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  1. #61
    Brezza tesa L'avatar di alexeia
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da ldanieli Visualizza Messaggio
    In tema vi segnalo che è stato appena pubblicato su Nimbus questo interessante articolo di Fabio Luino (geomorfologo CNR):

    "DRAGARE I FIUMI NON SERVE A NULLA:
    SFATIAMO UNA CREDENZA POPOLARE"


    Nimbus Web Attualit?

    Un fiume non è fatto di segmenti di proprietà di ciascun Comune, ma è un "sistema", esteso all'intero bacino. Se scavi in un punto, acceleri la corrente e aumenti l'erosione a monte, per ripristinare un profilo d'equilibrio. Se proteggi le sponde dall'erosione, o l'abitato dalle esondazioni creando un canale di cemento, riduci la rugosità dell'alveo e aumenti la velocità, scaricando una valanga d'acqua nel Comune successivo... cose viste e riviste, almeno per quanto riguarda i fiumi lombardo-prealpini...

  2. #62
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da ldanieli Visualizza Messaggio
    In tema vi segnalo che è stato appena pubblicato su Nimbus questo interessante articolo di Fabio Luino (geomorfologo CNR):

    "DRAGARE I FIUMI NON SERVE A NULLA:
    SFATIAMO UNA CREDENZA POPOLARE"


    Nimbus Web Attualit?
    Anche fosse utile in una qualche astrusa maniera, non avrebbe risolto nulla con quei quantitativi di pioggia.
    E' come dire che montare più airbag in una macchina ti proteggerebbe da lesioni gravi se poi fai un incidente a 200 km/h

  3. #63
    Burrasca L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Anche fosse utile in una qualche astrusa maniera, non avrebbe risolto nulla con quei quantitativi di pioggia.
    E' come dire che montare più airbag in una macchina ti proteggerebbe da lesioni gravi se poi fai un incidente a 200 km/h
    Però un conto è dragare, un altro è far sì che i fiumi non arrivino a otturarsi di depositi laddove, diminuendo la velocità del corso dell’acqua, tendono a depositare, ovvero nelle basse pianure principalmente. L’esempio del canale con il letto rialzato e asciutto a valle di dove ha rotto l’argine secondo me è emblematico.
    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  4. #64
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    Però un conto è dragare, un altro è far sì che i fiumi non arrivino a otturarsi di depositi laddove, diminuendo la velocità del corso dell’acqua, tendono a depositare, ovvero nelle basse pianure principalmente. L’esempio del canale con il letto rialzato e asciutto a valle di dove ha rotto l’argine secondo me è emblematico.
    Esatto.
    Poi non capisco perchè continuano tutti a linkare romanzi sul non dragare.
    Chi ha mai parlato di dragare?
    Io mi sono stancato di far notare la differenza dal pulire le golene.
    Ripeto: l'unica risposta che ho ricevuto da un responsabile AIPO, come spiegazione del fallimento delle casse d'espansione di Secchia e Panaro è stata di negarlo con una bugìa.

  5. #65
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    Però un conto è dragare, un altro è far sì che i fiumi non arrivino a otturarsi di depositi laddove, diminuendo la velocità del corso dell’acqua, tendono a depositare, ovvero nelle basse pianure principalmente. L’esempio del canale con il letto rialzato e asciutto a valle di dove ha rotto l’argine secondo me è emblematico.
    Ma in ogni caso se costringi un fiume in un alveo artificiale grande quanto vuoi, ne limiti la portata (sezione del canale x velocità), quindi in caso di eventi particolari, non potrà far altro che esondare.
    È sempre stato e sarà sempre così.


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  6. #66
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da alnus Visualizza Messaggio
    Esatto.
    Poi non capisco perchè continuano tutti a linkare romanzi sul non dragare.
    Chi ha mai parlato di dragare?
    Io mi sono stancato di far notare la differenza dal pulire le golene.
    Ripeto: l'unica risposta che ho ricevuto da un responsabile AIPO, come spiegazione del fallimento delle casse d'espansione di Secchia e Panaro è stata di negarlo con una bugìa.
    Ma per bacini e fiumi che in 2 giorni han ricevuto a monte anche 3/4 del totale annuo, arrivando a metà maggio con la media annua già completa, ma aver la grazia umile di pensare che neanche con la miglior gestione svizzera sarebbe venuto giù tutto comunque, no?

    Partirei dal dato iniziale: gli eventi piovosi che hanno scatenato l'alluvione sono stati SENZA PRECEDENTI.
    Fine.

    “In Emilia Romagna un evento senza precedenti: in 5 giorni e caduta la pioggia di 6 mesi. Sugli Appennini 'bloccato' un ciclone extra-tropicale” - il Dolomiti


    Bacini di espansione, anse artificiali, tutto poteva esistere, ma con quei totali di pioggia ciao.

  7. #67
    Burrasca L'avatar di wtrentino
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da MeTeo72 Visualizza Messaggio
    Ma in ogni caso se costringi un fiume in un alveo artificiale grande quanto vuoi, ne limiti la portata (sezione del canale x velocità), quindi in caso di eventi particolari, non potrà far altro che esondare.
    È sempre stato e sarà sempre così.


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    E… quindi?
    A maggior ragione l’alveo bisogna tenerlo libero allora. Non è che se in caso di eventi eccezionali esonda lo stesso allora non facciamo niente. Le canalizzazioni le hanno fatte ai tempi per rendere fruibile un territorio che altrimenti sarebbe un immenso acquitrino, quindi una volta fatte bisogna che vengano mantenute altrimenti si hanno problemi ogni volta.
    prospetticamente le carte mostrano una potenziale tendenza verso alte potenzialità di prospettiva....

  8. #68
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Citazione Originariamente Scritto da wtrentino Visualizza Messaggio
    E… quindi?
    A maggior ragione l’alveo bisogna tenerlo libero allora. Non è che se in caso di eventi eccezionali esonda lo stesso allora non facciamo niente. Le canalizzazioni le hanno fatte ai tempi per rendere fruibile un territorio che altrimenti sarebbe un immenso acquitrino, quindi una volta fatte bisogna che vengano mantenute altrimenti si hanno problemi ogni volta.
    Mica ho detto di non fare niente.
    Va bene fare canali e tenerli puliti, ma in caso di eventi eccezionali, oltre il limite di progetto, esonderà.
    E se invade zone dove si è costruito, farà danni.
    Quindi, ad essere previdenti, si costruiscono canali ed argini, ma si devono anche prevedere ampie zone che si possono allagare senza far danni in caso di eventi eccezionali.


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  9. #69
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Citazione Originariamente Scritto da Heinrich Visualizza Messaggio
    Ma per bacini e fiumi che in 2 giorni han ricevuto a monte anche 3/4 del totale annuo, arrivando a metà maggio con la media annua già completa, ma aver la grazia umile di pensare che neanche con la miglior gestione svizzera sarebbe venuto giù tutto comunque, no?

    Partirei dal dato iniziale: gli eventi piovosi che hanno scatenato l'alluvione sono stati SENZA PRECEDENTI.
    Fine.

    “In Emilia Romagna un evento senza precedenti: in 5 giorni e caduta la pioggia di 6 mesi. Sugli Appennini 'bloccato' un ciclone extra-tropicale” - il Dolomiti


    Bacini di espansione, anse artificiali, tutto poteva esistere, ma con quei totali di pioggia ciao.
    Appena costruita la cassa del Panaro, nei primi anni '80, ci fu una vera libecciata/sciroccata appenninica; andai a vedere la cassa: era completamente piena, un lago immenso e sopraelevato. Dai 5 fori della diga usciva la portata stimata non pericolosa per il tratto a valle, ed infatti quella volta non ci fu nessuna esondazione.
    Stava funzionando. Si era riempita perchè il livello era salito al di sopra del soffitto dei 5 fori.

    5 o 6 anni fa hanno ridotto la luce dei 5 fori, eppure nel 2020 il fiume è esondato a valle, mentre nei fori il livello non arrivava nemmeno al soffitto, ed infatti la cassa non si riempì.

    Questi fatti portano logicamente a due conclusioni:
    1 - il volume libero nel tratto a valle è diminuito enormemente anno dopo anno.
    2 - in questo secolo il Panaro non ha mai più raggiunto una portata simile a quella sciroccata dei primi anni '80; se si ripetesse adesso, la cassa si riempirebbe di nuovo, ma non impedirebbe una colossale esondazione a valle.

    Le piogge di inizio mese, quando il Panaro ha rischiato nuovamente di esondare, sono state eccezionali per la pianura, ma non tanto per l'Appennino, che è quello che riempie il fiume.

    In Romagna nei due eventi del mese, le piogge sono state eccezionali anche per la montagna.
    Ho letto che la cassa a monte di Forlì si è riempita, ma non ha evitato l'esondazione a valle, cioè esattamente quel che accadrà qua, quando arriverà la sciroccata.

    I fori degli sbarramenti delle casse di espansione sono dimensionati in base alla capienza del tratto a valle, nel momento della loro costruzione.
    Ultima modifica di alnus; 29/05/2023 alle 16:13

  10. #70
    Vento fresco L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Fiumi emiliano-romagnoli verso la catastrofe

    Vicino a casa mia c'è una golena, non grandissima ma pur sempre un certo volume, in un tratto del fiume, circa 10 km a valle della cassa di espansione, che ha già avuto tre esondazioni negli ultimi 15 anni. Dall'argine si vede benissimo che il suo piano è rialzato di almeno un metro e mezzo rispetto e quello di campagna esterna agli argini. Tutta terra accumulatasi negli ultimi 40 anni, cioè dopo la costruzione della cassa di espansione. Mentre il letto è inferiore anche al livello di campagna esterna. La golena continua ad essere piantata a pioppeto nonostante il suo livello cresca anno dopo anno. Lo scorso autunno, alla fine dell'ultimo ciclo colturale (circa 15 anni), è stato abbattuto/raccolto. Pur dopo aver sperimentato per 15 anni la sordità delle istituzioni alle mie ragioni, ho colto l'occasione per scrivere a sindaco ed AIPO, che questa sarebbe stata l'occasione per togliere quel metro e mezzo di terra (una quantità enorme) prima di ripiantare. Ovviamente non ho ricevuto alcuna risposta. E guardate che spendono un sacco di soldi ad alzare continuamente gli argini (con terra portata da fuori ).

    Stamattina sono andato a guardare la piena: ovviamente la golena è già allagata e spuntano dall'acqua gli astoni di pioppo appena piantati .
    Con le previsioni per le prossime due settimane una esondazione è praticamente assicurata, anche se gli accumuli non saranno record, dato che, come in Romagna l'anno scorso, i corsi di pianura dei fiumi non potrebbero contenere neanche volumi del tutto normali per il clima storico di queste parti.
    Quindi presto (se non questa, la prossima sciroccata) perderò tutto, compresa la lavatrice che è al piano terreno, infatti sto facendo gran risparmio di vestiti puliti ... sono gli ultimi.
    Devo trovare il modo di trasferirmi.
    Ultima modifica di alnus; 29/02/2024 alle 18:17

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