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  1. #51
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da zoomx Visualizza Messaggio
    Non le ho fatte io però, trovate in rete.

    Se hai il fiume pensile o fai molto più spazio o lo riporti giù, credo, ma va gestito l'intero fiume non solo quel tratto. E questo avrà conseguenze sull'equilibrio attuale.

    È ovvio che i fiumi in pianura tendano a depositare, altrimenti non ci sarebbe la pianura, che è costutuita proprio dai depositi portati dai fiumi.
    Riportarlo giù adesso è praticamente impossibile, sai quanti metri cubi di terra?... Nella foto che ho postato io si vede che l'alveo si era riempito di terra fin quasi al livello della sommità degli argini!
    Però qualcosa dovranno fare. Probabilmente allontanare gli argini e creare golene (espropri).

    Il fatto è che, anche in quei fiumi dove le golene ci sono, adesso sono piene di terra e alberi. Questo è l'unico semplice motivo per cui negli ultimi 20 anni, mentre il fiume straripava pochi chilometri più a valle, le casse di espansione di Secchia e Panaro erano rigorosamente vuote.

  2. #52
    Vento moderato L'avatar di mky
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    nel 2019 partecipai ad un convegno sulla gestione dei corsi d'acqua, una cosa come 3 giorni di relazioni di vari esperti.
    erano presenti un centinaio di ospiti fra Protezione Civile di varie zone della regione, Direttori ed operatori di Consorzi di Bonifica, responsabili di gestione ambientale, persone di vario livello che si occupano a livello regionale di opere idrauliche e sicurezza di territorio ecc.....
    In sintesi è emerso il problema che il cambiamento climatico in atto ha evidenziato la inadeguatezza delle opere degli ultimi 50/70 anni che hanno irrigidito e richiuso i corsi d'acqua in argini sempre più stretti e costruito e coltivato in zone dove, un tempo e aggiungo io, per millenni, i corsi d'acqua esondavano. La vegetazione all'interno del corso e delle golene non è mai un problema, anzi, contribuisce a rallentare e compensare il deflusso.
    un esempio calzante nella mia regione è il Tagliamento, l'ultimo fiume naturale d'Europa, in cui le problematiche si verificano solo in prossimitÃ* della foce, a Latisana, dove è stato costruito un paese.
    il resto del corso dallo sbocco in Pianura fino alla prossimitÃ* della foce, è rigorosamente naturale. Non ci sono stati interventi umani e in questi luoghi non è mai esondato per il semplice fatto che nessuno ha mai osato operare all'interno del suo ambito.
    Ovvio quindi che, ove tu rinchiudi il corso entro 2 argini cementificati e ci costruisci a fianco, iniziano poi i problemi.
    Non costruisci all'interno delle ex golene, non hai problemi di nessun tipo.
    altri esempi in zona di opere di messa in sicurezza allargando gli argini, ma stravolgendo il corso intervenendo con ruspe, livellamento e disboscamento nel nome della rinaturalizzazione hanno portato a distruzioni totali di habitat e flora e fauna ittica e non solo. Insomma, danni su danni, mai recuperati. Altro problema da non dimenticare.

  3. #53
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da mky Visualizza Messaggio
    nel 2019 partecipai ad un convegno sulla gestione dei corsi d'acqua, una cosa come 3 giorni di relazioni di vari esperti.
    erano presenti un centinaio di ospiti fra Protezione Civile di varie zone della regione, Direttori ed operatori di Consorzi di Bonifica, responsabili di gestione ambientale, persone di vario livello che si occupano a livello regionale di opere idrauliche e sicurezza di territorio ecc.....
    In sintesi è emerso il problema che il cambiamento climatico in atto ha evidenziato la inadeguatezza delle opere degli ultimi 50/70 anni che hanno irrigidito e richiuso i corsi d'acqua in argini sempre più stretti e costruito e coltivato in zone dove, un tempo e aggiungo io, per millenni, i corsi d'acqua esondavano. La vegetazione all'interno del corso e delle golene non è mai un problema, anzi, contribuisce a rallentare e compensare il deflusso.
    un esempio calzante nella mia regione è il Tagliamento, l'ultimo fiume naturale d'Europa, in cui le problematiche si verificano solo in prossimitÃ* della foce, a Latisana, dove è stato costruito un paese.
    il resto del corso dallo sbocco in Pianura fino alla prossimitÃ* della foce, è rigorosamente naturale. Non ci sono stati interventi umani e in questi luoghi non è mai esondato per il semplice fatto che nessuno ha mai osato operare all'interno del suo ambito.
    Ovvio quindi che, ove tu rinchiudi il corso entro 2 argini cementificati e ci costruisci a fianco, iniziano poi i problemi.
    Non costruisci all'interno delle ex golene, non hai problemi di nessun tipo.
    altri esempi in zona di opere di messa in sicurezza allargando gli argini, ma stravolgendo il corso intervenendo con ruspe, livellamento e disboscamento nel nome della rinaturalizzazione hanno portato a distruzioni totali di habitat e flora e fauna ittica e non solo. Insomma, danni su danni, mai recuperati. Altro problema da non dimenticare.
    Molto interessante.

    Domanda difficile: hai del materiale di quel convegno per poter approfondire?
    Sarei davvero molto curioso

  4. #54
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Per favore basta col Tagliamento, che non centra niente con i fiumi di bassa pianura.

    La bassa è stata strappata alle paludi dal lavoro umano, ed è grottesco che gli addetti si richiamino all'equilibrio naturale.

    Sarebbe ora che chi di dovere aprisse gli occhietti; ciò cambierebbe radicalmente tutta l'impostazione accademica e sicuramente non accadrà.
    Avanti con le alluvioni e diamo sempre la colpa al GW.
    Ultima modifica di alnus; 27/05/2023 alle 00:51

  5. #55
    Burrasca L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Non è che le opere fatte nei decenni scorsi diventano obsolete (parlando in generale), è che ci vuole manutenzione. L’esempio del canale col letto sopraelevato rispetto alla piana circostante: non vedo come possa funzionare nel momento in cui c’è un salto tale. Non parlo del livello medio dell’acqua, che spesso è sopraelevato come del resto anche nel caso dell’adige nella mia zona, ma proprio del fondo. Oltre alla capienza in se, mi spingerei a dire che ne vale anche della tenuta dell’argine stesso, non sono un ingegnere idraulico quindi può essere anche un’inesattezza ma avere metri e metri cubi d’acqua in posizione sopraelevata avranno pure la loro bella pressione sull’argime che immagino maggiorata dal vuoto alla base che ha all’esterno. O almeno è quello che mi viene da pensare se faccio una piccola comparazione con la mia esperienza lavorativa fatta di gestione e utilizzo quotidiano di liquidiFiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe.

    Poi si parla delle opere di canalizzazione dando per scontato che abbiano come caratteristica intrinseca quella di non lasciare sufficiente spazio, cosa data invece da una cattiva stima delle portate massime, o peggio di dolo o scarsa/nulla considerazione del territorio (che in italia va per la maggiore), sentendosi così legittimati a sfruttare quei terreni che invece l’acqua, quandoarriva veramente, non si fa il minimo problema a rivendicare.
    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  6. #56
    Vento moderato L'avatar di mky
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da simo89 Visualizza Messaggio
    Molto interessante.

    Domanda difficile: hai del materiale di quel convegno per poter approfondire?
    Sarei davvero molto curioso
    ho diversi appunti miei e diverse foto dal cellulare alle slide.
    Il mio amico che è venuto insieme a me forse ha qualcosa di più.
    Mi informo.

  7. #57
    Vento moderato L'avatar di mky
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da alnus Visualizza Messaggio
    Per favore basta col Tagliamento, che non centra niente con i fiumi di bassa pianura.

    La bassa è stata strappata alle paludi dal lavoro umano, ed è grottesco che gli addetti si richiamino all'equilibrio naturale.

    Sarebbe ora che chi di dovere aprisse gli occhietti; ciò cambierebbe radicalmente tutta l'impostazione accademica e sicuramente non accadrà.
    Avanti con le alluvioni e diamo sempe la colpa al GW.
    ti sei risposto da solo, però.
    Qualsiasi fiume va preservato naturale, e rispettate le distanze per le costruzioni e l'intervento umano.
    Gli argini vanno fatti e manutentati, però il fiume non va chiuso e ìrrigidito.
    Le alluvioni c'erano secoli fa, in epoca non GW, e ci saranno in futuro, intervento umano giusto o sbagliato che sia.
    Dipende da noi dargli spazio o finirci dentro.

  8. #58
    Burrasca
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Vero, però ormai abbiamo modificato pesantemente l'ambiente e dobbiamo conviverci, se possibile.
    E cercare di non commettere ulteriori errori in altre aree.
    Solo che i politici che votiamo (di tutti i colori) non sentono pressante questo argomento perché non hanno mai messo su un servizio geologico decente. Per terremoti e vulcani ci siamo (quasi, le indicazioni vengono disattese, vedi quelle sulle zone sismiche) ma per frane e allagamenti decisamente no.

    Edit: idem per meteo e climatologia, abbiamo una ventina di enti regionali e più reti, non omogenee come se piogge e venti rispettassero i confini regionali.

  9. #59
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    In tema vi segnalo che è stato appena pubblicato su Nimbus questo interessante articolo di Fabio Luino (geomorfologo CNR):

    "DRAGARE I FIUMI NON SERVE A NULLA:
    SFATIAMO UNA CREDENZA POPOLARE"


    Nimbus Web Attualit?

  10. #60
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da mky Visualizza Messaggio
    ti sei risposto da solo, però.
    Qualsiasi fiume va preservato naturale, e rispettate le distanze per le costruzioni e l'intervento umano.
    Gli argini vanno fatti e manutentati, però il fiume non va chiuso e ìrrigidito.
    Le alluvioni c'erano secoli fa, in epoca non GW, e ci saranno in futuro, intervento umano giusto o sbagliato che sia.
    Dipende da noi dargli spazio o finirci dentro.
    Vero, le alluvioni in certi territori ci sono sempre state, e l'Uomo girava alla larga.
    In alcuni luoghi invece ha deciso di installarsi comunque, facendo opere per potersi stanziare stabilmente. In quei casi, è prioritario la costante manutenzione di tali opere, altrimenti i fiumi riprendono a fare il proprio corso.

    Ci sono situazioni di equilibri "antropici", ovvero ecosistemi di cui l'Uomo è parte integrante e con la sua azione attraverso i secoli non solo si è garantito lo stanziamento, ma anche ha garantito la sopravvivenza di quello che altrimenti sarebbe stata una fase precaria entro un'evoluzione naturale di più ampio respiro. Ad esempio la Laguna di Venezia, che continua a essere tale e a non interrirsi perché la Serenissima ha "buttato fuori" con opportune canalizzazioni qualche corso d'acqua che altrimenti avrebbe fatto il suo lavoro...

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