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  1. #551
    Tempesta violenta
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da zoomx Visualizza Messaggio
    Dove lavoro c'è un albero di kapok (Ceiba pentandra se non sbaglio) che attualmente è in fiore.
    Allegato 515136
    E' una Chorisia speciosa (o Ceiba speciosa), è della stessa famiglia.
    Ce n'è qualcuna pure qui (all'orto botanico ce ne sono 4 esemplari).
    Il Ceiba pentandra non vive all'aperto nei nostri climi

  2. #552
    Tempesta violenta
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da TreborSnow Visualizza Messaggio
    Proprio qualche giorno fa ho scoperto ce n'è uno a Campobasso. In generale sono contrario agli alberi non autoctoni, soprattutto se "in serie". Ma questo qui ci sta bene.

    Google Maps

    A destra in fondo un cedro del libano catalogato tra gli alberi monumentali.

    Invece poco più giù, nello stesso giardino, una bellissima sequoia.

    Google Maps
    La Gingko biloba è un albero resistentissimo, il fossile vivente per eccellenza come ha ricordato anche Marco (famiglia gingkocacee, completamente estinta in epoche preistoriche, è sopravvissuta fino a noi appunto, solo la Gingko biloba).
    Pensa che allo stato spontaneo non è ancora stato ritrovato, è giunto fino a noi perchè i cinesi per millenni lo hanno coltivato nei giardini dei templi come albero sacro per la sua rarità.
    Ciò detto, sugli alberi non autoctoni non sono d'accordo, è un discorso che sento spesso ma non condivido affatto.
    Se applicato alal lettera, nemmeno il cipresso si potrebbe coltivare dato che non è originario dell'Italia, seppur presente da prima dei romani

  3. #553
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano De C. Visualizza Messaggio
    La Gingko biloba è un albero resistentissimo, il fossile vivente per eccellenza come ha ricordato anche Marco (famiglia gingkocacee, completamente estinta in epoche preistoriche, è sopravvissuta fino a noi appunto, solo la Gingko biloba).
    Pensa che allo stato spontaneo non è ancora stato ritrovato, è giunto fino a noi perchè i cinesi per millenni lo hanno coltivato nei giardini dei templi come albero sacro per la sua rarità.
    Ciò detto, sugli alberi non autoctoni non sono d'accordo, è un discorso che sento spesso ma non condivido affatto.
    Se applicato alal lettera, nemmeno il cipresso si potrebbe coltivare dato che non è originario dell'Italia, seppur presente da prima dei romani
    Albero che mi fa letteralmente schifo, insieme a tutte le cupressacee.

  4. #554
    Uragano L'avatar di Marco.Iannucci
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Nel nuovo bosco urbano di piazza Garibaldi, stazione centrale di Napoli, hanno piantato diversi Gingko Biloba. A Napoli l'albero è presente anche all'orto botanico e diversi esemplari al Bosco di Capodimonte nell'area dedicata al Parco e agli esotismi botanici (insieme a Ceiba ed altre specie di alberi rari australiani e asiatici).

    https://www.repstatic.it/content/loc...c32650db3c.jpg

    Personalmente è un albero che per la sua storia e particolarità botanica apprezzo molto. è un albero a crescita lenta che può raggiungere anche i mille anni di vita

  5. #555
    Uragano L'avatar di Marco.Iannucci
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Nel nuovo bosco urbano di piazza Garibaldi, stazione centrale di Napoli, hanno piantato diversi Ginko Biloba. A Napoli l'albero è presente anche all'orto botanico e diversi esemplari al Bosco di Capodimonte nell'area dedicata al Parco e agli esotismi botanici (insieme a Ceiba ed altre specie di alberi rari australiani e asiatici).

    Centocinquanta milioni di anni fa, nelle terre oggi chiamate Asia, Europa e America del Nord, si estendevano immense foreste di Ginkgo abitate da dinosauri e da altri animali preistorici, poi tutto quel mondo scomparve. C’è da immaginarsi l’emozione quando, nel 1754, una spedizione botanica trovò che in Cina delle piante di Ginkgo biloba erano sopravvissute a tutte le ere geologiche. Alla notizia il mondo scientifico entrò in fibrillazione e i più importanti orti botanici fecero a gara per assicurarsi un esemplare di questo fossile vivente. L’orto botanico di Parigi pagò la sua prima pianta ben 40 scudi: doveva essere una bella somma se da allora il Ginkgo è conosciuto anche col nome di ‘Albero dei 40 scudi’. In Italia fu l’orto botanico di Padova ad assicurarsi il primo Ginkgo biloba che è tutt’ora vivente e gode di ottima salute.
    Latifoglia o conifera?
    Il Ginkgo biloba è botanicamente una conifera ma con l’aspetto di un grande, bello e maestoso albero a foglia caduca. Ha foglie piuttosto piccole dalla curiosa forma a ventaglio spaccate nel mezzo da un taglio che forma due lobi; il loro colore è verde brillante che cambia in giallo oro durante l’autunno. Il Ginkgo biloba cresce rapidamente ed è eretto da giovane, mentre da adulto forma col tempo una grande chioma imponente che può arrivare a 30 metri di altezza.
    Tanti pregi e un difetto
    E’ una delle piante più resistenti allo smog ed è praticamente immune da malattie. Vive bene in tutti i tipi di terreno, è resistente al caldo ed al freddo più intenso. Tutte virtù che ne fanno un albero eccellente per i giardini cittadini e per il verde pubblico ma un difetto c’è. Ginkgo biloba è una specie dioica, cioè i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse, le piante “femmine” iniziano a fruttificare dopo 15/30 anni e producono in ottobre una grande quantità di frutti rotondi, marroni, ricoperti all’esterno da un involucro carnoso e contenenti i semi provvisti di un guscio legnoso. Ed è questo il problema, perché a maturazione avvenuta l’involucro carnoso marcisce emettendo un odore sgradevole.
    Chi si trova nel proprio giardino una pianta “femmina” non ha molte soluzioni anche perché se ne accorge quando questo ha 20/30 anni di età e nel frattempo è diventato un albero grande e anche molto bello. Abbatterlo per sostituirlo crea non pochi problemi pratici e naturalmente anche affettivi! E allora che fare? Bisogna piantare cloni maschili certificati!
    Nel 1945, nei giardini di Hiroshima bruciata dall’atomica c’erano alberi di Ginkgo biloba e alcuni si trovavano proprio nel punto dell’esplosione. Ebbene nella primavera successiva i monconi di questi alberi furono i primi e gli unici a emettere foglie. Per questo fatto in Oriente e negli Stati Uniti Ginkgo biloba è divenuto l’albero simbolo di rinascita, come da noi, da millenni, è considerato l’olivo.

  6. #556
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    Citazione Originariamente Scritto da TreborSnow Visualizza Messaggio
    Albero che mi fa letteralmente schifo, insieme a tutte le cupressacee.
    Era per fare un esempio, sono molte le specie arboree coltivate da secoli che non sono originari delle nostre aree, ma che ormai ne fanno parte

  7. #557
    Tempesta violenta
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da Marco.Iannucci Visualizza Messaggio
    Nel nuovo bosco urbano di piazza Garibaldi, stazione centrale di Napoli, hanno piantato diversi Ginko Biloba. A Napoli l'albero è presente anche all'orto botanico e diversi esemplari al Bosco di Capodimonte nell'area dedicata al Parco e agli esotismi botanici (insieme a Ceiba ed altre specie di alberi rari australiani e asiatici).

    Centocinquanta milioni di anni fa, nelle terre oggi chiamate Asia, Europa e America del Nord, si estendevano immense foreste di Ginkgo abitate da dinosauri e da altri animali preistorici, poi tutto quel mondo scomparve. C’è da immaginarsi l’emozione quando, nel 1754, una spedizione botanica trovò che in Cina delle piante di Ginkgo biloba erano sopravvissute a tutte le ere geologiche. Alla notizia il mondo scientifico entrò in fibrillazione e i più importanti orti botanici fecero a gara per assicurarsi un esemplare di questo fossile vivente. L’orto botanico di Parigi pagò la sua prima pianta ben 40 scudi: doveva essere una bella somma se da allora il Ginkgo è conosciuto anche col nome di ‘Albero dei 40 scudi’. In Italia fu l’orto botanico di Padova ad assicurarsi il primo Ginkgo biloba che è tutt’ora vivente e gode di ottima salute.
    Latifoglia o conifera?
    Il Ginkgo biloba è botanicamente una conifera ma con l’aspetto di un grande, bello e maestoso albero a foglia caduca. Ha foglie piuttosto piccole dalla curiosa forma a ventaglio spaccate nel mezzo da un taglio che forma due lobi; il loro colore è verde brillante che cambia in giallo oro durante l’autunno. Il Ginkgo biloba cresce rapidamente ed è eretto da giovane, mentre da adulto forma col tempo una grande chioma imponente che può arrivare a 30 metri di altezza.
    Tanti pregi e un difetto
    E’ una delle piante più resistenti allo smog ed è praticamente immune da malattie. Vive bene in tutti i tipi di terreno, è resistente al caldo ed al freddo più intenso. Tutte virtù che ne fanno un albero eccellente per i giardini cittadini e per il verde pubblico ma un difetto c’è. Ginkgo biloba è una specie dioica, cioè i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse, le piante “femmine” iniziano a fruttificare dopo 15/30 anni e producono in ottobre una grande quantità di frutti rotondi, marroni, ricoperti all’esterno da un involucro carnoso e contenenti i semi provvisti di un guscio legnoso. Ed è questo il problema, perché a maturazione avvenuta l’involucro carnoso marcisce emettendo un odore sgradevole.
    Chi si trova nel proprio giardino una pianta “femmina” non ha molte soluzioni anche perché se ne accorge quando questo ha 20/30 anni di età e nel frattempo è diventato un albero grande e anche molto bello. Abbatterlo per sostituirlo crea non pochi problemi pratici e naturalmente anche affettivi! E allora che fare? Bisogna piantare cloni maschili certificati!
    Nel 1945, nei giardini di Hiroshima bruciata dall’atomica c’erano alberi di Ginkgo biloba e alcuni si trovavano proprio nel punto dell’esplosione. Ebbene nella primavera successiva i monconi di questi alberi furono i primi e gli unici a emettere foglie. Per questo fatto in Oriente e negli Stati Uniti Ginkgo biloba è divenuto l’albero simbolo di rinascita, come da noi, da millenni, è considerato l’olivo.
    Non sapevo questa di Hiroshima.
    Parlare di frutti per il gingko, è però improprio, dato che come scritto, è una gimnosperma, i frutti sono delle piante angiosperme (ossia le piante con fiori)

  8. #558
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano De C. Visualizza Messaggio
    E' una Chorisia speciosa (o Ceiba speciosa), è della stessa famiglia.
    Ce n'è qualcuna pure qui (all'orto botanico ce ne sono 4 esemplari).
    Il Ceiba pentandra non vive all'aperto nei nostri climi
    Lo dicevo che potevo sbagliare, avevo preso la prima voce che usciva cercando kapok
    Sono andato a guardare le foto su Wikipedia di entrambe le specie: se fossi stato attento avrei notato la differenza nella base del tronco.

    Qui anche gli hibiscus (anche qui, se non sbaglio!) sono in fiore.

    Forse dovrei usare Pl@ntNet Identify che almeno al livello di genere ti indirizza subito, per la specie dipende, spesso no, con le piante ci sono specie dall'aspetto molto simile che si distinguono per particolari o per l'areale.
    Ultima modifica di zoomx; 02/12/2019 alle 08:40

  9. #559
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano De C. Visualizza Messaggio
    Non sapevo questa di Hiroshima.
    Parlare di frutti per il gingko, è però improprio, dato che come scritto, è una gimnosperma, i frutti sono delle piante angiosperme (ossia le piante con fiori)
    Dovrebbe essere una coccola mi pare...

    E per via dell’acido butirrico nella polpa sa di burro rancido. All’istituto agrario di san michele c’è una pianta femmina e in autunno nei dintorni non ci stai.


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  10. #560
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    Predefinito Re: Nowcasting vegetazione 2019

    Sto apprezzando molto l'uso del pero di callery nelle alberature stradali e specialmente nei parcheggi. Ecco finalmente, pur tra le esotiche esose, un albero che si adatta alle nostre terribili estati in città, senza soffrirne, ed anzi offrendo spettacolari fioriture, buona ombra, dimensioni contenute e colori accesi in questo periodo.

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