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  1. #1
    Vento moderato L'avatar di slaiervale
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    Predefinito Ase: Considerazioni di fine evento

    Ase: Considerazioni di fine evento-fb_img_1546644583904.jpgAse: Considerazioni di fine evento-fb_img_1546644583904.jpgAse: Considerazioni di fine evento-fb_img_1546644583904.jpg

    In questa foto del satellite possiamo fare una mappatura dell'Ase e del modo in cui colpisce e ha colpito in passato, facendo anche riferimento e alle segnalazione e alle nevicate e conseguenti accumuli tratti di volta in volta.

    Possiamo osservare come la -40 ha prodotto una maggiore produzione di Ase rispetto al solito, solito che corrisponde ad un trenino sul nord barese,uno sul sud barese ed uno sul salento. In questo caso ci sono diversi treni alcuni adiacenti e che comunicano tra loro , come d'altronde nel 2017 dove altre termiche eccezionali portarono ad una maggiore produzione di Ase con nuclei molti gonfi.

    Considerazione principale è che l'ASE in Puglia nella forma classica di eventi "classici" con termiche importanti ma non eccezionali crea delle bande nuvolose cariche che con una magnitudo che definirei media non arrivano compatte all'impatto con la costa e che queste invece si compattino nel loro cammino verso l'entroterra dopo una media di almeno 12km in linea d'aria rispetto la costa. Se ricordate bene ci sono stati diversi casi nel passato con frastagliume su coste ed entroterra e nevicate in posti come Corato,Ruvo,Acquaviva delle Fonti,Cassano Murge e altri più interni che sono ben più distanti dalla costa in media oltre i 12km, possiamo però ammettere che orografia e zone in altura sopra i 100mt prossime a quella distanza limite ad un evento di magnitudo normale possano mettere un certo freno e godere in parte di questi benefici. In tal caso comunque è lecito attendersi bande più blande, bande normali, e bande più grasse che occasionalmente scaricano nel primo entroterra o addirittura sulla costa.

    Secondo caso è ad esempio il 2017 con termiche a 850 hpa eccezionali, in questo caso abbiamo avuto più un notevole ingrossamento delle classiche bande ASE ( non più tre come di solito avviene, ma due quella nord barese gonfiatissima avente perno estremo a nord Trani e perno estremo a sud Torre a Mare/Mola e quello sud barese/salentino che in questo caso diventa un potente ase salentino ed uno più piccolo sull'Alto Brindisino), in questo caso abbiamo avuto un ASE nel momento dell'ingresso delle isoterme più basse a 850hp capace di generare nuclei molto grassi e bande larghe già sul mare ed impattare su costa compatti (ovviamente nei raggi d'azioni più centrali, diventando meno compatto sui limiti estremi indicati) e scaricare quindi da subito il suo potenziale ( esempi : le nevicate su costa di Molfetta,Giovinazzo,Bari e Salento),incrementandolo da subito appena all'interno ( vd. differenze tra Giovinazzo/Bitonto Modugno/San Paolo Bari Ceglie-Valenzano-Loseto/Bari) per continuare con la sua caratteristica tendenza all'ingrossamento all'interno in una distanza dalla costa certamente inferiore ai 12km. Anche in questo caso ovviamente abbiamo normali eccezioni, 1) sfarfallamento direzione del nucleo 2) bande più blande,bande coerenti al magnitudo, bande più grasse 3) bande che scaricano all'impatto, o nell'immediato entroterra, o abbastanza distanti dalla costa.

    Terzo caso è questo 2019 le termiche a 850hpa non sono eccezionali ma certamente rilevanti, è eccezionale invece la -40° che come risultato ha prodotto una notevole produzione di trenini o delle biforcazioni di questi. Tra i due casi sopracitati questo si pone in mezzo come anche si evince dalla foto. Abbiamo ad esempio il piccolo Ase su Barletta che arriva mediamente compatto sulla costa e scarica su Barletta, abbiamo gli Ase Bari Nord e Bari città che si biforcano da una banda madre che invece arrivano in media frastagliati sulla costa ma che si compattono all'interno ad una distanza variabile intorno ai 7/8km con relativi sfarfallamenti in base alla banda in questione raramente portando nevicate già su costa, poi entroterra 7/8km, poi oltre i 12km , altre volte tali bande seguono il trand classico. In Salento è invece evidente come la magnitudo delle bande ASE per tutta oggi sia stata molto importante e violenta, creando bande che molto spesso sono arrivate già compatte e produttive all'impatto con la costa. Per questo oggi a differenza del 2017 non abbiamo avuto il treno continuo e feconda che da Molfetta faceva sognare fino a Ginosa Marina, ne sono la prova le performances di Molfetta,Bitonto,Modugno,Bitetto che alla fine dell'evento nella misurazione dell'evento hanno un gap molto più altro del 2017 rispetto ai vari Cassano,Santeramo. Voglio dire che ad esempio i 3/4 cm di Bitetto ( non ne sono ancora certissimo sia questo il dato finale) stanno in rapporto 10:1 o pressapoco con il dato di Santeramo o Cassano, mentre nel 2017 Bitetto feci tra 40-50cm e siamo in un rapporto di circa 2:1 con gli altri due paesi. Qui l'importante non è ora precisamente il dato accumulato, ma il gap che intercorre tra paesi al limite della soglia di distanza dalla costa e chi si trova oltre, in questo caso viene pienamente rispettata. Ma è pienamente rispettata anche nel Barese Centrale e nel sud barese, se come ho letto Conversano ha degli accumuli rispetto a Mola e Polignano dove al massimo abbiamo 1 cm. Per Conversano l'altitudine ad esempio è un freno importante anche se si trova un pò più vicino la costa.

    Fermo restando che queste sono mie deduzioni, e che certamente c'è un ruolo importante a livello generale dell'orografia ( anche Croata), dei venti alle varie quote, e di isoterme alle varie quote posso affermare che l'ASE in Puglia è mediamente un evento nevoso importante per i paesi dell'entroterra mediamente oltre i 10/12km, che solo quando le bande sono sempre più grasse ed estese già in partenza possono scaricare dal primo entroterra e poi alla costa, che l'altitudine media può essere un freno relativo che s'amplifica all'aumentare dell'altitudine, che l'ASE in base al suo grado di magnitudo si compatta ad un certo punto e da l'impressione di diventare per alcuni un fronte che dura ore e per altri un frastagliume talvolta intervallato da sfarfallamenti di direzione e magnitudo.
    Probabilmente c'è sicuramente in gioco altri fattori che io non conosco ma gradirei ci fosse una discussione didattica, ovviamente potrebbero essere anche sbagliate le mie considerazioni, ma in 10 anni che seguo la meteo direi che sto riportando cose esatte.

  2. #2
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Bellissima analisi! Grazie! Seguo con molta attenzione questa discussione. Mi chiedo se qui i bassi accumuli non siano stati colpa del vento. È caduta davvero tantissima roba che però non si posava.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Citazione Originariamente Scritto da MidMagic Visualizza Messaggio
    Bellissima analisi! Grazie! Seguo con molta attenzione questa discussione. Mi chiedo se qui i bassi accumuli non siano stato colpa del vento. È caduta davvero tantissima roba che però non si posava

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    Il problema sono state le termiche, la temperatura sulla costa era difficile da abbattere rispetto già ai più immediati entroterra, per abbatterla sulla costa barese oggi occorrevano precipitazioni intense e continue per molto tempo in modo da scaricare il freddo al suolo. Alla fine in generale sulle nostre coste quando ci sono state hanno avuto carattere a seconda dei casi comunque intermittente ed una magnitudo poi variabile. Il malefico che non ha mai mollato sulla costa ci ha messo comunque molto del suo.

  4. #4
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Tu dici che con la retrogressione di lunedì si formerà ancora un Ase consistente? Al di là delle precipitazioni che saranno neve o pioggia. Avremo comunque una - 8/-9 in arrivo da est

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  5. #5
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Citazione Originariamente Scritto da MidMagic Visualizza Messaggio
    Tu dici che con la retrogressione di lunedì si formerà ancora un Ase consistente? Al di là delle precipitazioni che saranno neve o pioggia. Avremo comunque una - 8/-9 in arrivo da est


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    Parliamo di Ase qui

  6. #6
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Citazione Originariamente Scritto da slaiervale Visualizza Messaggio
    Parliamo di Ase qui
    Appunto, sarebbe una situazione differente da quelle da te citate prima, ma interessante a livello teorico

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  7. #7
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Ciao @slaiervale, complimenti per le analitiche considerazioni. Azzardo una domanda: come mai secondo te a Massafra (prov di TA, 24 km a sudovest di Martina Franca e 11 km a sud di Mottola) si sono avuti accumuli maggiori del 2017 e leggermente migliori anche del 2014 nonostante termiche nettamente più alte rispetto all'Epifania di 2 anni fa? Siamo semplicemente saliti sul "trenino" giusto? Riprendendo il tuo discorso riferito alle differenze di accumulo tra le diverse città, e partendo dal presupposto che chiaramente Mottola e Martina sono i mostri sacri della neve in prov. di TA, mi chiedo come mai nel 2014 Martina fece oltre 35 cm e Massafra superò di poco i 10-12, nel 2017 Mottola fece cifre mostruose e Massafra stentò a toccare i 10 cm, mentre stavolta Massafra ha superato i 15 e Mottola e Martina hanno fatto poco meglio, ma non con quella differenza mostruosa (Martina in alcuni punti dovrebbe aver scollinato i 30, ma siamo sempre sotto il differenziale del 2014). Grazie per la pazienza che avrai nel rispondermi.

  8. #8
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    E sarebbe interessante capire anche quanto "pesi" la temperatura dell'Adriatico sulla formazione dei trenini. Ricordo che sia nel 2014, sia nel 17 le temperature di superficie erano maggiori di quelle di quest'anno

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  9. #9
    Vento moderato L'avatar di slaiervale
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Citazione Originariamente Scritto da heisenberg Visualizza Messaggio
    Ciao @slaiervale, complimenti per le analitiche considerazioni. Azzardo una domanda: come mai secondo te a Massafra (prov di TA, 24 km a sudovest di Martina Franca e 11 km a sud di Mottola) si sono avuti accumuli maggiori del 2017 e leggermente migliori anche del 2014 nonostante termiche nettamente più alte rispetto all'Epifania di 2 anni fa? Siamo semplicemente saliti sul "trenino" giusto? Riprendendo il tuo discorso riferito alle differenze di accumulo tra le diverse città, e partendo dal presupposto che chiaramente Mottola e Martina sono i mostri sacri della neve in prov. di TA, mi chiedo come mai nel 2014 Martina fece oltre 35 cm e Massafra superò di poco i 10-12, nel 2017 Mottola fece cifre mostruose e Massafra stentò a toccare i 10 cm, mentre stavolta Massafra ha superato i 15 e Mottola e Martina hanno fatto poco meglio, ma non con quella differenza mostruosa (Martina in alcuni punti dovrebbe aver scollinato i 30, ma siamo sempre sotto il differenziale del 2014). Grazie per la pazienza che avrai nel rispondermi.
    Il 2014 è stato dominato dai veri e propri fronti nuvolosi e ovviamente le precipitazioni hanno seguito la linea del fronte, di solito molto più ampi e ricchi di un normale ASE, quello di questi giorni è stato un Ase sui generis visto che in generale è riuscito comunque ha imbiancare gran parte della regione ma non è un fronte, sono due cose differenti. Sulle differenze di questa ondata tra alcuni paesi la risposta anche qui è molto semplice, siete saliti sul treno giusto o le cose si sono predisposte tali da farvi salire sul treno giusto. Nel 2017 posso dirti con certezza che Massafra si trovava nel bordo orientale del nucleo grasso che partiva tra Bari Nord/Bari , Mottola si trovava posizionata meglio e ricorderai che un pò più a sud di Mottola fecero accumuli notevolissimi a Castellaneta,Ginosa e le loro rispettive marine.

  10. #10
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    Predefinito Re: Ase: Considerazioni di fine evento

    Una domanda: qui il treno brindisino, nel moto di risalita durante la mattina di ieri, ha colpito Fasano di striscio, facendo quasi scappare verso Cisternino i nuclei precipitativi. Da allora e per tutta la giornata (fino alle 16.30) non ha fatto che bufereggiare per 10 minuti, smettere per 40-50 minuti, e riprendere. Dopo il tramonto del sole abbiamo invece avuto trenini più “produttivi” almeno qui, ma non sono riusciti a scaricare se non più di 1/2 cm sulle macchine nei momenti più intensi. Come si spiega questa tremenda incostanza di precipitazioni che ho notato anche in altri paesi del barese?
    Una possibile spiegazione può essere dovuta al fatto che finché il treno brindisino era attivo su quella direttrice ha riversato nei medi strati aria più secca creando il famigerato “canalone” qui o le considerazioni sono altre?
    Perché se Fasano nei momenti migliori ha ricevuto una patina sulle auto, la stessa Selva e i comuni limitrofi hanno ricevuto sistematicamente più rovesci.
    Grazie per eventuali risposte.

    P.S. Ovviamente qui il 2014 è storico, non a caso proprio grazie a un minimo avemmo un “nevone” più solidale in Puglia, a mio parere.


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