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  1. #51
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da Gian1969 Visualizza Messaggio
    Dall'osservatorio Meteorologico Milano Duomo.

    Link:
    Il più caldo e il meno piovoso: 2022 anno dei record a Milano (fondazioneomd.it)

    Riporto per comodità l'articolo completo; per i grafici, molto interessanti, e per una lettura con una editazione migliore, potete cliccare sul link all'articolo, davvero ben fatto.
    Nel titolo ho apposto un (*) sul più caldo, perché anche per Linate è stato il più caldo; e un (**) sul meno piovoso, perché per le altre stazioni che ho monitorato - sotto le riporto - l'accumulo è stato maggiore anche di quello del 1921. In centro città, dunque, il 2022 batte il 1921; ma solo lì.


    Il più caldo (*) e il meno piovoso (**): 2022 anno dei record a Milano


    Il 2022 a Milano si è concluso come l’anno più caldo e meno piovoso.

    Considerando i dati della nostra stazione meteo sita nel centro cittadino, l’anno ha chiuso con una temperatura media di 16.9 °C, superiore di 2.0 °C rispetto al corrispettivo valore del CLINO 1991-2020 e di 3.2 °C rispetto al CLINO 1961-1990, utilizzato per gli studi riferiti al cambiamento climatico. Prima del 2022 il valore più elevato era il 16.1 °C registrato negli anni 2015, 2017, 2018 e 2019: è importante quindi sottolineare come tali valori siano tutti appartenenti ad anni recenti e, soprattutto, come il valore di quest’anno risulti molto più elevato rispetto al precedente valore record.

    Come si può vedere anche dal grafico, dove vengono confrontate le medie mensili del 2022 con le rispettive medie dei CLINO 1961-1990 e 1991-2010, tutti i mesi si sono conclusi con una temperatura media in linea o superiore a quella del CLINO 1991-2020; marzo e aprile hanno fatto registrare una media identica a quella del trentennio di riferimento (ma superiore a quella del CLINO 1961-1990), mentre ottobre, con una temperatura media di 19.0 °C, è stato il mese con il maggior scostamento dal CLINO 1991-2020 (14.9 °C) e il più caldo ottobre di sempre (considerando i dati dal 1897): si è distinta in particolar modo l’ultima decade, che con una media di 19.1 °C è stata più calda di 6.1 °C rispetto a quella del trentennio di riferimento.

    Tra i mesi molto più caldi della norma da segnalarsi anche febbraio, maggio, giugno e luglio; luglio in particolare con i suoi 28.9 °C risulta essere il più caldo di sempre insieme a quello del 2015.

    La temperatura massima assoluta si è registrata il 22 luglio (37.6 °C), ma sono stati ben 13 i giorni con temperatura superiore ai 35 °C (1 nel mese di giugno, 8 in luglio e 4 ad agosto); tra il 25 giugno e il 6 agosto la temperatura massima registrata è sempre stata superiore ai 30 °C e in generale nel corso dell’anno ben 90 sono stati i giorni con temperatura massima superiore ai 30 °C, rispetto ad un valore atteso di 54.8 giorni: il primo “over trenta” è stato rilevato già il 15 maggio.

    Sempre il 22 luglio si è registrata la minima più elevata (27.9 °C), ma sono state addirittura 100 le “notti tropicali”, cioè le giornate in cui la minima è rimasta superiore ai 20 °C, contro un valor medio atteso di 52.3 episodi all’anno: anche in questo caso la prima “notte tropicale” si è verificata il 15 maggio e si sono poi presentate ininterrottamente tra l’11 giugno e l’11 agosto.

    Cinque sono state le ondate di calore che hanno interessato l’estate 2022, tra la seconda metà di giugno e gli inizi di agosto: la più lunga e persistente è stata quella verificatasi tra il 14 e il 25 luglio.

    La minima assoluta è stata di -0.7 °C, registratasi il 10 gennaio; nel complesso, i giorni di gelo (giorni con temperatura minima inferiore allo zero) sono stati solo 6: 4 a gennaio e 2 a dicembre. Non vi sono stati invece giorni di ghiaccio, cioè giornate con massima negativa: il valore di massima più basso è stato di 3.3 °C il giorno 13 dicembre.

    Il 2022 è stato anche un anno da record per quello che riguarda le precipitazioni: solo 392.3 mm i millimetri caduti a Milano Centro, molto meno della metà del valore CLINO (936.3 mm) e il cumulato annuo più basso mai registrato. Ad eccezione di dicembre (rilevati 71.9 mm rispetto ai 59.5 mm del CLINO 1991-2020) tutti i mesi hanno chiuso in deficit pluviometrico, ma si distinguono particolarmente i primi tre mesi dell’anno e ottobre.

    Definendo come giorno di pioggia una giornata in cui si è registrato almeno 1 millimetro, a Milano Centro nel 2022 i giorni di pioggia sono stati 53, numero decisamente inferiore a quello della media CLINO 1991-2020 (79.2).

    Tra febbraio e marzo vi sono stati 42 giorni consecutivi senza precipitazioni, ma in generale tutto l’anno è stato caratterizzato da un susseguirsi di lunghi periodi di assenza di piogge.

    L’unico episodio grandinigeno si è registrato il 9 maggio, mentre non vi sono stati eventi nevosi.

    Nel corso dell’anno la ventilazione media prevalente è stata di direzione orientale e oltre il 64% dei valori sono risultati inferiori a 1.5 m/s. Gli eventi di vento più intensi si sono verificati o dai settori orientali o da quelli nord-occidentali. La raffica più forte (20.8 m/s) è stata registrata il 7 febbraio.

    A livello di temperatura media annua Milano Centro si conferma la più calda insieme alla stazione di Sarpi; la “più fredda” è invece la stazione di San Siro con 16.2 °C.

    Tuttavia, il valore massimo più elevato, 38.2 °C, si è registrato a Milano Bicocca nel già precedentemente citato 22 luglio: in quel giorno tutte le stazioni hanno raggiunto o superato i 36.5 °C.

    Nel corso del 2022 numerose sono state le giornate con temperatura massima superiore ai 35 °C: dalle 7 di Milano Forze Armate alle 20 di Bovisa; dal conteggio e dalla seguente mappa è stata esclusa la stazione di Milano Città Studi, soggetta ad un periodo di interruzione tra il 3 agosto e il 28 settembre a causa di lavori di manutenzione presso il sito ospitante.

    Il valore minimo più elevato è rappresentato dai 28.3 °C registrati a Sarpi il 21 luglio e a Bovisa il giorno seguente.

    Milano Centro è la stazione ad aver registrato il maggior numero di “notti tropicali” (100, come precedentemente anticipato), ma in generale esse sono state numerose in tutte le stazioni, anche se, come atteso, quelle del centro cittadino presentano un numero di episodi più elevato: “solo” 81, invece, a Milano Forze Armate; come nella mappa precedente, anche in questo caso è stata esclusa la stazione di Milano Città Studi.

    La minima assoluta è stata registrata a Milano Sud l’11 gennaio (-3.1 °C).

    Milano Sud è anche la stazione che presenta il maggior numero di giornate di gelo (23), cioè giorni con temperatura minima al di sotto degli zero gradi, mentre a Sarpi sono state soltanto 2 in tutto l’anno. Da tale conteggio e dalla seguente mappa è esclusa Milano Forze Armate, essendo stata installata il 31 marzo 2022.

    Nel corso del 2022 non si sono verificate, invece, giornate di ghiaccio, cioè giornate con temperatura massima al di sotto degli zero gradi.

    Tornando ad occuparci del caldo estremo, è stato calcolato l’indice Humidex orario (indice biometeorologico sviluppato per stimare, attraverso una formula semi-empirica, il discomfort umano in presenza di condizioni atmosferiche caratterizzate da alte temperature ed elevata umidità): si nota come il valore 40 °C, associato a una situazione di grande disagio e pericolo, è stato raggiunto o superato, nel corso dell’estate 2022, per 22 volte (distribuite su 5 giornate) a Milano Centro. Il valore più elevato di Humidex (42.4 °C) è stato registrato proprio a Milano Centro nel tardo pomeriggio del 25 luglio.

    In tutte le stazioni i valori di Humidex superiori a 40 °C sono stati raggiunti tra il 23 e il 25 luglio, giornate nelle quali si sono registrati elevati valori di temperatura e alti tassi di umidità; fanno eccezione Milano Sud, che presenta anche due episodi il 15 luglio e il 5 agosto e Milano Centro (26 luglio e 5 agosto).

    Anche per quello che concerne le precipitazioni ci sono state differenze rilevanti tra le diverse zone della città: sebbene in generale le piogge nel corso del 2022 siano state scarse ovunque, più piovosi risultano i settori settentrionali, con un massimo di 468.9 mm in Bovisa.

    Il valore più elevato cumulato in un solo giorno spetta invece a Milano Sud, che il 29 luglio ha fatto registrare 44.8 mm di pioggia, caduti in meno di tre ore.

    Tutte le stazioni (ad eccezione di Forze Armate, installata in seguito) hanno fatto registrare 42 giorni consecutivi senza precipitazioni tra febbraio e marzo.

    In conclusione possiamo quindi dire che, nonostante le discrepanze riscontrabili nelle varie aree cittadine, a causa delle diverse condizioni microclimatiche e del differente sviluppo dell’area urbanizzata, l’anno 2022 a Milano è risultato in generale molto caldo, con diverse intense ondate di calore, tra cui spicca particolarmente quella a cavallo tra la seconda e la terza decade di luglio, nella quale si sono registrate le massime e le minime più elevate, nonché valori di Humidex superiori a 40 °C.

    Le precipitazioni sono state scarse e hanno avuto nel corso dell’anno un andamento molto discontinuo, con alternanza tra lunghi periodi più secchi e periodi caratterizzati da piogge più abbondanti, spesso concentrate in singoli episodi particolarmente intensi, anche a carattere temporalesco.



    (*) A Milano Linate la media annua è risultata di ben +15,5°; la media minime è stata +10,2°, la media massime +20,7°; notate che nella 1961-90, che vale grossomodo anche per tutti i trentenni precedenti, i valori minimi e massimi sono rispettivamente: +7,8° +17,2° (un altro pianeta, uno stravolgimento, se mi è consentito).

    (**) Riporto per comodità i dati di fine anno che avevo postato nel thread di dicembre, integrandoli con quelli di Milano Duomo (meglio, ex Milano Duomo).

    Le precipitazioni di dicembre, ben sopra la norma, hanno consentito anche ai quartieri meno piovosi di superare il quantitativo annuo dell’anno più secco da inizio misurazioni, il 1921, con l'eccezione di Milano Duomo.

    Milano Duomo (centro): 392,3 mm
    Milano via Arbe (nord-est):
    428 mm
    Milano Porta Genova (centro, settore sud-ovest): 430 mm
    Milano via Maxwell (nord-est): 473,3 mm
    Milano San Siro (nord-ovest): 467 mm
    Milano Famagosta Parco Sud (sud-ovest): 506,4 mm
    Milano San Leonardo (nord-ovest): 600 mm
    Milano Boscoincittà (nord-ovest): 616 mm

    Di seguito i cinque anni più secchi per il periodo 1858-2022, il 2022 è secondo appena dopo il 1921, staccando il terzo classificato, il 1973; il dato dell’estremo nord-ovest Milano, San Leonardo e Boscoincittà, è “falsato” da due nubifragi locali in giugno, già a San Siro, pochi km a sud, l’accumulo è nettamente inferiore. Anche Milano Famagosta ha risentito di due nubifragi localizzati a fine luglio, come citato anche per la stazione Milano Sud nell'articolo sopra riportato.

    2022 392,3 Duomo (centro)
    1921 426,6 Brera (centro)

    2022 428,0 Arbe
    2022 430,0 Porta Genova
    2022 467,0 San Siro
    2022 473,3 via Maxwell
    2022 506,4 Famagosta Parco Sud
    2022 600,0 San Leonardo
    1973 603,1 Brera
    2022 616,0 Boscoincittà
    1923 633,1 Brera
    1871 640,6 Brera
    2017 645,2 Famagosta Parco Sud
    Sono dati sconvolgenti quelli della stazione del Centro, che ha visto più caldo, in pratica, e in tutti i sensi, rispetto a Lecce, e non così lontano da Brindisi in fatto di media ("solo" -0,7°).
    Ma mi hanno sconvolto più di tutti la minima annuale di appena -0,7° (effetto isola di calore suppongo, ma è assurdo, considerando che qui la minima annuale è stata -0,4° ma mi trovo 5° più a sud e sul mare!) e ancor di più le 100 minime tropicali (30 in più che qui!) e le 90 max sopra i 30°, di cui 13 sopra i 35°. Sono dati inconcepibili da me, degni dell'estate 2003 se proprio, ma sono avvenuti a Milano. Immagino ci sia l'impronta, quanto meno nel n° di minime sopra i 20°, sempre dell'isola di calore, perchè non credo proprio che nessun'altra località del Nord abbia visto un tale numero di minime tropicali.

  2. #52
    Uragano L'avatar di jack9
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Sono dati sconvolgenti quelli della stazione del Centro, che ha visto più caldo, in pratica, e in tutti i sensi, rispetto a Lecce, e non così lontano da Brindisi in fatto di media ("solo" -0,7°).
    Ma mi hanno sconvolto più di tutti la minima annuale di appena -0,7° (effetto isola di calore suppongo, ma è assurdo, considerando che qui la minima annuale è stata -0,4° ma mi trovo 5° più a sud e sul mare!) e ancor di più le 100 minime tropicali (30 in più che qui!) e le 90 max sopra i 30°, di cui 13 sopra i 35°. Sono dati inconcepibili da me, degni dell'estate 2003 se proprio, ma sono avvenuti a Milano. Immagino ci sia l'impronta, quanto meno nel n° di minime sopra i 20°, sempre dell'isola di calore, perchè non credo proprio che nessun'altra località del Nord abbia visto un tale numero di minime tropicali.
    l'isola di calore sulle minime tropicali c'entra, ma relativamente. qui ho più o meno gli stessi numeri e di isola di calore non ce n'è traccia.
    è semplicemente stata l'estate più calda di sempre, centro o non centro.
    sia per picchi, ma soprattutto per continuità da maggio a settembre (non che ottobre e novembre siano stati freschi...).
    Si vis pacem, para bellum.

  3. #53
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    l'isola di calore sulle minime tropicali c'entra, ma relativamente. qui ho più o meno gli stessi numeri e di isola di calore non ce n'è traccia.
    è semplicemente stata l'estate più calda di sempre, centro o non centro.
    sia per picchi, ma soprattutto per continuità da maggio a settembre (non che ottobre e novembre siano stati freschi...).
    E' che 100 minime tropicali significa tutta l'estate in pratica + una settimana fuori dall'estate. Per voi del Nord trovo questi numeri inconcepibili, li troverei tali anche per una località interna del Sud Italia e forse pure siciliana, perchè di solito i campioni in n° di minime tropicali sono le località marine per via dell'inerzia termica marina.

  4. #54
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Sono dati sconvolgenti quelli della stazione del Centro, che ha visto più caldo, in pratica, e in tutti i sensi, rispetto a Lecce, e non così lontano da Brindisi in fatto di media ("solo" -0,7°).
    Ma mi hanno sconvolto più di tutti la minima annuale di appena -0,7° (effetto isola di calore suppongo, ma è assurdo, considerando che qui la minima annuale è stata -0,4° ma mi trovo 5° più a sud e sul mare!) e ancor di più le 100 minime tropicali (30 in più che qui!) e le 90 max sopra i 30°, di cui 13 sopra i 35°. Sono dati inconcepibili da me, degni dell'estate 2003 se proprio, ma sono avvenuti a Milano. Immagino ci sia l'impronta, quanto meno nel n° di minime sopra i 20°, sempre dell'isola di calore, perchè non credo proprio che nessun'altra località del Nord abbia visto un tale numero di minime tropicali.
    Come dice giustamente @jack9, l'isola di calore è un fattore secondario. Fattore primario nello scempio del 2022 è stata la circolazione atmosferica quasi sempre svantaggiosa per l'area Milanese.

    I dati dell'aeroporto di Milano Linate, fuori città, sono altrettanto folli:
    - 91 giorni con massima superiore ai 30°
    - 54 notti tropicali
    - Temperatura media di luglio +27,9° (sarebbe +25,0° la 91-20; +23,5° la 61-90, simile ai trentenni addietro)
    - Temperatura media annua +15,5° (sarebbe +14,2° la 91-20; +12,5° la 61-90, simile ai trentenni addietro)

    Non credo ci sia altro da aggiungere, lo sconvolgimento climatico di Milano - ma aggiungerei anche di Torino - ha pochi eguali in Italia (e sono tutti in zone vicine, temo).

    Buona serata.

  5. #55
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da Gian1969 Visualizza Messaggio
    Come dice giustamente @jack9, l'isola di calore è un fattore secondario. Fattore primario nello scempio del 2022 è stata la circolazione atmosferica quasi sempre svantaggiosa per l'area Milanese.

    I dati dell'aeroporto di Milano Linate, fuori città, sono altrettanto folli:
    - 91 giorni con massima superiore ai 30°
    - 54 notti tropicali
    - Temperatura media di luglio +27,9° (sarebbe +25,0° la 91-20; +23,5° la 61-90, simile ai trentenni addietro)

    Non credo ci sia altro da aggiungere, lo sconvolgimento climatico di Milano - ma aggiungerei anche di Torino - ha pochi eguali in Italia (e sono tutti in zone vicine, temo).

    Buona serata.
    Certamente non è un fattore primario, comunque esacerba certe dinamiche, direi addirittura le trasfigura in qualcosa di più, perchè come ho detto 100 notti tropicali è qualcosa di estremamente difficile persino per il Sud peninsulare costiero, forse pareggiato solo dalle località costiere siciliane e neppure.

  6. #56
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Certamente non è un fattore primario, comunque esacerba certe dinamiche, direi addirittura le trasfigura in qualcosa di più, perchè come ho detto 100 notti tropicali è qualcosa di estremamente difficile persino per il Sud peninsulare costiero, forse pareggiato solo dalle località costiere siciliane e neppure.
    Esacerba sicuramente perché aggiunge un delta positivo alle temperature delle zone non urbanizzate.
    Il fatto è che le temperature delle zone non urbanizzate sono schizzate letteralmente in alto, d'estate per alte pressioni subtropicali, d'inverno a causa della mancanza pressoché totale di serie irruzioni da est, che siano seguite da stasi atmosferica con conseguente formazione di una spessa inversione termica.
    Oggi i pochi sbuffi da est sono deboli e miti e sono seguiti o da nuovo foehn, o da nuvolaglie in entrata dal Mar Ligure.

    Gennaio a Milano Linate è passata da -1,9/+4,6 della 61-90 a -0,4/+7,4 della 91-20, è un'aumento abnorme e, come puoi vedere, la massima è aumentata il doppio della minima, proprio per effetto della mancanza di inversioni fredde.

    Gennaio 2023 a Milano Linate è a +2,9/+8,6; questa ultima lama artica ha portato qualche folata nevosa giovedì scorso, senza accumulo, un'unica intensa gelata sabato mattina con -3,9 a Linate, e stop. Già oggi era mite con massima +11,1. E la prossima lama, anche quella, ci eviterà.

    E quindi, alla fine, i numeri che escono sono quelli che vedi sopra, non ci sono storie. Qui, diversamente da voi, non ci sono momenti, seppur brevi, che siano ben sottomedia. Nessuno, e da anni.

  7. #57
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Citazione Originariamente Scritto da Gian1969 Visualizza Messaggio
    Esacerba sicuramente perché aggiunge un delta positivo alle temperature delle zone non urbanizzate.
    Il fatto è che le temperature delle zone non urbanizzate sono schizzate letteralmente in alto, d'estate per alte pressioni subtropicali, d'inverno a causa della mancanza pressoché totale di serie irruzioni da est, che siano seguite da stasi atmosferica con conseguente formazione di una spessa inversione termica.
    Oggi i pochi sbuffi da est sono deboli e miti e sono seguiti o da nuovo foehn, o da nuvolaglie in entrata dal Mar Ligure.

    Gennaio a Milano Linate è passata da -1,9/+4,6 della 61-90 a -0,4/+7,4 della 91-20, è un'aumento abnorme e, come puoi vedere, la massima è aumentata il doppio della minima, proprio per effetto della mancanza di inversioni fredde.

    Gennaio 2023 a Milano Linate è a +2,9/+8,6; questa ultima lama artica ha portato qualche folata nevosa giovedì scorso, senza accumulo, un'unica intensa gelata sabato mattina con -3,9 a Linate, e stop. Già oggi era mite con massima +11,1. E la prossima lama, anche quella, ci eviterà.

    E quindi, alla fine, i numeri che escono sono quelli che vedi sopra, non ci sono storie. Qui, diversamente da voi, non ci sono momenti, seppur brevi, che siano ben sottomedia. Nessuno, e da anni.
    Riassunto triste ma molto veritiero della situazione del centro-ovest Lombardia (e forse estendibile ad altre zone).
    Sai, ogni frase gira seguendo un'onda che tornerà, perché il mondo è rotondità.

  8. #58
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Vediamo com’è andato il 2022 ad Udine; i dati al suolo iniziano con continuità dal marzo 1991 (febbraio 1993 per la pressione atmosferica). In quota iniziano dal febbraio 1981.

    • Media minime 9.1°C, +0.8°C dalla media 1992/2020, terzo posto su 31 fra i più caldi insieme al 2018.
    • Media medie 14.9°C, +1.4°C dalla media, nuovo record (battuta la coppia 2014-2018 di quattro decimi).
    • Media massime 20.8°C, +2.1°C dalla media, nuovo record (battuto il 2003 di sei decimi).
    • Escursione termica giornaliera media 11.7°C, +0.9°C dalla media, terzo posto fra le più alte.
    • Radiazione solare media 14368 KJ\mq, +1387 dalla media, nuovo record (battuto il 2011 di 345 KJ\mq).
    • Caduti 1004.3 mm, -485.9 mm (-32,6%) dalla media, nuovo record negativo (battuto il 2018 di 8.7 mm); 78 giorni piovosi, -22 dalla media, quarto valore più basso.
    • Pressione atmosferica media 1006.8 hPa, +2.5 hPa dalla media 1994/2020, secondo posto su 29 fra le più alte.
    • Media ad 850 hPa 7.2°C, +1°C dalla media 1991/2020, eguagliato il record del 2015 (su 42 totali).
    • Quota media ZT 2751 metri, + 193 dalla media, terzo posto fra le più alte.

    Ora faccio un breve riassunto dei vari mesi, rimandando alle relative discussioni per i dettagli.
    Gennaio è stato un mese il cui giudizio su di esso cambia notevolmente a seconda delle grandezze che consideriamo.
    Esso è stato freddo di notte e leggermente sottomedia per le temperature medie; è stato caldo di giorno ed in quota ed anche lo zero termico è stato elevato.
    Non abbiamo avuto vere e proprie ondate fredde, ma solo brevi lisciate che hanno prodotto quasi sempre scarsi effetti e di durata limitata; se per il freddo gennaio non ha combinato nulla di nuovo, esso si è fatto notare per il caldo dato che ha esso ha fatto segnare ben 15.2°C ad 850 hPa (nuovo record mensile e stagionale).
    Il soleggiamento e la pressione atmosferica sono stati piuttosto alti, come pure l’escursione termica (da record, battuto il 2020).
    Abbiamo avuto un solo peggioramento, passato il giorno cinque: ad Udine non è stato molto intenso, ma sui monti e le Prealpi è stato in grado di portare accumuli in tripla cifra.
    Febbraio è stato complessivamente mite al suolo, in particolare per le medie e le massime che hanno gli scarti positivi maggiori e che fanno entrare il mese fra i primi dieci più caldi.
    Anche in quota febbraio è stato sopra la media, la temperatura in maniera minore rispetto alle medie ed alle massime al suolo, mentre anche per lo ZT esso entra fra i primi dieci aventi le medie più alte.
    Il mese è stato sulla falsariga dei precedenti: ha piovuto poco, l’unica perturbazione veramente degna di questo nome è passata il giorno 15; essa è stata moderata, ma ha interrotto un periodo secco che durava da circa 40 giorni ed ha riportato la neve in montagna (anche a fondovalle).
    Anche in questo mese non abbiamo avuto ondate di freddo vere e proprie: nessuna minima davvero bassa, nessuna giornata con media negativa, in quota siamo arrivati appena ad un misero -5°C.
    Pertanto si è trattato di un febbraio anonimo e monotono, un lungo trascinarsi verso la primavera; questo mese è stato caldo di giorno, con elevata escursione termica e pressione atmosferica.

    Nel complesso l’inverno è stato freddino per quanto riguarda le temperature minime, vicino al riferimento per la media e caldo di giorno; l’escursione termica è stata molto alta (curiosamente c’è un trittico al comando di questa classifica, peraltro formato da inverni recenti), come pure il soleggiamento e verosimilmente la pressione atmosferica.
    In quota esso è stato mite, con ZT e geopotenziali elevati.
    È stato un inverno molto noioso ed assai deludente dal punto di vista del freddo: di fatto non ha avuto vere e proprie irruzioni fredde, alternando veloci lisciatine a decise rimonte anticicloniche con clima mite in quota e spesso anche al suolo (più che altro per le massime, che sono state spesso in doppia cifra).
    Infatti al suolo non abbiamo avuto minime davvero basse e la media giornaliera non è mai scesa sotto lo zero; in quota la temperatura non è andata sotto un modesto -6.1°C, risultato che colloca questo inverno fra i peggiori dietro al 2019/20 (-5.1°C) e 2013/14 (-5.7°C) e davanti alla coppia 1987/88-1989/90 (-6.3°C).
    Per il resto non c’è molto da dire: sono passate poche perturbazioni e non abbiamo avuto vere e proprie nevicate in pianura (solo mista), ma se non altro la neve è caduta spesso sino a fondovalle e vi è rimasta a lungo grazie alle inversioni termiche (quindi non ci sono state sciroccate con diluvi fino a quote elevate).
    Dato il gran numero di giornate dominate dall’alta pressione, l’escursione termica ed il soleggiamento sono stati piuttosto alti; probabilmente lo è stato anche la pressione atmosferica, ma purtroppo mancano i dati di dicembre.

    Marzo è stato molto simile al 2021: entrambi sono iniziati praticamente invernali e la loro terza decade è stata pienamente primaverile.
    Esso è stato piuttosto secco, praticamente non è caduta una goccia d’acqua fino al giorno 29; in effetti c’è mancato pochissimo per avere un mese completo senza pioggia.
    Dato il bel tempo quasi incontrastato, l’escursione termica, il soleggiamento e la pressione atmosferica sono state piuttosto alte: in particolare, la pressione atmosferica ha stabilito il nuovo record di media mensile e giornaliera.
    In quota ha fatto decisamente freddo sino a metà mese, con parecchi valori negativi e lo ZT spesso sotto i 1500 (e mille) metri; poi la primavera si è fatta strada anche lì, con l’imporsi di isoterme sopra i cinque gradi e lo ZT oltre i duemila metri.
    Da notare che marzo ha avuto lo ZT più basso di tutti e tre mesi invernali precedenti, ha avuto una temperatura media (in quota) simile a quella di febbraio e nettamente più bassa di dicembre e gennaio.
    Il suo picco minimo è stato leggermente inferiore a quello dell’inverno precedente e questo conferma ancora una volta la pochezza dell’inverno.
    Aprile è stato freddo, sia al suolo che in quota ma con lo ZT non particolarmente basso per colpa della seconda decade ben sopramedia; l’escursione termica ed il soleggiamento elevati; abbiamo stabilito anche il record di soleggiamento medio per la seconda decade ed il primato mensile su una singola giornata.
    Dopo un marzo molto secco e privo di precipitazioni sin quasi alla fine, è tornato a piovere in maniera diffusa e con un po' di continuità; da segnalare i fronti dei giorni due e nove, i quali hanno portato neve fin sotto i mille metri sulle Prealpi (e su alcuni fondovalle alpini) e clima quasi invernale con anche le ultime brinate in pianura.
    Non ha piovuto molto, ma se non altro questo ha alleviato la siccità che era presente perfino in una regione piovosa come il FVG; la pianura è stata un po' sotto la media, mentre sui monti è andata meglio (in particolare sulle Alpi Giulie).
    Per il resto, come scritto poc’anzi, il mese è stato freddo sia al suolo che in quota e privo di scaldate; è stato un po' meno rigido del 2021, ma anche questo è stato davvero degno di nota.
    Maggio è stato complessivamente molto caldo, sia al suolo che in quota; piuttosto alte anche l’escursione termica, la pressione atmosferica ed il soleggiamento, mentre ha piovuto molto poco.
    Il caldo è iniziato durante la parte centrale del mese, tant’è vero che la seconda decade ha stabilito le nuove medie record per le temperature medie, massime e per tutte le sette grandezze in quota (!!!) migliorando anche le medie della pressione atmosferica e del soleggiamento (in pratica, la decade non si è presa solo i primati delle minime e dell’escursione termica, piazzandosi “solo” al secondo posto per entrambe).
    Anche la terza decade ha visto clima prevalentemente estivo, ma durante gli ultimi giorni è arrivata una forte rinfrescata che però da sola non ha potuto contrastare il caldo precedente e che purtroppo non ha portato precipitazioni importanti.

    La primavera è stata complessivamente fredda di notte, molto vicina al riferimento per temperature medie ed in quota; piuttosto alti il soleggiamento, l’escursione termica e la pressione atmosferica.
    La primavera a partire dal 2007 è stata spesso calda (come aprile) e ne abbiamo avuta un’altra lontana dalle più bollenti sia al suolo che in quota.
    Essa è stata piuttosto secca, come accaduto in gran parte d’Italia e solo la 1993 aveva fatto peggio: marzo per pochissimo non è risultato senza precipitazioni, maggio è stato secco e si è limitato a fronti veloci ed instabilità a macchia di leopardo (come fossimo già in estate) mentre aprile è stato l’unico a portare alcuni peggioramenti degni di questo nome e in un paio di occasioni perfino la neve a bassa quota in montagna (ma è caduto un quarto della pioggia attesa in meno, perlomeno in questa stazione).
    Da segnalare anche il nuovo record di pressione media giornaliera per una giornata primaverile.


    Giugno è stato molto caldo, sia al suolo che in quota; per la quinta volta negli ultimi sei anni (2020 a parte) abbiamo avuto un giugno davvero molto caldo, con stabilità e caldo prevalenti.
    Questo giugno in quota è stato circa in linea con le vecchie medie decennali di luglio ed agosto, mentre al suolo sarebbe un pochino sopramedia perfino considerando le medie degli altri due mesi e riferite allo scorso decennio (esse sono salite notevolmente, in particolare per luglio).
    Ad 850 hPa è comparsa l’isoterma +20°C: si tratta della quarta volta negli ultimi sei giugni, da notare che fino al 2016 tale isoterma era arrivata brevemente solo nel 2003 e 2005.
    Nonostante il gran caldo, questo giugno non è riuscito a competere fino in fondo per il primo posto nelle varie classifiche; in ogni caso, è stato un mese assai tosto e peraltro non è affatto isolato.
    Dato il bel tempo prevalente, l’escursione termica ed il soleggiamento sono stati piuttosto alti.
    Riguardo la pioggia, essa è stata sottomedia in questa stazione ma la situazione è variegata a seconda delle zone: sui monti è piovuto per bene (soprattutto in Carnia), ma ha piovuto poco su pianura e costa.
    Luglio è stato caldissimo al suolo e lo è stato molto anche in quota (ma con anomalie minori); luglio ha avuto una grande costanza, in pratica esso ha concesso una breve pausa (che è stata più un rientro in media che fresco vero e proprio) e per il resto siamo andati dal caldo moderato a quello intenso per molti giorni.
    Questo mese ha fatto segnare primati molto importanti: tanto per cominciare esso non è stato “solo” il luglio più caldo nella sua classifica ma addirittura il mese più rovente in assoluto dagli anni Novanta in poi (e sicuramente anche da prima) anche considerando tutti gli altri.
    La media delle minime è al secondo posto assoluto su 95 mesi insieme all’agosto 2003.
    Questo luglio non è stato solamente caldissimo, ma anche molto secco: non mi riferisco solamente al fatto che esso è stato poco afoso (perlomeno di giorno), ma anche al fatto che è piovuto pochissimo e che esso è il mese estivo più secco in assoluto davanti all’agosto 2011 (23.3 mm).
    Per colpa della siccità, si sono verificati diversi incendi sul Carso e nelle Prealpi Giulie che hanno causato parecchi problemi (viabilità interrotta, persone evacuate, la Val Resia isolata per una settimana).
    Da segnalare anche l’escursione termica molto elevata ed il soleggiamento da record: anche in questo caso luglio ha fatto saltare il banco, dato che ha superato pure giugno 2021 (che ha una media di 25256 KJ\mq).
    Anche in quota ha fatto molto caldo, seppur con anomalie minori: la temperatura media ha superato i sedici gradi, lo ZT è stato elevatissimo e superiore ai quattromila metri.
    Anche se non ne riporto le medie, i geopotenziali a 500 hPa sono stati di 5846 metri: pure in questo caso si tratta di un record assoluto, prima di questo luglio c’era curiosamente un terzetto al comando composto da agosto 1992, luglio 2006 ed agosto 2017 (con medie di 5842 metri).
    Il picco della calura è stato raggiunto durante la terza decade: questa è stata una delle ondate di calore più forti della serie e che è andata vicina a quelle più potenti in assoluto (la terza di luglio 2006 e la prima di agosto 2003 si spartiscono le medie record assolute).
    Un periodo così caldo mancava dalla prima decade di agosto 2017.
    Nel complesso agosto è stato molto caldo al suolo ed un po' meno in quota; al suolo c’è una sovrastima, essa è di due decimi secondo l’Osmer (ma non so quando il problema sia iniziato).
    La prima parte del mese ha visto la continuazione e poi la conclusione della forte e prolungata ondata di calore che era iniziata durante la seconda parte di luglio; poi l’estate è proseguita con magnitudo più moderata, ma senza presentare rinfrescate durature.
    Di conseguenza agosto è stato molto caldo, pur non insidiando davvero il 2003 e questo grazie alla sua grande costanza.
    Il mese è stato più secco della media in questa stazione, ma come al solito la situazione cambia a seconda delle zone: nella zona montana la pioggia totale è stata in media come pure in alcune zone di pianura, mentre in altre il deficit stato del 20-40%.
    In ogni caso, dopo la conclusione del gran caldo, il tempo si è fatto più instabile un po' dovunque e finalmente abbiamo avuto due peggioramenti diffusi su tutta la regione.

    L’estate è stata caldissima ed al momento è l’unica che è stata in grado di insidiare veramente la 2003 a cui assomiglia molto: in entrambi i casi il caldo è iniziato a maggio, giugno è stato pienamente estivo, entrambe hanno avuto un mese caldissimo con una forte e prolungata ondata di calore (nel 2003 fu agosto, quest’anno luglio), entrambe sono state piuttosto secche con grande facilità nel far segnare massime elevate, per entrambe le pause sono state poche.
    L’estate 2003, a lungo dominatrice per molti parametri, pian piano sta perdendo la sua eccezionalità: le sue medie al suolo sono state eguagliate, è stata superata quattro volte per lo ZT e due per i geopotenziali, la sua prima metà è stata eguagliata o leggermente superata sia al suolo che in quota, la sua seconda metà è stata eguagliata al suolo, il suo giugno è stato eguagliato (superato due volte per lo ZT), il suo agosto è stato eguagliato al suolo (ma da un luglio ed avvicinato molto dal 2022).
    L’estate 2003 resiste ancora al primo posto per la temperatura in quota e sempre per la temperatura della seconda parte, il suo agosto rimane inavvicinabile dagli altri agosti sia al suolo che in quota.
    Pertanto la 2022 è stata un’estate davvero feroce, ma essa non è isolata e quindi non si può parlare di semplice sfortuna; dallo scorso decennio ha preso piede una tendenza (sia al suolo che in quota) che vede il rapido incalzare di estati molto calde a distanza ravvicinata, ora estati molto calde come la 1983 e la 1994 non fanno più notizia e sono diventate molto più frequenti.
    Quest’estate ha stabilito alcuni primati molto importanti:

    • Ha ritoccato le medie stagionali dello ZT e dei geopotenziali
    • Ha stabilito il nuovo record di soleggiamento medio
    • La sua prima metà è stata la più calda per temperature medie e massime; è stata la migliore anche per lo zero termico ed i geopotenziali.
    • La sua seconda metà è stata la più calda per le temperature minime
    • Luglio ha avuto la temperatura media, il soleggiamento ed i geopotenziali più alti in assoluto; questo riferito a tutti i mesi dell’anno e non solamente agli altri mesi di luglio. Esso ha anche stabilito il record negativo di piovosità, è stato il mese estivo più secco in assoluto.

    Essa ha eguagliato la media delle escursioni termiche giornaliere ed il numero più basso di giorni piovosi; per il resto (pressione atmosferica a parte) è andata molto vicina alle medie record, mentre non ha stabilito nessun record puntuale sia mensile e sia stagionale.

    Settembre è stato complessivamente vicino alle medie di riferimento per le temperature e soleggiamento, un po' sotto per zero termico, pressione atmosferica e soleggiamento.
    La prima parte mensile è stata piuttosto calda e di stampo quasi estivo sia al suolo che in quota; la situazione si è capovolta il giorno sedici, è arrivata la vera e propria rottura estiva con pioggia e neve in alta montagna.
    Settembre è stato il primo mese dell’anno in questa stazione ad avere avuto un’anomalia pluviometrica positiva, questa cosa non accadeva addirittura da ottobre 2021 (un anno!!); da segnalare che fra i giorni otto e nove lungo la costa ed in genere nel FVG sudorientale sono caduti fino a 140-160 mm
    Questo mese ha stabilito il nuovo record positivo di minima mensile, ben 20.4°C il giorno quattordici: batte i 20.2°C registrati il tre settembre 2009.
    Ottobre è stato molto caldo sia al suolo che in quota, tant’è vero che ha stabilito i nuovi record per la temperatura media, massima ed in quota; ha anche stabilito il nuovo record di temperatura massima in quota (17.2°C registrati il giorno trenta, che battono i 17 registrati il dodici ottobre 2011).
    Dopo una seconda metà di settembre piuttosto fresca e piovosa, la situazione si è nuovamente ribaltata: abbiamo avuto una lunga serie di giornate stabili e soleggiate, le massime sono state quasi sempre sopra i venti gradi ed in alcuni casi anche sopra i 25, le medie non sono mai scese sotto i quindici (mai successo a partire dagli anni ’90) e le minime non sono mai andate sotto i cinque gradi.
    Gran caldo anche in quota: non abbiamo avuto la benché minima irruzione fredda, per il decimo anno di fila la temperatura non è scesa sottozero (anzi, neppure sotto i cinque gradi) e lo zero termico non è mai sceso sotto i 2800 metri.
    Come dicevo sopra, la seconda metà di settembre era stata piovosa: ad ottobre siamo ripiombati nel gran secco, sono passate solo due perturbazioni (il 22 ed il 25) che peraltro sono state molto incisive sulle Prealpi Giulie.
    Per il resto, le medie e le rispettive anomalie rispecchiano quelle di un mese stradominato dall’alta pressione: difatti l’escursione termica, il soleggiamento e la pressione atmosferica sono state piuttosto alte.
    Novembre è stato caldo, in particolare per le temperature medie, massime ed in quota.
    Le prime due decadi sono state miti, in particolare per le temperature medie, massime (con ancora un picco sopra i venti gradi), in quota e lo zero termico.
    Durante la terza decade il clima si è fatto finalmente invernale o quasi: il giorno 22 ha piovuto parecchio ed ha nevicato molto sui monti e perfino a Tarvisio, abbiamo avuto (alla buon’ora) le prime isoterme negative del mese e dell’autunno e lo ZT è sceso sotto i 1500 metri.
    Dal lato della pioggia, novembre è stato complessivamente un po' sotto la media.
    Essa è caduta principalmente durante la prima e la terza decade: ad inizio mese sono passate due perturbazioni, il giorno quattro e dieci, sono state veloci ma produttive ed il giorno dieci sono caduti ben 120 mm in poche ore su parte della zona costiera (a Grado, provincia di Gorizia).
    Per il resto questo mese non ha molto da segnalare: come dicevo, buona parte di esso è stato sulla falsariga di ottobre (ma più piovoso) e solo in terza decade si è visto un cambio di marcia più deciso.
    è stato un mese in linea con i novembri dagli anni Dieci in poi, ossia spesso anonimo e mite e che ha portato il primo episodio di stampo invernale (sia mensile che stagionale) solo verso la sua fine.
    Da segnalare anche il soleggiamento discretamente alto.

    L’autunno è stato molto caldo a tutte le quote, dato che si è posizionato fra il terzo ed il sesto posto per le temperature al suolo ed in quota.
    Ha avuto elevata escursione termica e soleggiamento, mentre è stato leggermente sotto la media pluviometrica; riguardo a questo, gran merito va dato a settembre ed un po' anche a novembre, mentre ottobre è stato molto secco.
    In particolare, il mese che fa più notizia è ottobre: molto caldo e stabile, ha migliorato i record di temperatura media, massima e ad 850 hPa; ha anche stabilito il nuovo picco massimo ad 850 hPa.
    Settembre ha avuto un doppio volto: la prima parte è stata estiva, mentre la seconda piuttosto fresca e perturbata.
    Esse si sono compensate, dato che il mese è stato complessivamente molto vicino alle sue medie di riferimento; da segnalare che è stato stabilito il nuovo record mensile positivo di temperatura minima, record che diventa automaticamente stagionale.
    Su novembre non c’è molto da dire: è stato il solito novembre stile anni Dieci, ossia mite per gran parte e solo verso la sua fine ha portato i primi refoli invernali (anche della stagione).
    Le prime isoterme negative in quota sono arrivate solamente a fine novembre, ormai questa è una cosa che ha preso piede da vari anni, dal 2013 in poi le temperature negative sono scomparse da ottobre e dal 2008 in poi esse sono scomparse quasi completamente dalla prima parte di novembre.
    Anche se si trattava quasi sempre di una manciata di giorni complessivi durante l’autunno, anche questo piccolo fatto contribuisce al riscaldamento del clima ed è una delle molte possibili spie di tale cambiamento.

    Dicembre è stato molto caldo al suolo, e con zero termico piuttosto alto: ha stabilito il nuovo record per temperature minime e medie, oltre che il record negativo di escursione termica e soleggiamento.
    È fra i mesi invernali più miti in assoluto ed è il secondo peggiore per escursione termica e soleggiamento.
    Ha avuto una breve sfreddata ad inizio seconda decade, per il resto è stato un mese mite ed umido; la terza decade è trascorsa quasi interamente con cielo coperto e foschia/nebbia in pianura, è stata caldissima al suolo (per via delle minime molto alte e ben oltre i cinque gradi), calda in quota e con zero termico molto elevato.
    Dicembre ha confermato di essere in crisi, dato che ora è più un mese tardo autunnale con qualche breve invernata (quasi mai incisiva, perfino in terza decade).

    Ora metto il grafico delle temperature minime annuali:

    Min.jpg

    Le medie decennali delle minime sono di 7.9°C, 8.4°C e 8.6°C; l’incremento complessivo è di 0.7°C.
    Negli anni ’90 abbiamo avuto sette anni su nove sottomedia, durante gli anni Duemila quattro e durante gli anni Dieci un paio (il 2012 è in media), ma anche anni con medie elevatissime e ben quattro hanno avuto medie pari superiori a quelle più alte raggiunte nei due decenni precedenti.
    Le primavere si sono scaldate di 0.6°C (7.2°C/7.8°C), le estati di 1.2°C (15.8°C/17°C), gli autunni di 1.1°C (8.2°C/9.3°C) e gli inverni di 0.4°C (-0.1°C/0.3°C).
    Febbraio si è scaldato di 1.7°C (-0.8°C/0.9°C), marzo di 0.9°C (2.9°C/3.8°C), aprile di 1°C (6.9°C/7.9°C), giugno di 1.2°C (14.8°C/16°C), luglio di 1.6°C (16.1°C/17.7°C), agosto di 0.8°C (16.4°C/17.2°C), settembre di 1.3°C (12.2°C/13.5°C), ottobre di 0.6°C (8.5°C/9.1°C), novembre di 1.3°C (4°C/5.3°C) e dicembre di un decimo (0.4°C/0.5°C).
    Gennaio si è raffreddato di 0.2°C (-0.2°C/-0.4°C) mentre maggio di un decimo (11.9°C/11.8°C).
    Abbiamo perso dieci giornate con minima negativa, passate da 66 a 61 ed infine a 56; le minime sotto i -5°C sono rimaste sempre poche (sette, nove e sei) mentre quelle in doppia cifra negativa sono rare ed occasionali.
    Abbiamo guadagnato quindici giornate con minime sopra i 15 gradi (passate da 69 ad 81 e poi ad 84); i valori sopra i venti gradi (quindi notti tropicali) sono passati da tre a nove ed infine ad undici (il triplo).

    Adesso il grafico delle medie:

    Med.jpg

    Le medie decennali sono di 12.9°C, 13.6°C e 14°C; l’incremento complessivo è di 1.1°C.
    Pure qui si nota benissimo la tendenza al riscaldamento, negli anni ’90 abbiamo avuto sette anni su nove sottomedia (ed il 2000 in linea con il riferimento), negli anni Duemila tre e durante gli anni Dieci neppure uno.
    Le primavere si sono scaldate di 1.2°C (12.4°C/13.6°C), le estati di 1.7°C (21.6°C/23.3°C), gli autunni di 1.4°C (13°C/14.4°C) e gli inverni di 0.6°C (4.2°C/4.8°C).
    Gennaio si è scaldato di 0.3°C (3.7°C/4°C), febbraio di un grado (4.5°C/5.5°C), marzo di 1.1°C (8.3°C/9.4°C), aprile di due gradi (11.9°C/13.9°C), maggio di 0.3°C (17.1°C/17.4°C), giugno di 1.8°C (20.1°C/22°C), luglio di 1.9°C (22.1°C/24°C), agosto di 1.2°C (22.6°C/23.8°C), settembre di 1.6°C (17.7°C/19.3°C), ottobre di 1°C (13.1°C/14.1°C), novembre di 1.4°C (8.2°C/9.6°C) e dicembre di 0.8°C (4.2°C/5°C).
    Abbiamo perso dodici giornate con medie inferiore a cinque gradi, passate da 64 a 61 e poi a 52; quelle con media negativa sono rimaste quasi stabili (sei, sette e cinque).
    Abbiamo guadagnato venti giornate con medie sopra i venti gradi (passate da 78 a 90 e poi a 98); quelle con media sopra i 25°C (quindi molto calde) sono passate da 12 a 22 e poi a 27 (quindi sono poco più del doppio).

    Ora passiamo alle massime:

    Max.jpg

    Le medie decennali delle massime sono di 18.1°C, 19°C e 19.6°C; l’incremento complessivo è di 1.5°C, superiore a quello delle minime e delle medie.
    In questo caso gli anni ’90 hanno avuto otto anni su nove sottomedia (ed il 2000 in linea con il riferimento), negli anni Duemila sono stati cinque (con il 2008 in media) e negli anni Dieci neppure uno (e tutti superano la media del 1994, ossia quella più alta degli anni ’90).
    Le primavere si sono scaldate di 1.5°C (17.8°C/19.3°C), le estati di 2°C (27.6°C/29.6°C), gli autunni di 1.7°C (18.1°C/19.8°C) e gli inverni di 1.2°C (8.7°C/9.8°C).
    Gennaio si è scaldato di 0.7°C (8°C/8.7°C), febbraio di 0.5°C (9.8°C/10.3°C), marzo di 1.4°C (13.6°C/15°C), aprile di 2.5°C (17.2°C/19.7°C), maggio di 0.7°C (22.4°C/23.1°C), giugno di 2.2°C (25.6°C/27.8°C), luglio di 2.2°C (28.1°C/30.3°C), agosto di 1.4°C (29.1°C/30.5°C), settembre di 1.8°C (23.7°C/25.5°C), ottobre di 1.4°C (18.1°C/19.5°C), novembre di 1.8°C (12.4°C/14.2°C) e dicembre di 1.8°C (8.2°C/10°C).
    Abbiamo perso venti giornate con valori inferiori a dieci gradi, esse sono passate da 73 a 61 ed infine a 53; quelle sotto i cinque gradi erano dodici nei primi due decenni mentre ora si sono dimezzate, quelle negative sono state sempre poche ed occasionali.
    Abbiamo guadagnato ventuno giornate con massima superiore a 25 gradi, esse sono passate da 91 a 108 ed infine a 112; quelle sopra i trenta sono passate da 25 a 41 ed infine a 50 (il doppio), quelle sopra i 35 sono passate da una degli anni ’90 alle cinque dei due decenni successivi.

    Adesso è il turno delle escursioni termiche:

    Esc.jpg

    Le medie decennali sono 10.2°C, 10.7°C ed 11° con un aumento di otto decimi; questo risultato era prevedibile, in quanto le medie delle minime e delle massime non sono aumentate nella stessa maniera.
    Anche le escursioni termiche sono in aumento ma, a differenza delle temperature, le annate sotto la media non sono ancora scomparse; durante gli anni ’90 esse erano sette (con il 1997 in media), poi sono diventate sei e poi due (con il 2019 in media).
    Le primavere sono salite di un grado (10.5°C/11.5°C), le estati di sette decimi (11.9°C/12.6°C) come pure gli autunni (9.8°C/10.5°C) e gli inverni (8.8°C/9.5°C).
    Gennaio ha aumentato la propria media di un grado, (8.2°C/9.2°C), marzo di cinque decimi (10.7°C/11.2°C), aprile di 1.5°C (10.3°C/11.8°C), maggio di nove decimi (10.5°C/11.4°C), giugno di 1.1°C (10.8°C/11.9°C), luglio di sei decimi (12°C/12.6°C), agosto di sei decimi (12.7°C/13.3°C), settembre di mezzo grado (11.5°C/12°C), ottobre di otto decimi (9.6°C/10.4°C), novembre di sei (8.4°C/9°C) e dicembre di 1.8°C (7.9°C/9.5°C).
    L’unico mese che ha diminuito le proprie medie è febbraio, di 1.3°C (10.7°C/9.4°C).

    Poi metto la radiazione solare:

    Rad.jpg

    Le medie decennali sono 13003, 12817 e 13129 KJ\mq, l’incremento è di 126 KJ\mq; al momento è difficile rilevare una tendenza apprezzabile nel corso dei decenni.
    Avevamo avuto cinque annate sottomedia negli anni ’90, poi sette ed infine tre.
    Le primavere sono salite di 269 KJ\mq (15675/15944), le estati di 536 (21224/21760), gli autunni diminuiti di 98 (9232/9134) e gli inverni di 387 (5660/5273)
    Gennaio ha diminuito la propria media di 303 KJ\mq (5052/4749), febbraio di ben 1129 (8435/7306), marzo di 71 (12173/12102), maggio di 277 (19518/19241) e settembre di tredici (14022/14009).
    Aprile ha aumentato la sua media di ben 1178 KJ\mq (15323/16501), giugno di 990 (21061/22051), luglio di 576 (22325/22901), agosto di 50 (20275/20325), ottobre di 83 (8616/8699), novembre di dodici (5121/5133) e dicembre di 93 (3912/4005).
    Notiamo che i cambiamenti più importanti si sono verificati in febbraio, aprile e giugno; in effetti febbraio ha visto aumentare la sua piovosità in maniera importante, nel caso di aprile e giugno essa non è diminuita molto ma hanno aumentato i periodi di tempo stabile e soleggiato.

    Adesso è il turno della pressione atmosferica:

    Pres.jpg

    In questo caso i dati sono discontinui durante la prima parte degli anni ’90 e mancano nuovamente da metà ottobre 2021: per il 1991 sono disponibili la prima decade di febbraio e poi il periodo marzo-seconda decade di dicembre (ad eccezione della parte centrale di giugno), per il 1992 ci sono solo luglio ed i mesi autunnali, per il 1993 si inizia da febbraio in poi.
    Pertanto il confronto con gli anni ’90 è un po' falsato da queste mancanze; riporto ugualmente le medie decennali per curiosità, avvertendo però di quanto sopra.
    Le medie decennali sono 1006, 1003.3 e 1004.3 hPa con un calo totale di 1.7 hPa; in effetti si nota anche dal grafico una tendenza alla diminuzione.
    Le medie primaverili sono diminuite di 1.9 hPa (1005.1/1003), quelle estive di 3.4 (1005.9/1002.5), quelle autunnali sono rimaste pressoché invariate (1005.6 /1005.5) e quelle invernali sono diminuite di 0.7 hPa (1006.8/1006.1 hPa).
    Gennaio ha diminuito la sua media di 2.3 hPa (1008/1005.7), febbraio di 4.4 (1009/1004.6) marzo di 3.2 (1007.2/1004), aprile di 0.5 (1003.1/1002.6), maggio di 2.7 (1005/1002.3), giugno di 3.8 (1006.2/1002.4), luglio di 3.8 (1005.8/1002), agosto di 2.7 (1005.8/1003.1) e settembre di 0.8 (1005.5/1004.7).
    Ottobre è rimasto stabile (1006.1), novembre ha aumentato la sua media di 0.4 hPa (1005.1/1005.5) e dicembre di 2.4 (1005.9/1008.3).

    Ora metto il grafico delle temperature ad 850 hPa:

    T850.jpg

    La serie parte dagli anni ’80, ma si nota ugualmente che il riscaldamento si è fatto evidente a partire dagli anni Duemila e che si è ulteriormente inasprito durante gli anni Dieci; le medie decennali sono di 5.9°C, 5.8°C, 6°C e poi a ben 6.8°C.
    Gli anni sottomedia sono passati da sei (con il 1982 ed il 1990 in media) a sette, poi a quattro (con il 2003 ed il 2008 in media); durante gli anni Dieci non ne abbiamo avuto neppure uno, solo il 2013 è stato in media.
    Le primavere si sono scaldate di 1.1°C (3.9°C/5°C), le estati di 1.7°C (12.5°C/14.2°C), gli autunni di 0.6°C (7.1°C/7.7°C) e gli inverni di 0.7°C (-0.5°C/0.2°C).
    Gennaio si è scaldato di due decimi (-0.7°C/-0.5°C), febbraio di 1.2°C (-1.7°C/-0.5°C), marzo di 1.2°C (0.7°C/1.9°C), aprile di 1.8°C (3.4°C/5.2°C), maggio di 0.3°C (7.7°C/8°C), giugno di 2.2°C (10.5°C/12.7°C), luglio di 0.9°C (13.9°C/14.8°C), agosto di 1.7°C (13.5°C/15.2°C), settembre di 0.2°C (11°C/11.2°C), ottobre di 0.1°C (7.5°C/7.6°C), novembre di 1.7°C (2.8°C/4.5°C) e dicembre di 0.8°C (0.8°C/1.6°C).
    Rispetto agli anni ’90 gli scarti stagionali sono: primavere 1.1°C, estati 1.2°C, autunni 1.3°C ed inverni 0.3°C.
    Gli scarti mensili sono: gennaio -0.5°C, febbraio +0.3°C, marzo 1.2°C, aprile 1.9°C, maggio 0.1°C, giugno 1.3°C, luglio 1.3°C, agosto 0.9°C, settembre 1.2°C, ottobre 0.9°C, novembre 1.9°C e dicembre 1.5°C.
    Abbiamo perso quindici giorni con temperatura negativa, sono passati da 75, a 75 a 77 e poi sessanta; quelli sotto i -5°C sono passati da 17 a 15 a venti e poi dieci. I giorni con doppia cifra negativa sono sempre stati pochi ed occasionali, sono stati tre, due ed uno.
    Abbiamo guadagnato sedici giornate con valori sopra i 15 gradi, sono passate da 24 a 25, poi a 35 ed infine quaranta; quelle sopra i venti gradi sono sempre state molto poche, esse sono passate da una, una, due ed infine tre.

    Adesso lo ZT:

    ZT.jpg

    Le medie decennali sono di 2527, 2488, 2518 e poi siamo balzati a 2665 (+138 metri complessivi).
    Gli anni sottomedia sono passati da sei ad otto, poi a cinque (con il 2008 in media); durante gli anni Dieci c’è solo il 2013 e pure di pochissimo.
    Le primavere sono salite di 156 metri (2132/2288), le estati di 183 (3543/3726), gli autunni di 96 (2875/2971) e gli inverni di 142 metri (1523/1665).
    Gennaio è salito di 26 metri (1525/1551), febbraio di 237 (1277/1514), marzo di 162 (1660/1822), aprile di 268 (2050/2318), maggio di 38 (2693/2731), giugno di 301 (3165/3466), luglio di 49 (3726/3775), agosto di 202 (3727/3929), settembre di 21 (3444/3463), novembre di 275 (2172/2447) e dicembre di 188 (1733/1911); ottobre è calato di dodici metri (3011/2999).
    Rispetto agli anni ’90 gli scarti stagionali sono: primavere +149 metri, estati +182, autunni +301 ed inverni -10 metri.
    Gli scarti mensili sono: gennaio -106 metri, febbraio +25, marzo +107, aprile +325, maggio +5, giugno +197, luglio +145, agosto +210, settembre +247, ottobre +212, novembre +410 e dicembre +262.
    Abbiamo perso tredici giornate con valori sotto i 1500 metri (a livelli invernali), esse sono passate da 72 a 72, poi a 74 ed infine a 59; sono diminuite in particolare quelle con valori sotto i 500 metri, passate da undici a dieci a 14 e poi solo cinque.
    Abbiamo guadagnato dodici giornate con ZT sopra i 3500 metri (a livelli estivi), esse sono passate da 79 a 71, poi ad 81 ed infine sono diventate 91; le giornate con ZT sopra i quattromila metri sono aumentate di parecchio, esse sono passate da 27 a 22, poi a trenta ed infine 39.

    Infine la pioggia:

    Piog.jpg

    Le medie decennali sono di 1456.6, 1493.7 e 1548.7 mm; i giorni piovosi sono 100, 101 e 99, pertanto si nota una tendenza al rialzo nel corso dei decenni.
    Gli accumuli totali stagionali sono variati in questo modo: primavere +42.6 mm (319.4/362), estati -22.9 mm (364.2/341.3), autunni -83.7 mm (574.1/490.4) ed inverni +90 mm (216.8/306.8).
    I giorni piovosi stagionali sono cambiati così: primavere +1 giorno (27/28), estati -2 giorni (28/26), autunni -4 giorni (29/25) ed inverni +1 giorni (18/19).
    L’evoluzione degli accumuli mensili è questa: gennaio + 26.3 mm (69.7/96), febbraio +92.4 mm (32.1/124.5), marzo +48.8 mm (66.9/115.7), aprile -37.8 mm (129.7/91.9), maggio +31.6 mm (122.8/154.4), giugno -7.7 mm (143.8/136.1), luglio -14 mm (114.9/100.9), agosto -1.1 mm (105.5/104.4), settembre -24.6 mm (193.1/168.5), ottobre -88.4 mm (218.2/127.7), novembre +31.4 mm (162.8/194.2) e dicembre +8.2 mm (100.6/108.7).
    L’evoluzione dei giorni piovosi mensili è questa: gennaio stabile a sei giorni, febbraio +3 giorni (4/7), marzo +2 giorni (5/7), aprile -1 giorno (10/9), maggio +1 giorni (11/12), giugno-2 giorni (11/9), luglio stabile a nove giorni, agosto stabile ad otto giorni, settembre -2 giorni (10/8), ottobre -1 giorno (10/9), novembre stabile a nove giorni ed anche dicembre è stabile (sette giornate).
    Abbiamo quindi un aumento della piovosità invernale e primaverile, una diminuzione di quella estiva ed autunnale.

    (continua)
    Discussione che raccoglie medie e statistiche sulle grandezze in quota (principalmente medie ad 850 hPa, quota ZT, geopotenziali a 500 hPa) di Udine:
    http://forum.meteotriveneto.it/showt...tiche-in-quota

  9. #59
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    Predefinito Re: Anno 2022: analisi e bilanci

    Ora riporto i record a mio avviso più significativi del 2022; evidenziati in blu quelli negativi ed in rosso quelli positivi.
    Inizio dai record di medie, restringendo via via l’intervallo temporale:

    Escursione termica della prima metà annuale (12.4°C che battono i 12.3°C del 2003).
    • Soleggiamento medio della prima metà annuale (15331 KJ\mq che superano i 14862 del 2011).
    • Eguagliata la media delle medie estiva (25.6°C come la 2003).
    • Eguagliata l’escursione termica estiva (13.7°C come la 2003 e la 2013).
    • Soleggiamento medio estivo (23561 KJ\mq che superano i 22991 della 2017).

    19 giorni di pioggia durante l’estate, come nel 1991, 2003 e 2017).
    Zero termico estivo (3915 metri che superano i 3909 della 2019).
    • Media delle minime della seconda parte estiva (19.4°C che battono i 19.1°C della 2019).
    • Media delle medie della prima parte estiva (25°C che superano i 24.8°C della 2003).
    • Media delle massime della prima metà estiva (31.6°C che superano i 31.1°C della 2003).
    • Media delle massime della seconda metà autunnale (17.9°C che battono i 16.8°C del 2014).
    • Soleggiamento della prima metà estiva (24741 KJ\mq che superano i 24502 della 2021).

    Sette giorni di pioggia nella prima metà estiva (come nella 2006).
    Temperatura media ad 850 hPa della seconda metà autunnale (sette gradi che battono i 6.6°C del 2015).
    • Zero termico della prima metà estiva (3851 metri che superano i 3806 della 2019).
    • Media delle medie di luglio (26.9°C che battono i 26.7°C del 2006). Questo mese risulta anche il più caldo dal 1991 in poi, battendo anche l’agosto 2003 (26.8°C).
    • Media delle medie di ottobre (16.7°C che battono i 16.4°C del 2006).
    • Media delle massime di ottobre (23°C che superano i 21.9°C del 2006).
    • Media delle minime di dicembre (3.8°C che battono i 3.2°C del 2000).
    • Media delle medie di dicembre (6.8°C che superano i 6.7°C del 2006).
    • Escursione termica di gennaio (11.7°C che battono gli 11.5°C del 2020).

    Escursione termica di dicembre (5.9°C che eguagliano il 2002).
    • Soleggiamento medio di dicembre (2901 KJ\mq che superano i 2999 del 2002).

    Soleggiamento medio di luglio (25668 KJ\mq che superano i 24519 del 2006). Questo mese è anche il più soleggiato dal 1991 in poi, superando anche giugno 2021 (25256 KJ\mq).
    • Pressione media di marzo (1013.6 hPa che battono i 1012.1 del 2012).

    Pioggia di luglio (9.7 mm che battono i 38.6 del 1994). Esso è anche il mese estivo più secco in assoluto, superando anche giugno 2019 (20.8 mm).
    • Giorni piovosi di luglio (tre come nel 2013).

    Temperatura media ad 850 hPa di ottobre (10.6°C che battono i 9.8°C del 1995).

    Ora i record puntuali:

    Minima di settembre (20.4°C registrati il 14 settembre che battono i 20.2°C del tre settembre 2009). Esso è anche record per l’autunno.
    • Pressione primaverile (1025.3 hPa registrati il venti marzo che battono i 1024 del nove marzo 1997); questo è anche automaticamente record mensile e per la prima parte primaverile.
    • Temperatura ad 850 hPa invernale (15.2°C registrati a Capodanno che battono i 15°C del tredici dicembre 1994). Esso è automaticamente record della prima metà invernale e di gennaio (in quest’ultimo caso batte i 13.8°C del 19 gennaio 2007).
    • Temperatura ad 850 hPa di ottobre (17.2°C del giorno trenta che superano i 17 del dodici ottobre 2011).


    Anche se solitamente non li cito, menziono anche i geopotenziali a 500 hPa: sono stati migliorati i record della prima metà estiva, quelli dell’estate nel suo complesso, quelli di maggio, luglio ed ottobre.
    Luglio è stato il mese con i geopotenziali più alti dal 1981 in poi, anche confrontandolo con tutti gli altri mesi.
    Ci sarebbero anche record decadali, ma non li cito perché la trattazione diventerebbe troppo prolissa.
    Mi limito a segnalare la seconda decade di maggio e la terza di ottobre.
    La parte centrale di maggio ha riscritto quasi tutte le medie tranne le minime e l’escursione termica (si è piazzata “solo” seconda); in quota ha fatto segnare un clamoroso en-plein, migliorando le medie di tutte le grandezze (ZT, temperature e geopotenziali a 850, 700 e 500 hPa).
    La terza decade di ottobre è stata caldissima, in quota è stata praticamente estiva sia come picchi che come medie.

    Nel complesso il 2022 è stato un anno caldissimo sia al suolo che in quota, molto secco e soleggiato e con zero termico molto alto; fa impressione vedere come abbia battuto vari record annuali e quando non lo ha fatto si sia piazzato sul podio, oltre al fatto che esso ha stabilito diversi record mensili e stagionali.
    Gli unici periodi che sono sfuggiti al caldo e secco imperante sono stati il bimestre marzo aprile (anche se il primo è stato molto secco), la seconda parte di settembre, un po' novembre e dicembre anche se il secondo è stato molto caldo.
    I tre mesi invernali sono stati deludenti: gennaio e febbraio sono stati secchi e privi di vere irruzioni fredde in quota, gennaio è stato piuttosto mite ed ha avuto perfino un’ondata di caldo estiva in quota.
    Dicembre ha portato l’irruzione fredda migliore dei mesi invernali, peccato che per il resto sia stato umido e mitissimo.
    Si conferma la forte crisi dell’inverno iniziata dal 2013/14, stagione rovinosa a partire dalla quale pure dicembre e febbraio sono vistosamente peggiorati (ora l’inverno si regge principalmente su gennaio, tranne poche eccezioni, se gennaio fallisce allora è facile che l’intero inverno ne sia compromesso).
    Il bimestre marzo-aprile è stato quello che è stato più normale: marzo, pur molto secco, è stato invernale per buona parte e non ha avuto scaldate importanti.
    Aprile è stato fresco e spesso perturbato: questo mese si è scaldato fortemente dal 2007 in poi somigliando spesso a maggio, aver avuto due aprile freschi/freddi è certamente un’eccezione notevole alla fase citata poc’anzi.
    Maggio, al contrario del 2021, è stato caldo e secco; anche questo mese si fa notare perché è stato in controtendenza rispetto ai maggi recenti (spesso freschi e perturbati).
    L’estate è stata caldissima, con un luglio davvero feroce (fortunatamente poco afoso) e funestato da vari incendi boschivi; giugno è stato praticamente come un luglio/agosto dei decenni passati, probabilmente esso è il mese che è cambiato maggiormente e che è stato letteralmente stravolto dal GW.
    Quest’estate feroce a mio parere è la vera erede della 2003, alla quale somiglia per diversi aspetti: caldo intenso e prolungato, giugno molto caldo che si è comportato come un luglio/agosto dei decenni passati, presenza di un mese estremamente caldo avente una forte e prolungata onda di calore (nel 2003 fu agosto, nel 2022 è stato luglio), gran secco e gran facilità nel far segnare temperature massime elevate.
    Da segnalare che in quota l’estate ha ritoccato il record di ZT e geopotenziali a 500 hPa, risalente ad appena quattro anni fa; in questo caso l’estate 2003 è “solo” quinta e terza.
    L’estate 2003 non è isolata, ma ha continuato la tendenza che ha preso piede dal 2012 in poi (circa): tale tendenza vede estati decisamente calde a ritmo incalzante e che lentamente si avvicinano alla famigerata 2003 (essa risulta inavvicinabile ancora per alcune cose come, ad esempio, il mese di agosto, ma per diverse altre essa è stata avvinata molto o perfino superata).
    L’autunno era iniziato bene, dato che la seconda metà di settembre era stata molto fresca e perturbata; essa aveva interrotto un lungo periodo secco e molto caldo che era iniziato da maggio.
    Essa si è rivelata solamente una pausa temporanea: ottobre è stato veramente caldissimo (e stabile) sia al suolo che in quota ed ha segnato vari record.
    È vero che ottobre si è mitigato nel corso del tempo, ma questo è stato veramente fuori dalle righe.
    Su novembre non c’è molto da dire, se non che è stato il solito novembre mite e per gran parte noioso; ha confermato di essere in crisi pure lui, dato che solo verso la fine ha presentato un cambio di marcia verso l’autunno vero e proprio.

    Il 2022 non è stato un incidente di percorso, ma l’ennesima forte conferma del rapido cambiamento climatico in atto.
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