Sui satelliti ci sono i dati CERES, che vedono una copertura nuvolosa stazionaria o in lieve calo
Clouds and the Earth’s Radiant Energy System (CERES) Energy Balanced and Filled (EBAF) Top-of-Atmosphere (TOA) Edition-4.0 Data Product in: Journal of Climate Volume 31 Issue 2 (2018)
Aumenta la radiazione emessa per irraggiamento nelle frequenze infrarosse (LW) e si riduce quella riflessa direttamente (shortwave).
La nuvolosità è costante o in leggero calo (calo più pronunciato nei vecchi dati).
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Innanzitutto non darmi del lei che su un forum è solo una presa per i fondelli.
L'energia potenziale è un concetto non applicabile al sistema climatico, non abbiamo un sasso su una montagna o un elastico in tensione. L'energia che arriva o viene riflessa o diventa calore, in minima parte può andare in reazioni chimiche o cambiamenti di stato ma questi non consentono un accumulo su larga scala e per lungo tempo.
Se hai idea di come possa nella pratica esserci questo accumulo puoi spiegarlo, altrimenti è solo una supercazzola.
Se l'energia proveniente dal sole variasse in misura significativa lo sentiresti eccome, una variazione inferiore a 0,1% concentrata sull'ultravioletto ovviamente si vede solo in stratosfera per via delle reazioni chimiche che giustamente hai citato.
Ma se non la senti in bassa atmosfera a maggior ragione non la senti in oceano, gli scambi di calore tra oceano e atmosfera nel lungo termine dipendono principalmente dall'equilibrio termodinamico tra oceano e bassa troposfera.
Personalmente credo che sia uno scenario realistico (se non ottimistico) di business as usual con una stabilizzazione delle emissioni nel lungo termine, se si confermasse il trend degli ultimi 40 anni arriveresti appunto a 3 gradi entro il 2100.
L'inerzia economica, demografica e climatica porterà quasi certamente ad un forte riscaldamento nei prossimi decenni.
Poi se arrivano due Tambora e un nuovo minimo solare stile Maunder ovviamente il discorso potrebbe cambiare, ma sarebbe sperare in eventi eccezionali e imprevedibili che cambiano le carte in tavola, lo scenario più probabile è che grandi cambiamenti delle forzanti esterne al sistema climatico non ce ne siano.
Se non vado errato abbiamo preso quasi 1,5° dalla pre-industriale, con due fasi di riscaldamento intenso:
- la prima nella I meta del XX Secolo, fino agli anni '40
- seguì una stabilizzazione a cavallo tra anni '40 e metà anni '70
- poi la seconda fase di riscaldamento, dal 1976 circa ad oggi, con un aumento di 0,7/0,8°C rispetto alla T del periodo tra metà anni '40 e metà anni '70.
«L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono» (Giuseppe Prezzolini, 1921)
Se non sbaglio dovremmo aggirarci attualmente sui +1,1° dalla preindustriale, ma vado a memoria. Tra l'altro la preindustriale in effetti risentiva della PEG, quindi non so quanto sia rappresentativa di un clima "storico", credo quindi che dovremmo erodere qualche decimo (0,2°? 0,3°?) per trarre una media preindustriale "di lungo termine" degli ultimi millenni.
Io credo in uno scenario del genere, ne parlammo già anzi nel thread delle temperature globali uno o due anni fa.
E' da dire che le proiezioni attuali dell'IPCC vedrebbero per uno scenario business as usual qualcosa in più anche, ma io penso sovrastimino leggermente la sensibilità climatica all'equilibrio.
Naturalmente sono i miei two cents di mero appassionato che ha notato che il riscaldamento sta procedendo ma non drammaticamente come certi scenari a pari emissioni prevedevano, quindi magari sarò poi smentito.![]()
Ultima modifica di burian br; 21/05/2021 alle 12:17
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