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Discussione: AGW e Change Climatici

  1. #61
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Sul fine (MIGLIORAMENTO DELLA QUALITà DELL'ARIA) non discuto, sul resto rimango scettico...perchè poi mi devi spiegare come mai le grosse compagnie petrolifere (ad esempio SHELL) stanno già lavorando da anni per la distribuzione delle colonnine di ricarica.
    Comunque nessuno mi toglie dalla testa che dietro a tutto il massiccio tam tam mediatico sul GW ci siano interessi macroeconomici enormi.
    le c.d. big oil stanno investendo sull'elettrico perchè sanno che il picco è vicino, come indica l'IEA senza grandi investimenti la produzione declinerà in pochi anni. Se avverrà una crisi finanziaria più o meno globale entro pochi anni, come probabile, dopo aver portato all'eccesso il QE e i tassi troppo in basso causando investimenti di denaro errati, deresponsabilizzando gli investitori, la produzione declinerà.
    Le big oil poi investono nell'elettrico anche per ottenere una certa qual benevolenza dall'opinione pubblica, volendo far capire loro che hanno voglia di favorire la transizione energetica, che in realtà sarà dovuta obtorto collo, causa declino produttivo e lievitazione dei costi, e non voluta da tali compagnie.

  2. #62
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da Diamandis Visualizza Messaggio
    le c.d. big oil stanno investendo sull'elettrico perchè sanno che il picco è vicino, come indica l'IEA senza grandi investimenti la produzione declinerà in pochi anni. Se avverrà una crisi finanziaria più o meno globale entro pochi anni, come probabile, dopo aver portato all'eccesso il QE e i tassi troppo in basso causando investimenti di denaro errati, deresponsabilizzando gli investitori, la produzione declinerà.
    Le big oil poi investono nell'elettrico anche per ottenere una certa qual benevolenza dall'opinione pubblica, volendo far capire loro che hanno voglia di favorire la transizione energetica, che in realtà sarà dovuta e non voluta da tali compagnie.
    QE sta per ?

  3. #63
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    QE sta per ?
    quantitative easing.
    Stampare il denaro dal nulla(moneta fiat) e finanziare, da parte delle banche centrali, le banche commerciali creando denaro virtuale, cioè rendendo loro disponibili prestiti in base a nessuna o insufficiente ricchezza reale sottostante. In pratica denaro che esprime una ricchezza che non esiste, ma legale

  4. #64
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Se solo i paesi in via di sviluppo divenissero "viziati" come noi occidentali, la CO2 salirebbe rapidamente a oltre 600 ppm in pochi anni con una crescita incontrollabile.
    Basta vedere le emissioni cinesi: con una popolazione 3/4 volte quella degli USA, emettono solo il doppio degli USA. E non perchè più virtuosi...
    Questo perché gli USA hanno un livello di emissioni esagerato, i cinesi hanno emissioni pro-capite superiori a quelle medie UE.
    Le emissioni medie pro-capite globali sono di 4,9 tonnellate annue, quelle francesi 5,2 e quelle italiane 6,1. Senza fare sforzi esagerati si potrebbe portare tutta la popolazione globale ad uno standard di vita più che adeguato senza aumentare le emissioni globali, basta non adottare gli stili di vita e i processi produttivi più energivori.

    Ma il trasporto elettrico, per ricaricare le batterie, userà come fonti di energia quella delle centrali a prevalente uso di combustibili fossili per il momento.

    A meno che non stiano progettando auto a energia solare autoalimentanti, direi che il problema lo ridurremmo (forse), ma non lo risolveremmo.

    Inoltre le emissioni di CO2 principali vengono da aerei e soprattutto navi, e qui i progressi del motore elettrico non saprei quanto siano evidenti...
    Nessuna tecnologia da sola può risolvere il problema, ogni piccolo contributo è importante. La mobilità elettrica consente di ridurre moltissimo le emissioni, in particolare nei centri urbani dove il motore elettrico è molto più efficiente di quello a combustione interna. Parallelamente si dovranno sviluppare anche le fonti rinnovabili per ridurre l'impatto della produzione di energia elettrica. Potenzialmente la mobilità elettrica può quasi azzerare le emissioni se è associata alla produzione di energia pulita, a differenza dei combustibili fossili che non hanno grandi margini per ridurle (anche se i mezzi ibridi possono fare molto). I pannelli li puoi anche avere sul tetto, non serve che siano sulla macchina.
    Sia la transizione alla mobilità elettrica sia quella verso energia pulita saranno molto lunghe, quindi c'è tutto il tempo di adattare la seconda intanto che si lavora alla prima.

    Ovviamente aviazione e trasporto marittimo sono problemi diversi che richiederanno soluzioni diverse, ma il trasporto su strada è prevalente.
    La prima immagine sono le emissioni, la seconda la domanda di energia (fonte commissione europea).




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    Ultima modifica di snowaholic; 22/08/2019 alle 18:52

  5. #65
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Sul fine (MIGLIORAMENTO DELLA QUALITà DELL'ARIA) non discuto, sul resto rimango scettico...perchè poi mi devi spiegare come mai le grosse compagnie petrolifere (ad esempio SHELL) stanno già lavorando da anni per la distribuzione delle colonnine di ricarica.
    Comunque nessuno mi toglie dalla testa che dietro a tutto il massiccio tam tam mediatico sul GW ci siano interessi macroeconomici enormi.
    Le grosse compagnie petrolifere vogliono diversificare le loro attività, il settore petrolifero è cambiato molto negli ultimi anni, con una quota sempre maggiore di produzione concentrata in Paesi dittatoriali o instabili dove le grandi compagnie occidentali faticano a lavorare o sono esposte ad un forte rischio geopolitico.
    Anche negli USA i nuovi giacimenti vengono sfruttati con piccoli pozzi gestiti da piccole compagnie più che da maxiprogetti maggiormente adatti alle major.
    Aggiungi il rischio che il cambiamento tecnologico e il potenziale calo della domanda per i loro prodotti metta a rischio il loro core business e si capisce che il loro obiettivo principale è quello di non ritrovarsi come Nokia che è sparita perché il mercato di cui era dominatore indiscusso si è prosciugato in breve tempo, meglio diversificare e acquisire una posizione forte anche nelle nuove tecnologie.

    È ovvio che ci siano interessi economici, in un sistema capitalistico ci sono sempre interessi particolari che cercano di piegare le politiche economiche a loro vantaggio, questo è vero tanto per le fonti energetiche tradizionali quanto per quelle alternative. Di sussidi dipinti come ecologici e che in realtà servono solo per arricchire qualcuno ne troviamo parecchi, biocarburanti in testa. Ma questo non implica che sia tutto inventato, le basi della scienza del gw sono state poste ben prima che il settore green diventasse remunerativo e di moda.

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    Ultima modifica di snowaholic; 22/08/2019 alle 18:57

  6. #66
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Questo perché gli USA hanno un livello di emissioni esagerato, i cinesi hanno emissioni pro-capite superiori a quelle medie UE.
    L'UE28 ha 500 milioni di abitanti. La Cina 1,4 miliardi, ovvero 900 milioni in più.
    Ciò significa che, dato che l'UE28 emette 3500 tonnellate l'anno dal grafico che hai postato, essendo un terzo circa delle dimensioni della Cina, quest'ultima se mantenesse il regime dell'UE emetterebbe quanto oggi. Considerando che il tasso di crescita della CO2 è aumentata esponenzialmente dal 2000 (+40 ppm da allora, solo 20 anni, quando per aumentare di 40 ppm si erano impiegati 40 anni nel periodo precedente) e che ciò non è imputabile dal grafico che hai postato ai paesi occidentali che hanno mantenuto (se non ridotto) le emissioni, la sola Cina ha raddoppiato il tasso di crescita.

    Se l'India giungesse i livelli della Cina (considerando che ha 1,1/1,2 miliardi di abitanti), ciò potrebbe aumentare ulteriormente il tasso di crescita della CO2. Non parliamo dell'Africa, altri 1,2 miliardi di abitanti...
    Le emissioni medie pro-capite globali sono di 4,9 tonnellate annue
    Appunto perchè ci sono circa 5 miliardi di persone che non producono CO2, o pochissima. Dell'incremento finora osservato siamo responsabili in pratica solo noi occidentali (europei, russi, americani, giapponesi e da poco cinesi).

    Senza fare sforzi esagerati si potrebbe portare tutta la popolazione globale ad uno standard di vita più che adeguato senza aumentare le emissioni globali, basta non adottare gli stili di vita e i processi produttivi più energivori.
    Come ti ho dimostrato, sarebbe uno scenario utopico, anche ammettendo di seguire il regime virtuoso di emissioni dell'UE28.

    La mobilità elettrica consente di ridurre moltissimo le emissioni, in particolare nei centri urbani dove il motore elettrico è molto più efficiente di quello a combustione interna.
    Però per ricaricare le auto elettriche bisognerebbe incrementare la produzione di energia elettrica, e sappiamo che la maggior parte delle centrali elettriche sono a combustibili fossili. Quindi non so quanto si abbatterebbe in emissioni...di certo è utile perseguirla per ridurre almeno gli inquinanti tossici e cancerogeni ambientali. Ma per la CO2 non dimentichiamoci che le auto elettriche utilizzano energia emessa da centrali spesso a carbone o a gas.

    Di certo considerando l'efficienza del motore elettrico (credo un rendimento dell'80% in lavoro, contro il 20% di quello a combustione, ricordo male?) ci sarebbero guadagni.

    Parallelamente si dovranno sviluppare anche le fonti rinnovabili per ridurre l'impatto della produzione di energia elettrica.
    Anche questo ha dei limiti attualmente. Non si possono costruire enormi impianti fotovoltaici, nè pale eoliche ovunque, anche perchè non tutte le regioni dell'emisfero nord dispongono di luce e vento a sufficienza in tutti i periodi dell'anno.
    Naturalmente si deve continuare a investire, il tutto sta nelle tecnologie che attualmente non sono ancora molto efficienti.
    Sia la transizione alla mobilità elettrica sia quella verso energia pulita saranno molto lunghe, quindi c'è tutto il tempo di adattare la seconda intanto che si lavora alla prima
    Troppo lunga che potrebbe essere tardi.

    Io spero invece nella ricerca per stoccare e rimuovere CO2 dall'atmosfera, in una sorta di riciclo.

  7. #67
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    L'UE28 ha 500 milioni di abitanti. La Cina 1,4 miliardi, ovvero 900 milioni in più.
    Ciò significa che, dato che l'UE28 emette 3500 tonnellate l'anno dal grafico che hai postato, essendo un terzo circa delle dimensioni della Cina, quest'ultima se mantenesse il regime dell'UE emetterebbe quanto oggi. Considerando che il tasso di crescita della CO2 è aumentata esponenzialmente dal 2000 (+40 ppm da allora, solo 20 anni, quando per aumentare di 40 ppm si erano impiegati 40 anni nel periodo precedente) e che ciò non è imputabile dal grafico che hai postato ai paesi occidentali che hanno mantenuto (se non ridotto) le emissioni, la sola Cina ha raddoppiato il tasso di crescita.

    Se l'India giungesse i livelli della Cina (considerando che ha 1,1/1,2 miliardi di abitanti), ciò potrebbe aumentare ulteriormente il tasso di crescita della CO2. Non parliamo dell'Africa, altri 1,2 miliardi di abitanti...
    La Cina ha scelto un percorso di sviluppo estremamente inquinante e carbon-intensive, tanto che producono più CO2 pro capite rispetto alla UE a 28 nonostante un livello di sviluppo economico inferiore (mi riferisco ai dati delle emissioni totali di cui ho messo il link, non al grafico che mostra solo quelle da combustibili fossili). E la stessa UE-28 non è poi un modello di efficienza, ci sono enormi differenze al suo interno.
    Ma quello che volevo sottolineare è che ci sono Paesi ricchi e industrializzati come la Francia o la Svezia che hanno una produzione di CO2 pro-capite già ora vicina alla media globale (la Svizzera è addirittura sotto) e Paesi in via di sviluppo che sono molto sopra, la relazione tra sviluppo ed emissioni non è così stretta.
    Dipende tutto dal modello di sviluppo che si sceglie, generalizzare parlando di "noi occidentali" non è utile e rischia di mettere in contrapposizione il tenore di vita con la riduzione delle emissioni quando in realtà le due cose possono anche supportarsi reciprocamente.

    Appunto perchè ci sono circa 5 miliardi di persone che non producono CO2, o pochissima. Dell'incremento finora osservato siamo responsabili in pratica solo noi occidentali (europei, russi, americani, giapponesi e da poco cinesi).

    Come ti ho dimostrato, sarebbe uno scenario utopico, anche ammettendo di seguire il regime virtuoso di emissioni dell'UE28.
    È vero che la recente impennata delle concentrazioni è quasi interamente attribuibile alla Cina e ad altri Paesi in via di sviluppo, ma tolta l'Africa ormai tutti hanno emissioni significative, più che 5 miliardi direi uno o due. Nel breve termine è impensabile che i Paesi più poveri riducano le emissioni, però possono mettersi su una traiettoria più sostenibile di quanto abbia fatto la Cina, specie se riceveranno adeguato supporto in termini di trasferimento tecnologico e disponibilità di capitali (le rinnovabili anche quando convengono come costo totale richiedono maggiori investimenti iniziali, per i Paesi più poveri questo è un ostacolo enorme).


    Però per ricaricare le auto elettriche bisognerebbe incrementare la produzione di energia elettrica, e sappiamo che la maggior parte delle centrali elettriche sono a combustibili fossili. Quindi non so quanto si abbatterebbe in emissioni...di certo è utile perseguirla per ridurre almeno gli inquinanti tossici e cancerogeni ambientali. Ma per la CO2 non dimentichiamoci che le auto elettriche utilizzano energia emessa da centrali spesso a carbone o a gas.

    Di certo considerando l'efficienza del motore elettrico (credo un rendimento dell'80% in lavoro, contro il 20% di quello a combustione, ricordo male?) ci sarebbero guadagni.

    Anche questo ha dei limiti attualmente. Non si possono costruire enormi impianti fotovoltaici, nè pale eoliche ovunque, anche perchè non tutte le regioni dell'emisfero nord dispongono di luce e vento a sufficienza in tutti i periodi dell'anno.
    Naturalmente si deve continuare a investire, il tutto sta nelle tecnologie che attualmente non sono ancora molto efficienti.
    L' incremento di produzione di energia elettrica necessario è inferiore a quanto si creda, secondo stime enel sarebbe circa il 20% per rendere elettrico tutto il trasporto automobilistico italiano.
    Non devi costruire enormi impianti fotovoltaici, basterebbero piccoli impianti distribuiti sulle numerose superfici poco utilizzate (tetti, capannoni, parcheggi ecc). Le regioni più popolose e in generale i Paesi in via di sviluppo sono tutti a basse latitudini, quindi il problema della disponibilità stagionale è minimo, è più serio il problema dell'intermittenza giornaliera ma anche quello è risolvibile. Non puoi azzerare le emissioni ma ridurle notevolmente si, come ho già detto ogni piccolo contributo alla riduzione è fondamentale, non sarà una sola tecnologia a risolvere tutto ma una miriade di diverse innovazioni in tutti i settori.

    Troppo lunga che potrebbe essere tardi.

    Io spero invece nella ricerca per stoccare e rimuovere CO2 dall'atmosfera, in una sorta di riciclo.
    Gli effetti inizierebbero a vedersi subito, prima si inizia prima si finisce (entro il 2050 si potrebbe fare moltissimo).

    Io sulla cattura di CO2 sono piuttosto scettico, costa molto e presenta enormi problemi tecnici che richiederanno decenni per essere risolti a meno che non riescano ad emergere approcci radicalmente innovativi. Ad oggi è uno dei modi meno efficienti di affrontare il problema ed in ogni caso può essere applicato solo ad impianti industriali come le centrali a carbone e gas naturale, non alle auto. Di conseguenza sarebbe una strategia complementare alla mobilità elettrica, non consentirebbe di rimediare alle emissioni dei motori a combustione interna.

    Vedremo quando riusciranno a concretizzare progetti sostenibili economicamente, per ora è tutto solo sperimentale.
    Il progetto più convincente che ho visto è uno che sfrutta la co2 per produrre materiali edili, con il doppio vantaggio di ridurre le enormi emissioni dalla produzione di cemento, ma bisogna vedere quale sarà il costo della produzione commerciale.

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  8. #68
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Ma quello che volevo sottolineare è che ci sono Paesi ricchi e industrializzati come la Francia o la Svezia che hanno una produzione di CO2 pro-capite già ora vicina alla media globale (la Svizzera è addirittura sotto) e Paesi in via di sviluppo che sono molto sopra, la relazione tra sviluppo ed emissioni non è così stretta.
    Considerando la delocalizzazione di fabbriche e industrie all'estero, proprio nei paesi in via di sviluppo, prenderei il dato della riduzione delle emissioni pro capita nei paesi occidentali con le pinze...
    Praticamente semplicemente, secondo me, molta della produzione si è spostata altrove, diminuendo invece nei paesi europei, traducendosi in una maggiore "virtuosità" apparente degli occidentali, quando in realtà il loro stile di vita è sempre alla base dell'incremento delle produzioni altrove (Cina in primis).
    Dipende tutto dal modello di sviluppo che si sceglie, generalizzare parlando di "noi occidentali" non è utile e rischia di mettere in contrapposizione il tenore di vita con la riduzione delle emissioni quando in realtà le due cose possono anche supportarsi reciprocamente.
    Per ora ne dubito. Servirebbe una conversione massiva a fonti di energia rinnovabile, e come dicevamo la tecnologia è ancora in evoluzione e non credo sia giunta l'ora di abbandonare i combustibili fossili, altrimenti se fosse convenuto lo si era già fatto.
    È vero che la recente impennata delle concentrazioni è quasi interamente attribuibile alla Cina e ad altri Paesi in via di sviluppo, ma tolta l'Africa ormai tutti hanno emissioni significative, più che 5 miliardi direi uno o due. Nel breve termine è impensabile che i Paesi più poveri riducano le emissioni, però possono mettersi su una traiettoria più sostenibile di quanto abbia fatto la Cina, specie se riceveranno adeguato supporto in termini di trasferimento tecnologico e disponibilità di capitali (le rinnovabili anche quando convengono come costo totale richiedono maggiori investimenti iniziali, per i Paesi più poveri questo è un ostacolo enorme).
    Torniamo a fare i calcoli.

    Insieme, l'Occidente (USA+UE28+Russia+Giappone), secondo il grafico delle emissioni per anno, emettono attualmente 11500 tonnellate circa annuali di CO2.
    Totale popolazione: 1,1 miliardi di abitanti.

    La Cina produce 11000 tonnellate, per 1,4 miliardi di abitanti. Anche tentasse di mantenere un regime virtuoso UE-style (non il migliore, come dicevi, ma uno dei preferibili sulla piazza) resterebbe su questi livelli.

    Insieme, Cina e Occidente comprendono circa 2,5 miliardi di persone su quasi 8 miliardi.

    L'India, che ha 1,35 miliardi di abitanti (quanto la Cina) produce attualmente solo 1500 tonnellate di CO2 annuali. Una miseria, quanto il Giappone che però ha il 10% dei suoi abitanti...proporzionalmente, se si sviluppasse, incrementerebbe la produzione di CO2 annuale anch'essa a 11500 tonnellate (considerando che 1,2 miliardi di persone in Occidente ne producono tanta, e altrettante circa in Cina).

    Tutti gli altri paesi del mondo (ovvero 4 miliardi di persone) producono assieme 11000 tonnellate l'anno di CO2. La stessa prodotta da 1,2 miliardi di occidentali.
    C'è una evidente sproporzione...se tutto il mondo si sviluppasse, le emissioni di CO2 aumenterebbero (supponendo da queste osservazioni un'emissione di 11000 tonnellate l'anno per miliardo di abitante circa) a 40mila tonnellate l'anno (anzi, 50mila considerando l'India che è ancora irrisoria nell'emissione).

    50mila in più, mentre oggi se ne produce solo 33mila all'anno! E con questo ritmo la CO2 aumenta di 2 ppm l'anno oggi. Considerando circa 80mila tonnellate l'anno di emissioni, ovvero 2,5 volte di più, la CO2 atmosferica aumenterebbe quindi di 5 ppm l'anno. Che significherebbe raggiungere in 30 anni le 600 ppm.

    Sicuro quindi che ormai tutti producono CO2 a pieno regime?

    Ah, e non ho considerato che parallelamente aumenterebbero le emissioni da trasporto aereo e navale data l'estensione dei rapporti commerciali e non solo con i paesi in via di sviluppo! La mia stima quindi è ottimistica...
    L' incremento di produzione di energia elettrica necessario è inferiore a quanto si creda, secondo stime enel sarebbe circa il 20% per rendere elettrico tutto il trasporto automobilistico italiano.
    Questo è ottimo.
    Non devi costruire enormi impianti fotovoltaici, basterebbero piccoli impianti distribuiti sulle numerose superfici poco utilizzate (tetti, capannoni, parcheggi ecc).
    Questo si potrebbe fare, ma avrebbe dei costi non indifferenti che con la crisi non so quanto si vogliano sostenere.

    Non puoi azzerare le emissioni ma ridurle notevolmente si, come ho già detto ogni piccolo contributo alla riduzione è fondamentale, non sarà una sola tecnologia a risolvere tutto ma una miriade di diverse innovazioni in tutti i settori.
    Sperando arrivino il prima possibile.
    Io sulla cattura di CO2 sono piuttosto scettico, costa molto e presenta enormi problemi tecnici che richiederanno decenni per essere risolti a meno che non riescano ad emergere approcci radicalmente innovativi.
    Lo credo anch'io, però una volta scoperto consentirebbe di risolvere alla radice i problemi del mondo. Perchè per quanto ci impegniamo, ho il presentimento che lo sviluppo dei paesi poveri ed emergenti costituirebbe un gigante nelle emissioni contro cui qualsiasi impegno dell'Occidente che tenta di arginare le proprie emissioni pare vano.

  9. #69
    Bava di vento
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    Riguardo le auto elettriche e il fotovoltaico, alcune cifre.
    Mediamente un m2 di pannello fotovoltaico produce 1000 kWh l’anno, cioè 2,75/giorno

    Prendendo circa 20 kw di capacità di una batteria d’auto (ma varia di molto a seconda dei modelli), occorrono 8 m2 di pannelli per garantire una ricarica al giorno per auto.
    In Italia ci sono 40 milioni di auto, quindi servirebbero 312 km2 di superficie coperta da pannelli.

    Per lo stoccaggio della corrente occorre considerare che attualmente è molto penalizzante in termini di volume e peso.
    1 kg di benzina contiene circa 12000 kCal, mentre attualmente per le batterie anche più efficienti, si è tra 500 e 750.




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  10. #70
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: AGW e Change Climatici

    certo è, tornando un attimo a monte, che l'adattamento come sempre è stato nella storia della vita e per qualsiasi specie sia e sarà l'unica risposta alle innumerevoli fluttuazioni climatiche ed ecologiche che attendono la terra nel futuro
    la questione "A non A quanto A" alla fine lascia un pò il tempo che trova di fronte all'unica vera certezza
    ovvero che sono gli organismi che devono adattarsi al clima e non viceversa
    ci sono degli ordini di grandezza incontrovertibili e se oggi sappiamo quello che sappiamo è perché il nostro modello di sviluppo ci ha consentito di arrivare sino a qui, giusto o sbagliato, morale o immorale sono concetti profondamente umani e che non hanno alcun senso in un sistema naturale, se non quello di creare enorme confusione
    l'impostazione del problema che viene esplicata in relazione all'impatto antropico da un punto di vista scevro da qualsiasi implicazione socio-politica ha l'enorme pecca di fornire l'immagine di un pianeta termoregolabile in funzione delle attività e delle strategie di sviluppo dell'uomo e che esso si ponga al di fuori del contesto "naturale"
    altra immagine molto pericolosa
    eppure l'uomo è parte dell'ecosistema, agisce e prolifera rispondendo alle stesse leggi a cui risponde ogni altro essere vivente
    se la sua evoluzione gli ha consentito di avere un impatto superiore a quello degli altri questo non significa che si tratti di un organismo alieno o fuori controllo
    un organismo che pianifica, prevede e rinuncia in funzione di ciò che verrà dopo assume una connotazione "innaturale" in quanto sono strategie del tutto inedite in natura, esattamente il contrario dell'immagine che viene fatta passare
    porsi sullo stesso piano degli altri e non sull'abituale piedistallo antropocentrico significa rinunciare ad altri concetti del tutto innaturali come quello per cui sia una specie che debba preoccuparsi della salvaguardia di altre specie o del famoso equilibrio degli ecosistemi, che a proposito di boiate pazzesche è la più grande corbellerie che si sia mai sentita
    non c'è nessun equilibrio in natura, tutto evolve in funzione della discontinuità e del continuo rinnovamento
    a volte anche improvviso e feroce
    e a prescindere da quali siano le cause scatenanti

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