie). Provenendo dall Abruzzo interno ho un esempio lampante. Valle aquilana e catino del Fucino. Nottetempo le minime scendono su valori simili, talvolta più freddi nella valle aquilana, raggiungendo picchi anche di 15 gradi inferiori alla termica a 850 hpa, senza neve al suolo... Di giorno però nella valle aquilana il cuscino freddo si „rompe“ prima, e „scappa via“, scalzato da brezze diurne e per il fatto che è comunque una valle, seppur ben chiusa. Al contrario nel catino del Fucino la massa di aria fredda resta „piantata per terra“, non potendo „scappare via“, essendo più spessa ed estesa, e sigillata come una lente all interno di un bacino lacustre. Le brezze diurne oppure i venti in quota le scorrono sopra, senza scalfirla. Questo comporta che anche senza nebbia e senza neve nel Fucino si possono avere max di 0/3 gradi, mentre la valle aquilana vola oltre i 10 gradi... (parliamo di hp caldi è). E più questa situazione permane più il cuscino del Fucino si inspessisce, mentre il cuscino aquilano ha, diciamo, un ciclo giornaliero.
    Chiaramente, con neve al suolo il tutto viene amplificato.
    Ma il fattore determinante per l efficacia dell inversione è la morfologia e l orografia (a parità di condizioni meteorologiche).
    Estendendo il discorso alla PP e alle valli alpine, la prima è come un Fucino gigante, le altre si comportano più come la valle aquilana. Poi discorso ancora diverso è per le alte valli alpine, dove il soleggiamento praticamente assente in inverno gioca un ruolo determinante sul profilo termico.

  5. #85
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    In tutti i fondovalle alpini, ad esempio. Da quanto ne so si è sempre parlato di inversioni anche da quesste parti, anche se in giornata si sale parecchio.
    Beh non in tutti i fondovalle alpini si sale parecchio in giornata. C'è ad esempio in Valtellina una zona valliva interessantissima per le inversioni in Inverno, la zona che va da Forcola fin quasi a Sondrio, all'ombra delle Orobie. Lì le inversioni sono un qualcosa di strepitoso, grazie all'ombra solare che si protrae metà Novembre a fine Gennaio.
    Oggi Caiolo, a 270 m, ha registrato estremi di -8.2/-0.3, quindi giornata di ghiaccio, e lì l'inversione resiste quasi sempre anche al foehn. Non so se ci siano altre valli con caratteristiche simili nelle Alpi, estese in direzione W-E, ma credo di sì.

  6. #86
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da kima Visualizza Messaggio
    In merito al discorso inversioni vorrei aggiungere qualche considerazione. Il parametro forse più importante è il vento/brezze, e la massa di aria interessata dall inversione (leggasi spessore e superficie). Provenendo dall Abruzzo interno ho un esempio lampante. Valle aquilana e catino del Fucino. Nottetempo le minime scendono su valori simili, talvolta più freddi nella valle aquilana, raggiungendo picchi anche di 15 gradi inferiori alla termica a 850 hpa, senza neve al suolo... Di giorno però nella valle aquilana il cuscino freddo si „rompe“ prima, e „scappa via“, scalzato da brezze diurne e per il fatto che è comunque una valle, seppur ben chiusa. Al contrario nel catino del Fucino la massa di aria fredda resta „piantata per terra“, non potendo „scappare via“, essendo più spessa ed estesa, e sigillata come una lente all interno di un bacino lacustre. Le brezze diurne oppure i venti in quota le scorrono sopra, senza scalfirla. Questo comporta che anche senza nebbia e senza neve nel Fucino si possono avere max di 0/3 gradi, mentre la valle aquilana vola oltre i 10 gradi... (parliamo di hp caldi è). E più questa situazione permane più il cuscino del Fucino si inspessisce, mentre il cuscino aquilano ha, diciamo, un ciclo giornaliero.
    Chiaramente, con neve al suolo il tutto viene amplificato.
    Ma il fattore determinante per l efficacia dell inversione è la morfologia e l orografia (a parità di condizioni meteorologiche).
    Estendendo il discorso alla PP e alle valli alpine, la prima è come un Fucino gigante, le altre si comportano più come la valle aquilana. Poi discorso ancora diverso è per le alte valli alpine, dove il soleggiamento praticamente assente in inverno gioca un ruolo determinante sul profilo termico.
    Comunque nel Fucino il "cuscino freddo" permane fin quando le correnti in quota sono deboli dai quadranti occidentali, meridionali o settentrionali.
    Come i venti in quota (anche se deboli) ruotano dai quadranti orientali, si sale anche qui (nonostante termiche magari anche più basse). Non ho mai capito esattamente perché, ma credo sia dovuto ad un leggero effetto favonico e al fatto che la piana ad est è protetta da montagne più basse.
    Mentre con correnti occidentali (spesso ben più miti), le performance termiche diurne sono ben migliori, e l'aria si mantiene più umida.

  7. #87
    Bava di vento L'avatar di Gianfranco
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Prima metà del mese di Gennaio a Barletta (stazione meteorologica di riferimento "Borgovilla"):
    Media massime: 12.8°C (+0.8)
    Media minime: 4.1°C (
    -1.4)
    MEDIA INTEGRALE: 8.4 (-0.5)
    Pioggia caduta: 0.0 mm (-49.5 mm)
    Si ringraziano le inversioni termiche serali/notturne per le temperature minime e per la media integrale, le massime inevitabilmente sono sopramedia. Gennaio comunque ad ora totalmente da cestinare.

    Meteofilo 100%, amante degli eventi estremi, specie in ottica fredda.

  8. #88
    myMeteoNetwork Team L'avatar di AbeteBianco
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    Predefinito Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Citazione Originariamente Scritto da frankie95 Visualizza Messaggio
    Beh non in tutti i fondovalle alpini si sale parecchio in giornata. C'è ad esempio in Valtellina una zona valliva interessantissima per le inversioni in Inverno, la zona che va da Forcola fin quasi a Sondrio, all'ombra delle Orobie. Lì le inversioni sono un qualcosa di strepitoso, grazie all'ombra solare che si protrae metà Novembre a fine Gennaio.
    Oggi Caiolo, a 270 m, ha registrato estremi di -8.2/-0.3, quindi giornata di ghiaccio, e lì l'inversione resiste quasi sempre anche al foehn. Non so se ci siano altre valli con caratteristiche simili nelle Alpi, estese in direzione W-E, ma credo di sì.
    A parità di latitudine tutte le valli con asse W-E presentano queste caratteristiche a seconda dell’orografia. La Valtellina poi è una valle più riparata (meno esposta alle correnti da nord e più in generale con pure una pluviometria ridotta).

    Dico la mia conoscendo le inversioni.
    Da quanto ho notato l’effetto albedo può amplificare l’inversione, l’ho notato a febbraio 2012 con valori pazzeschi, a dicembre 2017 o febbraio 2006 con una situazione che non era caldissima in quota ma freddissima in basso.

    Poi naturalmente dipende anche il contesto in cui si verificano e con quali configurazioni, perché ad esempio qua fu impressionante gennaio 2002 nonostante l’assenza di neve. O vedi in questo inverno dove fa inversione ma con picchi ridicoli perché non gira freddo a livello generale.

    Dunque possiamo avere più varianti.
    Prima di tutto qua nelle valli alpine le inversioni si notano sulle minime, per le massime invece dipende, non è come la pianura padana o l’altipiano nordalpino dove ci sono le nebbie e le massime restano molto contenute. Il soleggiamento qua è molto presente, dunque dipende in che situazione si è, le massime possono anche essere relativamente elevate.
    Da considerare anche l’aspetto orografico, perché non tutte le zone sono in grado di ricevere questo soleggiamento, ma magari con il sole basso non lo prendono del tutto o solo in minima parte (io a dicembre ho 3 ore di soleggiamento dalle 9 alle 12).

  9. #89
    Uragano L'avatar di Dream Designer
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    A causa del regime inversionale, da me in collina il mese comincia a soffrire, tanto male non era partito ma adesso le minime sono 3 gradi sopra e le massime un paio d gradi, nei prossimi giorni cala un pò in ogni caso.

    Sulla 81/10 progressiva siamo a +1.0


    NAPOLI, Febbraio 2018: IO C'ERO !!!
    estremi dal 2001: -3.7 (2014) +38.1 (2007)


  10. #90
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    Predefinito Re: Gennaio 2020: anomalie termiche e pluviometriche

    Finora qui Gennaio sta registrando T media di 0.3, addirittura inferiore rispetto alla T media complessiva di Gennaio 2019!

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