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    Bava di vento
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    Predefinito Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi...

    Già domani si ricorda un altro terremoto molto violento, registrato il 10 dicembre 1542 nella Sicilia sud-orientale, ritenuto "intermedio". Ma ne approfitto per ricordare un altro sisma, vissuto in diretta, sempre nel mese di dicembre. Sono trascorsi 29 anni da quella notte tra il mercoledì 12 e il giovedì 13 dicembre 1990. Ho ricordi molto vivi e chiari di quella sera e di quella notte. In quell'anno andavo al primo superiore. Erano venuti dei parenti dall'Argentina, esattamente domenica 9 dicembre, per trattenersi fino alla fine delle festività natalizie e assistere anche alla festa di Santa Lucia a Siracusa, città natale della santa. Lui cugino di mia madre, non si erano mai conosciuti, poichè lo zio di mia madre si trasferì molto giovane a Buenos Aires. Questo cugino venne insieme alla moglie, anche lei nata in Argentina ma da genitori di origine siracusana, desiderosa quindi di vedere la festa nella città delle sue origini. I due figli di 22 e 24 anni in quell'occasione rimasero in Argentina. Fu una sorpresa per tutti noi, solo mio fratello maggiore era al corrente di questo incontro con i parenti argentini. Fu lui ad organizzare il tutto. Ebbene, la sera di mercoledì 12 dicembre eravamo stati a Taormina per cena, con questi parenti. Poi li riaccompagnammo nel loro albergo, in centro a Catania. Già a mezzanotte eravamo rientrati a casa. Il giorno dopo si lavorava e c'era la scuola per me. Con i parenti argentini c'eravamo accordati per andare la sera del 13 dicembre a Siracusa, in occasione della festa di Santa Lucia. Io andai a letto intorno a mezzanotte. All'1,24 si scatenò la scossa. Mi sembrava di sognare, non capivo cosa stesse succedendo. Sentii prima una sorta di boato e il rumore di alcuni oggetti cadere sopra l'armadio. Accesi la luce mentre cadeva il piccolo albero di Natale fatto sopra la scrivania. Il lampadario che oscillava tremendamente. Il letto si scuoteva. Alzandomi dal letto sentivo ancora ballare il pavimento sotto i piedi. Non ho avuto la percezione della durata, tra inizio e fine. Il sisma ebbe complessivamente una durata di 44 secondi. All'epoca non c'era l'uso e la diffusione dei cellulari. Quindi da subito iniziarono le telefonate dal fisso a parenti e amici sparsi tra i vari comuni e la città. Non c'erano in uso i social network e whatsapp, per cui le notizie si diffondevano molto lentamente e solo con il telefono fisso. Dopo un primo sopralluogo dentro e fuori casa, verificammo che non c'erano lesioni a prima vista e si era verificata solo la caduta di qualche tegola dal tetto, più spostamento e caduta di oggetti dentro casa, sopra i mobili e dentro le vetrine. Ricordo i pastori del presepe, praticamente tutti caduti. La mia casa si trova in un comune a 4 km a nord-est di Catania e praticamente tutti gli abitanti si sono riversati fuori casa, con diversi edifici lineati e caduta di calcinacci. Immediatamente ci siamo recati dai parenti argentini, nel loro hotel. A Catania sembrava mezzogiorno più che le 2.30 di notte! Tutta la città sveglia! Le strade e le piazze piene di gente, raccolta fuori per paura. Via Etnea, via principale del centro storico, che taglia la città da nord a sud, era con tutte le case illuminate. Mi fece impressione vedere tutta la via ricoperta da calcinacci, tegole e intonaco che si erano staccati dagli edifici più storici. I parenti argentini li trovammo nella piazza antistante l'albergo. Praticamente tutti i clienti erano fuori. Le linee telefoniche erano in tilt nei primi momenti. In un palazzo di cinque piani vicino all'albergo, proprio al quinto piano, 4 ragazze studentesse universitarie fuori sede erano rimaste chiuse dentro il loro appartamento, poichè il portone era rimasto bloccato dopo la scossa. Ricordo le scene di panico e le urla di quelle ragazze affacciate da quel palazzo. Intanto non si aveva ancora la certezza neanche di dove fosse stato l'epicentro. Una pattuglia di carabinieri di passaggio disse che l'epicentro era stato registrato forse a Ustica. Per cui, se già a Catania si era sentito con quella violenza, figuriamoci a Palermo! Chiamammo alcuni amici che vivevano a Palermo. Loro avevano sentito la scossa, distintamente, ma altri loro amici, in un comune vicino a Palermo, non avevano avvertito nulla. Palermo città risente ed ha risentito di tutti i terremoti avvenuti nella Sicilia orientale, incluso questo del 1990. Evidentemente la particolare conformazione del terreno, esalta le onde sismiche anche di terremoti molto lontani. Solo verso le 4 del mattino, quindi quasi tre ore dopo, cominciarono a circolare notizie fondate, tramite tg locali in edizione straordinaria L'epicentro fu localizzato nella zona tra Lentini e Carlentini, al confine tra le province di Catania e Siracusa, ad appena 20 km in linea d'aria da Catania. Nei paesi etnei la scossa fu avvertita in modo netto e violento, ma la percezione rispetto a Catania fu diversa. A Catania immediatamente la mente andò al terribile doppio terremoto del gennaio 1693, quando due scosse, una di 6.2 Richter il 9 e una di 7.4 giorno 11, devastarono mezza isola. Infatti, quella notte da subito venne in mente questo ricordo e moltissimi cittadini residenti nella zona costiera della città, si allontanarono da subito dalle loro abitazioni per paura di un eventuale maremoto, come quello del 1693! In molti si spostarono verso nord, risalendo in direzione Etna. Infatti si manifestarono piccoli smottamenti sottomarini nella zona del porto della città, come riportato dalla mappa degli effetti allegata sotto. Mentre nei paesi etnei si pensò inizialmente che il sisma fosse collegato all'Etna (che in quei giorni aveva avuto la sua solita attività, senza particolari picchi), invece a Catania si pensò subito ad altro. La città risente raramente delle scosse vulcaniche che, invece, sono ben avvertite lungo i paesi etnei. Infatti l'Etna fu quasi subito scagionata. Intanto arrivavano le notizie anche dei primi morti accertati a Carlentini, provincia di Siracusa. Fu proprio a Carlentini dove ci furono vittime, in totale 17. Fu annullata anche la festa della patrona a Siracusa. Andando all'aspetto più dettagliato della scossa, la magnitudo fu di 5.60 Richter a 10 km di profondità, con effetti fino al settimo-ottavo grado Mercalli. I comuni più vicini all'epicentro furono Augusta (dove si ebbero gli effetti maggiori, in ordine di danni), Lentini, Carlentini, Francofonte, Villasmundo, Priolo, Sortino, Floridia, Militello Val di Catania, Catania e Siracusa. A Catania non ci furono vittime, ma solo alcune decine di feriti, dovuti alla caduta di calcinacci. Danni più evidenti nella zona sud-ovest della città e nel centro storico. Gli effetti sulla città furono calcolati intorno al sesto grado della scala Mercalli. La scossa fece parecchi danni anche tra i comuni etnei della fascia ionica, Acireale in testa, a nord-est di Catania. Danni furono registrati in un territorio compreso in una linea di congiunzione tra Taormina e Gela, prendendo in pieno le province di Catania, Siracusa e Ragusa. Il sisma fu ben avvertito praticamente in tutta l'isola, tranne nella zona del trapanese. Palermo città ne risentì con un grado 6 della scala Mercalli, a ben 189 km in linea d'aria dall'epicentro, con caduta di cornicioni e calcinacci! Scossa avvertita pure nel sud della Calabria. Onde anomale furono registrate nel lungomare di Augusta e nel porto di Catania. La mente, nelle ore successive al sisma, andava sempre al 1693 e al doppio terremoto! C'era il terrore che si potesse verificare una nuova situazione del genere, a distanza di pochi giorni. Per fortuna, il terremoto del 1990 non ebbe una replica più violenta come nel 1693. Ma non si dormì serenamente per tutto il periodo natalizio, sempre con quel pensiero. Molta gente passò più notti fuori casa, anche coloro che non avevano subito danni, solo per il terrore della replica. L'area epicentrale è la medesima di tutti i terremoti storici e violenti registrati in zona.
    Il sisma del 1990 è avvenuto nel quadro complesso relativo alla faglia ibleo-maltese. Ed è da considerarsi un sisma "intermedio" rispetto a quello del 1169 e del 1693. Infatti, tra di due terremoti citati vi fu quello del 10 dicembre 1542.
    Per quanto riguarda la magnitudo dei quattro terremoti, questi sono i valori e gli effetti registrati.
    Questa la mappa del sisma del 13 dicembre 1990 magnitudo 5.60 e gli effetti prodotti località per località.
    http://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?42011IT
    Ed ecco la mappa degli altri terremoti e dei loro effetti:
    4 febbraio 1169 magnitudo 6.40 link effetti: http://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?00062IT
    10 dicembre 1542 magnitudo 6.80 link effetti: http://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?00694IT
    9 gennaio 1693 magnitudo 6.20 link effetti: http://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?01143IT
    11 gennaio 1693 magnitudo 7.40 link effetti: http://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?01148IT
    Per quanto riguarda il sisma del 1169 si ritiene possa aver avuto una magnitudo più elevata, non meno del 7.0, quasi gemello di quello del 1693. Ancora c'è dibattito relativo a questa possibilità. Le cronache del tempo parlano di un evento catastrofico, con un violento maremoto che colpì pesantemente fino a Messina.
    Ultima modifica di danielect; 09/12/2019 alle 19:56

  2. #2
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Io quella notte ero sveglio perché volevo avviare la videoregistrazione del film "Alla ricerca del sacro Graal" dei Monty Python perché era in programma in piena notte e non mi andava di rimanere sveglio. Siccome all'epoca i film di notte potevano ritardare o anticipare preferii non usare il timer.
    Avviata la registrazione ero andato in cucina a bere un bicchiere d'acqua quando sentii un rumore analogo ad una forte raffica di vento e che sarà stato il rumore di tutti i materiali di piccola massa che vibravano, ad esempio tutti i vetri delle finestre. Quindi arrivarono le onde più forti e inizio ad ocillare tutto tanto che mi dovetti tenere con gli stipiti della porta. Mi aspettavo che da un momento all'altro mura e pavimenti iniziassero a distaccarsi.
    Invece non avvenne nulla di questo ma mancò la luce che poi ritornò dopo una decina di minuti. Nel frattempo il resto della famiglia si era svegliato. Io sospettavo che l'epicentro fosse stato negli Iblei com'era già accaduto nei secoli precedenti.
    Danni in casa non ce ne furono, gli unici oggetti un po' fuori posto furono delle videocassette. Per cui non uscimmo fuori.
    Una volta tornata la luce il videoregistratore riprese a registrare ma i ripetitori ancora non tornarono in funzione se non circa mezz'ora dopo l'evento. Tutt'ora ho questa cassetta con circa mezz'ora di film che manca.

  3. #3
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Citazione Originariamente Scritto da zoomx Visualizza Messaggio
    Io quella notte ero sveglio perché volevo avviare la videoregistrazione del film "Alla ricerca del sacro Graal" dei Monty Python perché era in programma in piena notte e non mi andava di rimanere sveglio. Siccome all'epoca i film di notte potevano ritardare o anticipare preferii non usare il timer.
    Avviata la registrazione ero andato in cucina a bere un bicchiere d'acqua quando sentii un rumore analogo ad una forte raffica di vento e che sarà stato il rumore di tutti i materiali di piccola massa che vibravano, ad esempio tutti i vetri delle finestre. Quindi arrivarono le onde più forti e inizio ad ocillare tutto tanto che mi dovetti tenere con gli stipiti della porta. Mi aspettavo che da un momento all'altro mura e pavimenti iniziassero a distaccarsi.
    Invece non avvenne nulla di questo ma mancò la luce che poi ritornò dopo una decina di minuti. Nel frattempo il resto della famiglia si era svegliato. Io sospettavo che l'epicentro fosse stato negli Iblei com'era già accaduto nei secoli precedenti.
    Danni in casa non ce ne furono, gli unici oggetti un po' fuori posto furono delle videocassette. Per cui non uscimmo fuori.
    Una volta tornata la luce il videoregistratore riprese a registrare ma i ripetitori ancora non tornarono in funzione se non circa mezz'ora dopo l'evento. Tutt'ora ho questa cassetta con circa mezz'ora di film che manca.
    In che zona abitavi? Io a San Gregorio. Mentre noi scendavamo verso la città, con il pensiero dei parenti argentini, amici nostri, che abitavano in zona lungomare, altezza piazza Europa, risalivano verso l'Etna. Un fragore, come un forte colpo di vento, fu avvertito in modo generalizzato.

  4. #4
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Via Vincenzo Giuffrida alta.

  5. #5
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    In questa splendida foto del 26 novembre dell'amico Roberto Viglianisi, è possibile ammirare anche l'attuale attività nei crateri sommitali dell'Etna. Foto scattata dalla piazza Duomo di Catania. Visibile la via Etnea, la lunga arteria stradale che taglia la città da nord a sud.
    https://scontent-fco1-1.xx.fbcdn.net...af&oe=5EB435DF

  6. #6
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Qui un video tratto dalla trasmissione Petrolio, in onda nel 2016, con interventi tecnici molto interessanti, in primis dell'amico vulcanologo Marco Neri. Si parla delle faglie presenti sull'Etna e della zona sismica della Scarpata Ibleo-Maltese, da dove si sono originati i terremoti sopra descritti.
    Meteo Etna - Andrea Bonina - La Pernicana, il rischio sismico della Sicilia orientale e il terremoto del 1693 | Petrolio, Rai 1 | Facebook

  7. #7
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    In tantissime località della Val di Noto oggi ci sono state manifestazioni, religiose e laiche, per ricordare il terribile evento sismico del 9-11 gennaio 1693. A Ragusa una delle più importanti manifestazioni che si svolge da sempre, anno per anno (neanche le guerre l'hanno fermata) e che ha preso inizio con il suono delle campane proprio in concomitanza dell'orario in cui si verificò il sisma di giorno 11 gennaio 1693. Ecco il link:
    Suono a distesa della campana in... - San Giorgio Martire Patrono di Ragusa

  8. #8
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Un amico di Malta mi ha girato questo link, con alcune testimonianze dall'isola in occasione del sisma del gennaio 1693, definito come " il terribile terremoto registrato nella storia di Malta"!
    It happened in January: The great earthquake that hit Malta in 1693

    Ecco un traduzione

    Nel corso della storia locale, Malta ha sperimentato molti tremori della terra, alcuni così lievi da passare quasi inosservati. Altre volte, gli shock sono stati maggiori e sono stati causati danni. Forse il tremore che ha causato la maggior parte dei danni nelle isole maltesi e che di solito è classificato come il terribile terremoto registrato nella storia di Malta è stato quello che si è verificato nel gennaio 1693.
    Sembra che il terremoto sia seguito a seguito di una grande eruzione vulcanica sull'Etna nella vicina Sicilia, dove i tremori risultanti terrorizzarono la popolazione. Leggeri shock si sono verificati a Malta il 9 gennaio, ma sono stati solo i precursori del grande tremore dell'11 gennaio.

    In quella particolare domenica pomeriggio, alle 14:00, si udì uno strano suono rimbombante, con un testimone oculare che lo descriveva come "il rumore di un carro sempre in avvicinamento", ma che era più orribile più si sentiva vicino. Durante la registrazione dell'ultima volontà di Grazia Cassar, il notaio Marc'Antonio Brancati, per qualche motivo inspiegabile, includeva una descrizione del terremoto come una fessura molto forte come un fulmine che ruggiva in lontananza ma si avvicinava continuamente, insieme a un grande sconvolgimento della terra mentre la casa ondeggiava e le sue pareti tremavano.
    Il GP del Canonico Agius de Soldanis scrisse che, nella baia di Xlendi a Gozo, il mare si ritirò per un miglio dalla riva mentre una quantità di rocce si staccò dal precipizio di elebel Sannat. Tuttavia, sebbene sia stato riportato un danno - abbastanza esteso in alcuni casi - non sono state perse vite umane. L'epicentro del terremoto era stato in Sicilia, dove si stima che le vittime includessero almeno tra 50.000 e 60.000 morti.

    Il terremoto del 1693 riempì la popolazione maltese di grande paura e ansia. Come spesso accade di fronte alle avversità e al pericolo comune, il governo locale e il popolo hanno cercato la divina misericordia e intercessione pregando i santi, in particolare a San Paolo.
    Il Gran Maestro Adrien de Wignacourt ordinò la chiusura temporanea dei tribunali, interruppe tutti i tipi di intrattenimento e cancellò tutte le celebrazioni del carnevale per il 1693. I Cavalieri furono incoraggiati a partecipare agli atti di pentimento e il Santo Sacramento fu esposto nella chiesa conventuale di San Giovanni . I membri dell'Ordine furono esortati a digiunare mercoledì, venerdì e sabato della settimana terminando il 26 gennaio, quando una processione aux flambeaux con la reliquia del braccio di San Giovanni Battista doveva procedere da San Giovanni.
    Il vescovo Davide Cocco Palmieri ha anche ordinato l'esposizione del Santissimo Sacramento in tutta la diocesi per diversi giorni. Processioni speciali si sono tenute a Mdina e in molte altre località mentre, il 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo, tutte le parrocchie hanno partecipato a una processione generale nella Baia di San Paolo, dove per l'occasione è stata cantata l'Alta Messa, seguita dalla benedizione . Il Capitolo della Cattedrale istituì anche una processione votiva annuale e una messa per l'11 gennaio, mentre una dote di 50 scudi doveva essere data a una povera orfana da sposare l'11 gennaio 1694, primo anniversario del terremoto.
    A Gozo, le preghiere per l'intercessione erano principalmente dirette a Sant'Orsola e veniva anche istituita una processione votiva annuale. Doveva svolgersi la seconda domenica di gennaio e doveva procedere dalla collegiata del Castello (ora Cattedrale di Gozo) alla chiesa di Nostra Signora delle Grazie, allora conosciuta come Ta 'Fomm ir-Riħ.

    Tutte queste manifestazioni religiose furono tenute per alleviare la rabbia di Dio mediante la preghiera diretta, la penitenza e anche pregando i santi per la loro intercessione.
    Sebbene non siano state perse vite umane, è stata tuttavia subita una notevole quantità di danni. Sicuramente il più noto è la parziale distruzione della cattedrale medievale di Mdina, di cui solo l'abside, con il suo allora dipinto di Mattia Preti, rimase intatta. La pianificazione di una nuova cattedrale era in realtà già in atto prima del terremoto.
    Insieme alle fortificazioni, molti edifici a Mdina, che erano già spopolati e abbandonati in quel momento, subirono notevoli danni a causa del fatto che la Città Vecchia è costruita su una collina dove gli effetti di tremore sono più evidenti, a parte la natura argillosa di parti della collina stessa. I danni del 1693 aprirono la strada per l'eventuale costruzione dell'attuale cattedrale ai piani di Lorenzo Gafà e il successivo rimodellamento di parti apprezzabili della città ai piani di François de Mondion durante la magistratura di Antonio Manoel de Vilhena (1722-36) .

    Il 16 gennaio, l'Ordine ha incaricato tre cavalieri di denunciare danni a La Valletta e Cottonera. La loro prima relazione riguardava Valletta, in cui si affermava che vi erano molte case che i danni subiti, ma necessaria solo lievi riparazioni. Tuttavia, ci sono stati altri che erano parzialmente o totalmente in uno stato pericoloso, tra cui il Collegio dei Gesuiti, la cui dormitorio principale è stata distrutta, e la chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo, che è stata chiusa al pubblico a causa della grande danno subito nel volta.
    Almeno 10 case dovevano essere demolite immediatamente per evitare danni agli edifici vicini, mentre almeno altri nove dovevano essere riparati immediatamente per lo stesso motivo. Le riparazioni dovevano anche essere effettuate all'Auberge d'Aragon e alle case (nella moderna Merchants Street) appartenenti al Priorato di Castiglia.
    Molto meno danni sono stati segnalati nelle tre città di Cottonera. A Vittoriosa, il cosiddetto Palazzo Vecchio subì gravi danni e si raccomandò di demolire almeno parte di esso. Per la completa demolizione furono raccomandate anche due case.

    A Cospicua, solo una casa vicino al cosiddetto Ponte del Manderaggio fu considerevolmente danneggiata e destinata alla demolizione. Tuttavia, la chiesa parrocchiale di Senglea ha subito gravi danni in modo tale che i commissari hanno raccomandato la demolizione della cupola perché si temeva che potesse crollare senza preavviso. Anche due case di Senglea erano in rovina.
    Sfortunatamente, le informazioni sulla campagna e sui villaggi sono scarse e ben visibili per la sua assenza. Forse ci sono stati pochi danni, ma il modo in cui l'intera popolazione ha reagito alle manifestazioni religiose è un'indicazione sicura che il tremore è stato davvero sentito e ha installato il terrore in tutto. In effetti, molti maltesi hanno trascorso un certo numero di notti vivendo sotto tende improvvisate perché temevano di essere sepolti vivi sotto i detriti nel caso in cui dovesse verificarsi un altro tremore.
    A Gozo, sembra che il danno sia stato limitato a Victoria e al Castello (Cittadella). In effetti, la ricerca ha dimostrato che, per citare un esempio, non si sono verificati danni nell'area di Nadur. L'ingegnere Mederico Blondel fu inviato a Gozo per valutare i danni che si erano verificati lì.
    Blondel trovò un castello in rovina con un terzo delle case diroccate al suolo. Ma l'ingegnere ha sottolineato che un considerevole danno era dovuto al fatto che la maggior parte degli edifici danneggiati era stata a lungo abbandonata e il terremoto aveva semplicemente accelerato un processo già in corso. Tuttavia, la collegiata fu gravemente danneggiata e la cupola della chiesa di nuova costruzione di San Giorgio a Victoria era crollata.


    Per quanto riguarda le fortificazioni del Castello, Blondel riferì che lo stato delle mura era in uno stato deplorevole da molto tempo e che i danni non erano dovuti al tremore. Gli stessi commenti si applicavano all'interno, cioè agli edifici governativi all'interno. Ha riferito di aver sostenuto a lungo varie riparazioni, ma nulla è stato effettuato.
    Anche l'Ordine di San Giovanni subì perdite in Sicilia, in particolare a Siracusa e ad Augusta, dove le polverine, i mulini e i forni dei Cavalieri furono una perdita totale. Ciò complicò i problemi dell'Ordine perché queste installazioni erano una parte importante della sua organizzazione navale. In effetti, l'Ordine ha dovuto cercare altrove per ottenere le forniture e le disposizioni necessarie, aumentando così le spese in un momento in cui era stata pianificata una campagna cristiana combinata contro la Turchia. L'Ordine subì anche la perdita di alcuni uomini che erano sbarcati per caricare biscotti sulle cucine. In effetti, il Gran Maestro Adrien de Wignacourt stava seriamente pensando di ritirarsi dalla prossima campagna. Tuttavia, l'Ordine ricevette aiuto da papa Innocenzo XII che persuase anche i sovrani di Francia e Savoia a esentare i Cavalieri dalle tasse sulla proprietà. Da parte loro,
    Per esprimere gratitudine alla divina provvidenza, l'Università di Mdina ha eretto una nicchia con una foto di San Paolo e un'iscrizione commemorativa in latino di fronte alla porta principale della città vecchia. A Gozo, il pittore Stefano Erardi fu incaricato di dipingere una tela di Nostra Signora delle Grazie che reggeva il Bambino Gesù con la processione votiva gozitana sullo sfondo. Inoltre, le cattedrali ricostruite di Malta e Gozo su piani di Lorenzo Gafà (la chiesa di Gozitan non aveva ancora raggiunto lo status di cattedrale) sono un'ulteriore testimonianza vivente del caos provocato dal terremoto del 1693.



  9. #9
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Documentario RAI del 2019 sui terribili terremoti del 1693 e del 1908, ecco il link:
    Terremoti in Sicilia, l'incubo del "Big One" - La Sicilia

  10. #10
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Quasi 29 anni fa il terremoto di Santa Lucia tra Catania, Siracusa e Ragusa. Ecco i miei ricordi

    Da questa splendida foto scattata ieri da Davide Basile, che ringrazio, è possibile vedere l'attuale attività dell'Etna. Attività che continua da mesi, relegata ai crateri sommitali, con esplosioni frequenti ed anche emissioni di sbuffi di sabbia vulcanica. La foto è stata scattata da Riposto, un comune del versante orientale.
    Ecco il link della foto:
    https://scontent-fco1-1.xx.fbcdn.net...66&oe=5EBCDC7F
    Ultima modifica di danielect; 08/02/2020 alle 14:23

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