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  1. #141
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Citazione Originariamente Scritto da nago Visualizza Messaggio
    Io penso invece che la questione non sia inquadrabile univocamente, ma andrebbero analizzati i diversi contesti possibili prendendo in considerazione variabili quali (generalizzando molto)
    - tipo di substrato: permeabilità, fratturazione, presenza di suolo o di fasce di detrito
    - quota a cui avvengono le precipitazioni, quindi possibilità che l'accumulo duri più o meno. Vogliamo parlare dell'importanza dei ghiacciai?
    - a questo punto, latitudine/ma anche zona climatica e relative tipologie di precipitazione (le precipitazioni liquide/solide che mi aspetto di avere in inghilterra sono diverse da quelle che mi aspetto in Italia ...)
    - tipologia di bacino idrografico, presenza di laghi, presenza di fenomeni carsici (Timavo insegna), fiumi che alimentano le fade o viceversa
    - tipologia di falda: si è parlato di Roma delle sue falde e delle sue sorgenti; situazione completamente diversa ad esempio in pianura padana

    In sostanza, secondo me, alla domanda qual è l'importanza della neve riguardo le riserve idriche, la risposta è dipende
    La situazione alpina con i ghiacciai che accumulano 3 stagioni su 4 e di conseguenza padana l'ho esclusa da subito in questa discussuone. Il focus resta sulla neve appenninica. Anche tutta la discussione sulla quantità di sorgenti è sostanzialmente OT. Si possono avere tutte le situazioni possibili ed immaginabili ma alla fine è sempre una questione di quando quella neve viene rilasciata sotto forma d'acqua.

    D'altra parte le Alpi hanno i bei loro bacini naturali. Sarebbero interessanti osservazioni riguardo il loro livello medio nelle stagioni.

  2. #142
    Vento teso L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Citazione Originariamente Scritto da nago Visualizza Messaggio
    Io penso invece che la questione non sia inquadrabile univocamente, ma andrebbero analizzati i diversi contesti possibili prendendo in considerazione variabili quali (generalizzando molto)
    - tipo di substrato: permeabilità, fratturazione, presenza di suolo o di fasce di detrito
    - quota a cui avvengono le precipitazioni, quindi possibilità che l'accumulo duri più o meno. Vogliamo parlare dell'importanza dei ghiacciai?
    - a questo punto, latitudine/ma anche zona climatica e relative tipologie di precipitazione (le precipitazioni liquide/solide che mi aspetto di avere in inghilterra sono diverse da quelle che mi aspetto in Italia ...)
    - tipologia di bacino idrografico, presenza di laghi, presenza di fenomeni carsici (Timavo insegna), fiumi che alimentano le fade o viceversa
    - tipologia di falda: si è parlato di Roma delle sue falde e delle sue sorgenti; situazione completamente diversa ad esempio in pianura padana

    In sostanza, secondo me, alla domanda qual è l'importanza della neve riguardo le riserve idriche, la risposta è dipende
    In questa discussione ci si stava concentrando sull'Italia peninsulare e personalmente la conclusione di TreborSnow mi convince appieno.
    Per il Norditalia c'è solo da aggiungere che la neve ha un peso percentuale maggiore, ma non è che se fosse tutta acqua sarebbe peggio.
    I ghiacciai poi hanno una rilevanza quantitativa veramente trascurabile.

    Piccola precisazione: già più di un intervento ha citato Friuli e Timavo come se fossero casi eccezionali nel panorama alpino. Invece esempi simili sono presenti in tutte le Alpi e non solo. Non è affatto necessario che la zona sia carsica, perchè l'acqua scompaia nel sottosuolo.
    Il bacino del Panaro non presenta fenomeni di carsismo, ma la zona dove abito ha una disponibilità di falda praticamente inesauribile. Quasi tutte le case di campagna hanno un piccolo fontanile che smette di buttare solo pochi mesi l'anno.
    "Secchia per le piene, Panaro per le vene".
    Ad un paio di km da qui c'è ancora il pozzo da cui subito dopo l'unità d'Italia fecero partire l'acquedotto di Ferrara.

  3. #143
    Vento moderato L'avatar di nago
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Citazione Originariamente Scritto da TreborSnow Visualizza Messaggio
    La situazione alpina con i ghiacciai che accumulano 3 stagioni su 4 e di conseguenza padana l'ho esclusa da subito in questa discussuone. Il focus resta sulla neve appenninica. Anche tutta la discussione sulla quantità di sorgenti è sostanzialmente OT. Si possono avere tutte le situazioni possibili ed immaginabili ma alla fine è sempre una questione di quando quella neve viene rilasciata sotto forma d'acqua.

    D'altra parte le Alpi hanno i bei loro bacini naturali. Sarebbero interessanti osservazioni riguardo il loro livello medio nelle stagioni.
    Il discorso numero di sorgenti e del consumo procapite di acqua infatti nulla c'azzecca col discorso.

    Però anche parlando di appennino un conto è parlare di neve che cade su Gran Sasso o sulla Maiella ed un altro se parli, che ne so, dei Monti della Laga
    “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi mentre le persone stupide sono piene di sicurezza”.

  4. #144
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    A mio modo di vedere, invece, la neve è molto importante soprattutto nelle regioni dove in estate abbiamo aridità estrema e assenza totale di precipitazioni liquide. Infatti, i 2 - 3 metri di neve che cadono mediamente su tutti i principali sistemi montani appenninici meridionali (per inciso, numeri alla mano, i monti della Campania sono assolutamente nevosi tanto quanto quelli delle altre regioni a parità di quota: Matese, Taburno-Camposauro, Monti di Avella-Montevergine, Terminio, Cervialto, Marzano Santa Croce, Cervati e Catena della Maddalena ricevono buoni apporti nelle annate normali) riescono ad alimentare le sorgenti proprio quando l'apporto delle piogge è totalmente nullo da giugno a settembre. Senza il contributo della lenta ricarica delle falde esercitato dalla neve (guarda caso i principali acquedotti di queste regioni partono tutti dai massicci montani dove nevica in inverno) la sola pioggia invernale non basterebbe. Il temperamento idrico esercitato dai bacini artificiali, costruiti soprattuttto per finalità agricole, viceversa, è stato pensato proprio per attenuare il principale effetto negativo delle piogge, ovvero il rapidissimo ruscellamento a valle e verso il mare e la scarsa capacità di trattenimento delle stesse. Le piogge, al sud, spesso cadono in modo concentrato e rovinoso (pensiamo alle alluvioni lampo che si verificano nel crotonese, nel reggino, nel messinese. Pensiamo al riempimento improvviso delle fiumare di Calabria e Sicilia. Pensiamo alle alluvioni ed agli straripamenti del Sarno e del Biferno o del Basento). Il dissesto idrogeologico è proprio causato da regimi pluviometrici spesso estremamente variabili e fortemente concentrati. Inoltre, al sud, piove soprattutto con picchi massimi invernali e quindi questo fa si che il contributo dell'acqua sia quasi nullo per le esigenze estive soprattutto per finalità agricole. I bacini artificiali sono pensati proprio per supplire al modo impetuoso ed irregolare con cui cadono le piogge per ragioni climatiche tipiche del Mediterraneo. L'impetuosità della pioggia va in qualche modo trattenuta in grosse riserve artificiali per attenuare l'ininfluenza delle stesse piogge sulle riserve idriche. Questo è lo stesso modo di ragionare di molte civiltà dell'antichità: pensiamo a cosa costruirono i Maja nello Jukatan ad esempio.... costellavano i loro insedamenti di cisterne e condotte per accumulare il più possibile l'acqua piovana affinchè non mancasse quando non pioveva più per alcuni mesi. Stessa cosa facevano i Romani in Israele ad esempio.
    Inoltre, l'acqua accumulata nei grandi invasi meridionali italiani è sempre maggiormente soggetta ad evaporazione intensa, mentre l'acqua che staziona nel sottosuolo, nei sifoni, nei bacini e nelle fessure naturali interne alla montagne, è sicuramente maggiormente protetta da tale fenomeno. Ancora, l'acqua di fusione della neve mediante lo snow melting più che rendersi disponibile all'evaporazione in atmosfera, percola negli strati inferiori del manto fino a raggiungere il terreno. Anzi gli strati inferiori, più prossimi al terreno, quelli più importanti per il rifornimento delle falde, vengono naturalmente protetti dall'evaporazione proprio grazie allo spessore delle neve degli strati superiori. Certamente in superficie evapora ma nei bassi starti è oro prezioso perche' ben protetto. Cosa che non avviene con la pioggia che o evapora, o dilava a valle velocemente o penetra nel terreno ma senza alcuna protezione.
    Estremizzando, un territorio con grossi insediamenti urbani, a mio modo di vedere, per poter vivere di sola acqua piovana (assenza di grandi fiumi o laghi, assenza di possibilità di captazioni di acqua fossile o contributi da dissalatori o catene montuose con snow melting), dovrebbe trovarsi nelle stesse condizioni che si hanno nelle isole inglesi ad esempio, in cui le precipitazioni sono equamente distribuite in tutte e quattro le stagioni e cadono non in modo troppo concentrato ed intenso. Infatti, è noto che in Inghilterra, quando si verificano periodi anomali con assenza di piogge per soli 15 - 20 giorni, spesso si vada in sofferenza idrica rapidamente. Questo è il pericolo che si corre quando si dipende solo dalle piogge. La situazione migliore è quella in cui la diversificazione degli approvvigionamenti e tutti i contributi, ivi inclusi anche quelli piovosi e nevosi, riescono a garantire approvvigionamento per tutti i 12 mesi dell'anno. Se al sud nevicasse ancor più sarebbe ancora meglio, così come se piovesse anche nei mesi estivi ( in tal caso basterebbero le sole piogge ).
    Altra considerazione che faccio: se pensiamo a tutte le grandi città meridionali italiane e del Mediterraneo, notiamo che TUTTE si approvvigionano anche da acquedotti provenienti da zone dove in inverno nevica: Roma dal Velino-Sirente (Peschiera) e dai Cantari-Ernici ( Simbrivio); Napoli dal Matese; Bari grazie all'acquedotto che capta sui Picentini ( acquadotto del Sele) e sul Matese; Reggio Calabria dall'Aspromonte; Catania dall'Etna; Palermo riceve grossi contributi da condotte provenienti dalle Madonie ( Pizzo Carbonara sfiora i 2000 metri di altezza); e poi pensiamo ad Atene ( si rifornisce dai monti dell'Attica ivi inclusa la zona dell'Olimpo); Madrid ( Sistema Iberico e Sistema Centrale con monti che arrivano a 2400 metri-Bola del Mundo ecc.); Granada e Siviglia dalla Sierra Nevada ( più di 3000 metri); Algeri (Atlante 3000 metri); Nicosia dai monti di Cipro (esiste anche una stazione sciisitica su queste montagne che arrivano a 1800 metri); Creta idem ( Monte Ida 2400 metri); Beirut ( Monti del Libano....3000 metri); Israele sfrutta le sorgenti dell'Hermon. Chiaro che, invece, se hai un grande fiume ne puoi sfruttare le acque ( Il Cairo). In assenza di queste risorse, rimane solo l'acqua fossile del sottosuolo che però non si rifornisce se non dopo centinaia di anni ( Tripoli, Damasco, Riad ecc. ) e questo è un vero problema a meno che non si metta in campo la tecnologia dei dissalatori ( Al Minad; Dubay; Abu Dabi ecc. ). Se hai monti dove nevica, oltre alle piogge ed ai temperamenti degli invasi (l'uomo da sempre si industria per porre rimedio a ciò che la natura offre ), l'aggiunta della risorsa nevosa costituisce una plusvalenza importante per i nostri acquedotti. E questo vale anche per il sud Italia. Affermazioni come " sarebbe più utile solo la pioggia " le condivido solo in parte. La mia tesi è: se hai sia pioggia che neve, in un regime pluviometrico come quello mediterraneo, è meglio ancora.
    Ultima modifica di Ghiacciovi; 17/04/2021 alle 16:15

  5. #145
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Discorso diverso, invece, lo si può fare per le situazioni locali ed i piccoli centri abitati, ove sicuramente, anche al sud Italia, i flussi estivi esigui e ridotti delle sorgenti che sia alimentano da sole piogge, sono bastevoli per le limitate esigenze ivi presenti. Cosa che, hainoi, non può bastare per grandi metropoli ( Catania, Palermo, Bari, Roma, Madrid, Atene , Algeri, Atene , Salonicco, Beirut, Valencia, Siviglia, Barcellona ecc. tutte città che necessitano di diversificazione delle captazioni e di quote più o meno rilevanti anche di sorgenti che beneficiano di neve fusa).
    Ultima modifica di Ghiacciovi; 16/04/2021 alle 09:06

  6. #146
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Tornando anche un attimo sul discorso della poca superficie di territorio dove si accumulano nevicate invernali al sud Italia, riflettendoci, continuo a credere che questo sia un falso problema. Me lo lascia supporre il fatto che, guarda caso, la neve rimpingua le falde dei massicci montani localmente ed in modo apparentemente insignificante se rapportato alla rimanente superficie territoriale del sud Italia, è vero, ma proprio da queste piccole e limitate zone montane partono tutti i principali acquedotti che vanno a rifornire gli insediamenti urbani più grandi del sud che non vado e ri elencare. Sicuramente tutti quelli che superano o sfiorano il milione di abitanti.

  7. #147
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Resta ovviamente sempre valida la considerazione che, ove un grosso insediamento urbano, si trovi in una zona dove sia le piogge che le montagne mancano....... si può sempre supplire in altro modo: grandi bacini artificiali, dighe, dissalatori, pozzi ed acqua fossile ecc. Penso A Tunisi, o a Tripoli ( l'acqua di Tripoli è prelevata da pozzi del deserto ma questa acqua si "ricarica" molto molto lentamente nei secoli ).
    Io parlavo del sud Italia, dove, essendoci questo contributo anche da acquedotti provenienti da bacini montani dove nevica, se per due stagioni di seguito non nevica o nevica poco, si può andare in sofferenza. Al riguardo, il cambiamento climatico e la possibile riduzione delle precipitazioni nevose invernali, imporrà di certo una ulteriore necessità di rendere eterogenei gli approvvigionamenti ed allora bisognerà pensare a nuovi bacini artificiali, a dissalatori o a pozzi. Tutto ciò per non dover dipendere dalle sole autobotti.

  8. #148
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Citazione Originariamente Scritto da Ghiacciovi Visualizza Messaggio
    A mio modo di vedere, invece, la neve è molto importante soprattutto nelle regioni dove in estate abbiamo aridità estrema e assenza totale di precipitazioni liquide. Infatti, i 2 - 3 metri di neve che cadono mediamente su tutti i principali sistemi montani appenninici meridionali (per inciso, numeri alla mano, i monti della Campania sono assolutamente nevosi tanto quanto quelli delle altre regioni a parità di quota: Matese, Taburno-Camposauro, Monti di Avella-Montevergine, Terminio, Cervialto, Marzano Santa Croce, Cervati e Catena della Maddalena ricevono buoni apporti nelle annate normali) riescono ad alimentare le sorgenti proprio quando l'apporto delle piogge è totalmente nullo da giugno a settembre. Senza il contributo della lenta ricarica delle falde esercitato dalla neve (guarda caso i principali acquedotti di queste regioni partono tutti dai massicci montani dove nevica in inverno) la sola pioggia invernale non basterebbe. Il temperamento idrico esercitato dai bacini artificiali, costruiti soprattuttto per finalità agricole, viceversa, è stato pensato proprio per attenuare il principale effetto negativo delle piogge, ovvero il rapidissimo ruscellamento a valle e verso il mare e la scarsa capacità di trattenimento delle stesse. Le piogge, al sud, spesso cadono in modo concentrato e rovinoso (pensiamo alle alluvioni lampo che si verificano nel crotonese, nel reggino, nel messinese. Pensiamo al riempimento improvviso delle fiumare di Calabria e Sicilia. Pensiamo alle alluvioni ed agli straripamenti del Sarno e del Biferno o del Basento). Il dissesto idrogeologico è proprio causato da regimi pluviometrici spesso estremamente variabili e fortemente concentrati. Inoltre, al sud, piove soprattutto con picchi massimi invernali e quindi questo fa si che il contributo dell'acqua sia quasi nullo per le esigenze estive soprattutto per finalità agricole. I bacini artificiali sono pensati proprio per supplire al modo impetuoso ed irregolare con cui cadono le piogge per ragioni climatiche tipiche del Mediterraneo. L'impetuosità della pioggia va in qualche modo trattenuta in grosse riserve artificiali per attenuare l'ininfluenza delle stesse piogge sulle riserve idriche. Questo è lo stesso modo di ragionare di molte civiltà dell'antichità: pensiamo a cosa costruirono i Maja nello Jukatan ad esempio.... costellavano i loro insedamenti di cisterne e condotte per accumulare il più possibile l'acqua piovana affinchè non mancasse quando non pioveva più per alcuni mesi. Stessa cosa facevano i Romani in Israele ad esempio.
    Inoltre, l'acqua accumulata nei grandi invasi meridionali italiani è sempre maggiormente soggetta ad evaporazione intensa, mentre l'acqua che staziona nel sottosuolo, nei sifoni, nei bacini e nelle fessure naturali interne alla montagne, è sicuramente maggiormente protetta da tale fenomeno. Ancora, l'acqua di fusione della neve mediante lo snow melting più che rendersi disponibile all'evaporazione in atmosfera, percola negli strati inferiori del manto fino a raggiungere il terreno. Anzi gli strati inferiori, più prossimi al terreno, quelli più importanti per il rifornimento delle falde, vengono naturalmente protetti dall'evaporazione proprio grazie allo spessore delle neve degli strati superiori. Certamente in superficie evapora ma nei bassi starti è oro prezioso perche' ben protetto. Cosa che non avviene con la pioggia che o evapora, o dilava a valle velocemente o penetra nel terreno ma senza alcuna protezione.
    Estremizzando, un territorio con grossi insediamenti urbani, a mio modo di vedere, per poter vivere di sola acqua piovana (assenza di grandi fiumi o laghi, assenza di possibilità di captazioni di acqua fossile o contributi da dissalatori o catene montuose con snow melting), dovrebbe trovarsi nelle stesse condizioni che si hanno nelle isole inglesi ad esempio, in cui le precipitazioni sono equamente distribuite in tutte e quattro le stagioni e cadono non in modo troppo concentrato ed intenso. Infatti, è noto che in Inghilterra, quando si verificano periodi anomali con assenza di piogge per soli 15 - 20 giorni, spesso si vada in sofferenza idrica rapidamente. Questo è il pericolo che si corre quando si dipende solo dalle piogge. La situazione migliore è quella in cui la diversificazione degli approvvigionamenti e tutti i contributi, ivi inclusi anche quelli piovosi e nevosi, riescono a garantire approvvigionamento per tutti i 12 mesi dell'anno. Se al sud nevicasse ancor più sarebbe ancora meglio, così come se piovesse anche nei mesi estivi ( in tal caso basterebbero le sole piogge ).
    Altra considerazione che faccio: se pensiamo a tutte le grandi città meridionali italiane e del Mediterraneo, notiamo che TUTTE si approvvigionano anche da acquedotti provenienti da zone dove in inverno nevica: Roma dal Velino-Sirente (Peschiera) e dai Cantari-Ernici ( Simbrivio); Napoli dal Matese; Bari grazie all'acquedotto che capta sui Picentini ( acquadotto del Sele) e sul Matese; Reggio Calabria dall'Aspromonte; Catania dall'Etna; Palermo riceve grossi contributi da condotte provenienti dalle Madonie ( Pizzo Carbonara sfiora i 2000 metri di altezza); e poi pensiamo ad Atene ( si rifornisce dai monti dell'Attica ivi inclusa la zona dell'Olimpo); Madrid ( Sistema Iberico e Sistema Centrale con monti che arrivano a 2400 metri-Bola del Mundo ecc.); Granada e Siviglia dalla Sierra Nevada ( più di 3000 metri); Algeri (Atlante 3000 metri); Nicosia dai monti di Cipro (esiste anche una stazione sciisitica su queste montagne che arrivano a 1800 metri); Creta idem ( Monte Ida 2400 metri); Beirut ( Monti del Libano....3000 metri); Israele sfrutta le sorgenti dell'Hermon. Chiaro che, invece, se hai un grande fiume ne puoi sfruttare le acque ( Il Cairo). In assenza di queste risorse, rimane solo l'acqua fossile del sottosuolo che però non si rifornisce se non dopo centinaia di anni ( Tripoli, Damasco, Riad ecc. ) e questo è un vero problema a meno che non si metta in campo la tecnologia dei dissalatori ( Al Minad; Dubay; Abu Dabi ecc. ). Se hai monti dove nevica, oltre alle piogge ed ai temperamenti degli invasi (l'uomo da sempre si industria per porre rimedio a ciò che la natura offre ), l'aggiunta della risorsa nevosa costituisce una plusvalenza importante per i nostri acquedotti. E questo vale anche per il sud Italia. Affermazioni come " sarebbe più utile solo la pioggia " non le condivido. La mia tesi è: se hai sia pioggia che neve, in un regime pluviometrico come quello mediterraneo, è meglio ancora.
    Sono perfettamente d'accordo con te, ho spiegato anche io nel dettaglio l'approvvigionamento idrico di Roma ed ho elencato tutte le sue sorgenti sia antiche che moderne, i Romani erano super esperti di acqua hanno fatto gli acquedotti in tutto il mondo la rete fognaria di Roma è sostanzialmente quella di 2000 anni fa', per chi è interessato leggetevi la storia della Cloaca Maxima.
    I Romani non avrebbero mai fatto quello che hanno fatto se dovevano contare solo o in maggior parte sull'acqua piovana, con 3/4 mesi estivi di possibile siccità è vero che il clima 2000 anni fa' era differente ma sugli Appennini nevicava già molto lo testimoniano gli acquedotti che ci sono


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  9. #149
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Le strutture - Sito ufficiale dell'ASRMA - AZIENDA SPECIALE REGIONALE MOLISE ACQUE

    vedere dighe

    Guardialfiera Lago Montepeloso CB

    31/3/21 acqua a 117metri. Il pieno è a 122/23. Mancano 5 metri d'acqua. E svariati milioni di m3.
    Sul matese la neve sublima o fonde ed evapora a ritmi sostenuti.
    Domenica scorsa era sulla gallinola,

    Nowcasting Nazionale Aprile 2021

    vento forte dp negativi e T ampiamente sopra lo 0. Non scorreva acqua da nessuna parte. Tutta acqua persa. Se qualcuno vuole dimostrarmi come la recupero si faccia avanti.

    Quella diga serve tutto il basso Molise riguardo gli usi potabili (basta pensare solo all'estate che cosa vuol dire) irrigui e indutriali, tra cui una turbogas le cui richieste hanno abbassato il livello medio.
    Ultima modifica di TreborSnow; 16/04/2021 alle 10:09

  10. #150
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    Predefinito Re: Importanza della neve riguardo le riserve idriche

    Citazione Originariamente Scritto da AcquaSacra Visualizza Messaggio
    Adesso rifaccio la domanda, visto che si PARLAVA di ACQUA PROVENIENTE da SORGENTI, l'Italia non ha grandi fiumi o grandi laghi.Quindi qual'è il paese al mondo che possiede più acqua di SORGENTE, e da dove arriva tutta l'acqua che possiede l'Italia.
    Dimentichi l'enorme numero di pozzi trivellati e di gallerie drenanti. Ci sono anche pozzi all'interno di gallerie.Per esempio all'Etna la stragrande maggioranza dell'acqua viene da pozzi e gallerie drenanti.Ma, come dice @nago, bisogna mettersi d'accordo su cosa si intende per "sorgente"Io però son d'accordo con @alexeia, è un discorso complicato che non serve a questa discussione.Sono della stessa opinione di @nago sul fatto che la risposta al tema iniziale è proprio "dipende". I fattori che elenca vanno tenuti in considerazione per cui magari in alcune aree le precipitazioni nevose contano mentre in altre no.

    Citazione Originariamente Scritto da AcquaSacra Visualizza Messaggio
    Pagine addietro ho scritto che l'Italia insieme al Giappone è il paese dove nevica di più al mondo
    Cosa intendi per "nevica di più"? Perché come quantità di neve assoluta ci battono in parecchi così come a quantità rispetto al territorio. Basta guardare una di quelle immagini satellitari che mostrano la copertura nevosa in inverno

    @TreborSnowHo dei dubbi sulla sublimazione della neve e anche sul fatto che l'evaporazione sia notevole. Potrebbe esserlo se la temperatura fosse di oltre 30 gradi ma mi aspetto che nei dintorni di un deposito nevoso la temperatura sia sempre più fresca per cui l'aria di acqua non ne può contenere molta.Invece la presenza dei bacini è spesso fondamentale. Nella mia area no ma nel resto della Sicilia i bacini sono fondamentali specialmente per gli usi industriali e l'agricoltura. PEr cui si, se non ci sono casi eccezionali i bacini regolano l'acqua meglio dei depositi nevosi

    @GhiaccioviChe intendi per "dipendere solo dalle piogge" ? Raccolgono l'acqua che piove dai tetti come si faceva a Pantelleria e in gran parte del sud Italia?Poi tu ragioni in termini di monti mentre io ragiono in termini di bacini idrogeologici che alimentano le falde e che poi prelevi dalle sorgenti, con pozzi, gallerie drenanti e tutte le tecniche che oggi conosciamo. Sfruttiamo anche i fiumi ma spesso li l'acqua va trattata prima anche se capita anche con le altre fonti quando si teme o si è certi di una contaminazione organica.In Italia poi le falde sono tutte alimentate dalle precipitazioni, piovose o nevose che siano, non abbiamo falde di acque fossili che in fondo sono sempre provenienti da piogge ma avvenute secoli fa.L'unica eccezione che conosco per averne sentito parlare era il generatore d'acqua presente all'Osservatorio Etneo un tempo presente a 300m di quota distrutto dall'eruzione del 1971. Sfruttava la condensazione del vapore emesso dall'Etna.Le montagne sono poi le zone che sfruttiamo tutti per il semplice fatto che è il posto dove piove o nevica di più e che ti permette di prelevare facilmente a valle l'acqua. Significa che il posto di prelievo è alimentato da una superficie sufficiente a monte.Ma anche qui bisogna mettersi d'accordo che cosa si intende per "monte".Tornando al tema per poterne disctere ci vorrebbe una stima delle precipitazioni nevose che purtroppo manca quasi completamente. Non abbiamo credo neanche una buona stima delle piogge che cadono sopra i 1500m, le stazioni sono pochissime.

    EDIT: noto che il copia incolla dei commenti non funziona bene, al momento di inserire il messaggio vengono eliminati tutti i ritorno a capo.

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