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  1. #3331
    Brezza leggera
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    Predefinito Re: Artico verso l'abisso... eppure lo dicevamo che...

    Citazione Originariamente Scritto da Adriatic snow effect Visualizza Messaggio
    aggiornamenti sulla situazione ghiacci?
    Ti rispondo così il 3d torna tra i recenti: se guardi alcune delle immagini postate in precedenza sono auto aggiornanti.


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  2. #3332
    Vento moderato
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    Predefinito Re: Artico verso l'abisso... eppure lo dicevamo che...

    Le rimetto qui così si vede meglio.
    Solito sottomedia disastroso, ma un po' meglio degli ultimi anni in estensione e soprattutto in volume.





    [IMG]polarportal.dk/fileadmin/polarportal/sea/CICE_map_thick_LA_EN_20210412.png[/IMG]

    Con le prospettive di una primavera/estate con AO tendenzialmente positiva e la niña che dovrebbe limitare gli afflussi caldi dal Pacifico forse potremmo tornare vicino ai livelli del 2017/2018 in termini di minimo estivo.

  3. #3333
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    Predefinito Re: Artico verso l'abisso... eppure lo dicevamo che...

    Sono magre consolazioni ma ci speriamo davvero. Vediamo un pò cosa accade nei prossimi mesi.

  4. #3334
    Brezza leggera
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    Predefinito Re: Artico verso l'abisso... eppure lo dicevamo che...

    NATIONAL SNOW AND ICE DATA CENTER (AGGIORNAMENTO MARZO 2021)

    La massima estensione stagionale del ghiaccio marino artico è stata superata, e con l’equinozio di primavera il sole è sorto al Polo Nord. Anche se ancora ci saranno numerosi giorni caratterizzati da condizioni climatiche gelide, la lunga notte polare è terminata. L’estensione media del ghiaccio marino nel mese di marzo 2021 è stata la nona più bassa mai registrata. Alla fine del mese, l’estensione del ghiaccio marino dell’Antartide risultava essere leggermente superiore alla media.

    Panoramica delle condizioni

    L’estensione media del ghiaccio marino artico per il mese di marzo 2021 è stata di 14,64 milioni di chilometri quadrati (5,65 milioni di miglia quadrate). Questo era 350.000 chilometri quadrati (135.000 miglia quadrate) sopra il minimo storico stabilito nel 2017 e 790.000 chilometri quadrati (305.000 miglia quadrate) inferiore alla media del periodo 1981-2010.L’estensione media è stata la nona più bassa nella storia delle osservazioni satellitari, iniziata nel 1979. A livello regionale, l’estensione della banchisa alla fine del mese, era inferiore alla media sul lato del Pacifico nel Mare di Bering e sul lato dell’Atlantico nel Mare di Barents settentrionale e ben a sud dell’Artico nel Golfo di San Lorenzo. Altrove, l’estensione è risultata vicino alla media, anche se generalmente un po’ più bassa. La perdita di ghiaccio nel mese di marzo si è verificata principalmente nel Mare di Okhotsk, nel settore meridionale del Mare di Bering, a est delle Svalbard e nella parte settentrionale del Mare di Groenlandia .

    Il mare di Groenlandia (in danese: Grænlanshaf in norvegese Grønlandshavet) è il tratto di mare, con una superficie di circa un milione di km², che si estende dalla costa orientale della Groenlandia, la costa settentrionale dell’Islanda, l’isola di Jan Mayen e l’arcipelago di Svalbard. È un mare secondario del mar Glaciale Artico, viene talvolta considerato parte dell’oceano Atlantico settentrionale. Ha una profondità media di 1.641 m, il punto più profondo è pari a 5.527 m. Il margine di ghiaccio si è espanso nella parte meridionale del Mare di Groenlandia orientale e a nord delle Svalbard.

    Figura 1. L’estensione del ghiaccio marino artico per il mese di marzo 2021 è stata di 14,64 milioni di chilometri quadrati (5,65 milioni di miglia quadrate). La linea magenta mostra l’estensione media registrata nel periodo 1981-2010 per quel mese. Dati del Sea Ice Index Sea Ice Index | National Snow and Ice Data Center . Informazioni sui dati About the data | Arctic Sea Ice News and Analysis

    Fonte: National Snow and Ice Data Center

    Condizioni di contesto

    Durante il mese di marzo, l’estensione del ghiaccio marino è stata ben al di sotto della media, ma come sottolineato nel post precedente, il massimo stagionale raggiunto dalla banchisa artica il 21 marzo, un giorno dopo l’equinozio di primavera, è stato il settimo più basso nella storia delle osservazioni satellitari . Osservazioni effettuate mediante sensori passivi.

    Gli strumenti utilizzati per l’acquisizione dei dati possono fornire misure singole di radianza (radiometri) o insiemi di misure di radianza ovvero immagini digitali (termocamere o dispositivi a scansione). Tali strumenti, vengono chiamati sensori e possono essere montati su satelliti in orbita oppure aviotrasportati. Questi permettono di avere informazioni che ad occhio nudo o con qualsiasi altro strumento di misura non avremo potuto avere poich´e discriminano le immagini in un gran numero di elementi (suolo, vegetazione, acqua,..) e riconoscendone le caratteristiche. Ci sono due tipi di sensori, rappresentati in Figura 1.3, per i rilevamento dati da satellite:

    sensori attivi;
    sensori passivi.

    Sensori attivi
    I sensori attivi sono dotati di un trasmettitore e di un rilevatore, non hanno bisogno di una sorgente di radiazione ma sono loro stessi a emettere un segnale che torna indietro scatterato. Alcuni esempi sono dati da SAR, scatterometri delle microonde, radar (come ad esempio il TRMM-PR che ci d`a una mappature completa ad alta risoluzione delle aree desertiche), lidar (CALIPSO/CALIOP) etc.. Il processo usato da questi sensori per la trasmissione e per la recezione tramite antenna `e spiegato attraverso l’equazione radar che avremo modo di spiegare successivamente. Nella tipologia attiva di telerilevamento da satellite nelle MW, le caratteristiche dello scattering possono essere derivate dalle sezione d’urto radar calcolata attraverso la relazione tra il potere ricevuto Pr e dei parametri d’antenna (Ar, Pt, Gt) e le caratteristiche fisiche dell’oggetto preso in esame.

    Sensori passivi

    I tipi passivi ricevono la radiazione di microonde emessa da un corpo caldo o riflessa da una sorgente illuminata dall’esterno. Nel VIS la sorgente esterna `e tipicamente il Sole mentre nell’IR e MW la radiazione elettromagnetica emessa e rilevata dallo strumento è dovuta alla temperatura interna dell’oggetto osservato I radiometri sono un esempio di questo tipo di sensore Atri esempi sono: MSG, MTSAT, GEOS che annoverano numerosi punti di forza tra cui: valutazione dell’altezza e del top della nube, distinzione tra le diverse fasi delle idrometeore, capacit`a di individuare nui precipitanti e convettive . Il processo di ricezione `e spiegato usando la teoria del trasferimento radiativo basato sulla legge di Rayleigh Jeans che avremo modo di approfondire in seguito. Nella tipologia passiva, le caratteristiche di un oggetto possono essere dedotte dalla relazione tra il potere ricevuto e le caratteristiche fisiche dell’oggetto come ad esempio l’attenuazione e/o la radiazione caratteristiche. In entrambi i tipi, i sensori devono essere progettati considerando la frequenza ottimale necessaria per l’osservazione degli oggetti.

    Nel mese di marzo, le temperature dell’aria al livello 925 mb sono state fino a 5 gradi Celsius inferiori alla media sull’ Eurasia settentrionale e nei territori orientali dell’Alaska. Le temperature erano da 1 a 3 gradi Celsius superiori alla media sul lato atlantico dell’Artico, con una lingua di temperature superiori alla media cestesa nel Mare di Beaufort (Figura 2b). La circolazione atmosferica riscontrata nel mese di marzo, è stata contraddistinta da una bassa pressione sull’Atlantico settentrionale, con la pressione più bassa concentrata sul Mare di Barents (Figura 2c). Dopo essere rimasto in una fase negativa abbastanza persistente per gran parte dello scorso inverno, l’indice di oscillazione artica nel mese di marzo è stato per lo più positivo, ma con grandi fluttuazioni.

    Figura 2a. Il grafico mostra l’estensione del ghiaccio marino artico al 5 aprile 2021, insieme ai dati giornalieri sull’estensione del ghiaccio durante i quattro anni precedenti e il minimo storico del 2012. Il 2020-2021 è mostrato in blu, il 2019-2020 in verde, il 2018-2019 in arancione, il 2017-2018 in marrone, il 2016-2017 in magenta e il 2011-2012 in marrone tratteggiato. La mediana dal 1981 al 2010 è in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano gli intervalli interquartile e interdecile dei dati. Sea Ice Index data.

    Fonte: National Snow and Ice Data Center

    Figura 2b. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello 925 hPa, in gradi Celsius, durante il mese di marzo 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature più alte della media; il blu e il viola indicano temperature più basse della media.

    Fonte: NSIDC courtesy NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Division

    Figura 2c. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nell’Artico espressa in millibar nel mese di marzo 2021. I colori giallo e rosso indicano una pressione alta; il blu e il viola indicano una pressione bassa.

    Fonte: NSIDC courtesy NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Division

    Marzo 2021 comparato con gli anni precedenti

    Fino al 2021, il tasso lineare di declino del ghiaccio marino nel mese di marzo, rispetto all’estensione media del 1981-2010, è del 2,6% per decennio, che corrisponde a 39.700 chilometri quadrati (15.300 miglia quadrate) all’anno, circa la dimensione degli stati americani del Maryland e del Delaware messi insieme o della Svizzera. La perdita complessiva di ghiaccio del mese di marzo nel corso dei 43 anni di osservazioni satellitari è di 1,67 milioni di chilometri quadrati (645.000 miglia quadrate), in base alla differenza dei valori di tendenza lineare nel 2021 e nel 1979, che è equivalente a circa le dimensioni della California e del Minnesota messi insieme.

    Figura 3. L’estensione mensile del ghiaccio nel mese di marzo dal 1979 al 2021 mostra un declino del 2,6% per decennio.


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