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  1. #641
    Vento fresco L'avatar di and1966
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Citazione Originariamente Scritto da downburst Visualizza Messaggio
    Io ho la sensazione che potrebbe crearsi una discreta ferita in area mediterranea.
    Quella lacuna barica dovrebbe resistere per diversi giorni.
    Completamente d' accordo. Anche a me sembra strano che tutto sto po' po' di fenomeni scompaia senza lasciare traccia....
    " Intra Tupino e l'acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo,
    fertile costa d'alto monte pende........" Dante, Paradiso XI
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  2. #642
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Apprezzo l'aspirazione al rigore scientifico, però la terminologia e i dati andrebbero conosciuti per criticarli.

    Il termine rischio è comunemente utilizzato in statistica per indicare la probabilità di accadimento dei fenomeni naturali, è un termine che indica la possibilità di un evento incerto quindi è intrinsecamente probabilistica, e perfettamente adattabile anche ai fenomeni meteorologici.

    Gli abitanti delle Azzorre poi non hanno avuto alcun raffreddamento, anche loro sì godono un bel sopra media dovuto al riscaldamento globale, anche se mitigato in parte dalle dinamiche che descrivi e soprattutto dal fatto di stare in mezzo ad un oceano.

    Immagine


    Nella foga di contestare i luoghi comuni del catastrofismo climatico quindi finisci per scivolare in quelli di segno opposto, che hanno anche l'aggravante di essere totalmente antiscientifici. Perché se da un lato è vero che queste dinamiche sono fondamentali per spiegare la variabilità interannuale non sono comunque sufficienti a generare gli estremi termici che osserviamo o le variazioni di lungo periodo e i modelli climatici suggeriscono che i cambiamenti indotti dall'uomo contribuiscano ad amplificarne frequenza e persistenza.


    Comunque siamo pesantemente OT quindi sarebbe meglio proseguire la discussione altrove se non vogliamo incorrere nelle ire del moderatore.

    Giusto per essere precisi, perchè non viviamo a 850 hPa ma al suolo:

    Surface air.png

    La zona che ha subito un raffreddamento è semmai il Portogallo rispetto al primo decennio del XXI secolo, ma in generale il trend di aumento negli ultimi 10 anni in Atlantico è blando.
    Con ciò non voglio ovviamente dar manforte a tesi riduzionistiche, però anch'io penso ci sia lo zampino di un'impronta circolatoria troppo sfavorevole che spero non sia la nuova norma da qui per le generazioni avvenire.


    Chiuso OT.

  3. #643
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    Bova Marina (RC)
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    I modelli mattutini mostrano la lacuna barica che si aprirà nei prossimi giorni sul mediterraneo centrale, anche se oggi sembra ci sia una più veloce traslazione verso est; sono quindi ipotizzabili fenomeni da instabilità moderata sino al 27 c.m.
    Per il dopo pare confermata la caduta nell’Atl iberico- marocchino ma da lì si aprono due possibili alternative: 1) quella mostrata da Gfs ufficiale che vedrebbe una certa traslazione della ferita barica verso il mediterraneo centro -orientale con mantenimento dell’instabilità; 2) quella mostrata da Ecmwf/ Gem con dinamica molto più statica e controrisposta calda proprio verso il centro est mediterraneo.

  4. #644
    Vento fresco L'avatar di Reventino
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    a me non dispiacciono i modelli mattutini...c'è stato un lieve miglioramento nel medio-breve...per il dopo tutto da definire al momento...ci potrebbe essere un aumento termico seguito da una nuova discesa...ormai il peggio dell'estate è andato grazie a dio


    accumulo pioggia parziale 2022---->561mm

    inverno 2020/21--> 30cm di accumulo nevoso totale circa (in 7 episodi)

  5. #645
    Burrasca L'avatar di Lake
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Citazione Originariamente Scritto da Reventino Visualizza Messaggio
    a me non dispiacciono i modelli mattutini...c'è stato un lieve miglioramento nel medio-breve...per il dopo tutto da definire al momento...ci potrebbe essere un aumento termico seguito da una nuova discesa...ormai il peggio dell'estate è andato grazie a dio

    Ma si le giornate si accorciano soprattutto al Nord iniziano ad esserci le inversioni termiche nelle valli.
    “Non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un'antipatia innata verso i censori, i probiviri... ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più.”
    HUGO EUGENIO PRATT

  6. #646
    Uragano L'avatar di jack9
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    riepilogo spaghettame: al Nord leggero ma costante sopra media, pare però che dal 26, grazie a infiltrazioni e GPT più bassi, possa riattivarsi a pieno il ciclo diurno:




    Al sud sotto media (direi meritatissimo dopo sti giorni FOLLI, malsani proprio dai dati che ho letto) fino a circa fine mese, poi dopo c'è una salita immersa nell'indecisione:





    direi che per il momento agosto mostrerà il suo lato più docile un po' da N a sud. le giornate si accorciano a lunghe falcate e chi avviciniamo a settembre.
    Si vis pacem, para bellum.

  7. #647
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Citazione Originariamente Scritto da vangheljs Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti, sono neofita di questo forum e vorrei accodarmi alle vostre considerazioni sul tema specifico facendo delle doverose premesse sperando di non creare un o.t. e se del caso chiedo scusa anticipatamente.
    Sono un appassionato di meteorologia da anni ma più che volgere lo sguardo ai vari modelli previsionali (ancora ben lungi da prevedere correttamente oltre i sei/sette giorni) la mia attenzione si concentra sulla dinamica dei fluidi dell'atmosfera. Dico questo perché di robaccia in giro sui mezzi di informazione (di qualunque tipo: web, tv, radio e chi più ne ha più ne metta....) ve ne è tanta a partire dall'utilizzo della terminologia sia grammaticale che tecnica finendo sui luoghi comuni (molto comuni) del catastrofismo climatico.
    Dico questo perchè, in primis, molti ancora non sanno bene come si scrive o si legge la parola "meteorologo": la maggior parte delle volte sento o leggo metereologo o metereologia!!!
    Un'altra cosa che mi lascia sempre molto perpelsso è l'utilizzo, assolutamente improprio, del termine "rischio" di accadimento di un evento meteorologico: richio di temporali, pioggia o neve!!!! L'unica parola che deve essere correttamente utilizzata in meteorologia è PROBABILITA' di accadimento di un evento NON "rischio" perchè la meteorologia è una scienza probabilistica non una scienza "esatta" come la matematica!!
    Vengo al dunque: prima di parlare di cambiamenti climatici e di aumenti della temperatura terrestre dovremmo cercare di capirne le cause (quella antropica è un qualcosa che forse ne accelera il processo!!) perchè quello che stiamo subendo negli ultimi tempi (siccità, eventi meteo estremi) sono solamente l'effetto e non la causa di un qualcosa che attualmente tutti noi faciamo fatica a comprendere realmente.
    Relativamente all'ultima estate terrificante come anche alla siccità, il cui inizio deve essere datato allo scorso autunno (non possiamo chiedere all'estate le piogge non cadute in un intero semestre freddo!!) faccio una semplice e banale considerazione: e se provassimo a capire il perchè da alcuni anni a questa parte i gpt nella zona dell'atlantico a largo delle coste portoghesi flettono costantemente verso il basso sia in inverno che in estate?
    La causa di tutto questo caldo come anche della siccità, a mio modesto avviso, andrebbe individuata proprio in quella zona di oceano atlantico. La risposta infernale dell'anticiclone africano è esclusivamente dovuta a questo evento di calo quasi costante dei gpt al largo delle coste atlantiche portoghesi: è una situazione dinamica dei fludi dell'atmasfera e non statica (del tipo: è caldo perchè vi è il riscaldamento climatico!!). Si tratta dell'abbinamento causa-effetto tra la flessione dei gpt in aperto atlantico e la risposta dinamica del caldo che si accumula nel Nord Africa.
    Basta una minima discesa di aria fresca (neanche fredda) da latitudini un pò settentrionali in atlantico, a creare rimonte mostruose di promontori di alta pressione nord africani. Poi la permanenza quasi costante di queste configurazioni bariche non fa altro che trasformare questi promontori in anticicloni quasi permanenti.
    Tutte le volte che si ha a che fare con la situazione appena descritta, in Europa Occidentale si urla al catastrofismo senza capire nulla sul perchè si stia formando tale configurazione barica DINAMICA.
    Mi piacerebbe chiedere agli abitanti delle Isole Azzorre se si sono accorti che il loro clima è nettamente cambiato negli ultimi anni in direzione di un raffreddamento consistente invece che di un riscaldamento.
    Ecco, questa è la discussione che mi piacerebbe venisse affrontata e che purtroppo non vedo o leggo da nessuna parte dei mezzi d'informazione. Perchè si crea una configurazione barica quasi permanente in aperto atlantico portoghese? Una configurazione simile ma più enfatizzata si ebbe anche nella terribile estate del 2003.

    Scusate il lungo sfogo ma credo, sempre a mio modesto avviso, che l'approccio ad un argomento tanto importante quanto tecnicamente complicato, debba essere di ben altro tipo.
    Vi ringrazio per la lettura.
    Fabrizio
    Leggendo il tuo post ho pensato di averlo scritto io ma me ne fossi dimenticato, quoto tutto quello che hai scritto ma già ti hanno risposto, ho provato anche io ad inserire tali argomenti perchè mio parere sono attualmente assolutamente complementari e non si può parlare di di tempo o previsioni meteorologiche senza parlare di clima.
    il tempo meteorologico è l'insieme dei fenomeni fisici ed atmosferici che si osservano in un intervallo di tempo cronologico in un'area geografica definita. Poichè l'atmosfera è un gas ed i fenomeni in essa osservabili dipendono dal volume del gas in esame, la definizione operativa del tempo richiede che sia noto e costante il volume su cui si effettuano le operazioni di rilevamento e quindi l'area di superficie terrestre da cui si eseguono le misurazioni.
    avremo così il tempo su una città, su una regione. su una montagna e così via, fino a definire il tempo sulla terra in un dato istante.
    Più è grande l'area sottostante il volume d'atmosfera su cui si osserva il tempo più si dovrà mediare sulle grandezze fisiche (quali la temperatura, l'umidità ecc.), fino a segnalare come indicatore del tempo del globo, per esempio la temperatura media dell'aria a 2 metri dalla superficie.
    Questa definizione del tempo atmosferico è facilmente intuibile in quanto rispecchia le sensazioni immediate, la percezione di ciò che accade nell'aria: un temporale, un sole raggiante e così via.
    La definizione di clima, invece, per essere rigorosa, richiede l'uso del concetto di probabilità.
    Il clima di un luogo è dato dalla funzione di distribuzione della probabilità che a un dato istante si osservi si osservi un determinato tempo meteorologico.
    Questa definizione di clima non si può applicare direttamente in quanto non si hanno elementi nè teorici nè sperimentali che consentano di dire a priori quale sia la probabilità di osservare un certo tempo in un dato momento in un luogo definito.
    Per superare questa impossibilità a priori l'OMM raccomanda di calcolare le variabili statistiche del tempo su periodi di 30 anni di osservazioni continue giornaliere.
    30 anni che con la velocità dei cambiamenti attuali non rendono reale i cambiamenti in atto negli ultimi anni, differente da quello che percepiamo noi.
    Il ripetersi con sempre maggiore frequenza di fenomeni atmosferici estremi comprese le sempre più prolungate e frequenti ondate di calore, viene così interpretato come segno di variabilità climatica, in contrasto con le definizioni, sia di natura teorica sia, soprattutto, di natura pratica, fin qui adottate.
    Quando si parla clima si parla di sistemi dinamici non lineari, la fluidodinamica o dinamica dei fluidi, in fisica, in fisica è la branca della meccanica dei fluidi che studia il comportamento dei fluidi (ovvero liquidi e gas) in movimento, contrapposta alla statica dei fluidi; la risoluzione di un problema fluidodinamico comporta, in genere, la risoluzione (analitica o numerica) di complesse equazioni differenziali per il calcolo di diverse proprietà del fluido tra cui la velocità, la pressione, la densità o la temperatura, in funzione della posizione nello spazio e nel tempo.
    Mi sono dilungato e qui termino per spiegare che è tutto collegato e basta un minimo cambiamento nella circolazione atmosferica o delle correnti oceaniche per fare si che succeda quello che tu hai accennato, le continue e prolungate ondate di calore che subiamo in estate non sono altro che l'effetto di quello che tu hai citato, ma potrei anche menzionare gli ultimi 2 inverni appena trascorsi che nonostante tutti gli indici ed indicatori prevedessero inverni molto freddi, invece abbiamo avuto inverni miti.

  8. #648
    Vento fresco L'avatar di Reventino
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Giusto per essere precisi, perchè non viviamo a 850 hPa ma al suolo:

    Surface air.png

    La zona che ha subito un raffreddamento è semmai il Portogallo rispetto al primo decennio del XXI secolo, ma in generale il trend di aumento negli ultimi 10 anni in Atlantico è blando.
    Con ciò non voglio ovviamente dar manforte a tesi riduzionistiche, però anch'io penso ci sia lo zampino di un'impronta circolatoria troppo sfavorevole che spero non sia la nuova norma da qui per le generazioni avvenire.


    Chiuso OT.
    direi che il discorso è molto semplice... si riscaldano per ovvie ragioni più le terre emerse degli oceani, il resto è mera conseguenzialità... poi certo si può scendere in un'analisi più sofisticata e sviscerare bene i meccanismi conseguenziali...ma quello è alla base di tutto...e naturalmente è tutta colpa dell'uomo che ha immesso in atmosfera immense quantità di gas serra... io mi stupisco come ci sia la tendenza in alcuni meteoappassionati (sottolineo il termine meteoappassionati) a voler sminuire il fenomeno o a imputarlo a meri discorsi circolatori e ciclici... forse ci vogliamo illudere che in futuro qualcosa cambierà e potremo riassaporare almeno in certe fasi i fasti del meraviglioso clima del passato... ma non succederà! io mi stropiccio gli occhi quando guardo le carte degli eventi invernali del passato che però è innegabile negarlo, seppur con una certa fisiologica variabilità, si sono fatti sempre dico sempre più rari... ormai abbiamo un'hp subtropicale fisso sulla testa che solo per brevi periodi è scalfito ad est da correnti nord-orientali (per lo più sterili per la stragrande maggioranza del Paese) impedendo comunque qualsiasi tipo di azione di regressione continentale vera che generalmente in passato colpiva prima il sud e poi spostandosi verso ovest regalava le ormai rarissime nevicate alle pianure del nord... oppure seconda ipotesi retrogressioni che puntavano dritte sull'Ruropa centro-occidentale (in termini assoluti generalmente le più potenti) colpendo questa volta direttamente soprattutto Francia, Inghilterra, centro-nord Italia e a volte persino la Spagna... ma di cosa stiamo parlando! purtroppo siamo nati nell'epoca sbagliata, ma se questo è frutto di mera causalità non lo è il riscaldamento (non lo voglio nemmeno definire cambiamento, perchè mi pare un termine troppo generico) del clima Europeo e mondiale, tutta colpa di un essere meraviglioso e al contempo terribile, che è l'uomo. Che pur sapendo ormai con certezza il disastro che ha creato (e lo sappiamo almeno da 40 anni) non si è praticamente per nulla operato a cambiare questo stato di cose, cambiando sistema produttivo e puntando seriamente sulle energie rinnovabili (seppur certo non si può negare l'aumento esplosivo demografico che molto ha contribuito con l'aumento dei consumi al correlato aumento delle immissioni; a cui aggiungerei il leggittimo sviluppo, seppur su un sistema sbagliato come è il nostro, dei così detti paesi del terzo mondo). Lascio la disamina tecnica di quanto ho appena detto ai tecnici, ma questo è il discorso!
    Ultima modifica di Reventino; 20/08/2022 alle 10:59


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  9. #649
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Intanto anche gfs06 mostra la caduta barica ad ovest del contienente che potrebbe comportare dal 27/28 a sopramedia al centro sud, di durata da definire, mentre il nord rimarrebbe più coinvolto dall’instabilità.

  10. #650
    Vento forte L'avatar di ale97
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    Predefinito Re: AGOSTO...Nano mio non ti conosco....DISCUSSIONE MODELLI

    Manca tanto ma il long ecmwf è davvero brutto per le regioni occidentali.

    Screenshot_2022-08-20-13-10-11-025_com.meteociel.fr.jpg
    Screenshot_2022-08-20-13-10-15-814_com.meteociel.fr.jpg
    Screenshot_2022-08-20-13-10-18-649_com.meteociel.fr.jpg

    Le ensi più morbide soprattutto al nord ma testimoniano come non sia un run particolarmente isolato.

    Screenshot_2022-08-20-13-11-46-314_com.meteociel.fr.jpg
    Lo so che sono carte non troppo affidabili ma dato che si commentano abitualmente carte a 168/240 ore (anche se a volte dà incomprensibilmente fastidio- basta non prenderle alla lettera come ovvio che sia) non vedo perché non parlare della possibilità.

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