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  1. #1
    Vento moderato L'avatar di ChietiMeteo
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    Predefinito Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Buonasera ragazzi , con molto piacere vi do' la notizia dell'installazione di una webcam e di una centralina davis vp2 in località Passo San Leonardo (AQ)

    Passo San Leonardo Meteo
    Situazione meteo a Majelletta-Blockhaus 2003 m slm e Passo San Leonardo 1282 m slm
    https://www.chietimeteo.it/majelletta.htm
    https://www.chietimeteo.it/passosanleonardo.htm

  2. #2
    Vento moderato L'avatar di ChietiMeteo
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    a nessuno piace?
    Situazione meteo a Majelletta-Blockhaus 2003 m slm e Passo San Leonardo 1282 m slm
    https://www.chietimeteo.it/majelletta.htm
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  3. #3
    Brezza leggera L'avatar di FR est
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Citazione Originariamente Scritto da ChietiMeteo Visualizza Messaggio
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    Bell' impianto
    Schermo passivo Davis ( OR ) a 4 mh su cortile + pluvio manuale dostmann - dal 1999 - semiurbano

  4. #4
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    la ringrazio
    Situazione meteo a Majelletta-Blockhaus 2003 m slm e Passo San Leonardo 1282 m slm
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  5. #5
    Vento forte L'avatar di Adriano90
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    avoglia! Avoglia che ci piace!

    Magari con due minuti descrivi il posto, perchè è importante, il panorama ecc, magari non tutti conoscono la zona.
    Always looking at the sky.


  6. #6
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Magnifica......possiamo monitorare una zona climaticamente molto molto interessante. Grazie davvero

  7. #7
    Vento teso
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Una curiosità: ma l'albergo e le sciovie sono ancora funzionanti o hanno lasciato scadere la vita tecnica degli impianti ed è morto tutto?

  8. #8
    Vento forte L'avatar di paxo
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano90 Visualizza Messaggio
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    Magari con due minuti descrivi il posto, perchè è importante, il panorama ecc, magari non tutti conoscono la zona.
    È un passo al confine tra la provincia di Pescara e quella aquilana. Collega la mia vallata (valle dell'Orta) con la zona di Pacentro/Sulmona e con Campo di Giove.
    È ben esposto alle correnti e alle nevicate da nord-est ma becca precipitazioni anche da ovest. Sarà interessante il confronto con passo Lanciano, quest'ultimo è un po' più nevoso con correnti da nord est ma secondo me Passo San Leonardo è un po' più freddo trovandosi più interno e a volte la quota neve si mantiene più bassa
    Ultima modifica di paxo; 15/05/2021 alle 13:53

  9. #9
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Situato a 1.282 metri s.l.m., nell’Appennino centrale, all’interno del territorio del PNM – Parco Nazionale della Majella - il passo San Leonardo rappresenta una particolare meta da raggiungere in ogni stagione sia per successive ascese da compiere in quota, sia per viaggi nelle zone limitrofe da “assaporare” lentamente, come le tipiche squisite pietanze di questi luoghi, sia per seguire suggestivi itinerari attorno alla Majella, di cui si descriverà, in cenni, in seguito.

    E’ posto ad ovest rispetto a tale massiccio montuoso (alto 2.793 metri e caratterizzato per i ripidi fianchi, per le distese sterminate – come l’altopiano di “Femmina Morta” - per la folta e lussureggiante faggeta nonché per gli esemplari di pino mugo che lo circondano), secondo per altitudine solo al vicino Gran Sasso (2.912 metri), nonchè a sudest rispetto al gruppo del Morrone (aspra e compatta dorsale di rocce calcaree avente il suo apice ad un’altezza di 2.061 metri ed il suo culmine nella città di Sulmona, a 405 metri), che risulta racchiuso tra la Valle Peligna ad ovest, il fiume Aterno a nord e la Majella ad est.

    Il valico rientra nei territori comunali di Pacentro (AQ), a 690 metri s.l.m. e Sant’Eufemia a Majella (PE), a 878 metri. La località ospita una piccola stazione sciistica con piste per lo più adatte ai principianti; è presente anche un anello per lo sci di fondo. Nei pressi del valico è possibile praticare, inoltre, ciclismo su strada, equitazione, escursionismo ed orienteering (trattasi del c.d. “sport dei boschi”, attività utile ad orientarsi, per la quale non necessita attrezzatura particolare o costosa). La località monitorata si può raggiungere sia dall'A25 Roma-Pescara - uscita Scafa con indicazioni per S.Valentino-Caramanico-S.Eufemia - sia da Sulmona, passando per Pacentro, oppure da Campo di Giove.

    Superato il Passo Lanciano, prima di Roccamorice (Comune, posto su uno sperone roccioso, a 520 metri di altitudine, caratterizzato da case medievali e settecentesche in pietra), è consigliabile fare una piccola deviazione per l’Eremo celestiniano di Santo Spirito; altro borgo conosciuto nei dintorni è quello di Caramanico, noto per le terme e per i suoi ruderi; completano l’itinerario “virtuale” le auspicate visite a Sulmona, Pescocostanzo, Roccaraso e Castel di Sangro, gradevoli luoghi ricchi di storia e bellezze paesaggistiche.

    Sul versante nordorientale del massiccio della Majella, ma sempre all'interno dell'omonimo Parco Nazionale, sorge invece il comprensorio sciistico Passo Lanciano-Majelletta: esso presenta una skyaerea che si estende dalla parte più bassa, attorno ai 1.300 metri di altitudine, fino a 1.995 metri, passando dalla stazione della Majelletta - con il passo Tettone - che è invece situata a 1.650 metri s.l.m.. Tali due stazioni, che pur essendo limitrofe non risultano tuttavia sciisticamente collegate tra loro in modo diretto, sono poste lungo la strada che sale dapprima fino al Rifugio Pomilio (1.888 metri s.l.m.) e, successivamente, fino al Blockhaus (2.145 metri s.l.m.).

    Sorto intorno alla metà degli anni ’90 e con un territorio geograficamente ricadente nei Comuni chietini di Pretoro (definito la Saint-Moritz del Centro-Sud), a 602 metri s.l.m., di Rapino - a 420 metri – e di Pennapiedimonte - a 669 metri – ed in quello pescarese di Roccamorice, a 520 metri, il comprensorio gode di un bacino di utenza rivolto principalmente al basso Abruzzo (province di Chieti e di Pescara). E' uno dei tre poli sciistici della Majella assieme a passo San Leonardo e Campo di Giove (1.064 metri).

    La zona, in inverno, offre ai turisti sia l’opportunità di sperimentare free-style, bob e slitte, sia la possibilità di praticare lo sci alpino e di fondo anche in campi scuole, con occasioni di visite presso oasi nelle quali trovare rifugio e tepore. In estate, invece, la presenza di un microclima particolarmente favorevole favorisce la degustazione di prodotti tipici, sempre tra scenari naturalistici accattivanti.

    Circa il Blockhaus, si evidenzia come esso si stagli agli occhi dell’osservatore tra paesaggi immensi, brulli e solitari. E’ raggiungibile a piedi o in bicicletta poiché la strada che dal comprensorio sciistico Passolanciano–La Maielletta conduce ai 2.145 metri della cima (ove è anche presente la statua della Madonnina) è percorribile in auto, infatti, soltanto fino al rifugio Pomilio (1.892 metri). Sulle piste della Maielletta è possibile sciare – così come avviene solo nell’altra stazione di Prati di Tivo – con vista mare in lontananza!

    Il Blockhaus (dal tedesco, casa di sassi) fu usato come punto militare dai nazisti durante la seconda guerra mondiale; nel 1943, nella località di passo San Leonardo, gli abitanti sfollati di Lettopalena (CH) furono costretti a marciare per raggiungere Campo di Giove (AQ). Nel dopoguerra, attorno agli anni ’60, la località divenne oggetto di studi scientifici stante la formazione del rilievo da isola corallina emersa dal mare. Il processo di innalzamento si è protratto per millenni, mantenendo in posizione sub-pianeggiante la superficie interna del pianoro del Blockhaus, isolata dall’erosione glaciale che ha formato delle valli.

    Dal Blockhaus si possono raggiungere tutte le maggiori vette del massiccio della Majella (i suoi ripidi fianchi, ad onor del vero, mal si prestano ad itinerari comodi; i valloni rivolti verso Caramanico, la conca di Sulmona ed il Morrone, ad esempio, presentano splendidi ma impegnativi tratti per gli scialpinisti mentre i canyon che scendono verso le colline di Chieti e l'Adriatico risultano troppo boscosi e rocciosi). Tra esse, il monte Amaro, con i suoi 2.793 metri - seconda vetta dell'Appennino contraddistinta da un paesaggio lunare e da fioriture meravigliose e rarissime - il monte Acquaviva (2.737 metri), il monte Focalone (2.676 metri), il monte Rotondo (2.656 metri), il monte Macellaro (2.646 metri), la cima delle Murelle (2.596 metri) ed il Pesco Falcone (2.546 metri). Tra i sentieri praticati, molto battuto è certamente quello che conduce – dopo aver anche attraversato una lunga valletta carsica – alla base del monte Amaro; nella sua parte iniziale, il percorso sfrutta la comoda strada che conduce al rifugio Pomilio, da dove si prosegue, poi, per l´Itinerario “Indro Montanelli” fino alla base del Blockhaus.

    Il clima dell’alta Majella è quello tipico dell’alta montagna, con precipitazioni nevose particolarmente abbondanti, sebbene queste siano particolarmente variabili ogni anno; l’estate si presenta in genere fresca e ventilata. L’ampia estensione territoriale ed altitudinale del PNM fa sì che vi siano espressi sia numerosi tipi climatici, inquadrati nei “bioclima del Mediterraneo pluviostagionale oceanico” (estremità nordoccidentali del Parco), sia un clima temperato oceanico, nettamente prevalente. Quest’ultimo, fino ad una quota altimetrica media di 1.100 metri, si presenta nella variante Submediterranea, (presenza, almeno un mese all’anno, di condizioni di subaridità). Il clima degli altipiani è rigido, tanto che essi sono coperti di neve per almeno sette mesi l’anno; con il disgelo, date le loro caratteristiche morfologiche, non riescono a trattenere l’enorme quantità di acqua disponibile, che, conseguentemente, si infiltra nel sottosuolo originando imponenti fenomeni carsici. Le precipitazioni sono in genere abbondanti, con massimi tra novembre e dicembre; i mesi meno piovosi sono luglio ed agosto. I temporali, tuttavia, sono ricorrenti, improvvisi e violenti (nonché accompagnati, oggigiorno, da sempre più frequenti manifestazioni grandigene), tanto che la Majella fu già ricordata da Rigo - botanico dell’ottocento - come “capricciosa di tempeste”. Le nevicate si concentrano nel periodo che va dalla metà di settembre alla fine di maggio, ma non sono improbabili anche negli altri mesi dell’anno. Generalmente, le aree delle conche interne sono caratterizzate da precipitazioni basse e livelli elevati di continentalità, cosa che determina la presenza di specie e vegetazioni di tipo para-steppico; le aree esposte verso il mare, soprattutto nel settore settentrionale, hanno invece precipitazioni decisamente più abbondanti.

    A Passo San Leonardo l’installazione della stazione meteorologica Davis VP2 - presso Hotel Celidonio – a quota 1.282 metri s.l.m., integra quel progetto di monitoraggio di questa sezione di territorio che ha già visto l’importante allocazione di analoga strumentazione in zona Majelletta-Blockhaus, ad una quota di 2.003 metri s.l.m., in un contesto che, pur infondendo apparente solitudine, resta pur sempre suggestivo per l’anima! Climatologicamente la zona attenzionata evidenzia delle situazioni tipiche della media montagna: nebbie frequenti e talvolta persistenti; precipitazioni non sporadicamente abbondanti; stagioni estive - in genere fresche o quantomeno ventilate - “condite” da tassi di umidità relativa non elevati. Analogamente, alle quote più elevate della zona, le piogge consistenti si verificano soprattutto tra novembre e dicembre; i mesi meno “fruttuosi” sono luglio ed agosto per quanto i temporali di calore, pur sempre ricorrenti e violenti, riescano a compensare la penuria precipitativa (si ipotizza che mediamente possano registrarsi circa 1500 millimetri annui). Le nevicate si concentrano nel periodo che va da novembre ad aprile, anche se talvolta possono anticipare ovvero posticipare gli inizi o l’epilogo della stagione prettamente invernale. Tra esse, meno improbabili sono quelle nevicate che si verificano nella primavera ‘’matura’’, durante le avvezioni più fredde ovvero durante l’azione di ritornanti da est.

    Degno di menzione è altresì il fenomeno che si manifesta, in inverno, con i venti da libeccio, spesso impetuosi se non addirittura violenti: essi, infatti, hanno l'antipatica ma pur reale nomea di ''venti mangia neve'' essendo capaci di assottigliare rapidamente, magari in un circoscritto arco temporale, la coltre precedentemente depositatasi. Le estese aree altipianiche nonché l’orografia del territorio fanno si che le correnti d’aria più intense, allorchè presenti in special modo nel corso delle bufere invernali o di inizio autunno, possano enfatizzare l’aspetto eolico concedendo raffiche anche superiori ai 100 km/h.
    Situazione meteo a Majelletta-Blockhaus 2003 m slm e Passo San Leonardo 1282 m slm
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  10. #10
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    Predefinito Re: Nuova stazione meteo + webcam a Passo San Leonardo (AQ) 1282 mt slm

    Citazione Originariamente Scritto da ChietiMeteo Visualizza Messaggio
    Situato a 1.282 metri s.l.m., nell’Appennino centrale, all’interno del territorio del PNM – Parco Nazionale della Majella - il passo San Leonardo rappresenta una particolare meta da raggiungere in ogni stagione sia per successive ascese da compiere in quota, sia per viaggi nelle zone limitrofe da “assaporare” lentamente, come le tipiche squisite pietanze di questi luoghi, sia per seguire suggestivi itinerari attorno alla Majella, di cui si descriverà, in cenni, in seguito.

    E’ posto ad ovest rispetto a tale massiccio montuoso (alto 2.793 metri e caratterizzato per i ripidi fianchi, per le distese sterminate – come l’altopiano di “Femmina Morta” - per la folta e lussureggiante faggeta nonché per gli esemplari di pino mugo che lo circondano), secondo per altitudine solo al vicino Gran Sasso (2.912 metri), nonchè a sudest rispetto al gruppo del Morrone (aspra e compatta dorsale di rocce calcaree avente il suo apice ad un’altezza di 2.061 metri ed il suo culmine nella città di Sulmona, a 405 metri), che risulta racchiuso tra la Valle Peligna ad ovest, il fiume Aterno a nord e la Majella ad est.

    Il valico rientra nei territori comunali di Pacentro (AQ), a 690 metri s.l.m. e Sant’Eufemia a Majella (PE), a 878 metri. La località ospita una piccola stazione sciistica con piste per lo più adatte ai principianti; è presente anche un anello per lo sci di fondo. Nei pressi del valico è possibile praticare, inoltre, ciclismo su strada, equitazione, escursionismo ed orienteering (trattasi del c.d. “sport dei boschi”, attività utile ad orientarsi, per la quale non necessita attrezzatura particolare o costosa). La località monitorata si può raggiungere sia dall'A25 Roma-Pescara - uscita Scafa con indicazioni per S.Valentino-Caramanico-S.Eufemia - sia da Sulmona, passando per Pacentro, oppure da Campo di Giove.

    Superato il Passo Lanciano, prima di Roccamorice (Comune, posto su uno sperone roccioso, a 520 metri di altitudine, caratterizzato da case medievali e settecentesche in pietra), è consigliabile fare una piccola deviazione per l’Eremo celestiniano di Santo Spirito; altro borgo conosciuto nei dintorni è quello di Caramanico, noto per le terme e per i suoi ruderi; completano l’itinerario “virtuale” le auspicate visite a Sulmona, Pescocostanzo, Roccaraso e Castel di Sangro, gradevoli luoghi ricchi di storia e bellezze paesaggistiche.

    Sul versante nordorientale del massiccio della Majella, ma sempre all'interno dell'omonimo Parco Nazionale, sorge invece il comprensorio sciistico Passo Lanciano-Majelletta: esso presenta una skyaerea che si estende dalla parte più bassa, attorno ai 1.300 metri di altitudine, fino a 1.995 metri, passando dalla stazione della Majelletta - con il passo Tettone - che è invece situata a 1.650 metri s.l.m.. Tali due stazioni, che pur essendo limitrofe non risultano tuttavia sciisticamente collegate tra loro in modo diretto, sono poste lungo la strada che sale dapprima fino al Rifugio Pomilio (1.888 metri s.l.m.) e, successivamente, fino al Blockhaus (2.145 metri s.l.m.).

    Sorto intorno alla metà degli anni ’90 e con un territorio geograficamente ricadente nei Comuni chietini di Pretoro (definito la Saint-Moritz del Centro-Sud), a 602 metri s.l.m., di Rapino - a 420 metri – e di Pennapiedimonte - a 669 metri – ed in quello pescarese di Roccamorice, a 520 metri, il comprensorio gode di un bacino di utenza rivolto principalmente al basso Abruzzo (province di Chieti e di Pescara). E' uno dei tre poli sciistici della Majella assieme a passo San Leonardo e Campo di Giove (1.064 metri).

    La zona, in inverno, offre ai turisti sia l’opportunità di sperimentare free-style, bob e slitte, sia la possibilità di praticare lo sci alpino e di fondo anche in campi scuole, con occasioni di visite presso oasi nelle quali trovare rifugio e tepore. In estate, invece, la presenza di un microclima particolarmente favorevole favorisce la degustazione di prodotti tipici, sempre tra scenari naturalistici accattivanti.

    Circa il Blockhaus, si evidenzia come esso si stagli agli occhi dell’osservatore tra paesaggi immensi, brulli e solitari. E’ raggiungibile a piedi o in bicicletta poiché la strada che dal comprensorio sciistico Passolanciano–La Maielletta conduce ai 2.145 metri della cima (ove è anche presente la statua della Madonnina) è percorribile in auto, infatti, soltanto fino al rifugio Pomilio (1.892 metri). Sulle piste della Maielletta è possibile sciare – così come avviene solo nell’altra stazione di Prati di Tivo – con vista mare in lontananza!

    Il Blockhaus (dal tedesco, casa di sassi) fu usato come punto militare dai nazisti durante la seconda guerra mondiale; nel 1943, nella località di passo San Leonardo, gli abitanti sfollati di Lettopalena (CH) furono costretti a marciare per raggiungere Campo di Giove (AQ). Nel dopoguerra, attorno agli anni ’60, la località divenne oggetto di studi scientifici stante la formazione del rilievo da isola corallina emersa dal mare. Il processo di innalzamento si è protratto per millenni, mantenendo in posizione sub-pianeggiante la superficie interna del pianoro del Blockhaus, isolata dall’erosione glaciale che ha formato delle valli.

    Dal Blockhaus si possono raggiungere tutte le maggiori vette del massiccio della Majella (i suoi ripidi fianchi, ad onor del vero, mal si prestano ad itinerari comodi; i valloni rivolti verso Caramanico, la conca di Sulmona ed il Morrone, ad esempio, presentano splendidi ma impegnativi tratti per gli scialpinisti mentre i canyon che scendono verso le colline di Chieti e l'Adriatico risultano troppo boscosi e rocciosi). Tra esse, il monte Amaro, con i suoi 2.793 metri - seconda vetta dell'Appennino contraddistinta da un paesaggio lunare e da fioriture meravigliose e rarissime - il monte Acquaviva (2.737 metri), il monte Focalone (2.676 metri), il monte Rotondo (2.656 metri), il monte Macellaro (2.646 metri), la cima delle Murelle (2.596 metri) ed il Pesco Falcone (2.546 metri). Tra i sentieri praticati, molto battuto è certamente quello che conduce – dopo aver anche attraversato una lunga valletta carsica – alla base del monte Amaro; nella sua parte iniziale, il percorso sfrutta la comoda strada che conduce al rifugio Pomilio, da dove si prosegue, poi, per l´Itinerario “Indro Montanelli” fino alla base del Blockhaus.

    Il clima dell’alta Majella è quello tipico dell’alta montagna, con precipitazioni nevose particolarmente abbondanti, sebbene queste siano particolarmente variabili ogni anno; l’estate si presenta in genere fresca e ventilata. L’ampia estensione territoriale ed altitudinale del PNM fa sì che vi siano espressi sia numerosi tipi climatici, inquadrati nei “bioclima del Mediterraneo pluviostagionale oceanico” (estremità nordoccidentali del Parco), sia un clima temperato oceanico, nettamente prevalente. Quest’ultimo, fino ad una quota altimetrica media di 1.100 metri, si presenta nella variante Submediterranea, (presenza, almeno un mese all’anno, di condizioni di subaridità). Il clima degli altipiani è rigido, tanto che essi sono coperti di neve per almeno sette mesi l’anno; con il disgelo, date le loro caratteristiche morfologiche, non riescono a trattenere l’enorme quantità di acqua disponibile, che, conseguentemente, si infiltra nel sottosuolo originando imponenti fenomeni carsici. Le precipitazioni sono in genere abbondanti, con massimi tra novembre e dicembre; i mesi meno piovosi sono luglio ed agosto. I temporali, tuttavia, sono ricorrenti, improvvisi e violenti (nonché accompagnati, oggigiorno, da sempre più frequenti manifestazioni grandigene), tanto che la Majella fu già ricordata da Rigo - botanico dell’ottocento - come “capricciosa di tempeste”. Le nevicate si concentrano nel periodo che va dalla metà di settembre alla fine di maggio, ma non sono improbabili anche negli altri mesi dell’anno. Generalmente, le aree delle conche interne sono caratterizzate da precipitazioni basse e livelli elevati di continentalità, cosa che determina la presenza di specie e vegetazioni di tipo para-steppico; le aree esposte verso il mare, soprattutto nel settore settentrionale, hanno invece precipitazioni decisamente più abbondanti.

    A Passo San Leonardo l’installazione della stazione meteorologica Davis VP2 - presso Hotel Celidonio – a quota 1.282 metri s.l.m., integra quel progetto di monitoraggio di questa sezione di territorio che ha già visto l’importante allocazione di analoga strumentazione in zona Majelletta-Blockhaus, ad una quota di 2.003 metri s.l.m., in un contesto che, pur infondendo apparente solitudine, resta pur sempre suggestivo per l’anima! Climatologicamente la zona attenzionata evidenzia delle situazioni tipiche della media montagna: nebbie frequenti e talvolta persistenti; precipitazioni non sporadicamente abbondanti; stagioni estive - in genere fresche o quantomeno ventilate - “condite” da tassi di umidità relativa non elevati. Analogamente, alle quote più elevate della zona, le piogge consistenti si verificano soprattutto tra novembre e dicembre; i mesi meno “fruttuosi” sono luglio ed agosto per quanto i temporali di calore, pur sempre ricorrenti e violenti, riescano a compensare la penuria precipitativa (si ipotizza che mediamente possano registrarsi circa 1500 millimetri annui). Le nevicate si concentrano nel periodo che va da novembre ad aprile, anche se talvolta possono anticipare ovvero posticipare gli inizi o l’epilogo della stagione prettamente invernale. Tra esse, meno improbabili sono quelle nevicate che si verificano nella primavera ‘’matura’’, durante le avvezioni più fredde ovvero durante l’azione di ritornanti da est.

    Degno di menzione è altresì il fenomeno che si manifesta, in inverno, con i venti da libeccio, spesso impetuosi se non addirittura violenti: essi, infatti, hanno l'antipatica ma pur reale nomea di ''venti mangia neve'' essendo capaci di assottigliare rapidamente, magari in un circoscritto arco temporale, la coltre precedentemente depositatasi. Le estese aree altipianiche nonché l’orografia del territorio fanno si che le correnti d’aria più intense, allorchè presenti in special modo nel corso delle bufere invernali o di inizio autunno, possano enfatizzare l’aspetto eolico concedendo raffiche anche superiori ai 100 km/h.
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