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  1. #21
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    Mele - Fado (GE)
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da EnnioDiPrinzio Visualizza Messaggio
    Stimolato da questa discussione interessantissima ho sottratto un'oretta al mio lavoro andando a perlustrare con il computer che ho in ufficio e tramite Google earth e street view alcuni settori delle Alpi.
    Con più calma posterò delle immagini, ma per ora faccio un breve riassunto delle mie prime impressioni.
    Cominciando dalle Alpi Marittime, ho notato nella valle di Limone Piemonte che il limite superiore del bosco è costituito da latifoglie e non da conifere ( come negli Appennini) ed i faggi sono ben presenti fino al limite superiore del bosco.
    Andando ad ispezionare le successive vallate poste poco più a nord, ho notato che nelle valli che confluiscono ad Entracque inizia a costituirsi una fascia superiore di conifere ( pecci e larici) fino a 1800 m. relegando le latifoglie ad una fascia inferiore ai 1400 m. tuttavia le conifere mostrano ancora una scarsa penetrazione verso le quote medio basse ( 1000-1200 m.) dove le latifoglie predominano).
    Salendo ancora verso nord la già ricordata Val Maira è la prima ad avere estese peccete già dai 1000 sui pendii esposti a nord ( ove alle stesse quote a Limone troviamo latifoglie).
    Della presenza di faggio in Val Maira ho già detto e non mi ripeterò.
    Salendo poi in val di Susa ( dove pure ho passato diverse estati da ragazzino) sono andato a rivedere i posti che ricordavo e se lì i pendii esposti a nord sono coperti in prevalenza da peccete e sopra lariceti e quelli sud da pinete ( pino silvestre) ho notato in una delle convalli esposte a sud che confluiscono sulla cittadina (con ottima protezione alle sue spalle da montagne piuttosto alte) che ci sono in alcune zone protette ma umide, dei popolamenti di latifoglie con faggio se non sbaglio).
    Uscendo da Bardonecchia, scendendo , subito dopo il paese (sotto il forte Bramafam- lato sud) , ci sono ampi popolamenti di latifoglie ( con anche faggi) in vallette fresche e sopraelevate dal fondo valle principale.
    Insomma il fondovalle è ostile al faggio che si rifugia in posizioni sopraelevate riparate e fresche, ossia con impluvi che garantiscano protezione dalle gelate ma anche umidita ( altrimenti prende il sopravvento il pino silvestre sui fianchi secchi esposti a sud).
    Prima di spegnere il computer sono andato dalle parti del Brennero ( Colle Isarco) dove pure ho passato un'estate , ma li anche a 1000 m. le latifoglie sono assolutamente minoritarie, si limitano al fondovalle mi pare con ontani mentre i monti sono coperti da estese peccete.
    Non ho visto faggi ad un primo veloce sguardo in val di Fleres.
    Paradossalmente nelle valli più ad ovest e più a sud della Vermenagna (Val Tanaro e le due principali valli del versante ligure-marittimo, ossia la Val Roya e la Valle Argentina) lo sviluppo della faggeta è limitato alle espozioni settentrionali e i consorzi dominati dal faggio sono poco estesi, non di rado poi sopra i 1300-1400 m in esposizione nord diventa prevalente l'abete bianco. In generale nelle Alpi Liguri meridionali prevalgono quasi ovunque pinete a pino silvestre, che progressivamente sopra i 1500-1600 m lasciano il posto a lariceti piuttosto xerofili, a boschetti di pino uncinato e a rodoreti, alternati a pascoli. Ancora più ad ovest, nei bacini del Varo e della Tinea (es. Boreon) hai peccete naturali di discreta estensione. La Val Vermenagna (Limone Piemonte) è molto umida, data l'esposizione ad est sono ancora più umide le vali perpendicolari sul versante nord delle Alpi Liguri (Pesio, Corsaglia, ecc.)
    Ultima modifica di galinsog@; 04/07/2020 alle 11:32

  2. #22
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Ovviamente non dobbiamo dimenticare che spesso il fatto che in un dato posto ci siano o non ci siano determinate piante dipende anche dall'azione dell'uomo, il quale, soprattutto nei secoli scorsi, ha ampiamente disboscato per far posto a campi coltivati e pascoli; senza l'azione dell'uomo, l'Italia sarebbe quasi un'unica ininterrotta foresta. A partire dalla fine dell'Ottocento c'è stata un'intensa opera di rimboschimento, ma per molto tempo sono state preferite le conifere, che in genere sono meno esigenti delle latifoglie e crescono praticamente ovunque: ecco quindi che le conifere sono probabilmente sovrarappresentate rispetto al loro areale naturale. Con questo voglio dire che, se in un posto ci sono le conifere al posto delle latifoglie, non vuol dire necessariamente che in quel determinato posto le latifoglie non possano prosperare.

  3. #23
    Burrasca L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandr0 Visualizza Messaggio
    Ovviamente non dobbiamo dimenticare che spesso il fatto che in un dato posto ci siano o non ci siano determinate piante dipende anche dall'azione dell'uomo, il quale, soprattutto nei secoli scorsi, ha ampiamente disboscato per far posto a campi coltivati e pascoli; senza l'azione dell'uomo, l'Italia sarebbe quasi un'unica ininterrotta foresta. A partire dalla fine dell'Ottocento c'è stata un'intensa opera di rimboschimento, ma per molto tempo sono state preferite le conifere, che in genere sono meno esigenti delle latifoglie e crescono praticamente ovunque: ecco quindi che le conifere sono probabilmente sovrarappresentate rispetto al loro areale naturale. Con questo voglio dire che, se in un posto ci sono le conifere al posto delle latifoglie, non vuol dire necessariamente che in quel determinato posto le latifoglie non possano prosperare.
    Be' non è proprio così perché la vegetazione segue dei principi di adattabilità e competizione per determinare i cosiddetti livelli di vegetazione: lecci, querce, castagni, faggi, abeti, larici ed arbusti.
    Talvolta è come dici tu, ma se osservi lo stesso fenomeno anche in luoghi distanti ed in modo generalizzato, allora vuol dire che il fenomeno è naturale.

  4. #24
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandr0 Visualizza Messaggio
    Ovviamente non dobbiamo dimenticare che spesso il fatto che in un dato posto ci siano o non ci siano determinate piante dipende anche dall'azione dell'uomo, il quale, soprattutto nei secoli scorsi, ha ampiamente disboscato per far posto a campi coltivati e pascoli; senza l'azione dell'uomo, l'Italia sarebbe quasi un'unica ininterrotta foresta. A partire dalla fine dell'Ottocento c'è stata un'intensa opera di rimboschimento, ma per molto tempo sono state preferite le conifere, che in genere sono meno esigenti delle latifoglie e crescono praticamente ovunque: ecco quindi che le conifere sono probabilmente sovrarappresentate rispetto al loro areale naturale. Con questo voglio dire che, se in un posto ci sono le conifere al posto delle latifoglie, non vuol dire necessariamente che in quel determinato posto le latifoglie non possano prosperare.
    Va bene.
    Questo lo sappiamo bene, ma in questo TD non ci interessa.
    Le biblioteche sono piene di flore del tutto ipotetiche: in questa sede, per una volta, non ci interessano.
    Ci interessano gli alberi che ci sono in realtà, anche se sono frutto dell'impatto umano.
    La Pusteria, per esempio, non ha il faggio e invece è piena di robinie; lasciami dire che non le hanno piantate. E che, anche se ipotizziamo che l'uomo abbia in qualche modo osteggiato il faggio (non vedo poi perchè mai), comunque qualche esemplare quà e là credo ci sarebbe lo stesso, se l'ambiente naturale gli fosse favorevole.
    Ultima modifica di alnus; 06/07/2020 alle 01:43

  5. #25
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Ho dato una sbirciata su Val Pusteria tramite street view.
    Ho cercato i faggi nei posti dove pensavo di poterli trovare: in qualche valle collaterale esposta a mezzogiorno ,all'inizio della Val Pusteria ove arrivano ancora le ultime correnti miti ed umide da sud.(quota sotto i 1000)
    Presso l'abitato di Vallarga, ove indicato con il cerchio (a 980 m.) mi sembra di aver individuato un faggio (nella foto quello a dx più grande, mentre a sx c'è una betulla più piccola).
    Non sono sicuro che sia un faggio perchè non riesco a zoommare abbastanza sulle foglie ma a prima vista lo sembra-


    Vallate alpine senza faggi-pusteria-zenitale.jpg

    Vallate alpine senza faggi-faggio-betulla-in-pusteria.jpg

    Vallate alpine senza faggi-faggio-in-pusteria.jpg

  6. #26
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Ottimo lavoro, Ennio!
    Però a me sembra un pioppo, neanche tremolo, forse nero.

  7. #27
    Burrasca L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da alnus Visualizza Messaggio
    Ottimo lavoro, Ennio!
    Però a me sembra un pioppo, neanche tremolo, forse nero.
    Direi però che il pioppo nero da adulto ha la corteccia ruvida e molto fessurata, questa invece è liscia.
    Poi questo albero è su un pendio ed i pioppi crescono più in fondovalle presso i corsi d'acqua.
    Certo se fossimo sul posto ...


    Vallate alpine senza faggi-20200706_172012.jpg

  8. #28
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Pioppo anche secondo me, anche il portamento della chioma non mi sembra da faggio - ma potrei ben sbagliarmi. Che ci sia presenza di qualche faggio non lo dubito comunque. Rimane che se potessimo tagliare tutti i boschi - fatta eccezione per quelli di faggio - lungo il famoso transetto alpino nord-sud, ne risulterebbe una sorta di cuneo: prealpi con vasto gradiente altitudinale di presenza del faggio, piu all'interno della catena alpina sia il limite superiore che quello inferiore si abbassano/alzano rispettivamente fino a far scomparire il faggio.
    La stessa osservazione la feci (e dimostrai con immagini satellitari) passando da catena himalayana a karakorum nel nord del pakistan: l'areale altitudinale delle specie locali (picea, betula, abies, quercus, pinus, juniperus) si assottiglia entrando nelle catene montuose (in alto per la brevita' della stagione vegetativa, in basso per la scarsita' di precipitazione) fino a renderle totalmente assenti (il ginepro e la betulla, guardacaso, era quelli che si "addentravano di piu").

  9. #29
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Pioppo tremulo.

  10. #30
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Ok, la prossima volta che passo in Pusteria vado a controllare

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