Pagina 20 di 31 PrimaPrima ... 10181920212230 ... UltimaUltima
Risultati da 191 a 200 di 305
  1. #191
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
    Data Registrazione
    20/11/15
    Località
    milano
    Età
    34
    Messaggi
    8,767
    Menzionato
    1 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Ottima osservazione comunque Ennio, sai che non ci avevo mai fatto caso al fatto dei ghiacciai e dei loro limiti nell'emisfero sud?
    approfitto anch'io per ringraziare Ennio per il contributo e l'interesse per il td

  2. #192
    Burrasca L'avatar di EnnioDiPrinzio
    Data Registrazione
    15/09/12
    Località
    Lanciano (Chieti)
    Messaggi
    5,040
    Menzionato
    0 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Troppo buoni è veramente istruttivo leggervi.

  3. #193
    Burrasca
    Data Registrazione
    06/01/17
    Località
    Brindisi
    Età
    25
    Messaggi
    6,866
    Menzionato
    119 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Un fenomeno curioso che ho appena scoperto.
    Inizio postando questo grafico, in cui in grigio-azzurrognolo è evidenziato il periodo del Younger Dryas:



    La scala temporale in realtà permette di apprezzare anche l'Olocene nonchè la fase di deglaciazione (cioè il periodo compreso tra il LGM, 20000 anni fa, e l'Olocene, coincidente con la fine del Younger Dryas, 11700 anni fa).

    I primi due grafici (in blu scuro e azzurro) sono ricavati dall'esame della carota GISP2 della Groenlandia.
    Si possono apprezzare nel primo le variazioni termiche, e nel secondo la quantità di neve fresca depositata ogni anno sulla calotta (espressa in m/anno).

    Il grafico verde si riferisce all'esame dei sedimenti del bacino Cariaco, in Venezuela, localizzato in Atlantico nei pressi della costa (qui indicata la posizione). Anche in questo caso è riportata la variazione nella temperatura delle acque del bacino.

    Infine, l'ultimo plot in nero illustra il record di Dome C, carota antartica. Sull'asse delle ordinate fingete ci sia una variazione termica, è la stessa cosa.

    Si può notare benissimo che gli andamenti termici di GISP2 e di Caraico sono del tutto sovrapponibili: il Younger Dryas, in ambedue i casi, fu caratterizzato da un discreto cooling (brusco nella sua variazione rispetto al periodo precedente, e altrettanto violentemente seguito da un warming nella sua fine) di 5° e anche più.
    Tuttavia, sempre nello stesso periodo, Dome C vede al contrario un warming.

    Come si spiega?

    A quanto pare il Younger Dryas non fu un fenomeno globale, ma limitato alle zone tropicali e all'emisfero boreale del pianeta. La spiegazione è presto detta: l'AMOC.

    Un drastico calo nel flusso dell'AMOC infatti porta a una riduzione nel trasporto convettivo di calore dall'Oceano Meridionale verso l'Oceano Atlantico Settentrionale. Ciò spiega il raffreddamento netto subito dalla Groenlandia, nonchè dal bacino Cariaco (avvenuto sincronicamente a quello groenlandese, o al più con un lag, cioè ritardo, di 30/90 anni: Synchroneity of Tropical and High-Latitude Atlantic Temperatures over the Last Glacial Termination | Science) per un rapido spostamento conseguente verso Sud dell'ITCZ.

    Quest'altra ricerca (Coupling of equatorial Atlantic surface stratification to glacial shifts in the tropical rainbelt | Scientific Reports), di cui vi risparmio i dettagli ma comunque facilmente sintetizzabile con quanto segue, dimostra che durante i periodi di indebolimento dell'AMOC, sulla base dell'analisi di diversi proxy di sedimenti oceanici, l'ITCZ si sia spostata infatti verso Sud di circa 5° di latitudine. In Atlantico ciò significa che la media annuale era attorno a 1°S, pressocchè sull'Equatore.
    Ed ecco dunque il motivo del raffreddamento del bacino Cariaco: un ITCZ così a sud significa che in quella zona dominavano ancor più gli alisei rispetto ad oggi, con un maggiore e più prolungato upwelling associato.

    Al tempo stesso, l'indebolimento dell'AMOC, limitando il trasporto di calore verso l'emisfero boreale, ne determina una maggiore conservazione nell'emisfero australe. Da cui il warming antartico registrato dai proxy.
    Lo stesso spostamento dell'ITCZ è effetto di questo warming australe, in quanto tende a spostarsi verso l'emisfero più caldo (a scala stagionale un effetto simile si riscontra quando da noi è estate, in cui si porta verso nord, mentre quando è estate nell'emisfero sud, quindi da noi inverno e fa più freddo, si porta verso sud).

    Questo fenomeno non è limitato solo al Younger Dryas. Guardando sempre lo stesso grafico si nota come i dati antartici siano in opposizione di fase rispetto a quelli groenlandesi anche negli altri periodi temporali.
    Ciò vale anche per:
    • l'Heinrich 1 (Oldest Dryas), tra 18 e 16mila anni fa (GISP2 mostra un calo, Dome C un graduale aumento)
    • Interstadiale Bolling-Allerod (14700-12900 BP): GISP2 mostra un drastico aumento, mentre Dome C in quel periodo non vede aumenti ulteriori, ma una stabilizzazione e un lieve calo;
    • Riscaldamento olocenico (fine dello Younger Dryas): mentre l'emisfero nord si scalda dapprima bruscamente e poi gradualmente, l'Antartide resta sugli stessi livelli fino ad oggi.


    Si può davvero dire che, almeno limitatamente all'Antartide e l'emisfero australe extratropicale, la glaciazione sia finita addirittura 15000 anni fa, in anticipo di 3000 anni.
    Quanto descritto (cioè l'andamento termico opposto o fuori fase dei due emisferi) prende il nome di bipolar seesaw (altalena bipolare, tradotto impropriamente), ed è legato appunto alla forza con cui viene trasferito il calore dall'AMOC, che connette i due sistemi climatici in maniera fondamentale.

    In realtà potreste chiedere: ma se è in opposizione di fase, perchè allora l'Antartide non risulta raffreddarsi sensibilmente quando la Groenlandia si riscalda (come nel Bolling Allerod), anzi, in quelle fasi si stabilizza il trend o addirittura concorda con quello del nord emisfero?
    La risposta è sempre nell'AMOC: quando esso si rinforza, semplicemente, il calore viene distribuito anche all'emisfero Nord, senza però essere perso intanto dall'emisfero australe. Una parte di questo calore in realtà viene sottratto all'Oceano Meridionale, tanto che Dome C mostra un calo in effetti durante il riscaldamento olocenico tra 12000 e 8000 BP. Così come un modestissimo calo durante il Bolling Allerod (il picco di DomeC che si vede infatti precede quello di GISP2 temporalmente, benchè sembrano sovrapponibili non è così).
    Si tratta però di diminuzioni lievi, probabilmente perchè intanto altri fattori stabilizzano il clima settandolo su valori più alti.



    Concludo con una piccola nota curiosa: una delle pochissime zone dell'emisfero boreale a mostrare nei dati paleoclimatici un warming durante YD e OD è il Sudest degli USA (quindi Florida, Georgia, Louisiana, ecc).
    Questo sempre perchè l'indebolimento dell'AMOC e quindi del ramo nord atlantico (corrente del Golfo) limita il trasporto di calore verso l'Europa dai Caraibi, facendolo accumulare e ristagnare in quell'area, mitigandola fortemente.

    Per ulteriori dettagli, il link NOAA:
    The Younger Dryas | National Centers for Environmental Information (NCEI) formerly known as National Climatic Data Center (NCDC)
    Ultima modifica di burian br; 30/10/2019 alle 19:04

  4. #194
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
    Data Registrazione
    20/11/15
    Località
    milano
    Età
    34
    Messaggi
    8,767
    Menzionato
    1 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    molto bene burian!
    un ottimo esempio puntuale del discorso generico che si faceva nei post precedenti

  5. #195
    Burrasca
    Data Registrazione
    06/01/17
    Località
    Brindisi
    Età
    25
    Messaggi
    6,866
    Menzionato
    119 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro1985 Visualizza Messaggio
    molto bene burian!
    un ottimo esempio puntuale del discorso generico che si faceva nei post precedenti
    Grazie tante Alessandro
    In questa settimana avevo letto qualcosa, ho anche un altro articolo con immagini che sono sicuro troverete interessantissime, ma lo posterò con calma quando avrò un'oretta da perdere.

    Finisco il discorso del post precedente con tre osservazioni:


    1. Il Bolling Allerod nell'emisfero Nord potrebbe essere anche la conseguenza del warming australe avvenuto contemporaneamente all'Oldest Dryas. E' un'ipotesi che potrebbe, tramite dinamiche oceaniche, spiegare quello strato di acqua calda e salata a profondità intermedie nel Nord Atlantico nel periodo precedente il repentino aumento termico del Bolling Allerod;
    2. Non è detto che tutte le deglaciazioni avvengano in queste modalità, con violenti sbalzi termici verso l'alto intervallati da altrettanti sbalzi verso il basso;
    3. le precipitazioni nevose in Groenlandia aumentarono con il riscaldamento. In questo noto un paragone con oggi, in epoca di GW: spesso sentiamo di accumuli nevosi record in Groenlandia nel corso dell'anno, come possibile spiraglio di una controtendenza. In realtà, da questi studi, pare che sia la norma avere una crescita della quantità di neve in seguito a un riscaldamento.

  6. #196
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
    Data Registrazione
    20/11/15
    Località
    milano
    Età
    34
    Messaggi
    8,767
    Menzionato
    1 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Grazie tante Alessandro
    In questa settimana avevo letto qualcosa, ho anche un altro articolo con immagini che sono sicuro troverete interessantissime, ma lo posterò con calma quando avrò un'oretta da perdere.

    Finisco il discorso del post precedente con tre osservazioni:


    1. Il Bolling Allerod nell'emisfero Nord potrebbe essere anche la conseguenza del warming australe avvenuto contemporaneamente all'Oldest Dryas. E' un'ipotesi che potrebbe, tramite dinamiche oceaniche, spiegare quello strato di acqua calda e salata a profondità intermedie nel Nord Atlantico nel periodo precedente il repentino aumento termico del Bolling Allerod;
    2. Non è detto che tutte le deglaciazioni avvengano in queste modalità, con violenti sbalzi termici verso l'alto intervallati da altrettanti sbalzi verso il basso;
    3. le precipitazioni nevose in Groenlandia aumentarono con il riscaldamento. In questo noto un paragone con oggi, in epoca di GW: spesso sentiamo di accumuli nevosi record in Groenlandia nel corso dell'anno, come possibile spiraglio di una controtendenza. In realtà, da questi studi, pare che sia la norma avere una crescita della quantità di neve in seguito a un riscaldamento.
    sul terzo punto, certamente è normale che sia così
    accade lo stesso anche in siberia e in generale nel continente euroasiatico con maggiore consistenza di snowcover in avvio del semestre freddo

  7. #197
    Burrasca
    Data Registrazione
    06/01/17
    Località
    Brindisi
    Età
    25
    Messaggi
    6,866
    Menzionato
    119 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Per indicare quanto l'AMOC conti nel raffreddare il clima dell'emisfero Nord, invado un'epoca che avevamo abbandonato, l'Olocene.

    Avevamo parlato del Meltwater pulse 1A, ovvero il primo brusco incremento del livello del mare che si era verificato durante il BA (Bolling Allerod). In paleoceanografia si distinguono altri due significativi salti del livello del mare verso l'alto:
    • Meltwater pulse 1B: coincise con la fine del Younger Dryas e il preboreale olocenico, circa 11,4-11,1 Ka BP (incremento tra 7,5 e 13 m)
    • Meltwater pulse 1C: accadde tra 8200 e 7600 anni fa (incremento di 6 m)


    Sono stime da prendere però con le pinze, dato che sulla reale entità dell'aumento del livello del mare in queste fasi esistono diverse ricostruzioni.

    Un aumento di livelli del mare così netto è segno di un'accelerazione temporanea della fusione, e quindi di un clima divenuto improvvisamente più mite rispetto a una fase più fredda immediatamente precedente.

    Analizzando i singoli impulsi si scopre infatti che il Meltwater pulse 1B ha seguito la fine dello Younger Dryas.
    Ma il Meltwater pulse 1C? Ebbene: anch'esso non fa eccezione. E' seguito infatti al Bond Event 5, ovvero il famoso "8,2 ka cooling". Il raffreddamento visibile nelle carote dei ghiacci groenlandesi (ma non solo) circa 8200 anni fa, nel 6200 a.C

    Andando a vedere meglio questo cooling, ho scoperto che la dinamica che lo scatenò fu sempre la stessa: un rallentamento improvviso dell'AMOC, in particolare del suo ramo nordatlantico (Corrente del Golfo).

    Ma...ragioniamo: quale è stata la causa di questo indebolimento dell'AMOC?
    Da quanto detto anche per lo Younger Dryas, è stata l'immissione di ingenti volumi di acqua dolce e fredda nell'Oceano Atlantico.
    Ma, un attimo : potreste pensare quello che ho pensato io. Se è l'immissione di acqua dolce la causa, e dato che l'aumento dei livelli del mare è legato sempre allo scioglimento dei ghiacciai e quindi alla liberazione di acqua dolce, come mai il Meltwater pulse non è seguito da un raffreddamento?
    Anzi, visto che l'intero Olocene, almeno nei suoi primi 7000 anni (fino al 3000 a.C), vide un aumento del livello del mare per lo più graduale ma sensibile, come mai non si è verificato un raffreddamento costante?


    Il motivo è alquanto banale: è vero che l'immissione di grandi volumi di acqua dolce indeboliscono l'AMOC, ma solo se il tutto avviene in maniera violenta e subitanea.
    Per farmi capire: lo Younger Dryas è stata la conseguenza del catastrofico evento (probabilmente) che vide la rottura della diga che separava il lago Agassiz nella sua mole dall'Oceano Atlantico. L'evento si consumò in pochi attimi, e lo sversamento non avvenne lentamente, ma nell'arco letteralmente di mesi/anni.
    Il segreto dunque è qui: non è lo scioglimento in sè che indebolisce l'AMOC fino a causare effetti climatici sensibili. Lo fa solo indirettamente, generando laghi vastissimi che poi riversando catastroficamente il loro contenuto a seguito di un evento traumatico interferiscono con la circolazione termoalina.

    Ritornando all'evento di 8200 anni fa, la causa proposta è il collasso finale della calotta Laurentide: The 8.2 ka cooling event caused by Laurentide ice saddle collapse - ScienceDirect


    Il Lago Agassiz e il Lago Ojibway costituivano un unico grande lago protoglaciale.

    Non si conosce esattamente il meccanismo: nell'immagine da me postata si nota una spessa linea grigia sul versante settentrionale dei laghi. Non sarebbe altro che il fronte della calotta Laurentide, che fungeva da diga tra l'Agassiz e l'Ojibway e la baia di Hudson.
    Non si sa se l'evento traumatico che causò il riversamento delle acque del lago Oijbway nella baia fu la rottura della diga glaciale o eventi alluvionali che scavarono una breccia nel ghiaccio, sotto o attraverso esso.
    Fatto sta che sarebbe questa la motivazione del cooling del 8200 BP, noto anche come Bond Event 5.

    Il Bond Event 5 avrebbe avuto durata di soli 160 anni, con un periodo molto freddo di 90 anni in Groenlandia, che vide in appena qualche anno un crollo di 3/4°. Monumentale.


    Anche l'evento Bond 7, circa 9400 anni fa, avrebbe avuto origine dallo stesso meccanismo: indebolimento dell'AMOC per immissione nell'oceano improvviso di grossi volumi d'acqua dolce. In quel caso però i volumi erano inferiori, per cui il raffreddamento fu più lieve. La causa sarebbe stata identificata nella rottura di una diga glaciale che separava un lago dal Lago Superiore, che a sua volta era ed è collegato dal S.Lorenzo all'Oceano Atlantico.


    Cosa si può imparare da tutto questo? Che è improbabile che la Corrente del Golfo possa fermarsi per colpa dello scioglimento, per quanto rapido, delle calotte glaciali a causa del GW moderno. Al più si può avere un suo rallentamento, ma non tale da inficiare il trasporto di calore.
    Dovremmo preoccuparci solo se qualche lago generato dallo scioglimento delle calotte dovesse improvvisamente e violentemente trovare la strada del mare. Ma è uno scenario che ritengo improbabile del tutto, e peraltro un simile lago sarebbe da subito identificato dai satelliti e neutralizzato dall'uomo.

    Fonte di molte informazioni questo link GISS-NASA:
    NASA GISS: The Great Ice Meltdown and Rising Seas: Lessons for Tomorrow
    Ultima modifica di burian br; 31/10/2019 alle 22:05

  8. #198
    Burrasca
    Data Registrazione
    06/01/17
    Località
    Brindisi
    Età
    25
    Messaggi
    6,866
    Menzionato
    119 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    L'unica alternativa in grado potenzialmente di causare un indebolimento dell'AMOC sarebbe uno scioglimento intenso delle calotte tale da riversare in pochi decenni ingenti quantità di acqua dolce nei fiumi del mondo, aumentandone la portata talmente tanto da causare allagamenti per l'ingrossamento del fiume. Questo si è verificato diverse volte in passato: si parla di superfloods, come accaduto nel Mississippi a più intervalli (uno dei quali coincide con il già citato evento Bond 8, di 9400 anni fa, potrebbe averlo sostenuto?). Eppure anche nonostante questo non è detto ciò determinerebbe l'effetto che stiamo ipotizzando.

    Su questo meccanismo (in cui rientrerebbe il Mississippi, ma con "superfloods" di 14000 anni fa) però si sono focalizzati alcuni ricercatori che hanno supposto che nel Meltwater pulse 1A, occorso durante il Bolling-Allerod, con picco 14000 anni fa, circa 7,26 metri di aumento del livello del mare di quel periodo siano avvenuti in meno di 350 anni ad opera esclusivamente della calotta Laurentide (il 40-60% dell'innalzamento, stimato in 12-22 m). Ciò avrebbe, secondo il loro modello climatico, determinato un indebolimento dell'AMOC e quindi un raffreddamento climatico, che altri non sarebbe che l'Older Dryas.

    Collapse of the North American ice saddle 14,500 years ago


    In questa immagine sono riportate varie informazioni. Nell'oceano si legge l'anomalia nella salinità (rispetto al periodo precedente), mentre in corrispondenza delle calotte quel leggero color rosaceo/rossastro è indice dello scioglimento (misurato in metri persi ogni anno dalla calotta).

    Il principio è che il warming intenso del Bolling avrebbe determinato lo scioglimento del valico di ghiaccio che connetteva la calotta Laurentide sul Canada centro-orientale con la calotta Cordillerana (qui un immagine delle due, fino a 14mila anni fa erano connesse nel mezzo) causando un aumentato flusso di acqua verso gli oceani.
    Possibili vie di deflusso di queste acque sono rappresentate dai pallini colorati: Mississippi (in rosso), S.Lorenzo (in verde), fiumi del Pacifico Settentrionale (in viola), il Mackenzie (Alaska, in blu), altri fiumi nordamericani (in celeste), lo stretto di Hudson (in giallo) o altri fiumi europei o siberiani, legati allo scioglimento della calotta scandinava (in grigio).

    Sulla destra è indicata la loro portata nel corso del tempo, tra 15200 e 13600 anni fa. L'unità di misura è il Sv (sverdrup), ovvero 1 milione di m3/s.

    La simulazione del modello mostra 2 scenari (indicati sulla destra dalle lettere b, d) e 2 controlli (c, e).
    Lo scenario b vede un efflusso del 50% dal Mississippi e del 50% dal Mackenzie; lo scenario d invece vede un contributo prevalente del Mississippi solo del 30% (i colori nel grafico corrispondono a quelli dei pallini). La linea nera è il flusso totale nell'Atlantico.

    Gli scenari c, e sono di controllo, mostrando la portata dei fiumi (e il loro totale in portata nel tempo) se fosse stata costante, senza scioglimenti rapidi delle calotte.

    E' evidente come tra 14800 e 14300 anni fa si ebbe un flusso a dir poco molto forte verso l'Atlantico Settentrionale. Nel 14400 BP l'AMOC sarebbe stata più debole di 6 Sv (ovvero trasportava 6 milioni di metri cubi in meno al secondo verso l'emisfero Nord),determinando un raffreddamento. La causa indiretta di tutto è lo stesso Bolling-Allerod e la rapidità con cui si è verificato (era partito appunto 400 anni prima!).

    E' stata fatta anche una simulazione climatica:



    Gli scenari di nostro interesse sono quelli che nei grafici sulla sinistra sono indicati con i colori blu e rosso (SC_south/SC_east), che sono quelli che calano attorno a 14,4 ka. Le temperature si riferiscono a quelle groenlandesi.

    Sulla destra invece è riportata l'anomalia rispetto al clima mite precedente (oscillazione Bolling), e vede un calo fino a 1-5° in molte aree dell'emisfero boreale soprattutto in inverno (molto meno in estate), con punte di crollo fino a -12/20° rispetto al periodo caldo antecedente nei pressi delle Svaalbard e del mare di Labrador.
    Nell'emisfero australe invece ci fu un warming di +1°. Il solito bipolar seesaw : AMOC più debole= più calore per l'emisfero Sud che dunque si scalda.

    Unica eccezione nel nord emisfero è l'area del SudEst USA, per i motivi già detti due post fa : l'AMOC debole conserva il calore ai Caraibi, inoltre l'acqua fredda è più stabile e favorisce su di essa le alte pressioni, con risalite calde dal golfo del Messico.

    Il tutto sarebbe comunque durato appena 200-400 anni; sarebbe seguito un nuovo rinforzo dell'AMOC e una fase più mite (l'oscillazione Allerod).

    E' da sottolineare, e nelle conclusioni dello studio è evidenziato, che si sono trascurati gli effetti dello scioglimento della calotta antartica, che potrebbe ridurre la magnitudo del processo, per motivi di circolazione oceanica delle acque profonde che non sto a descrivere . Per cui in realtà l'entità dell'Older Dryas nel nostro emisfero potrebbe essere meno significativa di quanto appare in questa ricostruzione.
    Ultima modifica di burian br; 31/10/2019 alle 22:20

  9. #199
    Brezza tesa
    Data Registrazione
    24/12/17
    Località
    Roma
    Età
    32
    Messaggi
    789
    Menzionato
    143 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Citazione Originariamente Scritto da EnnioDiPrinzio Visualizza Messaggio
    Complimenti a voi che state rendendo.questo 3d estremamente interessante e lo fate con un notevole livello di conoscenze scientifiche.
    Ne approfitto per farvi una domanda a cui da solo non riesco a rispondere ma che secondo me aiuta a capire, nella sua spiegazione, quale influenza abbiano certe variabili astronomiche ( perielio , afelio ecc) nel determinare la conservazione della neve durante l'estate che appunto determina la quota del limite climatico delle nevi permanenti.
    Partendo da una osservazione diretta ( tramite Google earth) si nota , a parità di quota, latitudine, esposizione alle correnti umide marittime, una forte differenza del limite climatico delle nevi perenni tra i monti delle medie latitudini tra l'emisfero australe e quello boreale : se ad esempio osserviamo montagne di soli 2200-2400 m a 43° sud (in Cile o in Nuova Zelanda) le vediamo ricoperte oggi da grandi calotte ghiacciate come mai ebbe, anche durante il massimo glaciale, il nostro Appennino o la Cordigliera Cantabrica a parità di quote e latitudine, ma la stessa cosa si osserva sui monti di fronte al Pacifico in Usa e Canada.( quindi indipendentemente dalla Corrente del Golfo, la quota delle nevi perenni è molto piu elevata nell'emisfero nord ).
    Tornando in Cile e Nuova Zelanda si notano comunque le tracce di glaciazioni passate molto più estese del presente.
    Domanda: a cosa è dovuta questa dissimetria tra i due emisferi?
    In aggiunta alle ottime considerazioni di Alessandro, la disposizione dei continenti nell'emisfero sud comporta anche ad una profonda differenza nella circolazione oceanica, che risulta molto chiusa attorno all'Antartide e con pochissimi scambi meridiani. La corrente di Agulhas ad esempio, che è la principale corrente calda dell'emisfero sud lungo la costa orientale africana, curva ad est ad appena 40°S e di conseguenza oltre quella latitudine la temperatura oceanica scende molto rapidamente.
    il td della paleoclimatologia-glzt2lc5qi.png

    Dopotutto la differenza di potenza del getto antartico rispetto a quello artico è incredibile, nella stagione calda è comparabile al getto invernale dell' emisfero nord.

    il td della paleoclimatologia-vcur6szxw1.png

    Nel'inverno australe invece...

    il td della paleoclimatologia-twf8zkbwyj.png

    Quindi circolazione oceanica ed atmosferica si rinforzano a vicenda mantenendo sempre un forte gradiente termico a differenza del nostro emisfero.
    Ultima modifica di snowaholic; 31/10/2019 alle 20:34

  10. #200
    Burrasca L'avatar di EnnioDiPrinzio
    Data Registrazione
    15/09/12
    Località
    Lanciano (Chieti)
    Messaggi
    5,040
    Menzionato
    0 Post(s)

    Predefinito Re: il td della paleoclimatologia

    Oltre a ciò che si è detto sulla forte dissimmetria climatica tra i due emisferi, posto questa immagine di una montagna cilena di soli 2200 metri a 44° S , la calotta giacciata e crepacciacciata rende inutile qualsiasi ulteriore commento.(alcuni fronti dei ghiacciai scendono fino a 690 m.)
    coordinate : 44°04'43.25''S
    72°51' 55.15''O
    il td della paleoclimatologia-cile.jpg
    Ultima modifica di EnnioDiPrinzio; 01/11/2019 alle 05:55

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •