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  1. #1
    Burrasca L'avatar di Corry
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    Predefinito Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    ​Se mi piace il ruolo del cacciatore e della lepre? Se c'è uno davanti è normale che gli altro lo inseguano. E' come il gioco di guardia e ladri, i ladri scappano e le guardie inseguono...

  2. #2
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Citazione Originariamente Scritto da Corry Visualizza Messaggio
    Uno dei febbraio da record! Interessante vedere com'erano quasi un secolo fa le carte! Seppur è difficile capire bene tutti i simboli in Italia
    2024 -> estremi: -4,2°C (21/1)/31,5°C (14/4)
    vento massimo: 58,7 km/h (20/4)
    UR minima: 20% (16/4)

  3. #3
    Bava di vento L'avatar di SummerSun
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Il freddo raggiunse anche il sud, ma meno estremo. Catanzaro centro (320mslm, che fra l'altro quest'anno ha fatto 100 anni di attività) segnò -2.6°C di minima, che rapportato ai giorni nostri è senz'altro glaciale, ma all'epoca non era nulla di inaudito. Fu invece più generoso il febbraio 1932 con -3°C.
    Estremi storici S.Maria di Catanzaro (1981-2023):
    +43.6°C, 25 luglio 2023
    -3.4°C, 9 dicembre 1991

  4. #4
    Vento forte L'avatar di japigia
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Citazione Originariamente Scritto da SummerSun Visualizza Messaggio
    Il freddo raggiunse anche il sud, ma meno estremo. Catanzaro centro (320mslm) fece -2.6°C di minima, che rapportato ai giorni nostri è senz'altro glaciale, ma all'epoca non era nulla di inaudito. Fu invece più generoso il febbraio 1932 con -3°C.
    Dipende da quale zona , ho letto un’articolo di inizio Febbraio in cui riportava 50cm a Bari e quasi 2 metri ad Altamura , quella del Febbraio 29 rimane credo la più forte ondata di gelo in assoluto, seguita dal 56

  5. #5
    Uragano L'avatar di giorgio1940
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Il "NEVONE " del 1929: interessò gran parte d'Italia. L'inverno 28/29 è stato "storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici e siberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia. L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le "fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua! La mia passione per la meteo e la neve, nasce prorpio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'. Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera. Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°. Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio , a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm. Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avallamenti del terreno superiori ai tre metri. La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada. Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità. Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia. Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno). L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica" per tutta la casa. Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita. Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine. In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od "acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva. Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufa, segnava zero gradi!" Fortunatamente anche grazie ai "furti" di mio padre mio fratello si salvò. La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico "nevone", tennero banco per anni nelle "veglie" di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie. Allora sì che l'inverno era inverno! Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...Giorgio Cappelli
    Amante della Natura:Monti,meteo,mare,una piccola margherita.....
    Non posso che dir grazie a tanto Artefice!

  6. #6
    Vento teso L'avatar di Forever1929
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    Il "NEVONE " del 1929: interessò gran parte d'Italia. L'inverno 28/29 è stato "storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici e siberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia. L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le "fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua! La mia passione per la meteo e la neve, nasce prorpio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'. Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera. Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°. Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio , a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm. Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avallamenti del terreno superiori ai tre metri. La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada. Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità. Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia. Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno). L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica" per tutta la casa. Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita. Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine. In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od "acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva. Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufa, segnava zero gradi!" Fortunatamente anche grazie ai "furti" di mio padre mio fratello si salvò. La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico "nevone", tennero banco per anni nelle "veglie" di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie. Allora sì che l'inverno era inverno! Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...Giorgio Cappelli

    Questi sono esattamente i racconti di mio nonno, pari pari...

    A Santarcangelo dai suoi racconti si arrivò circa a 140cm e in alcuni punti si superavano i primi piani fino ai terrazzi con accumuli eolici. Per arrivare alle stalle in alcuni punti si scavarono veri e propri tunnel.

    Pensiamo che solo 90 anni fa ancora in città ci si scaldava con le stufe e nelle farmacie c'erano temperature siderali, mentre in casa tutto gelava compresa l'acqua da bere.

    Noi oggi vogliamo fare gli ecologici e i green con le auto elettriche e le pompe di calore, ma i problemi vengono al pettine:

    1) al tempo eravamo 2 miliardi di persone ora siamo 8 miliardi
    2) al tempo praticamente i mezzi di trasporto (aerei, auto, navi) erano e inquinavano 100 volte di meno mentre il riscaldamento a legna era ottimo perchè parliamo di fonte rinnovabile
    3) ora se non abbiamo 20 gradi abbiamo freddo e sopra i 25 abbiamo caldo
    4) produrre una auto elettrica col carbone cinese è peggio che tenere 2 auto termiche in termini di CO2

    e i risultati di tutto ciò sono ben visibili...

  7. #7
    Vento teso
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    da notare sempre il sud alpi ben piu caldo del versante nord

  8. #8
    Vento forte L'avatar di japigia
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    In Italia il freddo e la nevicata si protrasse per ben cinque giorni consecutivi, dall'11 al 14 febbraio, depositando al suolo quantità ingenti di neve:

    • 30 cm a Roma
    • 20 a Napoli
    • 70 a Bari
    • accumuli vicini al metro in alcuni tratti di coste adriatiche.[4][5][6]

    L'episodio è citato nel celebre film Amarcord di Federico Fellini dove l'evento è ricordato come l'anno del nevone (l'anno della grande nevicata).

  9. #9
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Citazione Originariamente Scritto da SummerSun Visualizza Messaggio
    Il freddo raggiunse anche il sud, ma meno estremo. Catanzaro centro (320mslm, che fra l'altro quest'anno ha fatto 100 anni di attività) segnò -2.6°C di minima, che rapportato ai giorni nostri è senz'altro glaciale, ma all'epoca non era nulla di inaudito. Fu invece più generoso il febbraio 1932 con -3°C.
    Noi dell'estremo Sud, che abitiamo in Calabria, Salento e Sicilia, con eventi di simile scala spesso becchiamo le briciole di quel che mangiano altrove, eppure sono generose solo perchè il piatto è così sovrabbondante che non può essere altrimenti.

    Non so come sia stato a Brindisi Febbraio 1929, la serie dell'Idrografico inizia nel 1931. Deve essere stato molto freddo, ma non penso storico quanto altrove.

  10. #10
    Burrasca L'avatar di Corry
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    Predefinito Re: Rinfreschiamoci le idee (febbraio 29)

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio1940 Visualizza Messaggio
    Il "NEVONE " del 1929: interessò gran parte d'Italia. L'inverno 28/29 è stato "storico" per il freddo, i frequenti afflussi artici e siberiani, e per la neve caduta in maniera assolutamente eccezionale in tutta Italia. L'inverno sembrava non dovesse mai finire, le "fasi" fredde si susseguirono fin oltre Pasqua! La mia passione per la meteo e la neve, nasce prorpio dai racconti di mio padre del "nevone" del 29'. Ai primi di febbraio dopo un lungo e freddo inverno tutti si attendevano la scomparsa del gelo e con l'allungarsi delle giornate, un sentore di primavera. Ma il 9 di febbraio incominciò l'evento "storico" del secolo xx°. Nevicò ininterrottamente per tre giorni ed al 12 febbraio , a Rimini, si raggiunse uno spessore di neve attorno ai 130 cm. Nelle colline appena sopra la periferia della città, si ebbero accumuli per vento ed avallamenti del terreno superiori ai tre metri. La gente era in certi casi costretta ad uscire dalle finestre del primo piano o scavare gallerie per raggiungere la vicina strada. Strada resa praticabile dopo giorni e giorni di lavoro massacrante di badile. Non vi erano turbine o mezzi potenti come ora, tutto si faceva organizzandosi a gruppi di cittadini, di vicinato, spalando con abnegazione e per necessità. Ricordo in particolare il racconto di una situazione drammatica vissuta nella mia famiglia. Mio fratello maggiore che allora aveva 2 anni era gravemente ammalato di polmonite, ed allora senza penicillina ed altri farmaci allora sconosciuti, era in grave pericolo di vita, il riscaldamento in casa non c'era. I servizi igenici inesistenti(un piccolo capanno di legno all'esterno della casa era il nostro bagno). L'unica stufa a legna era il riscaldamento e la "cucina economica" per tutta la casa. Ma quell'inverno era stato freddo e lungo, la poca legna acquistata e raccolta sulla vicina collina era finita. Mio padre allora disperato, di notte tagliava tronchi all'alberatura della vicina strada, ed occultava il taglio con la fuliggine. In casa si gelavano varie cose, dall'acqua del bicchiere sul comodino, alla damigiana di " mezzovino" od "acquaticcia" in soffitta, che regolarmente si rompeva. Ricordo anche la frase sempre di mio padre che spesso si doveva recare a piedi in farmacia in città:"pensa che il termometro all'interno della farmacia, anch'essa riscaldata con una stufa, segnava zero gradi!" Fortunatamente anche grazie ai "furti" di mio padre mio fratello si salvò. La neve resistette fin dopo Pasqua, e le storie vere, raccontate dai vecchi dello storico "nevone", tennero banco per anni nelle "veglie" di vicinato che allora si tenevano nelle stalle per riscaldarsi con il calore delle bestie. Allora sì che l'inverno era inverno! Proprio allora che non se ne sentiva il bisogno! anzi...Giorgio Cappelli
    Grazie del racconto, a tratti drammatico ma con lieto fine, ci sarebbe da girarci un film. Da non credere che a Rimini potessero rimanere imprigionati dalla neve.
    Non è che per caso hai scovato qualche fotografia dell’evento?
    ​Se mi piace il ruolo del cacciatore e della lepre? Se c'è uno davanti è normale che gli altro lo inseguano. E' come il gioco di guardia e ladri, i ladri scappano e le guardie inseguono...

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